ESC 2020 – Belgio: Il 17 febbraio verrà pubblicato il brano degli Hooverphonic per Rotterdam

70949178_3021343077881652_6490611009290502144_oL’emittente pubblica belga VRT – l’emittente nazionale di lingua fiamminga, che si alterna anno dopo anno con la di lingua francese RTBF ha annunciato che il prossimo 17 febbraio verrà pubblicato il brano con cui gli Hooverphonic scelti internamente  rappresenteranno il Belgio alla 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà il 12, 14 e 16 maggio prossimi, presso l’Ahoy Rotterdam di Rotterdam, nei Paesi Bassi, in seguito alla vittoria di Duncan Laurence nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv con il brano “Arcade”.

Lunedì mattina, il brano belga che sarà in inglese per Rotterdam 2020 sarà in rotazione in radio. Nel pomeriggio, il video musicale ufficiale della canzone verrà pubblicato su Youtube. La canzone sarà presentata lunedì alle 11:00 ora locale in una conferenza stampa speciale organizzata da VRT.

Il 1º ottobre 2019 VRT ha confermato di aver selezionato internamente il gruppo musicale belga Hooverphonic come rappresentante del Belgio all’Eurovision Song Contest 2020, di Rotterdam nei Paesi Bassi.

Gli Hooverphonic (Alex Callier, Raymond Geerts en Luka Cruysberghs) con la sua nuova vocalista Luka Cruysberghs rappresenterà il Belgio all’Eurovision Song Contest 2020. 

Nel corso della loro carriera di 25 anni, gli Hooverphonic ha sviluppato un suono immediatamente riconoscibile, a metà tra lo stile trip-hop e il pop. Dal primo giorno, Alex Callier (produttore / cantautore) e Raymond Geerts (chitarrista) hanno costituito il nucleo della band e nel corso degli anni hanno lavorato con una varietà di cantanti. Prima di Luka, diverse cantanti hanno già prestato la loro voce per il gruppo, tra le quali la più “longeva” e famosa, Geike Arnaer, che lasciato spazio a Noémie Wolfs, che ha cantato altre due hit recenti, “Angel never dies” e “Amalfi”. Dal 2018, la 18enne belga Luka Cruysberghs è la cantante degli Hooverphonic. Nel 2017 ha vinto la quinta stagione di  The Voice Of Flanders 2017 (versione belga fiamminga del programma) di cui il leader dei Hooverphonic Alex Callier era il coach durante il programma e ad aprile 2018 è stato presentato come nuova cantante della band, apparendo nell’album Looking for Stars.

Alex Callier è stato anche co-autore della canzone “A Matter of Time”, con la quale Sennek ha rappresentato il Belgio all’Eurovision Song Contest 2018.

Il suono degli Hooverphonic ha visto un’evoluzione dai precedenti album A New Stereophonic Sound Spectacular e The Magnificent Tree al loro recente album (d’oro) Looking For Stars. Canzoni come “With the Orchestra” e “In Wonderland” mostrano che gli Hooverphonic riescono a suonare fresco e di nuovo, senza sacrificare l’identità della band o il collegamento con i loro fan.

Alex Callier segue l’Eurovision Song Contest da anni, sia per interesse professionale che personale. Il glamour, la qualità degli artisti e il fascino internazionale rendono la partecipazione un logico prossimo passo per gli Hooverphonic. Anche Luka ha un legame con l’Eurovision Song Contest: nell’adolescenza, ha preso parte alla selezione nazionale belga per lo Junior Eurovision Song Contest. La canzone che ha scelto per la sua audizione è stata “Happiness”, proprio degli Hooverphonic.

Le canzoni come “Mad about you”, “Badaboum”, “2 Wicky”, “Romantic” e “Eden” sono stati successi internazionali della Band. Hooverphonic è stato in tournée negli Stati Uniti e in Europa numerose volte, sia da solo che con artisti come Moloko e Massive Attack. Di recente, la band si è esibita in Giappone, in rappresentanza del Belgio durante il Belgian Beer Weekend. La band a ottobre sta per intraprendere un tour in Europa. 

Il Belgio è stato rappresentato nella scorsa edizione tenutasi a Tel Aviv dal cantante belga Eliot Vassamillet, conosciuto anche semplicemente come Eliot e il suo brano “Wake Up”, scelti internamente, pubblicato il 28 febbraio 2019 su etichetta discografica Sony Music Entertainment Belgium. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo della regione belga della Vallonia, RTBF, per rappresentare il paese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. È stato scritto e composto da Pierre Dumoulin, già autore di “City Lights”, il brano che nell’edizione del 2017 ha regalato al Belgio un 4º posto. A Tel Aviv è esibito nella prima semifinale del 14 maggio, ma non si è qualificato per la finale, piazzandosi 13º su 17 partecipanti con 70 punti totalizzati, di cui 20 dal televoto e 50 dalle giurie.

Il paese è uno dei membri fondatori della Eurovision Song Contest aver debuttato al concorso nel 1956. Il paese ha vinto il concorso una volta, vale a dire nel 1986 con di Sandra Kim J’aime la vie. Il Belgio ha partecipato a quasi tutte le edizioni dell’Eurovision Song Contest (61 partecipazioni, 51 finali), tranne che nel 1994, 1997 e nel 2001, a causa dello scarso risultato nell’edizione precedente. Il paese ha vinto una sola volta, nel 1986, con “J’aime la vie” cantata dalla tredicenne Sandra Kim, che è oggi ricordata come la più giovane vincitrice del concorso canoro e l’anno successivo Bruxelles ha ospitato la manifestazione.

Si è classificato per due volte al secondo posto, nel 1978 e nel 2003. Nel 2003 la folk band degli Urban Trad (che non vinsero per lo scarto di soli due punti) cantò una canzone in una lingua inesistente, e lo stesso fecero 5 anni dopo gli Ishtar. Dall’introduzione delle due semifinali, ha conquistato la finale nel 2010, 2013, 2015, 2016 e 2017.

L’olandese e il francese, lingue ufficiali del Belgio insieme al tedesco, si sono alternati negli anni nelle canzoni presentate dal Belgio. Negli ultimi anni però è stato adottato, come altri paesi, l’inglese, mentre nel 2003 e 2008 si è optato per delle lingue immaginarie.

L’emittenti pubbliche, la fiamminga VRT e la vallona RTBF, trasmettono entrambe l’evento ma si alternano nell’organizzare la partecipazione, la prima negli anni pari privilegia la selezione nazionale, la seconda in quelli dispari sceglie di solito tramite una selezione interna, ma ovviamente non sono mancate le eccezioni; tale alternanza, almeno fino al 1996, si è riflettuta anche nella lingua.