Sanremo 2020: Stasera al via la prima puntata di PrimaFestival 2020 – Aggiornato

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A poco meno di 10 giorni dall’inizio del Festival, Sanremo 2020 parte ufficialmentecon PrimaFestival, al via questa sera – lunedì 27 gennaio – intorno alle 20.30 su Rai 1 subito dopo il Tg1 delle 20. Un modo per scaldare i motori in vista della 70esima edizione del Festival della Canzone italiana, condotta e artisticamente diretta per la prima volta da Amadeus.

Messo da parte lo studiolo pseudo-tg, i conduttori si appostano nella Glass Box che si affaccia sul red carpet del Teatro Ariston per raccontare al pubblico gli ultimi preparativi, in vista del debutto di martedì 4 febbraio. A provare l’ebrezza del corso Matteotti che si anima progressivamente di accessori e pubblico e a raccontarlo live (“rigorsamente”, dicunt) arrivano Ema Stokholma con Gigi e Ross, alla loro prima volta sanremese. Il trio prende il posto di Simone Montedoro e Anna Ferzetti, che hanno guidato il pubblico nel backstage dell’Ariston lo scorso anno, e sembra sia destinato a vivere le due settimane di programmazione esclusivamente ‘en plain air’, senza l’ausilio della Sala Biribissi che invece ha ospitato nelle edizioni precedenti i giorni antecedenti all’alzata del sipario. 

Ogni sera, quindi, Ema Stokholma con Gigi e Ross racconteranno in sei minuti le notizie principali da Sanremo, mostreranno clip dal backstage, intervisteranno ospiti e cantanti prima dell’esibizione e proveranno a restituire il gusto del freak show che ogni anno si respira intorno all’evento televisivo più coinvolgente del palinsesto italiano.

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Prima Festival – 27/01/2020 – In diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston la prima puntata di PrimaFestival, l’appuntamento quotidiano di news e curiosità sul Festival di Sanremo, un breve notiziario che segue il Festival marcandolo stretto con lo stile e la forma ”urgenti” e ”incalzanti” del giornalismo all-news. Conduce Ema Stokholma con Gigi e Ross. Un programma di Carmelo La Rocca, Walter Santillo. Regia di Carlo Flamini.

PrimaFestival – 30/01/2020 – In diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston la seconda puntata di PrimaFestival, l’appuntamento quotidiano di news e curiosità sul Festival di Sanremo, un breve notiziario che segue il Festival marcandolo stretto con lo stile e la forma ”urgenti” e ”incalzanti” del giornalismo all-news.

PrimaFestival – 31/01/2020 – In diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston la terza puntata di PrimaFestival, l’appuntamento quotidiano di news e curiosità sul Festival di Sanremo, un breve notiziario che segue il Festival marcandolo stretto con lo stile e la forma ”urgenti” e ”incalzanti” del giornalismo all-news.

PrimaFestival – 01/02/2020 – In diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston la quarta puntata di PrimaFestival, l’appuntamento quotidiano di news e curiosità sul Festival di Sanremo, un breve notiziario che segue il Festival marcandolo stretto con lo stile e la forma ”urgenti” e ”incalzanti” del giornalismo all-news

PrimaFestival – 31/01/2020 – In diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston la quarta puntata di PrimaFestival, l’appuntamento quotidiano di news e curiosità sul Festival di Sanremo, un breve notiziario che segue il Festival marcandolo stretto con lo stile e la forma ”urgenti” e ”incalzanti” del giornalismo all-new.

70 anni di Festival – L’Altro Festival

L'Altro Festival - 1951 - 1960: Le origini - RaiPlay

1951 – 1960: Le originiIl sipario si apre il lunedì 29 gennaio 1951. In gara ci sono venti canzoni, cantate tutte da tre soli cantanti: le canzoni per uomini le Achille Togliani, quelle per solista femminile Nilla Pizzi, e se serve un coro è il turno delle sorelle Fasano. I cantanti hanno lo stesso contratto dei musicisti e la mattina timbrano il cartellino. Nel 52, arrivano i primi grande successi: ‘Vola Colomba’ e ‘Papaveri e paper’e di Nilla Pizzi. Che si classifica prima, seconda e terza! Il Festival del 53 vede canzoni ben confezionate, antiche, di maniera, tuttora popolari nel nostro canzoniere: tra tutte ‘Vecchio scarpone’ di Gino Latilla e Giorgio Consolini, che vincono nel 54 con ‘Tutte le mamme’. Nel ’55 arrivano la Televisione e il primo divo della canzone: Claudio Villa, che arriva primo e secondo con ‘Buongiorno tristezza’ cantata da un grammofono perché il ‘reuccio’ era bloccato in hotel da una laringite. In risposta agli atteggiamenti da primadonna dei cantanti, il servizio pubblico riserva il Festival 1956 ai vincitori del ‘Concorso per voci nuove’: il primo talent show della televisione italiana. Dei sei che arrivano a Sanremo, l’unica a restare sulla scena è Tonina Torrielli. Il ’57 è l’anno di ‘Casetta in Canadà’, e nel frattempo gli italiani cominciano a fare il tifo per le canzoni. Nel ’58 Domenico Modugno è il primo autore della storia del Festival a cantare una sua canzone. Vince, anzi, stravince con ‘Nel blu, dipinto di blu’. Non compie nessuna rivoluzione, ma sincronizza gli orologi della musica leggera italiana con una parte di modernità. Sono gli anni dei primi dischi a 45 giri, del rock’n roll, dei juke box e degli urlatori. Nel ’59 una cantante di Cremona che si faceva chiamare Baby Gate incide una versione movimentatissima di ‘Nessuno’, presentata al Festival da Betty Curtis e Wilma De Angelis. Il suo nome è Mina.

L'Altro Festival - 1961 - 1970: L'esplosione - RaiPlay

1961 – 1970: L’esplosioneNel 1961 arriva un nuovo Patron, Ezio Radaelli, ma soprattutto arrivano i giovani e si chiamano Mina, Adriano Celentano, Little Tony, Milva, Edoardo Vianello, Giorgio Gaber, Gianni Meccia, Gino Paoli. I giovani, anzi i ‘teen-ager’, sono i protagonisti dei primi anni sessanta, ma gli idoli dei ragazzi Gianni Morandi e Rita Pavone sono troppo ‘big’ per Sanremo e hanno grande successo senza partecipare. Il Festival del nuovo patron Gianni Ravera del 1964 risponde con il successo di Bobby Solo e Gigliola Cinquetti. È l’anno del primato di vendita dei dischi a 45 giri. Arriviamo al 1966: siamo nel cuore degli anni sessanta e i ragazzi italiani vogliono suonare come i loro coetanei inglesi: a Sanremo arrivano i capelloni e il beat, di Lucio Dalla, dell’Equipe 84 e dei Renegades che vengono tutti eliminati. Ma a dare una scossa al Festival è Caterina Caselli, che trasforma in uno shake un tango destinato ad Adriano Celentano, ‘Nessuno mi può giudicare’. Nel 1967 il Festival diventa un kolossal: trenta canzoni, cinquantotto cantanti e arrivano le ‘canzoni di protesta’. Luigi Tenco viene a mancare, ma lo spettacolo deve continuare. Il Festival del ’68 promette spessore e rinnovamento. Il volto nuovo scelto per sostituire l’istituzionale Mike Bongiorno è quello del giovane presentatore di ‘Settevoci’: Pippo Baudo. In gara – pare a sua insaputa – c’è anche anche Louis Armstrong, ma vince la canzone d’autore di Sergio Endrigo. Nel ’69 torna Ezio Radaelli, e arrivano il groove e il rhythm and blues delle Supremes, di Lucio Battisti, Wilson Pickett e Stevie Wonder. Vince ‘Zingara’, ma già gli arrangiamenti dell’orchestra raccontano il mutare dei gusti musicali del pubblico che di lì a poco non si accontenterà più delle melodie e del pop.

L'Altro Festival - 1971 - 1980: Crisi e ripresa - RaiPlay

1971 – 1980: Crisi e ripresa. All’inizio degli anni Settanta le mode e le tendenze cambiano a velocità vertiginosa: il Festival 1971 propone originalità e qualità, ma non è più lo spettacolo preferito del pubblico italiano, nonostante significativi momenti musicali e canzoni che restano nella storia. Nel 1972 Lucio Battisti, Claudio Baglioni, i Pooh e tutta la generazione dei cantautori trovano il grande successo senza avere bisogno del Festival, e parte del pubblico sembra voltare le spalle a Sanremo, che non riesce a sua volta a rinnovarsi. Vince Nicola Di Bari con ‘I giorni dell’arcobaleno’ e arriva solo sesta ‘Jesahel’ del Delirium. Sono anni difficili: chiudono i battenti ‘Canzonissima’ e il ‘Cantagiro’, e il Festival ha il fiato sempre più corto. Nel 1975 organizza direttamente il comune, senza le case discografiche e la Rai c’è solo per la serata finale. In quell’anno vince Gilda con ‘Ragazza del Sud’. Nel ’76 più della metà delle canzoni parla di sesso e vince Peppino di Capri con il racconto di uno spogliarello, ‘Non lo faccio più’. Nel ’77 il patron Vittorio Salvetti riesce a tenere aperto il Festival grazie ad una sfilata di ospiti italiani e stranieri: Domenico Modugno, Iva Zanicchi, Barry White, John Miles e le Chocolat’s. Arriva anche la tv a colori e Sanremo si sposta all’Ariston. L’italia è costellata da centinaia di ‘radio libere’ e grazie a loro le canzoni del Festival tornano ai primi posti delle classifiche. Nel 1978 Sanremo torna ad avere un posto speciale nel cuore del pubblico, confermando il successo dei Matia Bazar con ‘E dirsi ciao’, lanciando Anna Oxa e Rino Gaetano. Serve ancora qualche tentativo, ma la crisi del Festival sta per essere superata. Il 1980 è l’anno in cui la presenza Bobby Solo paralizza il traffico di Sanremo e del grande show di Roberto Benigni.

L'Altro Festival - 1981 - 1990: Il rilancio - RaiPlay

1981 – 1990: Il rilancioDopo un paio di edizioni interlocutorie, il Festival trova il suo rilancio nel 1981. Le tre serate tornano in televisione. Vince Alice con ‘Per Elisa’ di Franco Battiato. E Sanremo torna a lanciare le canzoni nelle classifiche e nella memoria collettiva. Nel 1982, al Festival debuttano Zucchero e Vasco Rossi, ma il preferito dalle ragazzine è Stefano Sani. Trionfa Riccardo Fogli con ‘Storie di tutti i giorni’. Nel 1983, l’Italia fresca di vittoria mondiale trova quasi un secondo inno nazionale: ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno. Il Festival degli anni Ottanta è deciso dal voto popolare abbinato alle schedine del concorso Totip, legato alle corse dei cavalli. I vincitori sono Al Bano e Romina con ‘Ci sarà’. Nel 1985 si affermano i Ricchi e Poveri (‘Se m’innamoro’), ma gli idoli dei più giovani sono Eros Ramazzotti e Luis Miguel. Protagonista dei Festival degli anni Ottanta, anni della ‘British Invasion’ è anche il ricchissimo parterre degli ospiti. Viene anche costruita una tensostruttura – il palarock – per ospitare le esibizioni degli stranieri.Memorabile quella di Patsy Kensit… La fine del decennio anni è segnata da canzoni che entrano nella memoria collettiva degli italiani. Nel 1990 il nuovo patron Aragozzini chiama gli stranieri a eseguire una cover delle canzoni in gara. Il festival per un anno lascia Sanremo e si sposta al Mercato dei Fiori di Arma di Taggia. Ray Charles, abbinato a Toto Cutugno, porta al secondo posto la sua ‘Gli amori’

L'Altro Festival - 1991 - 2000: L'evento - RaiPlay

1991 – 2000: L’eventoNel 1992 Pippo Baudo ritorna al timone del Festival. Al suo fianco ci sono Alba Parietti, Brigitte Nielsen e Milly Carlucci. È il punto di svolta della storia di Sanremo. Il presentatore diventa conduttore prima e poi direttore artistico, il Festival una passerella per i volti della tv. Nel ’93 ‘Mistero’ è la prima canzone rock a vincere il festival, e dalla sezione nuove proposte arriva Laura Pausini. Nel 1994 la Rai torna a organizzare direttamente Sanremo dopo 37 anni. Il Festival diventa il più importante varietà televisivo. La seconda serata del Festival 1995 è la più vista di sempre, con un’audience di 18.389.000 spettatori. Debuttano tra i giovani Giorgia, Irene Grandi e Andrea Bocelli. Dal 1995 Pippo Baudo inventa il Festival come lo conosciamo. Nascono il Dopofestival, ‘la mora e la bionda’, la sigletta ‘perché Sanremo è Sanremo’. Nel 1995 il Festival passa definitivamente a cinque serate. Giorgia si consacra con ‘Come saprei’. Nel 1996 Elio e le storie tese rivoluzionano il Festival con una canzone complicatissima, ma costruita in modo da sembrare semplice. Manca solo la vittoria, che va a Ron, con il supporto decisivo di Tosca. Non tutti i vincitori di fine millennio però riescono a confermare nei negozi il successo all’Ariston. L’ultimo Festival del Novecento è affidato a Fabio Fazio, che celebra il secolo appena trascorso con un prestigioso parterre di ospiti che spazia dagli astronauti all’ultimo presidente sovietico Gorbačëv. Vince Anna Oxa, grazie ai voti della giuria di qualità. Nella quale c’era Amadeus…

L'Altro Festival - 2001 - 2010: Le stelle della TV - RaiPlay

2001 – 2010: Le stelle della TVAlla guida del Festival si alternano quasi tutti i conduttori simbolo della televisione degli anni Duemila: Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Simona Ventura, Giorgio Panariello, Paolo Bonolis e Antonella Clerici. I dischi si vendono meno di prima: il passaggio al digitale è stato un terremoto nel mercato. Al festival 2001 si rivela Elisa e un anno dopo l’Italia balla al ritmo di ‘Salirò’. Quella del 2004 è la prima edizione decisa totalmente dal televoto, e per la prima volta si svolge una serata delle cover in omaggio alla storia del Festival. Nel 2005 i direttori artistici Paolo Bonolis e Gianmarco Mazzi rivoluzionano il Festival, inventando la divisione della gara in categorie: uomini, donne, gruppi, classic e giovani, ma la scelta dura solo due anni e la serata dei duetti diventa un’istituzione delle edizioni successive. A vincere in questi anni sono le canzoni dedicate ai figli, quello immaginario di Marco Masini nel 2004 e la piccola Jolanda che Francesco Renga affida al suo ‘Angelo’ un anno dopo. Nel 2005 Povia aveva cantato fuori gara ‘I Bambini fanno Oh’, grande successo di vendite. Un anno dopo vince il festival grazie a un inedito espediente scenico che incuriosisce il pubblico del televoto. Nel 2009, proprio il televoto incorona i giovani dei talent show con Marco Carta, fresco campione di ‘Amici’. Ma il Festival – ricordandosi di essere il primo talent show della storia – lancia il talento dell’outsider Arisa. Nel 2010 ‘Amici’ fa il bis con Valerio Scanu, davanti al fresco campione di ‘X Factor’, Marco Mengoni. Il caso del Festival è ‘Italia amore mio’, la canzone di Pupo, Emanuele Filiberto, con il tenore Luca Canonici che arriva sul podio tra le proteste dell’orchestra. Il termometro degli ascolti torna al sereno. Con Noemi, Malika Ayane, Nina Zilli, Irene Grandi, Simone Cristicchi i dischi del Festival tengono in classifica e nelle radio.

L'Altro Festival - 2011 - 2019: L'età dell'oro - RaiPlay

2011 – 2019: L’età dell’oroGianni Morandi apre il decennio con due edizioni di altissima resa spettacolare. Nel 2011 Roberto Vecchioni vince con ‘Chiamami ancora amore’. Nelle nuove proposte trionfa Raphael Gualazzi e con lui riparte il legame tra il Festival e l’Eurovision di Düsseldorf, dove l’Italia torna dopo 14 anni. Nel 2012 cronisti e spettatori sono distratti dal tatuaggio scostumato di Belén Rodriguez. Ma a riportare l’equilibrio c’è un podio tutto al femminile: Noemi, Arisa ed Emma, che vince con ‘Non è l’inferno’. Nel 2013 presentano Fabio Fazio e Luciana Littizzetto: Marco Mengoni trova la strada per il successo affrancandosi del tutto dal mondo dei talent show. I giovani del XXI secolo abbandonano lo snobismo verso il Festival dei loro padri e fratelli maggiori. Il Festival è seguito in televisione, ma anche sui social network, sullo smartphone, al computer e sui tablet. Nel 2014 Rocco Hunt trionfa tra le nuove proposte con la prima canzone in napoletano. Il 2015 vede Il Volo resistere alla rimonta di un redivivo Nek grazie a ‘Grande amore’: sfioreranno la vittoria anche all’Eurovision. Nel 2016 gli Stadio conquistano la vittoria con ‘Un giorno mi dirai’. Nel 2017 Francesco Gabbani si afferma all’ultimo round contro Fiorella Mannoia. Sonorità orecchiabili, ritmo accattivante, parole che fanno riflettere e un irresistibile balletto con un gorilla: la ricetta di ‘Occidentali’s Karma’ si rivela vincente. Il 2018 è l’anno del ‘Dittatore artistico’ Claudio Baglioni, che abolisce le eliminazioni: vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro con ‘Non mi avete fatto niente’, un urlo contro il terrorismo. Lo Stato Sociale fa ballare l’ultraottantenne Paddy Jones spingendosi a riflettere sul valore del lavoro nella società dell’immagine. Il pubblico e i giurati si divertono e li spingono al secondo posto. Per il 2019, Claudio Baglioni crea un festival a categoria unica. Vince a sorpresa Mahmood con ‘Soldi’ e nel maggio successivo, all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv, è vicecampione d’Europa.