ESC 2024 – Islanda: Ásdís María Viðarsdóttir non andrà a Malmö

È sempre più in forse la partecipazione dell’Islanda alla 68ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2024 che si svolgerà presso la Malmö Arena, di Malmö, nel sud della Svezia, il 7, 9 e 11 maggio 2024.

Ásdís María Viðarsdóttir, autrice del brano vincitore dello Söngvakeppnin 2024, la competizione musicale tradizionalmente utilizzata per la scelta del rappresentante dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2024 a Malmö, “Scared of heights” interpretato da Hera Björk, ha dichiarato di non voler seguire l’artista islandese a Malmö qualora la cantante, già in gara all’Eurovision 2010, accettasse di partecipare anche quest’anno.

Non solo, l’artista islandese, molto popolare in patria e all’estero grazie anche alla fortunata collaborazione con l’ex-rappresentante eurovisivo Daði Freyr, ha chiesto espressamente di invalidare i risultati dello Söngvakeppnin 2024 e mandare a Malmö il secondo classificato Bashar Murad, in gara con “Wild west”.

Come riporta il sito dell’emittente pubblica islandese RÚV, Ásdís María Viðarsdóttir, ha annunciato che, se Hera Björk confermerà la sua partecipazione all‘Eurovision Song Contest 2024, lei non la seguirà a Malmö: “Se accadrà, non andrò alle finali [dell’Eurovision n.d.a.]. La mia coscienza non me lo permetterebbe. Mi sento in una situazione spiacevole ma sono orgogliosa di Hera e della sua performance impeccabile. Ci sono tante persone che hanno dato tutto per preparare la performance al meglio così com’è poi avvenuto. Faccio questo volendo comunque bene e nel massimo rispetto di Hera e di tutti.”

Secondo Ásdís ci sono state delle irregolarità nel televoto della Superfinale a due dello Söngvakeppnin 2024, che vedeva contrapposti Hera Björk e Bashar Murad: “Sono stata molto chiara nella posizione per la quale ci sono dei dubbi sulla votazione. Ci sono stati commenti legittimi sullo svolgimento delle votazioni e credo che RÚV non abbia dato risposte chiare.”

Oltre ai sospetti sul lato tecnico, Ásdís è convinta che le origini palestinesi di Bashar Murad abbiano giocato un ruolo determinante nella sua mancata vittoria, come testimoniato dai commenti d’odio ricevuti dall’artista dopo la finale: “Sono scioccata. Bashar è in una missione globale. La sua performance era fantastica e ammiro molto lui e il suo team. È un artista coraggioso e talentuoso e apprezzo la professionalità che ha avuto in tutto il concorso. Io non voglio essere, come autrice e artista, vincitrice di una competizione a causa del razzismo. Ho consigliato a RÚV di mettere da parte il risultato e permettere a Bashar di partecipare all’Eurovision come vincitore indiscusso della competizione, mentre Hera poteva essere scelta per il prossimo anno. Hanno rifiutato.”

Le dichiarazioni di Ásdís rientrano nel calderone delle polemiche montate in Islanda fin dal momento dell’annuncio della vittoria di Hera Björk. Sui social la sera della finalissima del Söngvakeppnin sono stati postati diversi screenshot di malfunzionamenti (glitch e crash principalmente) dell’app utilizzata per il televoto oltre a denunce di malfunzionamenti del sistema sms per il voto, nello specifico digitando il codice associato a Bashar Murad.

A queste accuse aveva subito risposto Vodafone – che ha gestito il processo di voto del Söngvakeppnin, sviluppando anche l’app assieme alla compagnia Choicely – tramite la sua direttrice dell’area Marketing e Comunicazione Lilja Kristín Birgisdóttir: “Tutti i nostri sistemi hanno funzionato come previsto, perciò il problema non è relativo alla parte di Vodafone.”

Successivamente è arrivata anche la risposta del direttore del Söngvakeppnin Rúnar Frey Gíslason, in risposta alla richiesta dell’autore del brano di Bashar Murad, Einar Hrafn Stefánsson, di avviare un’indagine interna indipendente per accertare il corretto svolgimento delle votazioni durante la finale del concorso e di far ripetere il televoto via sms e chiamate.

Rúnar Frey Gíslason ha fatto sapere che ogni anno al termine della manifestazione vengono verificati i voti e che sono stati notificati problemi unicamente sugli sms inviati dall’app RÚV-Stjörnur e pertanto sono stati chiesti ulteriori chiarimenti a Vodafone e Choicely, aggiungendo però che: “Tuttavia per chiarire ogni dubbio, vogliamo precisare che il numero di sms in questione ricevuti dai due concorrenti non era così decisivo da influenzare il risultato finale.”

In tutto questo sulla partecipazione dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2024 rimane un grande punto interrogativo. Fin dall’annuncio dei 10 partecipanti alla 30° edizione del Söngvakeppnin l’emittente RÚV era stata chiara nel dire che il concorso non avrebbe automaticamente eletto il rappresentante dell’isola all’Eurovision 2024 ma che tale scelta sarebbe stata presa di comune accordo con il vincitore dopo l’evento.

Questa procedura è stata adottata a seguito delle crescenti polemiche nel paese per la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2024, a causa dell’azione militare che l’esercito israeliano sta portando avanti dallo scorso ottobre nella striscia di Gaza, in risposta all’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. In Islanda già a fine 2023 la società degli autori e compositori aveva chiesto a RÚV di boicottare l’Eurovision Song Contest 2024.

La giornata di domani, lunedì 11 marzo, è il termine ultimo per l’invio del brano di Hera Björk all’EBU-UER e la conferma o meno della partecipazione il prossimo maggio. La notizia che una delle autrici del brano non voglia avere nulla a che fare con l’Eurovision Song Contest 2024 apre a scenari più pessimistici. Il ritiro dell’Islanda dalla competizione porterebbe a 36 il numero  di paesi in gara e la prima semifinale vedrebbe in gara non più 15, ma 14 nazioni.

Da ricordare che l’inclusione di Israele nella lista dei partecipanti all’Eurovision Song Contest 2024, nonostante lo scoppio delle guerra Hamas-Israele, con la successiva invasione della striscia di Gaza delle forze armate israeliane il 27 ottobre 2023, ha portato alla nascita di proteste e petizioni affinché Israele fosse escluso dalla manifestazione o di boicottare l’evento in caso contrario; alcune petizioni in ambito della campagna boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) sono state rivolte anche all’emittente islandese RÚV, come già avvenuto in precedenza durante l’edizione 2019 svoltasi a Tel Aviv. Nonostante una dichiarazione iniziale secondo cui l’Islanda avrebbe comunque partecipato alla manifestazione europea, in seguito alle petizioni da parte della Società islandese degli autori e compositori (ISAC) e dell’OGAE Iceland, hanno spinto l’emittente RÚV a valutare la sua partecipazione dopo lo svolgimento dell’annuale Söngvakeppnin insieme al vincitore della manifestazione, rendendo così per la prima volta la finale nazionale indipendente dall’Eurovision Song Contest. Prima dello svolgimento della finale, entrambi gli eventuali superfinalisti Hera Björk e Bashar Murad hanno confermato che avrebbero partecipato alla manifestazione europea in caso di vittoria. Tuttavia, RÚV ha deciso di posticipare la decisione finale all’11 marzo 2024, scadenza fissata dall’UER per la presentazione dei partecipanti nazionali.

RÚV Stjörnur, l’applicazione incaricata a raccogliere i voti del pubblico, avrebbe riscontrato dei malfunzionamenti tecnici durante la votazione della superfinale. Molti telespettatori hanno riferito sui social media del presunto problema tecnico. Lilja Kristín Birgisdóttir, direttrice del marketing e delle comunicazioni di Vodafone Iceland, ha dichiarato in un’intervista che i rappresentanti dell’azienda hanno esaminato la questione insieme ai produttori di Söngvakeppnin e hanno poi riferito che tutti i sistemi hanno funzionato come previsto, suggerendo che il problema non era sistemico da parte di Vodafone.

Einar Hrafn Stefánsson, uno degli autori della canzone seconda classificata Wild West, ha chiesto l’avvio di un’indagine da parte di un soggetto indipendente riguardo la condotta delle votazioni del concorso. Rúnar Freyr Gíslason, direttore esecutivo di Söngvakeppnin, ha successivamente dichiarato che è stata avviata un’indagine relativa al malfuzionamente, chiarendo inoltre che il numero totale di voti via SMS ricevuti dai superfinalisti non ha influenzato il risultato finale; i produttori del concorso hanno successivamente spiegato che ciò è dovuto al fatto che solo pochi utenti sono stati colpiti da tale problema. Dopo la pubblicazione dei risultati, Stefánsson ha dichiarato che la sua richiesta di un’indagine indipendente era stata negata, spingendolo a chiedere una nuova votazione. Tuttavia, Stefán Eiríksson, direttore del reparto radio di RÚV, ha ribadito che i risultati erano al di sopra di ogni dubbio, nonostante l’emittente non avesse informazioni sul perché il problema si fosse verificato solo sul numero di Bashar Murad. Il rifiuto della richiesta di un’indagine indipendente è stato successivamente revocato, dopo che Eiríksson ha reso noto che RÚV ha deciso di condurre un’indagine indipendente sulla conduzione del voto della finale di Söngvakeppnin e che è stato incaricato un esperto per effettuare una valutazione indipendente.

Relativo a ciò Ásdís María Viðarsdóttir, una degli autori del brano vincitore “Scared of Heights”, ha dichiarato che avrebbe “ritirato i suoi crediti dalla canzone” se l’emittente RÚV non avesse fatto ulteriore luce e di condurre un indagine trasparente sul caso, affermando che “la sua coscienza non lo permette” dopo che sono saltate fuori possibili accuse di razzismo contro Murad durante la votazione della superfinale. 

Islanda è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Torino dal gruppo musicale islandese Systur e la canzone “Með hækkandi sól” (With the rising sun), pubblicato il 5 febbraio 2022 come parte della raccolta Söngvakeppnin 2022. RÚV ha reso noto che con “Með hækkandi sól” Sigga, Beta & Elín avrebbero preso parte all’imminente edizione dell’annuale Söngvakeppnin, rassegna canora utilizzata per selezionare il rappresentante islandese all’Eurovision Song Contest, che grazie al televoto del pubblico sono state incoronate vincitrici, diventando di diritto le rappresentanti islandesi a Torino. Nel maggio successivo, dopo essersi qualificate dalla Prima Semi-Finale, le Systur si sono esibite nella Finale eurovisiva, dove si sono piazzate al 23º posto con 20 punti totalizzati.

L’Islanda ha debuttato all’Eurovision Song Contest 1986. In 34 partecipazioni (27 finali), ancora non è riuscita ha vincere la manifestazione. Come migliori risultati, ha ottenuto due secondi posti, uno nel 1999 con Selma e il suo brano “All out of luck” e l’altro nel 2009 con Jóhanna e il suo brano “Is it true?”, a 10 anni di distanza l’uno dall’altro. È l’unico paese nordico a non avere ancora vinto l’evento. Nel 2005, per la prima volta dall’introduzione di una semifinale, non riesce a qualificarsi per la serata finale.

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