ESC 2020 – Francia: France Télévisions conferma la selezione nazionale per Rotterdam 2020


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Alexandra Redde-Amiel, il nuovo direttore dei programmi d’intrattenimento e di varietà dell’emittente pubblica francese France Télévisions ha confermato a Pure Médias che  la canzone e il concorrente francese per la 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest si terrà presso l’Ahoy Rotterdam di Rotterdam, nei Paesi Bassi, per la quinta volta dopo le edizioni del 1958, 1970, 1976 e 1980), in seguito alla vittoria di Duncan Laurence nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv con il brano “Arcade”, il 12, 14 e 16 maggio del prossimo anno, verrà selezionata attraverso una finale nazionale.

Durante la sua intervista a Pure Médias, Redde-Amiel ha confermato che si terrà una selezione nazionale per Eurovision 2020. Inoltre, ha dichiarato che sono in corso discussioni sul format del concorso.

Redde-Amiel ha spiegato che è certo che una selezione nazionale si terrà nel 2020, ma il formato e il nome del processo di selezione non sono stati determinati. France Télévisions sta attualmente discutendo le proprie idee e esigenze con la società di produzione dietro Destination Eurovision, format che funge dal 2018 come metodo di selezione nazionale per i rappresentanti della Francia all’Eurovision Song Contest. 

“Il nostro desiderio è quello di rendere il marchio Eurovision ancora più popolare. Non possiamo deludere, perché l’Eurovision Song Contest è diventato un imperdibile evento di intrattenimento su France 2 per gli spettatori. Questo è il miglior programma d’intrattenimento dell’anno che riunisce tutti. E il gruppo fa ogni sforzo per avvicinarsi ancora di più al podio!”,  ha aggiunto Redde-Amiel.

La Francia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Tel Aviv dal cantante, compositore e youtuber francese di origini marocchine Bilal Hassani (بلال حسني) e il suo brano “Roi” (scelti attraverso, Destination Eurovision 2019, il format per la ricerca del rappresentante francese all’Eurovision Song Contest), pubblicato il 4 gennaio 2019 su etichetta discografica Low Wood. Scritto dallo stesso interprete in collaborazione con il duo Madame Monsieur e con Medeline, il brano ha vinto il programma Destination Eurovision, guadagnando il diritto a rappresentare la Francia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Facendo la Francia parte dei Big Five, il brano ha avuto accesso direttamente alla serata finale del 18 maggio 2019. Qui si è classificato 16º su 26 partecipanti con 105 punti totalizzati, di cui 38 dal televoto e 67 dalle giurie.

Il Paese ha partecipato a quasi tutte le edizioni dell’Eurovision Song Contest (62 partecipazioni), tranne due volte: nel 1974 (si ritirò a causa del lutto nazionale proclamato per la morte del Presidente Georges Pompidou nella settimana del concorso. Se la francia avesse partecipato, sarebbe stata rappresentata da Dani con la canzone “La vie à vingt-cinq ans”) e nel 1982 (TF1 ha rifiutato di partecipare). Ha ospitato il concorso tre volte: Cannes (nel 1959 e nel 1961) e Parigi (nel 1978).

La Francia è uno dei Paesi di maggior successo nel concorso, ha vinto il concorso cinque volte (nel 1958 con il brano “Dors, mon amour” (Sleep, My Love) di André Claveau; nel 1960 con la canzone “Tom Pillibi” di Jacqueline Boyer, nel 1962 col brano “Un Premier Amour” (A First Love) di Isabelle Aubret; nel 1962 con la canzone “Un jour, un enfant” (A Day, a Child) di  Frida Boccara e nel 1977 con il brano “L’oiseau et l’enfant” (The Bird and the Child) di Marie Myriam), arrivando alla secondo posto quattro volte e terzo sette volte.

Il Paese fa parte dei Big Five (assieme a Spagna, Germania, Regno Unito ed Italia) e, nonostante i pessimi risultati degli ultimi anni, accede di diritto alla serata Finale. Dal 1998, quando il televoto è stato introdotto la Francia si è classificata negli ultimi 10 posti in Finale: 18° nel 2003 e nel 2008, 19° nel 1999, 22° nel 2006, 2007 e nel 2012, 23° nel 2000, 2005 e nel 2013, 24° nel 1998 e 26° nel 2014. Inoltre non è riuscita a raggiungere la Top ten in undici delle ultime quattordici edizioni, raggiunta solo 3 volte: con “Je n’ai que mon âme” (All I Have is My Soul) di Natasha St-Pier al 4° posto nel 2001, con “Il faut du temps (je me battrai pour ça)” (It takes time (I will fight for that)) di Sandrine François al 5° posto nel 2002 e con “Et s’il fallait le faire” (And if it had to be done) di Patricia Kaas 8° posto nel 2009.

Nel 1999, France 3 dovette trasmettere il festival perché France 2 mandava in onda una partita di rugby; da allora il canale pubblico regionale francese ha sempre trasmesso l’evento con risultati alterni (es. un misero 10% nel 2007). Nel 2009, la Francia torna a piazzarsi tra i primi 10 grazie a una delle sue cantanti più famose e apprezzate, Patricia Kaas, e l’anno dopo finisce 12º. Dal 2005 al 2010, la semifinale di competenza è stata trasmessa da France 4, in seguito è stata portata su France Ô, mentre dal 2016 sono entrambe trasmesse da France 4.

Non più Olanda, d’ora in poi solo Paesi Bassi. L’Olanda cambia finalmente nome ed è arrivata l’ora anche per noi di cominciare a chiamarla nel modo corretto.

Una delibera del governo ha di recente stabilito che nei documenti ufficiali si potrà scrivere solo “Paesi Bassi” in riferimento al nome della nazione, abbandonando per sempre quello di “Olanda”. I due termini non sono infatti sinonimi: con Paesi Bassi ci si riferisce all’intera nazione, mentre con Olanda ci si riferisce principalmente alle due regioni, quella meridionale e quella settentrionale, di cui fa parte Amsterdam.

Si tratta principalmente di un gesto volto a saldare l’unita nazionale. Con questa decisione il governo intende infatti fare chiarezza ma anche dare un segnale ai suoi cittadini, quello che sarà più attento a tutte le dodici regioni del paese e non più prevalentemente all’Olanda settentrionale e alla sua capitale Amsterdam.

Il nome unico verrà ufficialmente presentato all’Eurovision Song Contest 2020 a Rotterdam e anche alle Olimpiadi di Tokyo.

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