
Si è conclusa da poco la Seconda Semi-Finale dell’Eurovision Song Contest 2025, in programma a Basilea in Svizzera dal 13 al 17 maggio 2025 da cui sono usciti gli altri 10 artisti dei 16 paesi che si sono esibiti questa sera, che si aggiungono ai Big 5 (🇮🇹 Italy, 🇬🇧 United Kingdom, 🇫🇷 France, 🇪🇸 Spain, 🇩🇪 Germany), alla 🇨🇭 Switzerland, e ai 10 finalisti di martedì (🇳🇴 Norway, 🇦🇱 Albania, 🇸🇪 Sweden, 🇮🇸 Iceland, 🇳🇱 Netherlands, 🇵🇱 Poland, 🇸🇲 San Marino, 🇪🇪 Estonia, 🇵🇹 Portugal, 🇺🇦 Ukraine), che parteciperanno alla Finale di sabato 17 Maggio 2025 dell’Eurovision Song Contest 2025. Poche sorprese tra i finalisti e gli eliminati scaturiti dalla Seconda Semi-Finale dell’Eurovision Song Contest 2025.
Ritmo frenetico, come consueto, fuoco, mare in tempesta e molto “spazio”, le fiamme e i flutti agitati sono il leit motif di questa edizionetante, tanti gli elementi acrobatici e cambi d’abito tra eccessi e stravaganze, dalla capsula-frullatore dell’Australia ai cani in tuta da astronauta, meno argento nei look, tra il rosso e il nero che hanno impazzato finora si fanno strada il total white e il total pink, per le esibizioni dell’Eurovision Song Contest, con diversi risultati a sorpresa: Altri dieci paesi hanno stacctato il biglietto per la Finale di sabato, il passaggio in finale per alcuni dei favoriti della vigilia, sia per la vittoria che per dei piazzamenti di rilievo. Non abbiamo ancora la classifica, ma certamente ci sono un paio di paesi che probabilmente non si aspettavano la qualificazione alla finalissima di sabato 17 maggio 2025.
Uno spettacolo veloce e scorrevole, la macchina dell’Eurovision Song Contest è, come al solito, pazzesca: vedere 19 videoclip dal vivo, con scenografie ed effetti speciali, uno in fila all’altro con questa velocità, fa sempre una certa impressione – soprattutto se pensiamo alla lentezza del Festival di Sanremo, che però è proprio un’altro tipo di spettacolo. Lo show, comunque regge, e i messaggi extra musicali funzionano anche questa volta, in quanto presentati in maniera mai scontata. Avanti le favorite Austria, Finlandia e Malta. Sorpresa Lituania.
Un verdetto che, contrariamente a quello della prima semifinale, ha riservato qualche colpo di scena: non tutti coloro che, alla vigilia, venivano indicati come i favoriti, sono stati premiati dalle due giurie (quelle specializzate dei vari Paesi e il televoto) che, rispetto alla prima serata, hanno dato maggior spazio al «trash, stile eurovision». Il tutto in una al solito gremitissima arena renana dove le annunciate – e temute – proteste contro la rappresentanza israeliana, timidamente manifestatesi in sala durante le prove generali pomeridiane (una manciata di persone, subito accompagnate all’uscita dal servizio di sicurezza) non sono si sono verificate consentendo allo spettacolo uno svolgimento come da copione. Il quale, rispetto alla prima serata, non ha subito variazioni strutturali, ivi compresa la mancanza di una presentazione tra un concorrente e l’altro, introdotti unicamente dalle solite «cartoline elvetiche» da loro trovate nella cassetta della posta e accompagnate dalla solita musichetta insulsa – quattro, per curiosità, quelle dedicate a località ticinesi ossia Ascona per la concorrente francese, Bruzella per S. Marino, Peccia per la Grecia e Morcote per Israele che hanno portato fortuna ai destinatari, tutti approdati alla finale.
In sostanza sedici esibizioni dei concorrenti intervallati da tre intermezzi. Il primo dedicato all’Eurosong che non c’è stato, quello del 2000, cancellato dall’emergenza pandemica, ricordato attraverso un medley canoro che ha avuto quali protagonisti quattro artisti e band che avrebbero dovuto prendervi parte: l’elvetico Gjon’s Tears, il trio lituano The Roop, l’azera Efendi e la giovane maltese Destiny (artisti che, comunque hanno avuto modo di presentarsi l’anno seguente nei Paesi Bassi). Il secondo, intitolato «On time», in stile musical è stato un inno alla libertà personale e al valore del tempo mentre in quello finale la presentatrice Sandra Studer, ha avuto modo di ribadire le sue doti canore (non dimentichiamo che utilizzando il nome d’arte di Sandra Simò, rappresentò la Svizzera all’ESC nel 1991 a Roma ottenendo un lusinghiero quinto posto eseguendo Insieme: 1992 di Toto Cutugno).
Tornando alla serata, stilisticamente dai toni più variati rispetto alla prima semifinale hanno ottenuto i favori della giuria molte canzoni nel più stereotipato «stile eurovision», ovvero dall’alto contenuto di BPM (leggi ritmitissime), le cui sonorità si rifanno alla disco degli anni Ottanta e Novanta e accompagnate da coreografie spesso al limite come quella della maltese Miriana Conte (Serving), della danese Sissal (Hallucination) e, soprattutto, della finlandese Erika Vikman, la cui Ich Komme ha un tasso di «trash» talmente elevato da trasformarla in avanguardia pura.
All’interno della serata non sono tuttavia mancate – seppur con alterna fortuna – né proposte stilisticamente più «alternative» (il rock in stile U2 dei lituani Katarsis, le sonorità blues oriented del ceco Adonxs e la sbarazzina Poupée della lussemburghese Laura Thorn) né coinvolgenti «ballad», come la favoritissima Wasted Love del controtenore austriaco JJ, più per le doti vocali del suo interprete (questa sera, tuttavia, non proprio impeccabili) che per l’eccessiva qualità della canzone, le intense New Day Will Rise dell’israeliana Yuval Raphael, Asteromata della greca Klavdia presentatasi con un look che richiamava la grande Nana Mouskouri e Freedom della purtroppo eliminata georgiana Mariam Shengelia.
Tra le «Big Five» già qualificate per la finale, ci è piaciuta la struggente Maman con cui la francese Louane dialoga idealmente con la madre scomparsa mentre sconcertanti ci sono parse le proposte di Gran Bretagna e Germania: What The Hell Just Happened? del trio femminile inglese Remember Monday è una sorta di medley costruito rieleborando e cucendo assieme canzoni già sentite (ne abbiamo individuate almeno sette nei tre minuti del brano) mentre Baller dei teutonici Abor & Tynna è caratterizzata da un ossessivo «la-la-la-la-la» in grado di procurare l’orticaria ma che rimane drammaticamente in testa e che potrebbe anche rivelarsi l’ingrediente segreto per il successo.
A votare stasera, tramite televoto, il pubblico dei 19 paesi partecipanti e quello di Regno Unito, Francia, Germania – incluso quello del Resto del Mondo –. Ieri sera hanno, invece, votato le giurie di esperti, però non è stato conteggiato per il risultato della Semi-Finale.
Nella semifinale di stasera non è stato nessun passaggio di Lucio Corsi con “Volevo essere un duro”, già visto lo scorso martedì. Per questo motivo, dall’Italia non è stato attivo il televoto.

Al termine delle esibizioni e delle votazioni, scelti i 10 finalisti attraverso il televoto del pubblico da casa – dei Paesi in gara stasera e tre dei Paesi Big 5, 🇬🇧 United Kingdom | Remember Monday – What The Hell Just Happened?, 🇫🇷 France | Louane – maman, 🇩🇪 Germany | Abor & Tynna – Baller, che si sono esibiti stasera fuori gara, incluso quello del Resto del Mondo –, si sono qualificate per la Finale in ordine sparso, come annunciato in diretta TV: 🇱🇹 Lithuania | Katarsis – Tavo Akys, 🇮🇱 Israel | Yuval Raphael – New Day Will Rise, 🇦🇲 Armenia | PARG – SURVIVOR, 🇩🇰 Denmark | Sissal – Hallucination, 🇦🇹 Austria | JJ – Wasted Love, 🇱🇺 Luxembourg | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son, 🇫🇮 Finland | Erika Vikman – ICH KOMME, 🇱🇻 Latvia | Tautumeitas – Bur man laimi, 🇲🇹 Malta | Miriana Conte – SERVING, 🇬🇷 Greece | Klavdia – Asteromáta; mentre sono fuori dalla competizione, invece, 🇦🇺 Australia | Go-Jo – Milkshake Man, 🇲🇪 Montenegro | Nina Žižić – Dobrodošli, 🇮🇪 Ireland | EMMY – Laika Party, 🇬🇪 Georgia | Mariam Shengelia – Freedom, 🇨🇿 Czechia | ADONXS – Kiss Kiss Goodbye, 🇷🇸 Serbia | Princ – Mila. Anche quest’anno, una terza possibilità denominata Producer’s Choice, i paesi che hanno pescato questa nuova possibilità che permetterà ai produttori di scegliere il piazzamento in scaletta in tutto l’arco della serata di 13 canzoni su ventisei.

Ieri sera si è svolta la seconda prova della Semi-Finale in cui hanno espresso il proprio voto la giurie dei 16 Paesi partecipanti e di Regno Unito, Francia e Germania. Il voto delle giurie, però non è stato conteggiato per il risultato della Semifinale a meno che non sia stato registrato un voto del pubblico non valido o non sia stato possibile utilizzare un risultato sostitutivo aggregato.
Lettonia, Armenia, Austria, Grecia, Lituania, Malta, Danimarca, Lussemburgo, Israele e Finlandia sono i 10 paesi che superano la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025, da poco conclusa alla St. Jakobshalle di Basilea. I 10 paesi raggiungono in finale i 10 qualificati della prima semifinale di martedì 13 maggio e i finalisti di diritto (Big 5 e Svizzera), completando così il tabellone dei partecipanti alla finalissima. Avanzano tutti i principali favoriti alla vittoria finale a partire da JJ (Austria), con la sua intensa prova vocale nell’operistica “Wasted love“, ed Erika Vikman (Finlandia), che invece ha infuocato la St. Jakobshalle con la sua provocante “Ich komme”. Troveremo anche Miriana Conte (Malta) che con la sua performance sopra le righe sulle note di “Serving” riporta in finale l’isola dopo 4 anni. Contro ogni previsione passa il turno la Lituania con i Katarsis: si tratta della 5° finale consecutiva per il paese baltico. Festeggiano anche i vicini di casa della Lettonia, alla seconda finale consecutiva, mentre Sissal rompe la maledizione della Danimarca, che torna in finale dopo 6 anni. Niente da fare per l’Australia, che lascia la competizione anzitempo per il secondo anno consecutivo. Torna ad essere eliminata in semifinale l’Irlanda ed esclusa eccellente è la Cechia, che fa il paio con l’eliminazione del Belgio di martedì essendo stati sia Adonxs che Red Sebastian sempre tra i favoriti dei bookmakers. Allunga a sei eliminazioni consecutive la striscia negativa del Montenegro, che non vede la finale dal 2015 (ma saltò 2021, 2023 e 2024). Tutte le cinque nordiche sono assieme in finale per la prima volta dal 2014, mentre tutte le ex yugoslave si fanno compagnia fuori dall’atto decisivo per la prima volta dal 2013. Fanno en plein le tre baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania), i Balcani sono rappresentati dalla sola Albania, il Caucaso dall’Armenia di Parg, in più la sempreverde Ucraina e la Polonia.
Questa serata è stata l’occasione per vivere – in parte – l’edizione 2020, cancellata a causa della pandemia di Covid-19. Quattro artisti che avrebbero dovuto gareggiare quell’anno – e che comunque furono confermati dalle loro tv per il 2021, eccezion fatta per i The Roop che rivinsero il concorso nazionale – hanno eseguito finalmente davanti al pubblico eurovisivo le loro entry.
Sul palco della St. Jakobshalle si sono quindi esibiti Gjon’s Tears (Svizzera) con “Répondez-moi“, i The Roop (Lituania) con “On fire“, Efendi (Azerbaigian) con “Cleopatra” e Destiny (Malta) con “All of my love“.
Un numero di danza contemporanea dal titolo “On time” ha invece raccontato la tipica puntualità degli svizzeri e le 4 lingue ufficiali del paese: italiano, francese, tedesco e romancio. Chiusura di serata con un toccante omaggio a Toto Cutugno da parte della conduttrice Sandra Studer, che ha eseguito la sua indimenticabile “Insieme: 1992”. Un inno di speranza e unione più che mai attuale che regalò nel 1990 all’Italia la sua seconda vittoria all’Eurovision Song Contest. Si viaggia adesso verso la finalissima dell’Eurovision Song Contest 2025, preceduta dalle prove di venerdì 16, con quella serale che varrà come Jury Show e che seguiremo con il nostro liveblogging. La diretta della finale dell’Eurovision Song Contest 2025 andrà in onda sabato 17 maggio su Rai 1 dalle 21:00, sempre con il commento di Gabriele Corsi e BigMama.
In attesa di conoscere l’ordine di uscita della finale, che sarà reso noto dopo l’estrazione delle metà (più la Producer’s Choice) dei finalisti di stasera, la data da segnare sul calendario è sabato 17 maggio 2025 ore 21:00, in diretta su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi e BigMama, mentre su Rai Radio 2 (canale 202 del DT) ci saranno Diletta Parlangeli insieme a Matteo Osso.
• Galleria fotografica: Celebrating Eurovision 2020 View Album, Sandra Studer – Insieme View Album, The Green Room of the Second Semi-Final View Album, The Second Semi-Final Hosts View Album, 🇫🇮 Finland | Erika Vikman – ICH KOMME (Second Semi-Final) View Album, 🇷🇸 Serbia | Princ – Mila (Second Semi-Final) View Album, 🇩🇪 Germany | Abor & Tynna – Baller (Second Semi-Final) View Album, 🇮🇱 Israel | Yuval Raphael – New Day Will Rise (Second Semi-Final) View Album, 🇱🇺 Luxembourg | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son (Second Semi-Final) View Album, 🇨🇿 Czechia | ADONXS – Kiss Kiss Goodbye (Second Semi-Final) View Album, 🇩🇰 Denmark | Sissal – Hallucination (Second Semi-Final) View Album, 🇫🇷 France | Louane – maman (Second Semi-Final) View Album, 🇬🇪 Georgia | Mariam Shengelia – Freedom (Second Semi-Final) View Album, 🇱🇹 Lithuania | Katarsis – Tavo Akys (Second Semi-Final) View Album, 🇲🇹 Malta | Miriana Conte – SERVING (Second Semi-Final) View Album, 🇬🇷 Greece | Klavdia – Asteromáta (Second Semi-Final) View Album, 🇬🇧 United Kingdom | Remember Monday – What The Hell Just Happened? (Second Semi-Final) View Album, 🇦🇹 Austria | JJ – Wasted Love (Second Semi-Final) View Album, 🇦🇲 Armenia | PARG – SURVIVOR (Second Semi-Final) View Album, 🇱🇻 Latvia | Tautumeitas – Bur Man Laimi (Second Semi-Final) View Album, 🇮🇪 Ireland | EMMY – Laika Party (Second Semi-Final) View Album, 🇲🇪 Montenegro | Nina Žižić – Dobrodošli (Second Semi-Final) View Album, 🇦🇺 Australia | Go-Jo – Milkshake Man (Second Semi-Final) View Album, Basel portraits of the Second Semi-Final 2025 artists View Album.
Entro qualche ora conosceremo l’ordine di esibizione di tutti i partecipanti alla Finale dell’Eurovision Song Contest 2025 e, quindi, in quale posizione si esibiranno i 26 paesi finalisti.
L’appuntamento è ora per la Finale di dopodomani, sabato 17 maggio 2025, sempre trasmessa in diretta e in lingua originale sul canale YouTube ufficiale dell’Eurovision esu Rai 1 alle ore 21:00, preceduta da un’anteprima alle 20.40, con il commento in italiano di Gabriele Corsi e BigMama. Su Rai Radio 2 e sul Canale 202 del Digitale terrestre e tivùsat il commento in simulcast della serata sarà invece affidato a Diletta Parlangeli e Matteo Osso.
Grande l’impegno anche delle testate Rai che saranno presenti con i propri inviati all’Eurovision 2025: Rainews.it ha predisposto lo speciale Eurovision Song Contest 2025 per seguire tutte le fasi dell’evento canoro internazionale con una copertura completa e multimediale.
Rai Pubblica Utilità per favorire una maggiore inclusione, e come da tradizione del Servizio Pubblico, provvederà a sottotitolare e audiodescrivere le tre serate in diretta su Rai 2 e Rai 1 e a rendere interamente accessibile, anche attraverso la Lingua dei Segni. Il servizio di audiodescrizione sarà attivo in streaming anche su RaiPlay.
Al termine della Seconda Semi-finale si è tenuta la conferenza stampa in cui è i cantanti hanno estratto a sorte la metà dello show di sabato in cui i Paesi si esibiranno. La scaletta definitiva sarà decisa dopo aver conosciuto i finalisti della Seconda Semi-finale di giovedì 15 Maggio 2025. Una esibizione di tre minuti di forza, potenza e carattere, e che fanno ben sperare nel risultato che potremmo portare a casa sabato sera.

Nella tradizionale conferenza stampa post semifinale, i dieci paesi qualificati hanno sorteggiato in quale metà finale saranno chiamati a cantare: 🇫🇷 France | Louane – maman – Seconda Metà, 🇩🇪 Germany | Abor & Tynna – Baller – Seconda Metà, 🇬🇧 United Kingdom | Remember Monday – What The Hell Just Happened? – Scelta della Produzione, 🇱🇹 Lithuania | Katarsis – Tavo Akys – Scelta della Produzione, 🇮🇱 Israel | Yuval Raphael – New Day Will Rise – Scelta della Produzione, 🇦🇲 Armenia | PARG – SURVIVOR– Seconda Metà, 🇩🇰 Denmark | Sissal – Hallucination – Seconda Metà, 🇦🇹 Austria | JJ – Wasted Love – Prima Metà, 🇱🇺 Luxembourg | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son – Prima Metà, 🇫🇮 Finland | Erika Vikman – ICH KOMME – Prima Metà, 🇲🇹 Malta | Miriana Conte – SERVING | Tautumeitas – Bur Man Laimi – Scelta della Produzione, Malta– Scelta della Produzione, 🇬🇷 Greece | Klavdia – Asteromáta – Scelta della Produzione. Da ricordare che i Paesi che hanno pescato la Producer’s Choice verranno smistati secondo il nuovo meccanismo introdotto quest’anno che porterà i produttori a scegliere la posizione di tredici nazioni su ventisei all’interno dell’intera scaletta.
Dall’anno scorso, infatti, oltre a poter estrarre prima metà (ordine di esibizioni tra il 2 e il 13) o seconda metà (ordine di esibizioni tra il 14 e il 26), si può estrarre anche la scelta della produzione (Producer’s Choice), (ordine di esibizioni tra il 2 e il 26). Questo significa che i produttori dello show potranno collocare la canzone in qualsiasi punto della Prima o della Seconda metà dell’ordine di esibizione della Finale dell’Eurovision Song Contest 2024. L’unica ad aver estratto la posizione è la Svezia, che ha estratto proprio il numero 1, di conseguenza saranno Marcus e Martinus ad aprire lo show. Va ricordato inoltre che da quest’anno ci sarà l’apertura del televoto fin dall’inizio della serata, e sarà aperto per un’ulteriore finestra di tempo una volta che tutti i 26 finalisti si saranno esibiti.
I 26 finalisti dell’Eurovison Song Contest 2025 sono stati designati. Ad Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna (i Big Five) e Svizzera che di diritto avevano strappato il biglietto per la finalissima di sabato 15 maggio 2025, si sono aggiunti altri venti paesi. Dieci semifinalisti hanno passato il turno martedì scorso: 🇳🇴 Norway | Kyle Alessandro – Lighter, 🇦🇱 Albania | Shkodra Elektronike – Zjerm, 🇸🇪 Sweden | KAJ – Bara Bada Bastu, 🇮🇸 Iceland | VÆB – RÓA, 🇳🇱 Netherlands | Claude – C’est La Vie, 🇵🇱 Poland | Justyna Steczkowska – GAJA, 🇸🇲 San Marino | Gabry Ponte – Tutta L’Italia, 🇪🇪 Estonia | Tommy Cash – Espresso Macchiato, 🇵🇹 Portugal | NAPA – Deslocado, 🇺🇦 Ukraine | Ziferblat – Bird of Pray. Vengono esclusi 🇸🇮 Slovenia | Klemen – How Much Time Do We Have Left, 🇧🇪 Belgium | Red Sebastian – Strobe Lights, 🇦🇿 Azerbaijan | Mamagama – Run With U, 🇭🇷 Croatia | Marko Bošnjak – Poison Cake, 🇨🇾 Cyprus | Theo Evan – Shh. E altri dieci hanno conquistato la finale proprio stasera. Ecco chi sono i paesi che sono riusciti a superare il turno e che rivedremo sabato sera sono: 🇱🇹 Lithuania | Katarsis – Tavo Akys, 🇮🇱 Israel | Yuval Raphael – New Day Will Rise, 🇦🇲 Armenia | PARG – SURVIVOR, 🇩🇰 Denmark | Sissal – Hallucination, 🇦🇹 Austria | JJ – Wasted Love, 🇱🇺 Luxembourg | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son, 🇫🇮 Finland | Erika Vikman – ICH KOMME, 🇱🇻 Latvia | Tautumeitas – Bur man laimi, 🇲🇹 Malta | Miriana Conte – SERVING, 🇬🇷 Greece | Klavdia – Asteromáta; mentre sono fuori dalla competizione, invece, 🇦🇺 Australia | Go-Jo – Milkshake Man, 🇲🇪 Montenegro | Nina Žižić – Dobrodošli, 🇮🇪 Ireland | EMMY – Laika Party, 🇬🇪 Georgia | Mariam Shengelia – Freedom, 🇨🇿 Czechia | ADONXS – Kiss Kiss Goodbye, 🇷🇸 Serbia | Princ – Mila
Ecco i paesi che sono riusciti a superare il turno e che rivedremo sabato sera sono:
• Prima metà:
- 🇪🇸 Spain | Melody – ESA DIVA
- 🇮🇸 Iceland | VÆB – RÓA
- 🇺🇦 Ukraine | Ziferblat – Bird of Pray
- 🇦🇹 Austria | JJ – Wasted Love
- 🇱🇺 Luxembourg | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son
- 🇫🇮 Finland | Erika Vikman – ICH KOMME
• Seconda metà:
- 🇦🇱 Albania | Shkodra Elektronike – Zjerm
- 🇵🇹 Portugal | NAPA – Deslocado
- 19.🇨🇭 Switzerland | Zoë Më – Voyage
- 🇫🇷 France | Louane – maman
- 🇩🇪 Germany | Abor & Tynna – Baller
- 🇦🇲 Armenia | PARG – SURVIVOR
- 🇩🇰 Denmark | Sissal – Hallucination
• Producer’s Choice:
- 🇮🇹 Italy | Lucio Corsi – Volevo Essere Un Duro
- 🇳🇴 Norway | Kyle Alessandro – Lighter
- 🇸🇪 Sweden | KAJ – Bara Bada Bastu
- 🇳🇱 Netherlands | Claude – C’est La Vie
- 🇵🇱 Poland | Justyna Steczkowska – GAJA
- 🇸🇲 San Marino | Gabry Ponte – Tutta L’Italia
- 🇪🇪 Estonia | Tommy Cash – Espresso Macchiato
- 🇬🇧 United Kingdom | Remember Monday – What The Hell Just Happened?
- 🇱🇹 Lithuania | Katarsis – Tavo Akys
- 🇮🇱 Israel | Yuval Raphael – New Day Will Rise
- 🇱🇻 Latvia | Tautumeitas – Bur man laimi
- 🇲🇹 Malta | Miriana Conte – SERVING
- 🇬🇷 Greece | Klavdia – Asteromáta
Resta quindi da assegnare l’ordine di esibizione della Finale, che verrà stilato nella notte tra giovedì e venerdì, una volta terminate le Semifinali ed effettuate le estrazioni per decidere le metà. A quel punto, la palla passerà nelle mani della produzione, che stilerà l’ordine della Finale e poi lo passerà al vaglio dell’EBU-UER, che lo dovrà approvare. Avremo, alla fine, l’ordine di uscita definitivo di una finale dell’Eurovision Song Contest 2025.
Ottimo risultato in fatto di ascolti per la Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2023, andata in onda su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi e BigMama.
Aggiornamento: Gli ascolti confermano l’attenzione nei confronti della manifestazione che, soprattutto a partire dalla vittoria dei Maneskin nel 2021, è cresciuta anno dopo anno. La seconda semifinale su Rai 2 ha fatto registrare l’8,8% di share e 1 milione e 616mila telespettatori. É stato il secondo ascolto più alto della serata tra le nove reti generaliste, solo dopo Rai 1. L’anteprima, dalle 20.15, ha raccolto il 3,5% con 664mila persone sintonizzate sul secondo canale nazionale. Si conferma l’interesse per lo spettacolo da parte del pubblico giovane. Lo share ha toccato il 15% se si considera la fascia 4-14anni e il 17% per quanto riguarda quella 15-24 anni. Il picco di ascolti è stato di 2 milioni e 109mila telespettatori alle 21.40 e quello di share dell’11% alle 22.19.
Aggiornamento: Con oltre 80 nazioni rappresentate tra fan, delegazioni e media internazionali, Basilea è diventata in questi giorni il cuore pulsante d’Europa grazie alla 69ª edizione dell’Eurovision Song Contest. Ma oltre all’entusiasmo musicale e all’atmosfera festosa, l’evento si traduce in un’imponente opportunità economica, culturale e turistica per la città svizzera.
“L’Eurovision offre una piattaforma unica per accrescere il profilo internazionale di Basilea e promuoverla come città aperta, culturalmente vivace e con un’alta qualità della vita”, ha dichiarato Conradin Cramer, Presidente del Governo di Basilea. L’afflusso di migliaia di turisti, membri delle delegazioni, giornalisti e fan provenienti da tutto il mondo ha letteralmente trasformato la città, in particolare nella zona della St. Jakobshalle, dove si tengono le tre serate del concorso (13, 15 e 17 maggio), e nei luoghi simbolici dell’evento come l’Eurovision Village, l’Euroclub e lo St. Jakobs Park, dove è prevista una visione pubblica per 36.000 spettatori.
L’esperienza di Liverpool (2023) e Malmö (2024) mostra che l’Eurovision non è solo un evento televisivo, ma un vero e proprio catalizzatore economico: a Liverpool l’indotto ha superato i 65 milioni di euro, con oltre 306.000 visitatori, 473.000 presenze agli eventi correlati e 175.000 camere d’albergo vendute, mentre a Malmö il turismo ha generato un fatturato di 40,6 milioni di euro, con 160.000 persone partecipanti agli eventi e 71.737 pernottamenti nella regione.
“Questo è un programma televisivo, ma è anche un potente motore economico e culturale”, ha affermato Martin Green CBE, direttore dell’Eurovision Song Contest. “L’impatto è profondo, duraturo e straordinariamente positivo”.
Nota per la sua vivace scena artistica e per la posizione strategica al confine tra Svizzera, Francia e Germania, Basilea punta ora a capitalizzare il successo dell’Eurovision con effetti a lungo termine: maggiore visibilità internazionale, incremento degli investimenti, sviluppo del turismo e rafforzamento del senso di appartenenza locale.
Le cifre parlano chiaro: Liverpool ha registrato 280.000 citazioni sui media e il 96% dei visitatori ha dichiarato che consiglierebbe la città. A Malmö, l’80% dei residenti ha detto di essere fiero dell’evento e di aver percepito benefici diretti per la propria comunità.
Basilea non si limiterà a raccogliere i frutti immediati di hotel pieni e ristoranti affollati. Con oltre 160 milioni di telespettatori attesi e una forte copertura mediatica globale, la città punta a consolidare la propria immagine a livello internazionale e a rilanciarsi anche sul piano culturale e creativo.
“L’Eurovision ha portato milioni, posti di lavoro e una visibilità senza precedenti”, ha ricordato Steve Rotheram, sindaco della città metropolitana di Liverpool. E come ha sottolineato Karin Karlsson, direttrice di Malmö 2024, “è stato il miglior risultato economico di sempre per il turismo locale”.
Con il 70º anniversario del concorso alle porte nel 2026, l’Eurovision 2025 rappresenta per Basilea un’occasione storica. Non solo per brillare sotto i riflettori, ma per riscrivere il proprio futuro economico e culturale.
Aggiornamento: Sei persone hanno disturbato con bandiere e fischietti l’esibizione della cantante israeliana Yuval Raphael a Basilea.
Mentre Israele sta intensificando la sua offensiva a Gaza, gli appelli per escludere la delegazione israeliana dall’Eurovision song contest 2025 si sono moltiplicati. Alla vigilia del concorso, decine di ex partecipanti avevano chiesto all’EBU, l’Unione europea di radiodiffusione, organizzatrice dell’evento, di non permettere a Israele di partecipare. Un appello peraltro condiviso pure dallo svizzero Nemo, vincitore lo scorso anno.
Un’altra manifestazione di protesta contro la partecipazione della cantante israeliana Yuval Raphael è avvenuta giovedì pomeriggio quando, durante la prova generale della seconda semifinale a Basilea, l’esibizione è stata disturbata da sei persone, che hanno compromesso lo svolgimento della prova con bandiere di dimensioni non consentite e fischietti. Tra loro c’era anche una famiglia. Le persone coinvolte sono state rapidamente accompagnate fuori dalla sala, si legge nel comunicato della SSR. L’incidente si è verificato in un momento in cui gli organizzatori stanno facendo tutto il possibile per garantire che l’ESC si svolga “in un ambiente neutrale, sicuro, inclusivo e rispettoso”, viene precisato.
Già la sera prima, mercoledì, circa 150 persone erano scese in strada a Basilea per protesta. La manifestazione non autorizzata si è svolta in maniera pacifica, con bandiere della Palestina e qualche striscione, ma senza cori e altoparlanti. Per motivi di sicurezza la polizia non ha concesso ai manifestanti di raggiungere la Messeplatz, il centro espositivo dove è stato allestito l’Eurovision Village.
Una contro manifestazione si è tenuta poi giovedì sera, quando circa 100 persone sono scese in piazza per protestare contro l’antisemitismo. Durante la manifestazione, autorizzata, il movimento “Artists against Antisemitism” ha espresso solidarietà alla cantante. Secondo il musicista e co-organizzatore Björn Peng, il gruppo aveva già voluto organizzare uno stand durante l’ESC, ma non aveva ottenuto il permesso di farlo.
Ecco perché Israele è stato ammesso alla manifestazione e la Russia no.
“Secondo il regolamento dell’Eurovision Song Contest, non c’è bisogno di giustificare la partecipazione di Israele perché questa è una competizione tra emittenti, non tra Paesi”. Lo ha spiegato ai microfoni della RSI Jack Shepherd, ricercatore alla Mid Sweden University, a margine di una conferenza sul tema all’Università di Basilea. “ Non c’è nessuna regola per cui un Paese in guerra non dovrebbe partecipare”.
Chi critica gli organizzatori spesso fa notare come per la Russia ci sia stata un’attitudine diversa. L’EBU ha spiegato che i due casi sono diversi perché l’emittente israeliana si è dimostrata indipendente dal proprio governo, a differenza di quella russa. “Inizialmente gli organizzatori avevano detto che non avrebbero bandito la Russia – prosegue Shepherd – ma le pressioni delle emittenti hanno fatto sì che poi fosse effettivamente esclusa dal concorso. Ora non c’è lo stesso livello di pressione”.
Una parte dell’opinione pubblica si chiede soprattutto come sia possibile conciliare i valori liberali della manifestazione, che promuove unità ed eguaglianza, con la partecipazione di un Paese in guerra. Di questo si è parlato questa settimana anche all’Università di Basilea, in una due giorni dedicata a Eurovision. Un momento di discussione tra ricercatori internazionali, studenti e cittadini. E proprio la creazione di un dialogo aperto dovrebbe essere un obiettivo.
“Credo si debba anche permettere agli artisti e alle persone che lavorano con l’evento di avere libertà di parola”, conclude il ricercatore. “Nessuno vuole dichiarazioni politiche durante il concorso, ma dovrebbe essere possibile attorno all’evento”. Trovare una soluzione però non sarà facile.
Aggiornamento: Dopo due semifinali ricche di emozioni, sorprese e performance spettacolari, il palco è pronto ad accogliere i 26 finalisti che hanno conquistato pubblico e giurie da tutta Europa e non solo. La serata vuole omaggiare e celebrare i vincitori vecchi e nuovi del concorso canoro partito proprio dalla Svizzera, a Lugano, nel 1956.
Per l’occasione Michelle Hunziker si unirà alla conduzione della finale, raggiungendo la stand-up comedian Hazel Brugger e l’ex partecipante del concorso Sandra Studer che hanno già condotto le due semifinali.
In questi giorni a Basilea sono previste circa 300.000 persone, e milioni di telespettatori sono pronti a seguire la finale davanti alla TV. L’attesa è altissima, anche perché questa edizione segue la storica vittoria della Svizzera con ‘The Code’ di Nemo, che ha riportato il microfono di cristallo a casa dopo oltre trent’anni.’
E come per le due semifinali, anche l’appuntamento televisivo di sabato sarà senza barriere per le persone con disabilità sensoriali, che potranno seguire grazie alle traduzioni nella lingua dei segni, alle audiodescrizioni e ai sottotitoli.
Aggiornamento: Ecco di seguito il resoconto della seconda semifinale dell’ESC 2025: Anche la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025 – in programma a Basilea (Svizzera) dal 13 al 17 maggio – si è conclusa, con il solito carico di sorprese e verdetti inaspettati. Dopo ben sei anni di assenza torna a rivedere la finale la Danimarca e lo fa nel modo più emozionante, con Sissal che riesce a districarsi in una semifinale complicata in cui non era mai stata accreditata dai bookmakers di un posto nei primi dieci. Anche Malta può festeggiare il ritorno in finale dopo quattro anni, malgrado le perplessità degli ultimi giorni. Finlandia, Israele e Austria continuano tranquillamente la loro corsa verso la finalissima, e così fanno le baltiche Lettonia e Lituania.
Niente da fare per l’Australia, che lascia la competizione anzitempo per il secondo anno consecutivo dopo essere stata accreditata di quasi l’80% di chance dagli scommettitori. Erano crollate da tempo le chance della Repubblica Ceca, penalizzata da una performance poco incisiva e che non ha mai convinto: niente da fare per ADONXS e ČT che torna dietro alla lavagna dopo anni di buoni risultati. Allunga a sei eliminazioni consecutive la striscia negativa del Montenegro, che non vede la finale dal 2015 (ma saltò 2021, 2023 e 2024).
Tra le ventisei canzoni finaliste, ben diciannove appartengono al blocco dell’Europa dell’Ovest, mentre solo sette provengono da paesi al di là del Danubio. Tutte le cinque nordiche sono assieme in finale per la prima volta dal 2014, mentre tutte le ex yugoslave si fanno compagnia fuori dall’atto decisivo per la prima volta dal 2013. Fanno en plein le tre baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania), i Balcani sono rappresentati dalla sola Albania, il Caucaso dall’Armenia di Parg, in più la sempreverde Ucraina e la Polonia.
Annunciati i primi 10 paesi che hanno conquistato l’accesso alla finale. Conquistano un posto per la Gran Finale di sabato 17 maggio 2025, oltre ai cinque “Big Five” (Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito) e alla Svizzera (paese ospitante):
- Lithuania: Katarsis – Tavo Akys
- Israel: Yuval Raphael – New Day Will Rise
- Armenia: PARG – SURVIVOR
- Denmark: Sissal – Hallucination
- Austria: JJ – Wasted Love
- Luxembourg: Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son
- Finland: Erika Vikman – ICH KOMME
- Latvia: Tautumeitas – Bur Man Laimi
- Malta: Miriana Conte – SERVING
- Greece: Klavdia – Asteromáta
Esclusi:
- Australia: Go-Jo – Milkshake Man
- Montenegro: Nina Žižić – Dobrodošli
- Ireland: EMMY – Laika Party
- Georgia: Mariam Shengelia – Freedom
- Czechia: ADONXS – Kiss Kiss Goodbye
- Serbia: Princ – Mila
Allusioni e giochi di parole: come i cantanti sfidano le regole aggirando la “censura”. Anche le parolacce hanno un senso, ma non sempre passano. Dall’Australia alla Finlandia, dall’Estonia alla Svezia, gli artisti si ingegnano per trasmettere il loro messaggio.
Da “Kant” a “milkshake”, da un “espresso macchiato” alle “saune finlandesi”: l’Eurovision è da sempre un terreno di gioco per gli artisti che vogliono dire di tutto senza poterlo dire davvero.
Il regolamento ufficiale dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) è chiaro: sono vietati testi “osceni… o comunque offensivi per la morale pubblica o il decoro” e riferimenti politici. Per evitare l’esclusione dal concorso, l’anno scorso, Israele ha accettato di cambiare il testo della sua canzone “October Rain” che faceva riferimento alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre.
Come spesso accade, la realtà è più sfumata: si può cantare di guerra purché non contenga riferimenti troppo espliciti, e lo stesso accade per il sesso, purché non lo si nomini. Soprattutto, non in inglese.
Anche quest’anno, mentre le guerre hanno “costretto” a scegliere testi più prudenti, molti partecipanti hanno deciso di tornare a parlare di sesso e provocazione o di sfidare il “politicamente corretto”. Ma a modo loro. Lo strumento più utilizzato è stato il “doppio senso”.
Lo fanno Finlandia (“Ich komme”) e Australia (“milkshake man”), ma Malta va un po’ più sul pesante. La cantante Miriana Conte voleva presentarsi con un brano intitolato “Kant”, che in maltese significa “canto” o “cantare”, ma che suona esattamente come la più censurata delle parole inglesi. Il titolo è stato subito bocciato dall’EBU, l’ente organizzatore del festival, e la canzone è diventata “Serving”. L’ispirazione, però, resta quella del gergo queer. “È un inno all’essere se stessi, senza scuse”, ha dichiarato l’artista 24enne, che tra l’altro vanta origini italiane.
La censura non ha colpito solo Malta. Nel 2022, il gruppo lettone Citi Zēni dovette tagliare la parola “pussy” dalla strofa iniziale del loro brano vegetariano “Eat Your Salad”. Il cantante, Jānis Pētersons, racconta con orgoglio che fu il pubblico a cantarla al suo posto e che anche sua nonna aveva trovato la battuta divertente.
Se quest’anno, Go-Jo, artista australiano, ha portato Milkshake Man, un brano tutto dedicato a una bevanda iperallusiva (“è un superpotere segreto”, canta, e “ti rende più grande e forte, con ossa più dure”), nel 2017 il montenegrino Slavko Kalezić paragonava il sesso a un viaggio spaziale (“The spaceship is ready to blow”).
Le canzoni non in inglese spesso riescono a superare i filtri con maggiore facilità. La finlandese Erika Vikman ha presentato quest’anno un brano in tedesco dal titolo inequivocabile. L’anno scorso, la Spagna aveva gareggiato con Zorra, parola che significa “volpe” ma anche “sgualdrina”. Nel 1994, la francese Nina Morato cantava senza troppi filtri “Mais putain, il y a des jours”. Mentre nel 2012 il gruppo austriaco Trackshittaz portava un brano dal titolo Woki mit deim Popo, in dialetto così stretto da distrarre perfino i censori.
I Måneskin, vincitori per l’Italia nel 2021, sono stati tra le ultime vittime illustri della censura eurovisiva. Prima di poter portare “Zitti e Buoni” sul palco di Rotterdam, la band ha dovuto ripulire il testo dalle parolacce e adattare la durata del brano ai limiti imposti dal regolamento.
Nonostante tutto, o forse proprio grazie a questi confini da aggirare, l’Eurovision resta uno degli ultimi palcoscenici dove la provocazione trova ancora spazio. “Il peggior testo che puoi scrivere è quello che non si ricorda nessuno”, dice ancora Jānis Pētersons. E su questo, c’è poco da discutere.
Il messaggio, all’Eurovision, non passa solo attraverso le parole. A volte, sono gli abiti, le scenografie o persino la scelta dell’artista a raccontare molto di più di un testo esplicito. È il caso dell’Ucraina, che negli ultimi tre anni ha usato il palco europeo per proporre un’altra immagine del proprio popolo. Lontana da quella del “soldato” – lo stesso Zelensky appare quasi sempre in “abiti militari” – la band Ziferblat ha portato sul palco un’altra visione: tre ragazzi vestiti di azzurro, rosa e verde acqua. Il loro brano, Bird of Pray, è dedicato alla ricostruzione e allo sminamento dei territori liberati. Persino la scelta del costumista – Ivan Frolov, tra i più noti della scena fashion ucraina – sembra una dichiarazione d’intenti.
Non solo, il frontman della band Danvil ha postato una sua foto in cui indossa una maglietta in cui è raffigurato accanto a Lucio Corsi (un disegno alla Bowie sul volto per entrambi) e ha documentato doviziosamente con scatti accurati l’incontro con il cantautore maremmano. Infine, la band è stata inquadrata mentre canta “Volevo essere un duro” durante l’esibizione del rappresentante italiano. Come a dire, parafrasando il testo della canzone italiana, “non siamo altro che… noi”. Quale messaggio più potente di questo?
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