
Un altro pezzo importante della musica italiana se ne va. Di lui resteranno canzoni che hanno fatto il giro del mondo, a partire da “L’italiano”, brano del 1993.
È morto Toto Cutugno, uno dei più popolari artisti e cantautori italiani celebre e apprezzato non solo in Italia, ma nel mondo intero. A 80 anni appena compiuti a luglio il cantautore famoso per la canzone “L’Italiano” si è oggi 22 agosto 2023 intorno alle 16.00 all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato.
È morto Toto Cutugno. Aveva appena compiuto 80 anni. Un altro pezzo importante della musica italiana se ne va. Di lui resteranno canzoni che hanno fatto il giro del mondo, a partire da "L'italiano", brano del 1983 https://t.co/GpzOeBFMhm
— RaiNews (@RaiNews) August 22, 2023
A dare la notizia all’ANSA è il suo manager Danilo Mancuso che spiega che, ”dopo una lunga malattia a causa di un tumore, il cantante si era aggravato negli ultimi mesi”.
“Siamo ancora increduli, Toto. Poco più di un mese fa avevi tagliato il traguardo degli 80 anni. Tu, che hai scritto i testi delle canzoni italiane che tutti ricordano e amano cantare a tutte le latitudini del pianeta. Canzoni, che con la tua generosità hai regalato anche a colleghi come Adriano Celentano, Fausto Leali, I Ricchi e Poveri, Miguel Bosè, Johnny Halliday, Dalida e Luis Miguel (citarli tutti sarebbe un’impresa). Ti ricorderemo sempre e dentro di noi ti lasceremo cantare…con la chitarra in mano. Ciao Toto, si, il cielo ti attende. I tuoi colleghi e amici del Nuovo Imaie”, le prime parole del Nuovo Imaie, a cui Cutugno era iscritto.
Tra le sue canzoni più popolari “L’italiano“, “Solo noi”, “Innamorati” e molte altre.
Toto Cutugno, pseudonimo di Salvatore Cutugno, nato a Tendola, frazione di Fosdinovo (MS), il 7 luglio 1943, è stato un cantautore, compositore, paroliere e conduttore televisivo italiano.
Con oltre 100 milioni di copie vendute, si stima sia tra gli artisti musicali italiani di maggior successo. Ha raggiunto la vetta delle classifiche, sia come interprete dei propri brani, sia come produttore e autore di canzoni per altri, in particolare per Adriano Celentano, negli anni settanta e ottanta.
Ha partecipato, da solista, in coppia o insieme a un gruppo, a 15 edizioni del Festival di Sanremo, vincendolo una volta nel 1980 con “Solo noi”, giungendo sei volte secondo, una volta terzo e due volte quarto; riguardo a tale manifestazione ha inoltre piazzato nei primi tre posti anche alcuni brani scritti per altri artisti. Nel 1990 ha vinto l’Eurovision Song Contest a Zagabria con il brano “Insieme: 1992” – un brano scritto in appena due giorni, che però piacque da subito al pubblico europeo, e non solo per il suo messaggio – , secondo dei tre artisti italiani di sempre a riuscirci, dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 e prima dei Måneskin nel 2021. Un risultato che ha portato Cutugno a condurre la manifestazione nell’anno successivo, una volta tornata in Italia, e rimanere l’ultimo italiano ad aver trionfato nella manifestazione prima che a 30 anni di distanza ci riuscissero i Måneskin.
“Insieme: 1992” invocava un sogno, quello di pace e solidarietà, all’interno del quale tutti gli abitanti dell’Europa si tengono per mano e possono raggiungere l’unione e la fratellanza che sarebbe stata, di lì a poco, sancita a Maastricht e suggellata proprio da “una canzone italiana”. Come ormai noto, la decisione di inviare Toto Cutugno all’Eurovision 1990 venne presa a seguito della rinuncia dei Pooh che, con “Uomini Soli”, avevano vinto il Festival di Sanremo di quell’anno. Li ringraziò persino, per quella possibilità che gli era stata concessa. Poi una rocambolesco susseguirsi di eventi, che lo portarono a trionfare e a regalare all’Italia una storica vittoria, la seconda dopo quella di Gigliola Cinquetti nel 1964.
Questo il commiato della Carosello Records: “A poco più di un mese dal suo ottantesimo compleanno ci lascia uno degli artisti italiani più famosi di sempre. Cantautore da oltre 100 milioni di copie, esponente della musica italiana più noto in tutto il mondo, cantautore che ha saputo portare la semplicità e la tradizione della canzone italiana anche all’estero, un artista dalla straordinaria carriera che continuerà a ispirarci e unirci.”
È uno dei 5 artisti a detenere il record di partecipazioni al Festival di Sanremo (gli altri 4 sono Al Bano, Peppino di Capri, Milva e Anna Oxa).
Gli ultimi decenni di carriera sono anche segnati da un solidissimo rapporto con la Russia e i fan dell’est europeo. Insieme allo stesso Celentano, a Pupo, Al Bano e i Ricchi e Poveri, Cutugno era tra i cantanti italiani più celebri a Mosca. Nel 2019 scoppia un caso Ucraina: un gruppo di deputati ucraini con una lettera chiese di precludere per presunte posizioni filorusse l’ingresso a Toto Cutugno che aveva un concerto a Kiev sold out da tempo. Lui replicò di essere “sorpreso e preoccupato”, dichiarandosi sempre distante dalla politica: “Io sono apolitico”. La vicenda poi si sgonfia e lui riesce a cantare davanti ad un pubblico entusiasta. Nel 2021 fu felice di passare il testimone ai Måneskin a Eurovision: fu lui infatti il vincitore del concorso europeo nel 1990. Popolarissimo sia a Mosca che Kiev a guerra iniziata nel 2022 dichiarò: “sogno bambini russi e ucraini insieme”. Non a caso una delle sue ultime partecipazioni al Festival di Sanremo da ospite, nel 2013, fu nel segno della presenza del coro dell’Armata Rossa con lui sul palco dell’Ariston. Malato da tempo, si era ritirato nel silenzio da diversi anni, abbandonando la scena pubblica.
I funerali di Toto Cutugno si terranno giovedì 24 agosto alle ore 11 alla Basilica Parrocchia dei Santi Nereo e Achilleo in viale Argonne 56 a Milano. A comunicare la notizia del funerale di Toto Cutugno all’ANSA è il manager Danilo Mancuso assieme alla famiglia dell’artista.
La morte di Toto Cutugno ha sconvolto il mondo intero, creando un vuoto immenso per la musica italiana che ha perso uno dei suoi più importanti alfieri. Tanti i messaggi di cordoglio, sia dai colleghi cantautori che da tutte le personalità del mondo dello spettacolo che hanno avuto modo di conoscere Toto in vita.
Messaggi di cordoglio giungono da tutto il mondo musicale italiano, che abbracciano l’artista in questo suo ultimo viaggio. Tra questi:
“Toto Cutugno era un artista, un uomo e un italiano buono e gentile. Ho molti ricordi legati a lui e sono sinceramente dispiaciuta per la sua scomparsa. Un abbraccio alla sua famiglia e ai suoi fan di tutto il mondo”, scrive Laura Pausini.
La scomparsa di Toto Cutugno non ha lasciato indifferente Amadeus che con un video pubblicato sui social ha ricordato il grande cantautore. Lo stesso Amadeus lascia intendere che a Sanremo 2024 ci sarà un momento dedicato alla sua memoria ed a quella della sua musica, esprimendo un messaggio di cordoglio nei confronti della famiglia del cantautore sui suoi profili social:
“È doveroso da parte mia ricordare un grande cantante, un grande autore, interprete che oggi purtroppo ci ha lasciati, Toto Cutugno. Ho avuto il piacere, l’onore di incontrarlo tante volte e anche di condividere momenti di spettacolo molto belli. Chiaramente lui ha contribuito a far conoscere e amare la musica italiana nel mondo, è stato e rimarrà sempre uno dei simboli del Festival di Sanremo. Ovviamente lo ricorderemo con grandissimo affetto e sono vicino alla famiglia, a loro va il mio forte abbraccio.”
Nel 2019 Amadeus e Toto Cutugno hanno condiviso l’esperienza a Ora o mai più. In quell’occasione il cantautore a Tv Sorrisi e Canzoni dichiarò che avrebbe partecipato volentieri a una versione over di Sanremo.
“Over 65, però, così potrei partecipare anch’io. Sarebbe stupendoMi piacerebbe un Sanremo come negli Anni 80, quando le canzoni rimanevano. Oggi si consumano in fretta, forse perché i gusti degli italiani sono cambiati!”
“La grandezza di Toto Cutugno come interprete e autore si espresse anche a livello internazionale. “Dopo Gigliola Cinquetti, Cutugno fu il secondo italiano, con il brano “Insieme: 1992”, a conquistare a Zagabria, il primo posto all’Eurovision Song Contest. Al cordoglio per la sua scomparsa si è unito con un post tutta la dirigenza dell’Eurovision”, ricordano Simona Martorelli e Claudio Fasulo, membri Rai nel Reference Group dell’Eurovision Song Contest.
Lo stesso Amadeus aveva condotto su Rai 1 “Ora o mai più” nel 2018 e 2019, programma dedicato a poter rilanciare artisti che sono stati sostanzialmente delle meteore nel panorama musicale italiano o che comunque non godevano più del successo degli albori. Toto Cutugno fu giudice nella seconda e ultima edizione, curando la partecipazione di Annalisa Minetti, vincitrice di Sanremo 1998 con la quale arrivò al secondo posto della kermesse sette anni dopo, nel 2005. Sempre nel 2019, nell’avvicinarsi di Sanremo 2020 (il primo dei cinque condotti da Amadeus), il cantautore spezzino si definì propenso a voler partecipare nuovamente al Festival, così da raggiungere uno storico record di 16 partecipazioni.
Tramite i vari annunci estivi, sappiamo già diverse vicende relative a Sanremo 2024, prima tra tutte le date di svolgimento. Come consuetudine da anni ormai, il 74° Festival di Sanremo si terrà nella prima metà di febbraio, dal 6 al 10 per l’esattezza. Saranno nuovamente 26 i cantanti che si sfideranno sul palco più importante d’Italia, tra cui 3 saranno i vincitori di Sanremo Giovani 2023 (che si terrà il 20 dicembre prossimo).
Modificata anche la composizione delle giurie, dal momento che sarà il primo anno dal 2014 senza la giuria demoscopica e con la giuria delle radio a sostituirla, restano invariate le presenze sia della sala stampa che del televoto, così come le composizioni e le valenze in percentuale delle tre componenti di voto.
Nella prima serata tutti i partecipanti eseguiranno il proprio brano e saranno giudicati dalla sala stampa, nelle due serate successive ci saranno metà partecipanti per serata, presentati eccezionalmente dall’altra metà che non si esibirà in quella serata. La quarta serata, originariamente dedicata alle cover, permetterà ai cantanti in gara di spaziare in lungo e in largo, concedendo non solo la reinterpretazione dei propri brani ma anche di brani pubblicati entro il 31/12/2023. Nell’ultima serata ci sarà l’esecuzione dei 26 brani in gara, il cui giudizio del televoto si sommerà ai giudizi delle serate precedenti costituendo la classifica definitiva dal 26° fino al 6° posto.
I cinque fortunati cantanti giunti alla finalissima dovranno eseguire nuovamente il brano ed essere per l’ultima volta giudicati da televoto, giuria delle radio e sala stampa, questa volta con valenze identiche, creando la classifica definitiva della top 5 e decretando il vincitore di Sanremo 2024, che sarà anche chiamato a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2024 in Svezia.
La Rai ricorda Toto Cutugno, con spazi nei programmi e contenuti dedicati. Nel giorno della morte dell’artista Techetechetè realizza “Ciao Toto” puntata dedicata, in terza serata lo stesso farà “Settenote”. Mercoledì 23 su Rai 1 “Uno Mattina” parlerà del cantante in una ampia finestra in cui saranno ospiti in studio Simona Marchini, Piero Badaloni, Dario Salvatori e si collegheranno Cristiano Minellono e Pupo. Sempre sul primo canale “Estate in diretta”, che se ne era occupata già nel pomeriggio stesso della scomparsa, mercoledì 23 si concentrerà su carriera e e vita di Toto Cutugno.
In seconda serata martedì 22 Rai 2 propone “Emozioni – Toto Cutugno”.
Su Rai 3 mercoledì 23 omaggio a Cutugno della striscia satirica “Blob”.
Tutte le testate giornalistiche radio e tv hanno dato la notizia della morte del cantante e ne racconteranno l’esistenza e il lavoro nelle varie edizioni.
• Partecipazioni al Festival di Sanremo:
Con gli Albatros.
- 1976: “Volo AZ 504” – 3º posto
- 1977: “Gran premio” – Finalista
Da solista.
- 1980: “Solo noi” (Autore: Toto Cutugno) – 1º posto
- 1983: “L’italiano” (Autori: Cristiano Minellono e Toto Cutugno) – 5º posto
- 1984: “Serenata” (Autori: Vito Pallavicini e Toto Cutugno) – 2º posto
- 1986: “Azzurra malinconia” (Autore: Toto Cutugno) – 4º posto
- 1987: “Figli” (Autore: Toto Cutugno) – 2º posto
- 1988: “Emozioni” (Autore: Toto Cutugno) – 2º posto
- 1989: “Le mamme” (Autori: Stefano Borgia e Toto Cutugno) – 2º posto
- 1990: “Gli amori” (Autori: Fabrizio Berlincioni, Toto Cutugno e Depsa) (abbinamento fuori concorso con Ray Charles) – 2º posto
- 1995: “Voglio andare a vivere in campagna” (Autore: Toto Cutugno) – 17º posto
- 1997: “Faccia pulita” (Autore: Toto Cutugno) – 17º posto
- 2005: “Come noi nessuno al mondo” (con Annalisa Minetti) (Autore: Toto Cutugno) – 2º posto. Il brano vince, inoltre, la categoria “Classic”. Nella serata dei duetti il brano è riproposto anche con Rita Pavone.
- 2008: “Un falco chiuso in gabbia” (Autori: Davide De Marinis e Toto Cutugno) – 4º posto. Nella serata dei duetti il brano è riproposto con Annalisa Minetti.
- 2010: “Aeroplani” (Autori: Sergio Iodice Claudio Romano e Toto Cutugno) – Non finalista. Nella serata dei duetti il brano è riproposto con Belén Rodríguez.
Inoltre, partecipa fuori gara nelle seguenti edizioni:
- 2004: “Salirò” di Daniele Silvestri – Ospite nella serata “Revival”.
- 2011: “L’italiano” – Ospite nella serata dei duetti, è chiamato ad affiancare il cantante in gara Tricarico.
- 2013: “L’italiano” e “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno – Ospite con il Coro dell’Armata Rossa.
Per noi, amori senza confini
Io e te, sotto gli stessi ideali
Insieme, unite, unite, Europe…Rest in peace Toto Cutugno, winner of the 1990 Eurovision Song Contest 🇮🇹 pic.twitter.com/M2yIbpAL5b
— Eurovision Song Contest (@Eurovision) August 22, 2023
Aggiornamento: El Mundo lo indica come “autore dell’inno ‘L’italiano’”. In Francia e in Russia, ma anche in Ucraina, media piangono Cutugno. “France Bleu” ricorda anche l’ampia produzione di cantautore. “Ha composto per numerosi cantanti francesi, soprattutto negli anni ’70: da Michel Sardou a Mireille Mathieu passando per Gérard Lenorman, Johnny Hallyday” scrive la pubblicazione.
Una commozione diffusa si legge su numerose testate internazionali, in particolare europee, per la morte di Toto Cutugno, “il cantante della hit ‘L’italiano’”, come titola Le Monde in home page, sul suo sito. La pubblicazione francese lo definisce “famoso in Italia e all’estero” anche per la vittoria all’Eurovision del 1990. Ma è “‘L’italiano’ il suo più grande successo, pubblicato nel 1983, è stato il numero uno delle classifiche in Italia e Svizzera, e il numero due in Francia”, specifica Le Monde nel testo.
Titoli e articoli simili svettano su “Le Parisien”, “Le Figaro”, “La Provence” e “France Bleu” che ricorda anche l’ampia – ma meno nota in Italia come sua – produzione di cantautore. “Ha composto per numerosi cantanti francesi, soprattutto negli anni ’70: da Michel Sardou (“En chantant”) a Mireille Mathieu passando per Gérard Lenorman, Joe Dassin, Johnny Hallyday” scrive la pubblicazione.
“Toto Cutugno ha composto alcuni dei più grandi successi della canzone francese”, aggiunge dal Belgio “La Libre”. Oltre a “L’Été indien”, con e per Dassin, Cutugno scrisse le musiche di “Et si tu n’existais pas”, che fece il giro del mondo arrivando a un tale popolarità da diventare persino la melodia delle campanelle nelle scuole russe. E in Russia la Tv di stato definisce “leggendario” Cutugno come cantante ma anche come compositore, noto “già dei tempi dell’Urss”.
Per Vesti, il notiziario russo, è morto “un italiano vero”. E sono molti anche i giornali di Mosca che dedicano le proprie pagine web alla scomparsa del cantante. In primis Kommersant, testata vicina al Cremlino che sottolinea come “nel corso della sua carriera, Toto Cutugno ha lavorato con Joe Dassin, Dalida, Ricchi e Poveri, e ha anche scritto composizioni per l’album del 2016 di Adriano Celentano”, altro nome nell’olimpo del pop italiano per i russi dall’arrivo di Sanremo sugli schermi tv oltrecortina negli anni Ottanta.
Ma anche Nexta, media dell’Europa orientale sempre molto critico con la Russia, ha twittato la scomparsa di Cutugno. “Leggendario” viene definito anche dall’agenzia Rbk Ukraina, che batte come urgente la notizia della scomparsa del cantante italiano, mentre la guerra di invasione russa continua a devastare il Paese e nonostante alcune traversie legate alle posizioni considerate di Cutugno, in passato. Posizioni che Cutugno aveva sempre negato, dicendosi apolitico, e tornato a negare nel 2019 quando un gruppo di deputati della Rada, il Parlamento ucraino, ha chiesto con una lettera al capo dei servizi di sicurezza del Paese, di vietare l’ingresso del cantante.
“Nel 2006, il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha assistito al suo concerto a Kiev” annota BBC in ucraino. “Nel 2013, a Kiev, ha ricevuto il premio ‘Persona dell’anno’ ‘Per la rinascita dei contatti culturali e il riavvicinamento spirituale dei popoli’. In generale, è stato ospite frequente a Kiev e ha tenuto concerti in Ucraina quasi dieci volte. L’ultima volta si è esibito nella capitale dell’Ucraina nel 2017.
Nel 2015 si è congratulato con Vladimir Putin per il suo compleanno, motivo per cui non è stato accolto così volentieri a Kiev”, aggiunge BBC in ucraino. Cutugno sosteneva che qualcuno a Kiev non gli avesse perdonato di aver portato il Coro dell’Armata rossa a Sanremo nel 2013. Eppure il cantante godeva di grande popolarità in Ucraina, come in molti altri Paesi dell’Est. “Leggendario” è oggi la definizione che usa per Toto Cutugno anche un noto canale Telegram ucraino, Insider Ua, a riprova di un affetto che continua.
Anche i quotidiani spagnoli riportano con enfasi la notizia: El Mundo lo indica come “autore dell’inno ‘L’italiano’ ”. Mentre El Periodico lo definisce “vincitore dell’Eurovision 1990” e aggiunge: “il mondo dell’Eurovision Song Contest piange la perdita di uno dei suoi vincitori italiani”.
La morte è la notizia più letta sulla albanese A2, canale di notizie in partnership esclusiva con la CNN ed è in grande evidenza nella sezione cultura sul canale tv ceco iPrima e su Cnn Portugal. “È morto Totò Cutugno, il ‘vero italiano’ ” scrive la polacca Gazeta Wyborcza. Sempre da Varsavia titolo quasi uguale sull’influente Rzeczpospolita. La tedesca Bild lo ricorda come “siciliano dai fluenti capelli neri”, e chiosa dicendo che anche i suoi colleghi sentiranno la mancanza di questa “star mondiale”.
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