ESC 2019: Ecco tutti gli errori delle Giurie Eurovision 2019

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La 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2019 non solo verrà ricordata per la quinta vittoria dei Paesi Bassi (dopo le edizioni del 1958, 1970, 1976 e 1980), in seguito alla vittoria di Duncan Laurence con la canzone “Arcade” nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv, ma soprattutto per i tanti scandali legati a giurie e televoti, venuti alla luce nelle ore e nei giorni successivi alla finale del concorso canoro europeo.

L’errore più eclatante, ammesso dalla stessa EBU-UER, è quello riguardante la top 10 della giuria bielorussa in Finale, rivelata in diretta televisiva in maniera sbagliata e corretta – con relativi scossoni al ranking generale – solo dopo qualche giorno.

Come avevamo riportato, la giuria della Bielorussia era stata squalificata dal voto in finale, dopo che alcuni membri avevano candidamente rivelato le proprie preferenze relative alla semifinale, infrangendo il regolamento.

Al posto della classifica che sarebbe risultata dalle votazioni dei cinque membri, in finale l’EBU-UER ha proclamato per la nazione est-europea una top 10 calcolata tramite la media delle classifiche dei paesi con un pattern di voto simile alla Bielorussia (Armenia, Azerbaigian, Russia e Georgia).

Tuttavia, per un errore umano, i punteggi sono stati assegnati al contrario, premiando i dieci paesi più in basso nella classifica aggregata.

In finale, infatti, la Bielorussia aveva assegnato 12 punti a Israele, 10 all’Estonia, 8 alla Germania, 7 alla Norvegia, 6 alla Spagna, 5 al Regno Unito, 4 a San Marino, 3 alla Serbia, 2 all’Islanda e 1 all’Australia.

La top 10 corretta data dalla media, che ha cambiato la classifica finale, è invece la seguente: 12 punti a Malta, 10 alla Macedonia del Nord, 8 a Cipro, 7 all’Italia, 6 ai Paesi Bassi, 5 all’Azerbaigian, 4 alla Svizzera, 3 alla Grecia, 2 alla Svezia e 1 alla Russia.

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Non solo classifiche aggregate ed errori di calcolo. A volte gli stessi giurati consegnano all’EBU-UER classifiche del tutto sballate. È il caso, come fatto notare dal quotidiano serale svedese Aftonbladet, la cantante Lina Hedlund, ex Alcazar e concorrente solista al Melodifestivalen 2019, membro della giuria svedese, durante la Seconda Semi-Finale ha relegato i brani della Svizzera e dei Paesi Bassi agli ultimi due posti, salvo poi piazzare Duncan Laurence al primo e Luca Hänni al secondo posto in Finale.

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Grazie ai voti “sbagliati” della Hedlund, che ha premiato “Limits” di PAENDA con il primo posto (si trattava però del brano da lei meno apprezzato), l’Austria ha ottenuto otto punti dalla giuria della Svezia, salvandosi dall’ultimo posto a discapito dell’Irlanda.

In ogni caso, se i voti della cantante fossero stati calcolati in modo “corretto”, i dieci paesi qualificati non sarebbero cambiati.

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Anche nella giuria russa è stato riscontrato un “caso Hedlund”. Nell’occhio del ciclone Igor Gulayev, presentatore televisivo e designer di moda.

A mettere in luce la discrepanza fra i voti assegnati in semifinale e in finale dal giurato russo, è stato il sito eurovisivo Wiwibloggs.

Gulayev ha prima donato i propri 12 punti alla Danimarca e i 10 alla Svizzera, in finale però “Love is forever” di Leonora è stata piazzata all’ultimo posto, un gradino più su “She got me” di Luca Hänni.

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“Truth” di Chingiz si è dapprima ritrovata all’ultimo posto per Gulayev, ottenendo “solo” 4 punti dalla Russia in Semifinale.

Nella serata Finale, invece, l’Azerbaigian è balzato al primo posto per il giurato, contribuendo così ai 12 punti assegnati al paese dalla Russia.

A differenza della Hedlund, però, in questo caso i voti “corretti” di Gulayev avrebbero cambiato le sorti della Semifinale.

La Lituania, infatti, si sarebbe qualificata al posto della Danimarca (che non avrebbe ottenuto tre fondamentali punti dalla giuria russa).

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Ebbene sì, ce n’è anche per l’Italia. Ma a differenza dei casi sopracitati, a generare polemiche non è stata la giuria, bensì un errore nel televoto, relativo alla seconda semifinale, avrebbe potuto cambiare le sorti della gara.

È il sito eurovisivo ESCXtra a mettere in luce un’incongruenza non da poco.

Secondo quanto riportato dall’EBU-UER, questi sono stati i punti assegnati dal televoto italiano in semifinale: 12 all’Albania, 10 alla Romania, 8 alla Norvegia, 7 alla Russia, 6 alla Svizzera, 5 alla Moldavia, 4 all’Azerbaigian, 3 ai Paesi Bassi, 2 a Malta e 1 alla Macedonia del Nord.

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Nel tabulato dei voti ricevuti e pubblicato dalla RAI, i risultati sono in realtà diversi.

Seguendo le percentuali esplicitate, la top 10 del televoto risulta essere questa: 12 all’Albania, 10 alla Romania, 8 alla Russia, 7 alla Moldavia, 6 alla Norvegia, 5 alla Svizzera, 4 alla Macedonia del Nord, 3 all’Azerbaigian, 2 a Malta e 1 alla Lituania.

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In questo modo, il lituano Jurij Veklenko avrebbe ottenuto un prezioso punto in più in classifica in semifinale, che gli avrebbe consentito di agganciare la Danimarca al decimo posto. I due paesi avrebbero ottenuto entrambi 94 punti.

Secondo il regolamento dell’EBU-UER, in caso di parità, è il paese con il maggior punteggio al televoto a “trionfare”. Trattasi, in questo caso, della Lituania (78 punti contro i 41 della Danimarca).

La domanda sorge spontanea: perché i punteggi pubblicati dalla RAI non sono in linea con quelli assegnati dall’EBU-UER? 

È possibile che la Ernst & Young, il network che si occupa di monitorare i televoti nazionali relativi all’Eurovision, abbia riscontrato degli errori nel televoto italiano e abbia quindi corretto in automatico risultati?

Al momento non è stata data nessuna risposta ufficiale da parte della RAI o dell’EBU-UER.

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La LRT Televizija, la rete televisiva che si occupa dell’Eurovision nel paese baltico, si sta già spingendo per ottenere spiegazioni in merito.

Il capodelegazione lituano, Audrius Giržadas, ha dichiarato: “La situazione è interessante. Noi, come broadcaster, siamo vittima di cattiva condotta morale, e abbiamo dati sufficienti per far riconoscere l’errore. L’artista e gli autori del brano potrebbero richiedere un ingente indennizzo, perché se la canzone viene eseguita per un pubblico ampio come quello della finale, la ricompensa per gli autori è significativamente più alta rispetto a quando viene eseguita una sola volta.”

Il cantante, però, preferisce focalizzarsi sulla carriera: “Io ho fatto tutto il possibile, ma è successo quel che è successo. I cantanti che hanno raggiunto la finale hanno meritato di essere lì, non vedo perché colpirli o provare a privarli del loro risultato. I miei manager decideranno se agire legalmente, il mio lavoro è creare musica.”

Inoltre, durante un’intervista al “The Irish Sun”, Sarah McTernan (Irlanda 2019) ha raccontato al giornalista di aver ricevuto numerosi messaggi di odio — e perfino qualcuno di morte — dopo essersi esibita a Tel Aviv: “Ho ricevuto dei messaggi orribili da più di un centinaio di persone. Mi hanno anche minacciata. Mi dicevano ‘devi stare attenta’, ‘guarda dove vai’, ‘non saprai mai dove sarai’. Questo tipo di cose.”

Oltre alle mail, Sarah ha ricevuto anche molte lettere, che sono state recapitate a casa della nonna: “Le ho aperte tutte e ho letto solo le prime righe che dicevano ’sei una disgrazia’, ‘sei solo una sciocca ragazza che non sa nulla’, ‘sei stupida’. Non ho letto il resto.” 

L’odio e le minacce ricevuti online hanno avuto un grosso impatto sulla cantante a tal punto da prendere la decisione di staccarsi dai socials nei giorni precedenti all’esibizione nella seconda semi-finale: “C’è ancora molta m***a che mi viene buttata addosso online, ma non mi interessa. Lo sapevo che sarebbe stato controverso rappresentare l’Irlanda in Israele, ma non pensavo ci sarebbe stata tutta questa ripercussione. Sono comunque contenta di aver rappresentato il mio paese.”

A proposito dell’esperienza di Tel Aviv — dove si è classificata 18esima nella seconda semi-finale —Sarah ha detto di essere molto grata al capo delegazione irlandese Michael Kiely e al suo team per averla sempre sostenuta.

Potete leggere l’intervista completa in inglese qui.