
Il cast stellare di “Follemente”, la nuova attesissima commedia di Paolo Genovese (regista di “Perfetti sconosciuti”), prodotta da Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema, salirà sul palco dell’Ariston, ospite di Carlo Conti, nella seconda giornata del Festival, mercoledì 12 febbraio.
A Sanremo 75 ci saranno Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria.

Questa la trama del film: “La nostra mente è un posto molto affollato, siamo tutti pluriabitati con tante diverse personalità che devono convivere tra di loro. Razionali, romantiche, istintive, a volte folli. Ma chi comanda veramente? FolleMente è la storia di un primo appuntamento, una divertente commedia romantica che ci fa entrare nei pensieri dei due protagonisti per scoprire i meccanismi misteriosi che ci fanno agire. Le varie personalità avranno voce e corpo e le vedremo discutere, litigare, gioire e commuoversi per cercare di avere il sopravvento e prendere la decisone finale.”
Il film sarà al cinema a partire dal 20 febbraio 2025.
Follemente è il 14° lungometraggio diretto da Paolo Genovese, che, nel corso della sua brillante carriera, ha realizzato pellicole di successo come Immaturi (2011) e il suo sequel Immaturi – Il viaggio (2012), Tutta colpa di Freud (2014) e Perfetti sconosciuti (2016), solo per citarne alcuni.
Aggiornamento: Sanremo 2025, Universal Music Italia apre Universo Dischi. Uno store multifunzionale dedicato con musica, merchandise, incontri e altro.
In occasione della settantacinquesima edizione del Festival della Canzone Italiana Universal Music Italia ha annunciato l’apertura di Universo Dischi, spazio “dedicato agli appassionati di musica dove il pubblico potrà non solo acquistare dischi e prodotti di merchandising, ma anche incontrare alcuni dei cantanti in gara e partecipare a speciali eventi e firmacopie con i propri artisti preferiti”: lo store multifunzionale da 110 metri quadrati aprirà i battenti al 194 di via Giacomo Matteotti, a circa 40 metri dal Teatro Ariston, e sarà aperto al pubblico durante la settimana del Festival – dal martedì al sabato – dalle 10.30 alle 20.00.
“Universo Dischi è uno store multifunzionale dedicato alla musica”, spiega, in una nota, la filiale italiana della major: “I visitatori potranno scoprire i prodotti speciali ed esclusivi degli artisti in gara, trovare una vasta selezione di titoli di recenti successi italiani targati Universal Music, ma anche partecipare a esperienze esclusive grazie ai corner dedicati dei nostri partner, con i quali abbiamo collaborato per la realizzazione dello spazio”.
Tutti gli appuntamenti dello store e le modalità di partecipazione saranno disponibili sui profili social ufficiali di Universal Music Italia.
Aggiornamento: Quanto valore produce (e per chi) il Festival di Sanremo?. In una ricerca di FIMI l’impatto economico dell’evento, tra luci e ombre per la discografia.
A chi “conviene”, il Festival di Sanremo? La manifestazione canora che per una settimana incolla una buona fetta di italiani alla TV quanti soldi muove? E a beneficio di chi? E qual è l’impatto dello storico contest musicale sul mercato italiano della musica registrata? E secondo quali dinamiche? A queste domande prova a rispondere l’indagine “Sanremo 2025: gli investimenti discografici al cuore dell’indotto del Festival”, compilata da FIMI – Federazione Industria Musicale Italia. A partire dalle proiezioni relative alla prossima edizione della manifestazione, il documento analizza gli investimenti del comparto discografico e il valore aggiunto portato alle diverse forme di indotto collegate all’evento, per poi fare il punto sulle dinamiche che caratterizzano l’impatto del Festival sul mercato discografico del nostro Paese.
Gli investimenti del settore, l’indotto e il valore aggiunto di Sanremo 2025. Il Festival muove gli investimenti in primis delle case discografiche, che – presentando uno o più brani in gara – generano un indotto a favore non solo dei segmenti contigui alla manifestazione (per esempio, l’ospitalità – alberghi e ristoranti, nello specifico, e promozione), ma anche a favore di quelli connessi alla filiera creativa (autori ed editori, oltre che settore live), all’ambito dei media (radio, TV e piattaforme streaming).
Secondo una previsione elaborata da Ernst & Young il Festival della Canzone Italiana che si aprirà il prossimo 12 febbraio genererà un impatto economico pari a 245 milioni di euro, con una crescita di circa 40 milioni rispetto alla passata edizione, grazie all’aumento delle entrate legate alla raccolta pubblicitaria. L’impatto degli investimenti per l’organizzazione, a fronte di un valore della produzione pari a 47,9 milioni di euro, genererà un valore aggiunto pari a 19,8 milioni di euro; le attività di spettatori e professionisti, valutate complessivamente in 25 milioni di euro, genereranno un valore aggiunto pari a 11,5 milioni; l’impatto di spese pubblicitarie e sponsor, valutato complessivamente in 172,2 milioni di euro, genererà un valore aggiunto pari a 66,6 milioni di euro. Complessivamente il valore aggiunto generato dalla manifestazione sarà di 97,9 milioni di euro, 21 in più di quello generato dall’edizione 2024. In loco, il Festival attiverà 1459 posti di lavoro full time equivalent, 132 in più rispetto all’anno passato.
L’impatto sul mercato discografico. A partire dal 2020 – primo anno del fortunato quinquennio occupato dalla direzione di Amadeus – gli ascolti in streaming dei brani in gara al Festival sono cresciuti del 463%: dai 0,4 miliardi di stream registrati nel 2020 si è passati ai 0,6 del 2021 (+74% su base annua), poi ai 0,9 del 2022 (+43% su base annua), poi ancora ai 1,1 del 2023 (+23% su base annua) per arrivare ai 2 miliardi di stream (+84% su base annua) dei brani in gara alla passata edizione del Festival. Questo ha comportato un aumento del peso a volume dei brani in gara sul mercato dello streaming, cresciuto (sempre dal 2020) del 163%).
Il fenomeno si è ovviamente riverberato anche sulle certificazioni: considerando i soli dischi di platino, si è passati dai 280 totalizzati dagli artisti in gara nel 2022 ai 340 “incassati” dal cast nel 2023, diventati 510 nell’edizione 2024. L’edizione 2025 della manifestazione è quella più ricca in quanto a certificazioni accumulate dagli artisti chiamati a esibirsi all’Ariston, titolari – complessivamente – di 696 dischi di platino.
L’artista più premiato con dischi di platino grazie a brani presentati a Sanremo è stato Mahmood, con 17 certificazioni, seguito da Irama ex aequo con Marco Mengoni (con 11 a testa), Francesco Gabbani (con 10), Lazza a pari merito con Tananai e Ultimo (con 9 a testa) e Annalisa, Blanco e Dargen D’Amico (tutti e tre premiati con 8 platini grazie ai brani presentati a Sanremo).
Considerando invece i brani in gara, dal 2013 al 2024 sono 241 le certificazioni platino complessive: all’edizione meno ricca di riconoscimenti (quella del 2014, con appena 4 platini assegnati) si contrappone quella del 2023, con 47 dischi di platino accumulati dai brani presentati al Festival.
Da quattro anni a questa parte, per tutte le edizioni di Sanremo l’artista premiato per l’album best seller per l’anno precedente è stato incluso nel cast della manifestazione (Rkomi per il 2022, Lazza per il 2023, Geolier per il 2024 e Tony Effe per il 2025): dal 2023, viceversa, un brano presentato a Sanremo si è rivelato, a fine anno, il singolo più ascoltato sul mercato italiano (“Brividi” di Mahmood e Blanco per il 2022, “Cenere” di Lazza nel 2023, “Tuta gold” di Mahmood nel 2024).
A partire dal 2021, infine, per tutte le edizioni del Festival i singoli in gara hanno occupato l’intera Top Ten Singoli della Top of the Music FIMI – GFK.
Le considerazioni (amare) del comparto musica registrata. “Le case discografiche, da sempre protagoniste e instancabili motori dell’industria musicale italiana, si confermano gli attori indispensabili non solo nella promozione degli artisti e nella produzione musicale, ma anche come volano economico per l’intero settore”, osserva FIMI in una nota: “Gli investimenti strategici supportano iniziative che abbracciano diversi ambiti, dalla pubblicità alla promozione live, contribuendo a creare un ecosistema virtuoso in cui la creatività si sposa con la crescita economica, con un effetto moltiplicatore di grande rilievo anche se le economie per le imprese restano limitate all’1,5 % dei ricavi del settore”. Quindi, conclude FIMI, “sono proprio gli investimenti mirati del settore discografico a plasmare l’ecosistema musicale celebrato dal Festival di Sanremo, riuscendo a rispondere alle sfide e alle opportunità di un mercato sempre più dinamico e competitivo, pur ricavandone ad oggi una fetta molto esigua di ricavi”.
“Le economie del Festival confermano una centralità degli investimenti dell’industria discografica nel prodotto musicale che di fatto alimenta un’intera filiera: si tratta di una settimana che muove non solo il settore musicale, ma anche brand e investitori pubblicitari che sull’evento più importante della televisione italiana costruiscono campagne promozionali”, ha ribadito a Rockol il CEO di FIMI Enzo Mazza: “I ricavi per le case discografiche in senso stretto restano ancora limitati, ed è evidente che nella revisione dei rapporti tra le parti, in vista del rinnovo della convenzione o in presenza di nuovi attori a seguito della gara d’appalto del Comune, gli equilibri vadano rivisti in quanto oggi insostenibili”.
Gli ascolti televisivi (e non solo). Secondo un’elaborazione di Dentsu dei dati forniti da Auditel, l’ultima edizione del Festival è cresciuta di 1,2 punti percentuali negli ascolti televisivi rispetto all’edizione 2023, arrivando a registrare uno share complessivo del 66,2% e con una media di 11 milioni e 314mila spettatori: l’ultimo Sanremo guidato da Amadeus si è rivelato, in termini televisivi, il più fortunato dal 2021 a oggi. In particolare, l’ultimo Festival è stato il più apprezzato dal pubblico giovane, che – nella fascia tra i 15 e i 24 anni, ha fatto segnare uno share in prima pari all’84%. Millennial e Gez hanno anche contribuito in maniera determinante al successo “digitale” della manifestazione, che – in occasione della sua ultima edizione – ha fatto registrare 29 milioni di interazioni sui social.
Aggiornamento: “Bella stronza” di Fedez e Masini sarà diversa. La canzone che verrà eseguita nella serata dedicata alle cover sarà diversa dall’originale.
Questa sera Carlo Conti sarà ospite della trasmissione televisiva di Bruno Vespa ‘5 Minuti’, tra le molte cose riguardanti l’imminente festival di Sanremo che si terrà nella cittadina rivierasca dall’11 al 15 febbraio, ha svelato che la “Bella stronza” che verrà presentata sul palco da Fedez e Marco Masini nella serata dedicata alle cover riserverà qualche sorpresa: “Dovete ascoltarla perché sarà una versione 2.0, una versione nuova di quel brano di Marco Masini. Sarà adattata ai tempi. Resterà quel titolo”, ha detto Conti.
“Bella stronza” è il brano che apre la tracklist del quarto album di Marco Masini pubblicato nel 1995, “Il cielo della vergine”.
Invece a proposito della partecipazione alla manifestazione canora di Tony Effe, come riportato da AdKronos, il conduttore e direttore artistico del festival ha spiegato: “Mi sono occupato della canzone che ho scelto per il Festival. Personalmente c’è una parabola che mi piace molto, quella del figliol prodigo”.
Aggiornamento: Un solo cantante pubblicherà il suo nuovo album durante Sanremo. Al Festival non si lanciano più dischi (ma le case discografiche apriranno dei negozi in città).
Lontani i tempi in cui per gli artisti partecipare al Festival di Sanremo significava avere l’opportunità di promuovere in maniera capillare i rispettivi nuovi album, programmandone l’uscita proprio nella settimana della kermesse. Del resto, l’album ha perso sempre più centralità nella discografia, diventando quasi un oggetto obsoleto, démodé, al quale – rapper a parte, che sulle piattaforme, dove la musica oggi viene consumata compulsivamente, possono contare su fanbase ancora interessate ad ascoltare ciò che hanno da dire – gli unici che non sembrano rinunciare sono gli artisti della vecchia guardia, che l’epopea del disco l’hanno vissuta e in un modo o nell’altro continuano ad essere affezionati a quel formato. Quest’anno solo uno dei 29 cantanti in gara al Festival pubblicherà il suo nuovo album – dove per “nuovo album” si intende un disco completo, di inediti – durante Sanremo 2025: è Brunori Sas. Discograficamente fermo a “Cip!” del 2020, il cantautore calabrese ha scelto di battezzare il suo nuovo album di inediti, “L’albero delle noci”, intitolato come la canzone che presenterà in gara, proprio nella Città dei Fiori. Uscirà il 14 febbraio, alla vigilia della finale.
Lo stesso giorno, oltre a quello di Brunori Sas, usciranno anche i dischi di Marcella Bella (in gara con “Pelle diamante”), Massimo Ranieri (che all’Ariston canterà “Tra le mani un cuore”), Modà (con “Non ti dimentico”), Willie Peyote (torna dopo la partecipazione del 2021 con “Grazie ma no grazie”) e Simone Cristicchi (presenterà “Quando sarai piccola”). Ma in tutti i casi non si tratta di album di inediti. La voce di “Montagne verdi” pubblicherà una ristampa di “Etnea”, il suo ultimo disco uscito addirittura nel 2023, con l’aggiunta del brano sanremese. Ranieri spedirà nei negozi la raccolta “Tra le mani… le mie canzoni”, che includerà naturalmente anche la canzone che il cantante di “Perdere l’amore” porterà quest’anno in gara al Festival. I Modà pubblicheranno l’Ep “8 canzoni”, ideale colonna sonora del viaggio in macchina dei fan verso lo Stadio San Siro di Milano, dove la band tornerà ad esibirsi il prossimo 12 giugno. Cristicchi ristamperà l’album “Dalle tenebre alla luce”, uscito lo scorso anno: la tracklist sarà impreziosita dalla canzone che il cantautore romano presenterà all’Ariston. Diverso il caso di Willie Peyote, che il 14 febbraio completerà l’Ep “Sulla riva del fiume” uscito lo scorso anno.
E gli altri big? Per ora, a parte quelli finora citati, si hanno notizie solo delle attività discografiche di altri tre artisti in gara. Francesco Gabbani e Joan Thiele hanno preferito programmare le uscite dei rispettivi nuovi album di inediti per il venerdì della settimana successiva a quella del Festival di Sanremo, il 21 febbraio: il cantautore toscano tornerà sulle scene discografiche a distanza di tre anni da “Volevamo solo essere felici” con il nuovo album “Dalla tua parte”, mentre Joan Thiele interromperà con “Joanita” un silenzio discografico lungo addirittura sette anni, tanti quanti ne sono passati dall’uscita del suo primo (e unico, finora) album, “Tango” (ma tra singoli ed Ep in questi anni la cantautrice non è certo rimasta con le mani in mano). Noemi, invece, farà uscire il suo “Nostalgia” il 28 febbraio: nel disco, oltre a “Se t’innamori, muori”, la canzone – co-firmata da Blanco e Mahmood – in gara al Festival, ci saranno anche un duetto con Neffa sulla title track, uno con Carl Brave su “Bosco verticale” e quello con Tony Effe su “Tutto il resto è noia” di Franco Califano che i due eseguiranno già a Sanremo nella serata delle cover.
Perché a Sanremo non si lanciano più album? Il Festival è da sempre una rappresentazione in miniatura delle dinamiche dell’industria discografica e oggi gli album non rappresentano più il centro della discografia: l’industria si basa sui singoli e il concetto di album passa spesso in secondo piano. C’entra l’estemporaneità che caratterizza le partecipazioni dei big. Non si va più a Sanremo per presentare un progetto più ampio, ma solo una parte di esso, che si tratti di un singolo che anticipa un nuovo album, una canzone che invece completa un disco già uscito, un brano destinato a rimanere un 45 giri o un cd singolo (ne usciranno da collezione di quasi tutti i big) o magari semplicemente per consacrare una carriera. E magari sfruttare la gigantesca vetrina sanremese per spingere le vendite dei biglietti dei concerti.
Sembrerà bizzarro, ma nonostante ciò le major della discografia hanno scelto di aprire dei propri temporary shop nella Città dei Fiori, che resteranno aperti per tutta la settimana del Festival di Sanremo 2025. Sony inaugurerà l’11 febbraio in Corso Garibaldi 28, a Sanremo, nelle immediate vicinanze del Teatro Ariston, il suo Sony Music Store & More: lo spazio, che occuperà oltre 150 metri quadrati e che resterà attivo per tutta la durata del Festival, fino a sabato 16 febbraio, non accoglierà solo un temporary store, ma ospiterà anche attività ed eventi, “confermando – specifica la filiale italiana della major in una nota – l’impegno di Sony Music nel progettare esperienze uniche e coinvolgenti per gli appassionati di musica”. Il programma per la settimana sanremese del Sony Music Store & More prevede “shop, talk, firmacopie, aree entertainment e di ascolto immersive e tanti eventi”: presso lo spazio sarà disponibile all’acquisto “un’ampia selezione di titoli italiani e internazionali, con edizioni speciali e prodotti esclusivi, acquistabili solo a Sanremo”. Universal Music Italia, invece, ha annunciato l’apertura di Universo Dischi: sorgerà al numero 194 di via Giacomo Matteotti, a circa 40 metri dall’Ariston, e sarà aperto al pubblico durante la settimana del Festival, dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 20. Lo store multifunzionale da 110 metri quadrati sarà uno spazio “dedicato agli appassionati di musica dove il pubblico potrà non solo acquistare dischi e prodotti di merchandising, ma anche incontrare alcuni dei cantanti in gara e partecipare a speciali eventi e firmacopie con i propri artisti preferiti”. Anche Warner Music Italy sarà presente al Festival, con uno store temporaneo che aprirà i battenti in Corso Imperatrice 6.
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