ESC 2023 – Georgia: GPB conferma la partecipazione e il vincitore di The Voice Georgia all’ESC 2023

L’emittente pubblica georgiana GPB First Channel ha confermato la partecipazione della Georgia alla 67ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si svolgerà nel Regno Unito per conto dell’emittente pubblica vincitrice dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest svoltasi a Torino, l’ucraina UA:PBC, a causa della guerra in atto nel Paese che impossibilita a procedere con l’organizzazione.

Così la Georgia si unisce alla lista dei paesi (25) che finora hanno confermato la loro partecipazione alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest 2023. Di questi 25 paesi (Albania, Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Israele, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera) ben 6 saranno finalisti di diritto: i Big 5 (Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, quest’ultimo anche in quanto paese ospitante) e l’Ucraina, finalista di diritto in quanto vincitrice della scorsa edizione. Al momento soltanto Israele ha annunciato il nome dell’artista che rappresenterà il paese nel Regno Unito: Noa Kirel (נועה קירל).

GPB ha annunciato inoltre che sceglierà il proprio rappresentante per l’Eurovision Song Contest 2023 attraverso il talent show “The Voice Georgia” 2022 (The Voice • საქართველო / The Voice Sakartvelo 2022).

Gli artisti che desiderano partecipare alla Quinta edizione del Talent Show “The Voice Georgia” 2022 e rappresentare la Georgia all’Eurovision Song Contest 2023 possono presentare domanda compilando il modulo di richiesta tra il 23 agosto 2022 e il 20 settembre 2022. Per maggiori informazioni:  1tv.ge/show/voisi/, facebook.

Anche nel 2020 la Georgia utilizzò come selezione nazionale un talent, nello specifico “Georgian Idol” (საქართველოს ვარსკვლავი), per determinare il proprio rappresentante. A vincere fu Tornike Kipiani (თორნიკე ყიფიანი), che avrebbe dovuto rappresentare la Georgia con il brano “Take me as I am”, scelto da una giuria interna della GPB. A seguito dell’annullamento di quella edizione a causa della pandemia di COVID-19, l’artista è stato riconfermato nel 2021, quando si esibì a Rotterdam con “You” nella seconda semifinale eurovisiva, piazzandosi al 16º posto su 17 partecipanti con 16 punti totalizzati e non qualificandosi per la finale.

La Georgia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Torino dal gruppo musicale georgiano Circus Mircus („ცირკუს მირკუსი“) e il suo brano “Lock Me In”, pubblicato il 25 marzo 2022 su etichetta discografica Universal Music Denmark. GPB ha selezionato internamente i Circus Mircus come rappresentanti georgiani all’Eurovision Song Contest 2022. “Lock Me In”, scritto dai tre componenti del gruppo, è stato svelato come loro brano eurovisivo, un giorno prima del previsto. Anche se pronto ad essere pubblicato insieme alla canzone, il video musicale di Lock Me In è stato posticipato perché considerato inappropriato dal gruppo visti i suoi contenuti spensierati durante gli eventi della crisi russo-ucraina del 2021-2022. Nel maggio successivo i Circus Mircus si sono esibiti durante la Seconda Semi-Finale dell’Eurovision Song Contest 2022, dove si sono piazzati all’ultimo posto su 18 partecipanti con 22 punti totalizzati, non riuscendo a qualificarsi per la Finale.

Il Paese ha partecipato per la prima volta all’Eurovision Song Contest nell’edizione del 2007 (14 partecipazioni, 7 Finali), quando la canzone “Visionary Dream” è stata interpretata dalla cantante Sopho Khalvashi (სოფო ხალვაში) ed è arrivata dodicesima in finale. L’anno successivo ha partecipato con l’artista non vedente Diana Gurtskaya (დიანა ღურწკაია), piazzandosi all’undicesimo posto sempre in finale col brano “Peace will come” (მშვიდობა მოვა).

A seguito delle tensioni con la Russia per la Seconda guerra in Ossezia del Sud la Georgia aveva inizialmente annunciato di non volere partecipare all’edizione 2009 dell’Eurovision Song Contest, pur rispettando il fatto che la gara non ha una connotazione politica, e credendo che la Russia non dovrebbe essere autorizzata a ospitare la manifestazione e che non poteva garantire la sicurezza dei rappresentanti della Georgia. A seguito della vittoria allo Junior Eurovision Song Contest 2008, ricevendo tra l’altro il punteggio massimo dalla Russia, la Georgia fu incoraggiata a partecipare di nuovo nel 2009 alla manifestazione principale.

Nel 2009 fu così selezionata in una finale nazionale la canzone partecipante: “We Don’t Wanna Put In” cantata da Stefane & 3G (სტეფანე და 3G). La canzone diede adito a polemiche per i suoi contenuti politici, contenendo riferimenti al primo ministro russo Vladimir Putin, che la Georgia ha negato. L’EBU-UER ha analizzato squalificato la canzone in quanto il regolamento della manifestazione vieta contenuti politici nei testi delle canzoni; e ha dato la possibilità alla Georgia di riscrivere il testo o di selezionare un’altra canzone. La Georgia ha invece ufficializzato il suo ritiro dalla manifestazione, portando così il totale delle nazioni a 42.

Dopo questa polemica, la Georgia torna poi regolarmente in gara, conquistando altre cinque finali con Sopho Nizharadze (სოფო ნიჟარაძე) nel 2010, gli Eldrine nel 2011, con Sopho Gelovani & Nodiko Tatishvili (სოფო გელოვანი და ნოდიკო ტატიშვილი / წარმოდგენილები, როგორც „Nodi Tatishvili and Sophie Gelovani“) nel 2013, con Nina Sublati / ნინა სუბლატი nel 2015 e nel 2016 con Nika Kocharov & Young Georgian Lolitaz / ნიკა კოჩაროვი & Young Georgian Lolitaz. Nel 2012, per la prima volta nella sua storia, il Paese non accede alla Finale con il cantante Anri Jokhadze (ანრი ჯოხაძე). La Georgia riesce poi a conquistare la finale nel 2013, 2015 e 2016. Nel 2021, a seguito dell’annullamento dell’edizione 2020, viene riconfermato Tornike Kipiani, vincitore della seconda edizione di Georgian Idol 2019. Nella nuova edizione canterà “You” (piazzandosi al 16º posto nella Seconda Semi-Finale con 16 punti totalizzati e non qualificandosi per la Finale), mentre in quella precedentemente pianificata doveva cantare “Take Me As I Am”. 

Da ricordare che la 67ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2023 si svolgerà nel Regno Unito. Sarà la nona edizione a tenersi in terra britannica, dopo quelle tenutesi a Londra nel 1960, 1963, 1968 e 1977; a Edimburgo nel 1972; a Brighton nel 1974; ad Harrogate nel 1982 e a Birmingham nel 1998. Il concorso sarà articolato, come dal 2008, in due semifinali e una finale.

A seguito della vittoria ucraina all’edizione 2022, ospitata dalla città italiana di Torino, l’EBU-UER ha invitato il paese, come da tradizione, a ospitare l’evento l’anno seguente, divenendo così la terza edizione della manifestazione musicale a svolgersi in Ucraina dopo quelle del 2005 e del 2017. Tuttavia, alla luce dell’invasione russa del territorio ucraino, è stato ipotizzato che un paese facente parte dei Big Five (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) avrebbe ospitato l’evento in cooperazione con l’emittente UA:PBC. A stretto giro ha seguito l’interesse ad ospitare l’evento di diversi paesi tra cui il Belgio (RTBF), l’Italia (Rai), i Paesi Bassi (NPO/AVROTROS), la Polonia (TVP), il Regno Unito (BBC) e la Svezia (SVT). Originariamente anche la Spagna (RTVE) aveva mostrato interesse a ospitare l’evento ma qualche mese dopo ha ufficialmente ritirato la sua candidatura.

L’EBU-UER tramite un comunicato ha annunciato che l’Ucraina non sarebbe stata in grado di ospitare l’evento, facendone così la prima edizione dal 1980 a non essere ospitata dal paese vincitore, e che sarebbero state avviate discussioni con la BBC per una potenziale organizzazione nel Regno Unito, secondo classificato nell’edizione 2022. L’UER ha confermato che il Regno Unito, con un’organizzazione congiunta tra BBC e UA:PBC, avrebbe organizzato la manifestazione. Nell’annunciare il cambio di location, l’EBU-UER ha fatto sapere che l’Ucraina avrebbe avuto il suo posto di finalista automatica, in qualità di vincitrice dell’edizione 2022.

A stretto giro ha seguito l’interesse a ospitare l’evento di venti città britanniche: Aberdeen (P&J Live), Belfast (SSE Odyssey Arena), Birmingham (Resorts World Arena e Utilita Arena Birmingham), Brighton (Brighton Centre), Bristol (YTL Arena), Cardiff (Principality Stadium), Darlington (Darlington Arena), Derry (Millennium Forum), Edimburgo (Highland Hall), Glasgow (OVO Hydro), Leeds (First Direct Arena), Liverpool (Liverpool Arena), Londra (O2 Arena, Copper Box e Wembley Arena), Manchester (Manchester Arena), Newcastle (Utilita Arena), Nottingham (Motorpoint Arena), Prudhoe, Sheffield (Sheffield Arena), Sunderland (Stadium of Light) e Wolverhampton (Molineux Stadium, Dunstall Park e Civic Halls).

Nel mese di agosto la BBC e l’EBU-UER hanno annunciato e presentato il bando per ospitare la manifestazione, tramite il quale tutte le città interessate avrebbero potuto presentare ufficialmente la propria candidatura. Le prime città ad annunciare una mancanza d’interesse sono state Cardiff (citando la lista già ampia degli eventi previsti all’interno della città), Derry (che avrebbe appoggiato la candidatura di Belfast in assenza di una sede adatta), Nottingham (poiché la città non rispettava i criteri di disponibilità), Brighton (per la mancanza di una sede adatta) e Sunderland (per totale mancanza di disponibilità della sede proposta); ma successivamente la BBC e l’EBU-UER hanno annunciato che la scelta era stata ristretta ulteriormente alle città di Birmingham (Resorts World Arena – 15685 posti a sedere e Utilita Arena Birmingham – 15800 posti a sedere), Glasgow (OVO Hydro – 14500 posti a sedere), Leeds (First Direct Arena – 13000 posti a sedere), Liverpool (M&S Bank Arena – 11000 posti a sedere), Manchester (AO Arena – 21000 posti a sedere), Newcastle (Utilita Arena – 11000 posti a sedere) e Sheffield (Utilita Arena – 13600 posti a sedere).

Il processo di selezione della scelta si articolerà nel seguente modo: le città interessate avrebbero preso visione dei criteri fondamentali per ospitare la manifestazione; alle stesse città sarebbero state poi concesse quattro settimane per preparare i propri piani e progetti per ospitare l’evento; nel mese di agosto l’emittente organizzatrice avrebbe valutato le candidature in base ai criteri fondamentali; entro la metà di settembre l’emittente organizzatrice avrebbe visitato le città selezionate, i progetti preparati sarebbero stati inviati all’Unione europea di radiodiffusione che avrebbe decretato, di concreto con le emittenti organizzatrici ed entro il mese di ottobre, la città ospitante.

Criteri fondamentali: la sede deve essere al coperto, dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti, e inoltre ben perimetrabile; la sede deve avere una capacità al 70% della capienza massima compresa tra gli 8000 e i 10000 spettatori; la sede deve essere dotata di un’area principale che consenta la realizzazione di un allestimento di alto livello con altezze disponibili di almeno 18 metri, buone capacità di carico sul tetto e facile accesso al carico; la sede deve essere disponibile per 6 settimane prima dell’evento, le 2 settimane dello show e quella successiva per il disallestimento; la sede deve avere a disposizione una vicina sala stampa che possa accogliere almeno 1000 giornalisti; la sede deve avere aree a raso e di facile accesso, contigue e integrate nel perimetro dell’infrastruttura per il supporto tecnico-logistico di 5000 metri quadrati; la città deve avere a disposizione oltre 2000 camere d’albergo nelle aree contigue all’evento; la città deve avere un aeroporto internazionale non più lontano di un’ora e mezza dalla sede dell’evento.

Ad oggi sappiamo che 26 paesi dovrebbero prendere parte all’Eurovision 2023. Di questi 26 paesi (Albania, Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Israele, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera) ben 6 saranno finalisti di diritto: i Big 5 (Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, quest’ultimo anche in quanto paese ospitante) e l’Ucraina, finalista di diritto in quanto vincitrice della scorsa edizione.

Non prenderanno parte alla prossima edizione dell’ Eurovision Song Contest 2023: Andorra, Liechtenstein, Lussemburgo, Slovacchia, Bielorussia e Russia, queste ultime due non hanno diritto di partecipare in quanto escluse dall’EBU-UER rispettivamente fino al 2024 e a tempo indeterminato. 

Bielorussia in seguito all’espulsione dell’emittente bielorussa BTRC dall’Unione Eeuropea di Radiodiffusione, avvenuta il 1º luglio 2021, la nazione non dispone dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso fino al 2024 e Russia: il 26 febbraio 2022 tutte le emittenti russe hanno interrotto l’affiliazione con l’EBU-UER, in seguito alla decisione di quest’ultima di escludere la nazione dal partecipare all’Eurovision Song Contest 2022 dovuto alla crisi russo-ucraina, con la successiva invasione del territorio ucraino da parte delle forze armate russe. Il successivo 26 maggio l’EBU-UER ha confermato ufficialmente l’espulsione a tempo indeterminato delle emittenti russe dall’afflizione, facendo perdere alla nazione i diritti di partecipazione e trasmissione del concorso.

Non hanno invece ancora confermato ufficialmente la loro presenza (o assenza) Croazia (l’emittente pubblica HRT ha confermato che la città di Abbazia ha firmato un contratto triennale per l’organizzazione di HRT Music Days e di Dora, tipicamente utilizzato come selezione eurovisiva nazionale; tuttavia, si attende una conferma ufficiale riguardante la partecipazione da parte dell’emittente), Kosovo (Shkumbin Ahmetxhekaj, direttore dell’emittente pubblica RTK, ha confermato che l’emittente kosovara mira a fare domanda per l’adesione all’EBU-UER entro la fine dell’anno; confermando inoltre che, con l’adesione all’ente paneuropeo, il paese sarebbe in grado di partecipare alla manifestazione canora), Monaco (il Consiglio di governo del Principato di Monaco ha dichiarato che una parte del bilancio statale del microstato è stato riservato alla partecipazione al concorso nel 2023; tuttavia, i piani sembrano essere stati ritardati poiché il nuovo canale televisivo del principato, Monte-Carlo Riviera TV, dovrebbe essere lanciato tra giugno e settembre 2023 invece del periodo inizialmente pianificato per la fine del 2022), Montenegro (l’emittente pubblica RTCG ha confermato che non parteciperà allo Junior Eurovision Song Contest 2022 citando la concentrazione sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest, tuttavia si attende una conferma ufficiale da parte di RTCG), Macedonia del Nord e Romania questi ultimi paesi hanno per motivi differenti minacciato di ritirarsi dal concorso: l’emittente pubblica della Macedonia del Nord, MRT, ha dichiarato che, a causa di alcune controversie avvenute durante l’edizione precedente (lo scandalo della bandierina gettata durante la flag parade e Romania per la squalifica della giuria durante l’ultima edizione dell’Eurovision), stia valutando un possibile ritiro dall’evento nel 2023; mentre l’emittente pubblica della Romania, TVR, ha dichiarato che, a causa dell’esclusione della propria giuria dal votare nell’edizione precedente, stia valutando un possibile ritiro dall’evento nel 2023. Al momento però né Romania né Macedonia del Nord hanno confermato o smentito l’intenzione di non prendere parte all’Eurovision Song Contest 2023.