ESC 2014: Una vita da Drag Queen all’ESC

eurotrash

Il clamoroso trionfo di Conchita Wurst allla 59ª edizione dell’Eurovision Song Contest di quest’anno ha irritato alcuni gruppi religiosi e politici estremi in Europa, dovuto forse al suo look, con i suoi abiti a sirena, i suoi capelli neri e lunghi, il rossetto rosso fuoco, le ciglia rigorosamente finte e la barba, ma la Wurst non è la prima concorrente a sollevare le polemiche nella manifestazione canora europea. E dire che nel 1998 vinse il concorso canoro europeo Dana International, cantante transessuale israeliana, senza parlare, lo scorso anno del bacio saffico tra la cantante finlandese Krista Siegfrids e una corista al termine della performance sul palco di Malmö, in Svezia.

Una partecipazione controversa, che già alla vigilia della manifestazione aveva scatenato le ire della Russia, che avevano lanciato campagne e petizioni per il boicottaggio di Conchita Wurst all’ESC, come quelle del parlamentare russo Vitalij Milonov (uno dei fautori della legge russa omofoba in tema di restrizioni sull’omosessualità), il quale aveva chiesto la non partecipazione della Russia al Festival a causa della presenza della Drag Queen Austriaca. Costui ha anche affermato che: «Un pervertito come Wurst insulterebbe milioni di russi». Altre proteste sono giunte anche dalla Bielorussia, il cui comitato locale dell’ESC aveva chiesto che la messa in onda della gara prevedesse un sistema di montaggio tale da evitare che in Bielorussia venisse trasmessa l’esibizione di Wurst. Entrambe le richieste sono state respinte.

Osteggiata da Bielorussia, Russia e Ucraina, che volevano fosse esclusa dalla competizione, Conchita è stata accolta a Vienna da una folla festante di almeno un migliaio di persone, alcune delle quali con una barba dipinta – a imitazione del trademark della cantante. 

Anche dopo la vittoria al Festival europeo sono piovute durissime critiche da parte di alcuni esponenti politici russi. Il vice premier russo Dmitrij Rogozin su Twitter ha scritto: “Il risultato di Eurovision ha mostrato ai sostenitori dell’integrazione europea il loro futuro europeo… una donna barbuta”. Più pesante la dichiarazione di un altro politico russo di spicco, il nazionalista Vladimir Žirinovskij, il quale in un’intervista TV ha dichiarato: “É la fine dell’Europa. Loro non hanno più uomini e donne, hanno ‘questo'”. In Ucraina il “governatore popolare” filorusso della località di Jarkov, ha chiesto il referendum separatista “per non restare con gente come Conchita”.

Ma scorrendo la storia della manifestazione si rintracciano diversi personaggi del mondo LGBT che hanno fatto parte dell’evento:

1998 ISRAELE: “DIVA” – DANA INTERNATIONAL

Già nel 1998, l’Eurovision Song Contest ha fatto storia con la cantante transgender israeliana Dana International (דנה אינטרנשיונל) (vero nome Sharon Cohen (שרון כהן‎), nata Yaron Cohen (ירון כהן)) vinse sul palcoscenico di Birmingham con “Diva“ (e suoi abiti Jean-Paul Gaultier, un brano rimasto scolpito nella storia eurovisiva e diventato uno dei simboli moderni della rassegna. Entrò in gara già come donna, dopo l’intervento di cambio sesso datato 1993, fece così tanto notizia che nonostante l’assenza dell’Italia alla manifestazione i media italiani le dedicarono alcune pagine alcune pagine dei quotidiani.

2002 SLOVENIA: “SAMO LJUBEZEN” – SESTRE

Sul fronte delle Drag Queen, le prime in assoluto furono il trio di uomini sloveni Sestre (Sisters). Nel 2002 si presentarono sul palco di Tallin, in Estonia vestite da assistenti di volo scintillanti sostenuti da due maschi e una cantante vestita come piloti di linea, scatenando le proteste anti-gay in Slovenia contro la scelta della canzone, così come il dibattito in seno al parlamento Sloveno e al parlamento Europeo, sostenendo che la Slovenia non dovrebbe essere ammessa nell’Unione europea a causa degli atteggiamenti sociali all’omosessualità. “Samo ljubezen (Only love) in realtà non andò lontano, furono solo tredicesime con 33 punti, ma il trio si garantì un bel giro in Europa per promuovere le loro canzoni. Sestre era composto da: Miss Marlena (vero nomeTomaž Mihelič), Daphne (Srečko Blas) ed Emperatrizz (Damjan Levec).

2007 UCRAINA: “DANCING LASHA TUMBAI” – VERKA SERDUCHKA

Nel 2007 si esibisce sul palco di Helsinki, in Finlandia il comico ucraino e cantante Andriy Danilko (Andrij Danylko, Андрій Данилко), in arte Verka Serduchka (Вєрка Сердючка). Nel ruolo di Verka Serduchka, vestita da casalinga russa scintillante, ha rappresentato l’Ucraina nel Eurovision Song Contest 2007 con “Danzing (Lasha tumbai)” ed è finito al secondo posto. Nella sua carriera Serduchka ha venduto oltre 600.000 dischi in Ucraina. Anche la sua partecipazione scatenò delle polemiche in Ucraina. Alcuni ucraini e anche alcuni membri del parlamento Ucraino hanno espresso la loro disapprovazione con la partecipazione di Serduchka al concorso, perché considerata troppo  grottesca e volgare.

2007 DANIMARCA: “DRAMA QUEEN” – DQ

Sempre nel 2007, Peter Andersen, performer danese noto come DQ, porta in scena vestito con piume rose, davanti ad una corona gigante di regina, Drama queen” e il numero per cui è celebre ovvero il cambio dell’abito in pochissimi secondi. Non riesce ad entrare in finale. DQ è stato quest’anno l’animatore di alcune serate all’Euroclub di Copenaghen 2014. 

2011 ISRAELE: “DING DONG” – DANA INTERNATIONAL

Nel 2011, la vincitrice dell’Eurovision Song Contest del 1998, tentò nuovamente l’esperienza eurovisiva a Düsseldorf, in Germania con la canzone “Ding Dong” nella Semi-Finale del 12 Maggio, venendo però eliminata e non potendo partecipare alla finale di sabato 14 Maggio.

2014 AUSTRIA – “RISE LIKE A PHOENIX” – CONCHITA WURST

Per quanto a Conchita Wurst (vero nome Thomas “Tom” Neuwirth), aveva già tentato l’ingresso all’ESC nel 2012, chiudendo seconda alla selezione nazionale austriaca con “That’s what I am“. Nel Settembre 2013 ÖRF la sceglie come rappresentante dell’Austria all’ESC 2014 in Danimarca. La selezione di Conchita Wurst ha scatenato alcune polemiche in Austria: infatti nei giorni successivi, più di 31.000 persone si sono iscritte alla pagina Facebook “Anti-Wurst”. Inoltre sia in Russia che in Bielorussia sono state condotte delle petizioni che invitavano le televisioni nazionali a rimuovere dalla messa in onda le prestazioni dell’artista austriaca. Il brano “Rise Like a Phoenix” ha vinto il Festival con 290 punti ed è la seconda vittoria per l’Austria dopo l’Eurovision Song Contest 1966.

Nel 2001, il drag act delle Shimai era in gara In Spagna nel progetto Trans X col brano “Amandonos“, chiudendo dodicesimo su 20 in una selezione oggettivamente parecchio scarsa. Nel 2004 al Melodifestivalen erano in gara le  Afterdark con “La Dolce Vita“, che chiusero terze mentre nel 2006 le Queentastic con “Absolutely fabolous” chiusero quarte alle selezione norvegese. Alla finale rumena quest’anno era in concorso Naomy, transessuale molto celebre nel proprio paese, col brano “Daca tu iubesti“.

A dispetto delle varie critiche russe, in seguito alla sua vittoria il singolo “Rise Like a Phoenix” è stato il singolo più scaricato sul sito russo di iTunes; anche gli altri singoli del cantante, “Unbreakable” e “That’s What I Am”, sono entrati nella classifica dello store in Russia. Anche in Italia, appena pochi giorni dopo la vittoria, il brano di Wurst è entrato nella Top ten dei singoli più venduti: non accadeva da anni che una canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest riscuotesse successo discografico sul suolo italiano.

Elogi sono arrivati dalla natìa Austria. Tra gli esponenti che hanno avuto parole di apprezzamento nei confronti di Wurst troviamo il cardinale Christoph Schönborn che ha affermato: «Ha portato al centro dell’attenzione un grande tema, un tema reale, soprattutto per persone come Wurst, costrette a subire ingiustizie, discriminazioni e cattiverie. Sono contento che Thomas Neuwirth con il suo nome d’arte Conchita Wurst abbia avuto un tale successo».