Sanremo 2022: Amadeus respinge la proposta della Fimi di fare un cast col 50% di donne

Alla Milano Music Week il conduttore e direttore artistico del festival respinge la proposta della Fimi di fare un cast col 50% di donne e spiega come sarà l’edizione 2022. Il 15 dicembre i nomi dei concorrenti.

“Con grande rispetto, io non sono d’accordo. Non ho mai scelto una canzone in base al sesso dell’artista. Sarebbe un grave errore. Io scelgo la canzone in base alla bellezza della canzone”, così Amadeus ha risposto e ha respinto l’idea avanzata da Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana – Fimi, di includere nel cast dei cantanti di Sanremo il 50% di donne.

Dopo che una ricerca condotta da Spotify con GFK sul gender gap ha rilevato che le donne rappresentano solo il 14,1% del totale degli artisti presenti nelle classifiche italiane, il “capo” dell’associazione che rappresenta le maggiori imprese produttrici e distributrici del settore discografico ha proposto che a Sanremo 2022 ci siano il 50% di concorrenti donne.

Intervistato stamattina da Luca De Gennaro di MTV, moderatore di un talk della Milano Music Week e a cui ha partecipato anche Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai 1, Amadeus ha aggiunto: “Sarebbe un grave errore scegliere le canzoni in base al sesso dell’artista. Gli interpreti vanno scelti in base alla bellezza delle canzoni. Dare quote alle donne è offensivo. La musica è arte e nell’arte non puoi creare zone prestabilite, devi farti guidare dall’onestà. Se questa proposta è ritenuta importante dalla discografia, dovrebbe partire da loro. A parte Caterina Caselli per la Sugar, non ricordo donne a capo di case discografiche. È giusto che si parta dalla grande discografia e dalle associazioni musicali… Poi certo dipende dal numero dei brani che viene presentato. Se tra i giovani, di 800 candidature ci sono 200 o 300 donne non è colpa mia. Poi tra queste 300 ci sono sempre artiste che hanno dei brani buoni, presenze importanti. E nel cast di Sanremo Giovani ci sono perché hanno dei brani forti, non ci sono perché io devo dare delle quote alle donne. Anzi lo trovo addirittura offensivo nei loro confronti dover dire: ho 10 posti a disposizione, 5 devono essere donne e 5 uomini. Perché si può arrivare a mettere i 5 uomini o le 5 donne per poter arrivare al raggiungimento della quota e non perché lo meritano. La musica è arte e l’arte non può avere quote: ti devi far guidare dalle emozioni, dal percorso, dalla storia, da una vera onestà. Detto questo ci sono donne fantastiche con canzoni bellissime in ogni edizione del festival che hanno dato del filo da torcere agli uomini. Questa è la cosa più importante. Non creare una preselezione.”

Il festival si terrà dall’1 al 5 febbraio 2022. Amadeus ha spiegato che sono state presentate alla Commissione più canzoni del solito. «Ne arrivano circa 200, quest’anno abbiamo superato i 300. Difficile portarle a 20, ecco perché saranno 24», ovvero 22 più le due che si aggiudicheranno Sanremo Giovani. Queste ultime verranno annunciate nella finale del 15 dicembre in diretta da Teatro del Casinò di Sanremo. Sarà anche l’occasione per conoscere tutti i big in gara a febbraio.

Dice il direttore artistico che la cancellazione della gara fra i giovani deriva dall’osservazione che “l’interesse per i giovani c’è qualora diventino Big. E poi oramai la differenza fra giovani in gara e Big si sta riducendo, si veda il caso di Madame l’anno scorso”. Non essendoci la gara tra i giovani, Amadeus promette che “il primo big in gara canterà cinque minuti dopo la sigla”.

“La giuria migliore è sempre quella popolare, è stata quindi allargata la giuria demoscopica, che si chiamerà Demoscopica Mille, perché sarà composta da 1000 persone per avere una maggiore rappresentatività e il televoto entrerà in gioco già alla terza serata, quando canteranno tutti i Big. Il televoto però è stato eliminato dalla selezione dei due giovani perché è difficile per il pubblico, per quanto competente, valutare una canzone con un solo ascolto. Si rischia di votare in base alla città del cantante o del gusto personale. La commissione ha ascoltato queste canzoni una cinquantina di volte. Così come mi prendo la responsabilità i formare il gruppo dei big, non ha senso fare in modo diverso per i giovani.”, ha detto Amadeus rispetto a Sanremo 2021.

Amadeus respinge l’ipotesi giornalistica di far decidere a una Commissione di esperti chi andrà all’Eurovision Song Contest (“che non condurrò io”, dice rispondendo a una domanda) per avere un nome adatto a quella competizione: “Non sarebbe corretto, la vittoria deve essere in sintonia con il mercato. I Måneskin erano quello che serviva in Italia e nel mondo, una ventata di forza, energia e bellezza. C’è tutto: moda, talento, affiatamento, grinta, la presenza di una ragazza fortissima”.

Il conduttore non si è sbilanciato sugli ospiti, né su chi lo affiancherà: “Conosco Fiorello da 35 anni e di solito so quel che vuole fare con una settimana di anticipo. Mi auguro che decida di esserci, ma lo deciderà lui come accaduto per gli altri due festival. Per lui le porte sono spalancate”. In quanto ai rumors che vogliono Alessia Marcuzzi all’Ariston,  amica di vecchia data di Amadeus. I due, insieme, hanno condotto agli esordi il Festivalbar e potrebbe tornare il prossimo anno sul palco dell’evento musicale italiano per eccellenza. Amadeus dice che “non posso né confermare né smentire. Ci sono rumors che sorprendono persino me, notizie incredibili, liste con tre o quattro nomi giusti e dieci sbagliati. Sanremo è anche questo, bisogna accettarlo. Però succede che dai tanti rumors vengano fuori nomi a cui non avevo pensato”.

Dopo il boom dei Måneskin si è parlato di una maggiore presenza rock con in gara Ministri, Le Vibrazioni, Marlene Kuntz, Fast Animals and Slow Kids. “È vero che ci sono state più richieste di gruppi rock, ma non dobbiamo trovare i nuovi Måneskin che, come i nomi citati, hanno una loro storia. Faremo una valutazione complessiva, non ci sono essere preclusioni sui generi: vince sempre la canzone”.

Qualcuno ha suggerito la presenza di Vasco al festival, magari in duetto coi Måneskin. “C’è il desiderio di avere grandi nomi, vediamo cosa accadrà. Quel palco appartiene a loro, ai big, a Vasco, ai Måneskin”. Prima di gennaio 2022 non sarà possibile sapere se ci saranno ospiti internazionali, la cui presenza è stata impossibile nel 2021 a causa delle restrizioni anti-Covid. “È probabile che ci siano, ma nulla è certo. Per ora ci si parla, ci si comunica il reciproco desiderio di esserci”. Ci sarà il pubblico. Fasulo: “La quantità precisa sarà stabilita nelle ultime tre settimane”. Lo slogan di Amadeus: “Dobbiamo fare i vaccini, sennò ci ritroviamo in sala i palloncini”.

Se Fasulo ha ricordato che Sanremo 2021 è stato preso da modello dai Brit Awards di quest’anno (“Per realizzarli le relazioni internazionali della BBC hanno chiesto il protocollo di sanità alla Rai e lo hanno utilizzato”), Amadeus ha spiegato i due principali obiettivi dell’edizione 2022: “Desidero che rispecchi i gusti del pubblico, con le canzoni che vanno radio e nelle classifiche. E che sia un Sanremo normale, dopo un’edizione difficilissima che però ha suscitato grande affetto”.

Ma Amadeus lo rifarebbe per la quarta volta? “Dico sempre che non lo rifarò e poi puntualmente lo rifaccio, perciò non rispondo più”, ha risposto ridendo. L’ultima battuta: chi potrebbe fare Sanremo dopo di lui? “Solo donne”.

Emergono i primi papabili per il Festival di Sanremo 2022. Le indiscrezioni del giorno. Gianni Morandi a Sanremo 2022? Da TVBlog ad Adnkronos, quella che era una voce si impreziosisce di dettagli importanti. mancano ancora le dovute conferme ma sembra proprio che nel 2022 al Festival della Canzone Italiana potremmo rivedere, o forse no, l’amatissimo Gianni Morandi, in gara con un pezzo firmato dall’amico Jovanotti.

La collaborazione non sarebbe di certo la prima tra i due che già qualche mese fa hanno rilasciato il singolo L’Allegria: alla voce Gianni Morandi e al testo Jovanotti. La stessa formula potrebbe confermarsi sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Ma il nome di Morandi non è l’unico ad emergenze con prepotenza in rete, tra i papabili del prossimo Festival musicale di febbraio la cui direzione artista è ancora nelle mani di Amadeus.

Massimo Ranieri è l’indiscrezione di Dagospia ma si parla poi della Rettore con La Rappresentante di Lista e di una sfilza di altri nomi come Rkomi, Aka 7even, Marlene Kuntz, Ministri, Le Vibrazioni oltre a qualche nome già in gara lo scorso anno. E il super big Vasco Rossi.

Tra le più giovani spicca il nome di Ariete ma per parlare di cast della sezione Campioni è ancora presto e non si saprà nulla prima di qualche settimana.

L’ipotesi Elisa al Festival di Sanremo 2022 è effettivamente contemplata visto l’annuncio di un disco in programma per iil prossimo anno il cui primo singolo, Seta, è stato lanciato ieri. Forse la trattativa è in corso, o forse no. Tutto tace sul fronte dello staff della cantante e neanche la direzione artistica del Festival proferisce parola sui cantanti effettivamente invitati per calcare il palco del Teatro Ariston.

Aggiornamento: Botta e risposta tra Enzo Mazza (Fimi) e Amadeus su quote rosa e gender equality. 

L’intervista rilasciata da Amadeus e Claudio Fasulo a Luca De Gennaro durante la Milano Music Week contribuisce ad alimentare una polemica che da tempo trova spazio sulle pagine dei giornali.

Enzo Mazza, CEO di Fimi, durante uno dei tanti incontri della settimana della musica milanese, aveva auspicato a una sorta di gender equality già a partire dal prossimo Festival di Sanremo.

Mazza fa riferimento a una ricerca condotta da Spotify con GFK sul gender gap, che ha rilevato che le donne rappresentano solo il 14,1% del totale degli artisti presenti nelle classifiche italiane. Un meccanismo che denota un problema e che secondo il CEO di Fimi potrebbe essere risolto con l’istituzione di quote rosa.

Il Direttore Artistico del Festival durante l’incontro con Luca De Gennaro ha risposto alla proposta.

“Sarebbe un grave errore scegliere le canzoni in base al sesso dell’artista. Gli interpreti vanno scelti in base alla bellezza delle canzoni. Dare quote alle donne è offensivo. La musica è arte e nell’arte non puoi creare zone prestabilite. Devi farti guidare dall’onestà.

Se questa proposta è ritenuta importante dalla discografia, dovrebbe partire da loro. A parte Caterina Caselli, non ricordo donne a capo di case discografiche. È giusto che si parta dalla grande discografia e dalle associazioni musicali.”

Enzo Mazza ha replicato nel pomeriggio, durante la diretta Facebook dell’evento organizzato da Imaginaction al Teatro degli Arcimboldi.

“Questa proposta nasce da un’indagine di mercato. La soluzione potrebbe essere semplice. In Spagna, per esempio, al Primavera Festival c’è una quota garantita alle donne. Non è una regola scritta, ma un dovere morale.

Amadeus risponde dicendo che la sua scelta si basa su un criterio artistico, ma ora c’è un problema reale.

Se guardiamo la realtà notiamo che anche la Commissione artistica di Sanremo è composta da soli uomini…”