Sanremo 2023: Un bando pubblico per la produzione televisiva del Festival di Sanremo

Secondo una sentenza il Festival della Canzone Italiana dovrebbe essere assegnato attraverso un bando a cui potrebbero partecipare tutte le emittenti interessate, quindi, la RAI potrebbe perdere il suo evento di punta.

L’Associazione Fonografici italiani e la Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo – SIEDAS, con il sostegno di AUDIOCOOP – l’Associazione di Coordinamento degli Editori e Produttori Discografici Indipendenti, hanno proposto di istituire in bando pubblico per la produzione televisiva del Festival di Sanremo, la più nota delle manifestazioni musicali storicamente trasmessa dalla RAI (in base a una convenzione siglata tra Comune e servizio pubblico rinnovata negli anni).

L’iniziativa prende le mosse dalla sentenza con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione Fonografici italiani presieduta da Sergio Cerruti (AFI) affinché venga garantito “mediante visione ed estrazione copia, agli atti e ai documenti amministrativi” riguardanti “la convenzione (stipulata tra la Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.a. e il Comune di Sanremo per gli anni 2018, 2019 e 2020) avente ad oggetto l’affidamento a Rai – Radio Televisione Italiana dei diritti (di titolarità del Comune di Sanremo) di utilizzazione economica e sfruttamento commerciale del ‘Festival della Canzone Italiana’ e del relativo red carpet, su base esclusiva e sul territorio italiano ed estero”.

“Per la prima volta il tribunale amministrativo ha aperto alla possibilità di vedere gli atti del Festival della canzone italiana. Pur non pronunciandosi direttamente sulla possibilità dell’ente comunale di mettere a bando la gestione del Festival, perché non era quello l’oggetto del giudizio, mette in chiaro una serie di principi che potrebbero essere richiamati per sostenere questa eventualità.”, ha spiegato in una nota l’avvocato Fabio dell’Aversana, presidente della Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo – SIEDAS.

AUDIOCOOP ha fatto sapere di sostenere l’istanza per ragioni di maggiore “trasparenza, apertura e opportunità” per gli artisti indipendenti ed emergenti, “ampliando l’appello a fare sì che tale bando si spacchetti tra tv, digitali terrestri e satellitari, radio e Web coinvolgendo emittenti diverse e ampliando le opportunità per un Festival di Sanremo futuro aperto a tutti i media e a tutte le musiche che si producono in Italia”.

Da ricordare che in passato i tentativi da parte della concorrenza di creare un Festival hanno avuto riscontri decisamente negativi. Tra il 1993 e il 1994 Canale 5 proposte il Festival Italiano, programma condotto da Mike Bongiorno che fu chiuso per i bassissimi ascolti e il limitato interesse del mondo discografico al progetto.

In teoria Sky potrebbe essere interessata alla kermesse, soprattutto se non dovesse, come probabile, rinnovare il contratto con X Factor.