🇨🇭 ESC 2025: Continua la sessione di prove – Giorno 13. Aggiornato

Dopo aver scoperto tutti i 26 finalisti ed il loro ordine di esibizione, si continua oggi con la settimana santa dell’Eurovision Song Contest 2025 e le prove Generale della Finale.

Ecco il programma a Basilea:

Ore 14:30 – Prima prova generale aperta alla stampa. Prende il via il turno di prove generali per la finale. Come di consueto, solo la stampa avrà accesso a questa sessione.

Ore 21:00 – Prova generale aperta al pubblico, votano le giurie. In serata invece sarà il pubblico per la prima volta a vedere i 26 finalisti, scendo quindi in gara i big 5 (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) e Svizzera vincitrice nel 2024 a Malmö. La prova è come sempre identica alla virgola a quanto andrà in onda sabato sera.

Questa sera le giurie nazionali dovranno esprimere il loro parere sulle canzoni in gara, quindi le esibizioni dovranno essere tecnicamente PERFETTE. Ricordiamo che i 5 giurati di ogni paese dovranno valutare elementi tecnici e potenzialità sul mercato discografico.

È una prova molto importante per l’Italia. Lucio Corsi scenderà sul palco come 14esimo, poco dopo Finlandia e poco prima di Polonia. Viste la sua presenza scenica, Corsi potrà giocarsi punti molto pesanti con le giurie. Obiettivo per Corsi è fare il meglio possibile, senza dire cosa realmente punta a raggiungere.

È tutto pronto per alzare il sipario sulla finalissima di Eurovision Song Contest 2025, che vedrà in gara sul palco della St.Jakobshalle Lucio Corsi con il brano “Volevo essere un duro”, in quattordicesima posizione nella scaletta, insieme agli altri 25 finalisti: i 20 artisti selezionati durante le due semifinali, più la vincitrice uscente Svizzera e i “Big Five”: Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Italia. La serata conclusiva in onda alle 21.00 su Rai 1, Rai Radio 2, Rai Play, tradotta anche in LIS e ISL su canali dedicati. 

Il cantautore toscano, già apprezzato al Festival di Sanremo, torna sul palco dello St.Jakobshalle con la sua poetica surreale e visionaria, portando uno stile fuori dagli schemi in una competizione solitamente dominata da produzioni elettroniche e spettacoli ad alto impatto scenico.

Archiviata anche la seconda semifinale, ad aggiungersi alle 16 nazioni già qualificate sono state Lituania, Israele, Armenia, Danimarca, Austria, Lussemburgo, Finlandia, Lettonia, Malta e Grecia. Sabato 17 maggio la Grand Final, con Michelle Hunziker che condurrà insieme ad Hazel Brugger e Sandra Studer. Per l’Italia, Lucio Corsi sarà il quattordicesimo a esibirsi sul palco del St.Jackobshalle con “Volevo essere un duro”. Insieme alla sua, durante la serata, ci saranno le performance degli altri 25 finalisti, 20 selezionati appunto durante le due semifinali, più il Paese ospitante, la Svizzera, e le altre nazioni “Big Five”: Spagna, Francia, Regno Unito e Germania.

Gli ascolti confermano l’attenzione nei confronti della manifestazione che, soprattutto a partire dalla vittoria dei Maneskin nel 2021, è cresciuta anno dopo anno. La seconda semifinale su Rai 2 ha fatto registrare l’8,8% di share e 1 milione e 616mila telespettatori. É stato il secondo ascolto più alto della serata tra le nove reti generaliste, solo dopo Rai 1. L’anteprima, dalle 20.15, ha raccolto il 3,5% con 664mila persone sintonizzate sul secondo canale nazionale. Si conferma l’interesse per lo spettacolo da parte del pubblico giovane. Lo share ha toccato il 15% se si considera la fascia 4-14anni e il 17% per quanto riguarda quella 15-24 anni. Il picco di ascolti è stato di 2 milioni e 109mila telespettatori alle 21.40 e quello di share dell’11% alle 22.19.

Per la serata finale della 69esima edizione dell’evento non sportivo più seguito al mondo sono previste diverse sorprese e promette momenti spettacolari e omaggi emozionanti. A scaldare il pubblico a inizio show ci sarà il beniamino di casa Nemo (primo artista non binario a vincere l’Eurovision Song Contest), che nel 2024 ha trionfato con “The Code”, un brano che mescola rap, drum’n’bass e opera.

Primo interval act con le performance degli artisti svizzeri più ricordati e amati che hanno partecipato alla manifestazione. A esibirsi con “Io Senza Te”, un brano in italiano presentato nel 1981, primo anno in cui l’Italia era assente, saranno Peter, Sue & Marc, membri di un gruppo pop/folk di Berna che ha rappresentato la Svizzera alla kermesse quattro volte, arrivando quarto proprio nel 1981. La celebre cantante e conduttrice televisiva svizzera Paola, classe 1950, canterà il brano “Cinéma”, con cui si classificò quarta nell’edizione del 1980. Poi sarà il turno di Luca Hänni (anche lui quarto a Eurovision 2019 a Tel Aviv), che intonerà la sua “She Got Me”. Infine, dopo l’apparizione durante la seconda semifinale, Gjon’s Tears – selezionato internamente dalla Svizzera per le edizioni 2020 e 2021 della manifestazione – canterà “Tout l’univers”.

Poi, un breve video celebrerà Cèline Dion, vincitrice dell’Eurovision 1988 con “Ne partez pas sans moi”, regina delle power ballad e cantante di “My Heart Will Go On”, secondo singolo più venduto di una donna nella storia e colonna sonora di Titanic. 

Tra gli ospiti della serata, anche i vincitori del televoto delle ultime due edizioni. Il secondo intervallo sarà infatti una “battaglia” giocosa tra le due canzoni che più sono piaciute al pubblico europeo nel 2023 e 2024. Il finlandese Käärijä con “Cha Cha Cha” e il croato Baby Lasagna con “Rim Tim Tagi Dim” si uniranno in un numero in collaborazione. Infine, per intrattenere i presenti in palazzetto e i telespettatori durante gli ultimi minuti per votare, tornerà sul palco Nemo per presentare il suo nuovo singolo “Unexplainable”.

La conduzione, in diretta da Basilea dalle 21.00 su Rai 1, è a cura di Gabriele Corsi e Big Mama. Novità assoluta di questa edizione, per l’Italia, sarà lo spokesperson che annuncerà il risultato del voto della giuria nazionale: Topo Gigio. Dopo aver duettato al Festival di Sanremo 2025 con Lucio Corsi sulle note di “Il blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, il pupazzetto creato nel 1959 da Maria Perego e Federico Caldura con la collaborazione del regista Guido Stagnaro (a cui ha dato voce proprio il grande cantautore pugliese) porterà all’Europa la sua dolcezza e ironia.

In perfetto stile italiano, sarà Topo Gigio lo spokesperson chiamato a rivelare i voti della giuria nazionale. Dopo il duetto con Lucio Corsi a Sanremo sulle note di “Nel blu dipinto di blu”, l’iconico pupazzo porterà tenerezza e ironia all’Eurovision.

La finalissima sarà trasmessa anche in diretta radio e video su Rai Radio 2 (canale 202 del digitale terrestre e Tivùsat), con la conduzione di Diletta Pietrangeli e Matteo Osso. La coppia darà spazio alle storie e i brani dei finalisti con attenzione a curiosità e retroscena. Rai Pubblica Utilità renderà l’ultima serata di Eurovision 2025 completamente accessibile attraverso la Lingua dei Segni su un canale dedicato su RaiPlay. Ben 11 performer, sordi e udenti, che hanno iniziato la loro preparazione anche attraverso prove da remoto, interpreteranno in LIS (lingua dei segni italiana) e ISL (lingua dei segni internazionale) sia le 26 canzoni in gara che quelle degli ospiti, restituendo al pubblico ritmo ed emozioni di ogni performance. Due interpreti, invece, tradurranno in LIS la parte di conduzione. La diretta sarà disponibile anche in streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound. 

Verrano simulate anche votazioni e annuncio del vincitore. Vedremo quindi chi porterà a casa il microfono di cristallo della Jury Final.

Dalla sala stampa di St.Jakobshalle abbiamo seguito la prova generale ufficiale della Finale dell’Eurovision Song Contest 2025. 

Durante la prova di stasera le giurie nazionali esprimeranno i loro voti, che andranno ad unirsi a quelli del televoto di tutta Europa, che interverrà domani sera durante la diretta dello show. Il mix al 50% del voto delle giurie e del voto del pubblico determinerà il vincitore dell’Eurovsion Song Contest 2025.

La Grand Final avrà come tema : Let’s Celebrate a New Winner – 26 Paesi si contenderanno l’ambito trofeo di vetro e tutta l’Europa, e non solo, si unirà all’emozione e ai festeggiamenti.

La Finale di domani inizierà con le conduttrici Hazel Brugger e Sandra Studer affiancate da Michelle Hunziker per la Finale, che cercano il trofeo, che arriva in modo spettacolare: prima lanciato da un aereo, poi via mare e infine portato da un’atleta di paraciclismo. Arriva Nemo, il campione in carica, e Sandra Studer lo avverte di non toccare il trofeo (lo scorso anno Nemo lo aveva rotto dopo la consegna). Infine, il cantante esegue il brano vincitore dello scorso anno “The Code”.

Inizia poi la Flag Parade dei 26 Paesi partecipanti, accompagnata da tradizionali tamburini svizzeri e da brani di musica svizzera. Quindi entrano le tre conduttrici: Michelle Hunziker saluta in italiano, Sandra Studer in inglese e francese e Hazel Brugger in romancio.

Di seguito si procederà con le esibizioni.

1.Norvegia | Kyle Alessandro – Lighter. Kyle apre con un’energia solida, migliorato vocalmente rispetto alle precedenti prove. Lo staging è di grande impatto, perfetto per catturare l’attenzione sin dall’inizio senza essere troppo invasivo. La voce si mostra un po’ affaticata all’inizio, ma cresce con il procedere del brano, regalando una conclusione convincente. Un avvio dinamico e calibrato per mettere in moto la serata.

2.Lussemburgo | Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son. Qualche segnale di tensione vocale, con stecche nei momenti più delicati, ma la performance nel complesso regge. Lo staging è ben curato, con luci e coreografie che rendono il pezzo fresco e accattivante. Peccato per la mancanza di stabilità vocale, ma il brano resta tra i più orecchiabili.

3.Estonia | Tommy Cash – Espresso Macchiato. Una delle prove più deboli vocalmente, con la voce spesso coperta dalla base e poca convinzione nell’esecuzione. Lo show è però travolgente e gioca sull’effetto virale. Il brano è diventato un tormentone e la curiosità potrebbe garantire qualche punto dal televoto, ma le giurie difficilmente saranno indulgenti. In ogni caso non si può non sottolineare l’importanza di Espresso Macchiato nell’avvicinamento a Basilea. 

4.Israele | Yuval Raphael – New Day Will Rise. Eccellente esecuzione vocale, la migliore di questa edizione, con acuti potenti e controllo impeccabile. La performance è intensa e riesce a valorizzare un brano bello ma non irresistibile. Gli applausi sono forti in sala stampa, mentre in arena si notano anche fischi, ma il voto delle giurie potrebbe premiare molto questa interpretazione.

5.Lituania | Katarsis – Tavo Akys. Una performance carica di emotività e sincerità. Vocalmente solida, nonostante la messa in scena troppo semplice, che riesce a conquistare il pubblico che partecipa attivamente cantando il ritornello. Un pezzo coraggioso e fuori dagli schemi, che potrebbe sorprendere in classifica.

6.Spagna | Melody – ESA DIVA. Performance esplosiva e carismatica, con Melody che mostra sicurezza e un timbro caldo e deciso. Il brano, pur con qualche tocco un pò datato, riesce a trascinare l’arena. La coreografia è più fluida e attuale rispetto alle semifinali, favorendo un miglior impatto generale. Ma è ancora troppo poco. Dalla Spagna ci si aspetta ben altro.

7.Ucraina | Ziferblat – Bird of Pray. La performance subisce penalizzazioni per qualche stecca significativa. Il brano è già di per sé complesso e meno immediato rispetto agli standard eurovisivi, il che rende ancora più difficile emergere. L’entusiasmo del pubblico è moderato, così come quello delle giurie. Questa volta un buon piazzamento pare una chimera.

8.Regno Unito | Remember Monday – What The Hell Just Happened?. Performance problematica sotto tutti i punti di vista: stecche evidenti, tempi sbagliati e una struttura del brano molto disorganica, che lo rende troppo poco comprensibile. La prova scivola via con poca energia e convinzione, con alto rischio di chiudere in fondo alla classifica o addirittura a zero punti.

9.Austria | JJ – Wasted Love. Impeccabile vocalmente, JJ mostra una padronanza rara nelle note lunghe e nei passaggi difficili del pezzo. Lo staging è sobrio ma elegante, e la vocalità da sola basta a reggere la prova. Il brano potrebbe giocare un ruolo importante nel voto delle giurie, anche se il televoto potrebbe preferire proposte più dinamiche.

10.Islanda | VÆB – RÓA. Brano più energico della media, con una messa in scena che sprizza vitalità. Tuttavia, la vocalità rimane incerta e poco incisiva, con qualche imprecisione che pesa. Nel complesso, però, tutto più che sufficiente.

11.Lettonia | Tautumeitas – Bur Man Laimi. Esecuzione suggestiva e ipnotica, con un canto corale che incanta per originalità. La scenografia sfrutta la tecnologia per amplificare l’atmosfera. È un pezzo insolito per l’Eurovision, che potrebbe dividere le opinioni ma sicuramente lascia il segno.

12.Paesi Bassi | Claude – C’est La Vie. Vocalità non sempre impeccabile, con qualche lieve fuori tono, ma la presenza scenica è genuina e coinvolgente. Il brano è fresco e radiofonico, e questo potrebbe fare la differenza per un piazzamento nella prima metà della classifica o forse anche di più. 

13.Finlandia | Erika Vikman – ICH KOMME. Performance esplosiva e molto curata, con una messa in scena spettacolare, ma davvero troppo eccessiva, anche per il palco eurovisivo. Erika ha dimostrato grande forza vocale e carisma, trascinando l’arena, ma il risultato… non ci piace.

14.Italia | Lucio Corsi | Volevo Essere Un Duro. La prova più elegante della finale, con una vocalità impeccabile e una performance essenziale ma profondamente coinvolgente. L’assolo di armonica è un momento di rara intensità e grazia. Lucio porta sul palco un’originalità stilistica e un carisma discreto ma intenso.

15.Polonia | Justyna Steczkowska – GAJA. Un’artista esperta che domina la scena con voce potente e grande presenza. La canzone non è memorabile, ma la performance compensa tutte le altre mancanze. Justyna dimostra di avere energia e capacità scenica da vendere. Un buon piazzamento in Top 15 è possibile.

16.Germania | Abor & Tynna – Baller. Brano potente e ritmato, ma confuso. Inoltre Tynna alterna momenti vocalmente brillanti ad altri molto più imprecisi, specialmente nelle strofe. Difficile pensare a un buon piazzamento, nonostante l’apprezzamento della sala stampa.

17.Grecia | Klavdia – Asteromáta. Una delle grandi sorprese, con un brano intenso e una performance vocale molto convincente. La semplicità dello staging valorizza la potenza emotiva della canzone, e la risposta del pubblico è calda e convinta. Ma è comunque troppo poco per puntare a un risultato in Top Ten.

18.Armenia | PARG – SURVIVOR. Performance energica e ben eseguita, ma lo staging risulta un po’ confusionario. Il pezzo rimane piacevole, anche se poco memorabile. Sufficienza stiracchiata.

19.Svizzera | Zoë Më – Voyage. Performance cinematografica e delicata, con una vocalità melodica che tocca il cuore. La semplicità dello staging lascia spazio all’interpretazione emotiva e potrebbe portare la Svizzera in Top 10.

20.Malta | Miriana Conte – SERVING. Performance vivace ma troppo approssimativa, con energia ma qualche incertezza vocale e scenica. La concorrenza è agguerrita e l’interesse nei confronti della proposta maltese sta scemando.

21.Portogallo | NAPA – Deslocado. Grande entusiasmo per la loro presenza in finale, con una performance intensa e autentica. Brano delicato e toccante, che potrebbe rappresentare la mina vagante della finale. Anche se il piazzamento potrebbe essere al massimo una Top 15.

22.Danimarca | Sissal – Hallucination. Performance mediocre sia dal punto di vista vocale che scenico. C’è qualcosa che non va e rivedendo la performance ci si chiede cosa ci faccia in finale. 

23.Svezia | KAJ – Bara Bada Bastu. Performance rodata e travolgente, con coinvolgimento del pubblico e coreografie efficaci. Favorita per il televoto, anche se il voto delle giurie resta incerto a causa dello stile non convenzionale. 

24.Francia | Louane – maman. Performance emotiva e tecnicamente quasi impeccabile. Louane incanta con la sua voce calda e un’interpretazione sentita. Le giurie potrebbero premiarla e il pubblico pare non sia indifferente a un tema universale. Posto sul podio prenotato.

25.San Marino | Gabry Ponte – Tutta L’Italia. Performance energica e coinvolgente, ma la risposta della stampa è ahimè sempre meno entusiasta. Il pezzo ha potenziale per il televoto, ma dovrà faticare per conquistare le giurie, nonostante l’interessante costruzione. 

26.Albania | Shkodra Elektronike – Zjerm. Ottima performance vocale e scenica, con grande energia e dinamismo. Probabile top 10 grazie al forte sostegno del televoto. Un pezzo che non lascerà indifferenti le giurie… Il miglior piazzamento della storia albanese pare davvero alla portata. 

Il primo Interval Act vede alcuni artisti artisti svizzeri proporre i loro successi. SI parte con Peter, di Peter, Sue & Marc, che ripropone “Io senza te” (1981) con il figlio e la nipote. Arriva poi Paola del Medico che interpreta “Cinema” (1980). Per terzo c’è Luca Hänni, che ripropone “She Got me” (2019), e per chiudere  Gjon’s Tears con “Tout l’Univers” (2021).

Vengono poi ricordate Lys Assia (la prima vincitrice dell’Eurovision) e la vincitrice del 1988, la grande Céline Dion, attraverso il video già visto nella Prima Semifinale. Voci sempre più insistenti, in realtà, dicono che domani sera per lo show live l’artista canadese potrebbe essere sul palco come ospite.

Il secondo Interval Act vede incontrarsi e scontrarsi Baby Lasagna con il brano “Rim Tim Tagi Dim”, e Käärijä con “Cha cha cha”. I due artisti presentano poi il nuovo brano “Eurodab”.

Dopo una clip che elenca gli strumenti più strani visti all’Eurovision Song Contest, ne viene mostrata un’altra che introduce Nemo, che torna sul palco per interpretare il suo nuovo singolo “Unexplainable”.

Si passa quindi alle finte votazioni e ai finti collegamenti con gli spokesperson dei 37 Paesi partecipanti. Ricordiamo che per l’Italia ci sarà Topo Gigio a fare da “spokesmouse”.

Si chiude qui la Prova Generale Ufficiale della Finale dell’Eurovision Song Contest 2025. Domani sera alle 21:00 appuntamento su Rai 1 per lo show in diretta con il commento di Gabriele Corsi e BigMama.

La finale promette spettacolo e sorprese. In un’edizione come sempre votata al pop da palcoscenico e alle esibizioni teatrali, Lucio Corsi porta la sua semplicità, la sua autenticità, la sua poetica “folk rock”. Niente coreografie e fuochi d’artificio, ma una scenografia ispirata ai suoi tour, amplificatori giganti e strumenti simbolici sul palco, tra cui l’armonica suonata dal vivo, gesto raro all’Eurovision Song Contest. 

Con “Volevo essere un duro”, Lucio racconta un’adolescenza che è anche collettiva, fatta di paure e desideri, di fragilità e forza. Un racconto intimo e universale, che potrebbe conquistare anche i cuori del pubblico europeo.

La Grand Final dell’Eurovision Song Contest 2025 è pronta a entrare nella storia. E l’Italia, con Lucio Corsi, è pronta a scrivere un nuovo capitolo.

Aggiornamento: Buon risultato in fatto di ascolti per la Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025, andata in onda su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi e BigMama.

Su Rai 2 la Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025 ha ottenuto l‘8.8% di share per 1.616.000 spettatori (Fonte Rai). Stando agli altri indici di ascolto, è stata la seconda trasmissione più seguita del Prime Time di ieri sera, alle sole spalle di ‘Che Dio ci aiuti’. Rispetto alla prima semifinale, gli ascolti sono in calo, in virtù dell’assenza di Lucio Corsi (esibitosi martedì sera) e dell’impossibilità per gli italiani di poter esprimere il proprio parere tramite televoto. 

In termini di Total Audience, la seconda semifinale è stata vista da 1 milione 636 mila e 429 spettatori, pari all’8,9% di share.

Ricordiamo che le Semifinali, a parte nel 2022 quando abbiamo ospitato l’evento a Torino, sono state trasmesse sempre da Rai 4 e, nel 2011 e nel 2012, da Rai 5.

Commentata sempre da Gabriele Corsi e BigMama, la Finale dell’Eurovision Song Contest 2025 andrà in onda su Rai 1. 

Su RaiPlay, Rai Radio 2 e sul Canale 202 del Digitale terrestre ci sarà la trasmissione in simulcast delle tre serate dell’evento.

La 69ª edizione dell’Eurovision Song Contest si svolgerà presso la St. Jakobshalle a Basilea, in Svizzera, dal 13 al 17 maggio 2025, in seguito alla vittoria di Nemo con la canzone “The Code” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione della manifestazione a svolgersi in Svizzera, dopo quelle del 1956 e 1989.

Saranno 37 i Paesi che parteciperanno all’Eurovision Song Contest di Basilea, organizzato dall’European Broadcasting Union (EBU) e dalla SRG SSR.

Aggiornamento: Chi sono i favoriti a poche ore alla finale dell’Eurovision Song Contest 2025? Gli esperti non hanno dubbi sull’esito finale. 

Dopo aver scoperto tutti i 26 concorrenti di questo Eurovision Song Contest 2025, la domanda ora sorge spontanea: chi trionferà? Secondo gli esperti Sisal la Svezia offerta a 2,00 continua a essere la principale candidata alla vittoria finale, favoritissima anche dal televoto (1,50). Una posizione che il paese detiene in maniera stabile prima ancora che i KAJ si esibissero sul palco della St. Jakobshalle. Ma attenzione all’Austria, determinata a rubarle la corona con quota 3,50. JJ sembrerebbe inoltre aver già conquistato anche la giuria portando così la sua patria a essere più avvantaggiata in questa fase con quota 1,85 vs 16,00.

Anche la Francia potrebbe però rivelarsi un avversario da non sottovalutare: con quota 7,50 cerca il trionfo e convince la giuria (3,75). Il possibile podio potrebbe essere infatti così composto: Svezia, Austria e Francia, ma la gara è ancora tutta aperta e paesi come Israele e l’Estonia di Tommy Cash, favoriti al televoto – a 4,50 e 7,50 – potrebbero ribaltare completamente la scena.

E invece che destino spetterà all’Italia? Lucio Corsi è viralissimo, ma resta l’underdog di questa edizione. Con quota 50,00 – alla pari di Gabry Ponte – potrebbe ancora riservare sorprese. Non si può dire lo stesso per il Regno Unito che quest’anno sembrerebbe prendere il testimone dell’ultimo classificato (3,00) dalla Norvegia che anche in questa edizione sarà ricordata nei titoli di coda (5,00).

Non ci resta che aspettare domani sera, lo spettacolo sembra essere assicurato! Poi è noto; non sempre i favoriti vincono, e potrebbe succedere anche all’Eurovision Song Contest 2025.

Aggiornamento: Tutto pronto per la Grand Final dell’Eurovision Song Contest 2025, in programma sabato 17 maggio alle 21.00 in diretta da Basilea. L’evento, trasmesso su Rai 1, RaiPlay, Rai Radio 2 e in versione accessibile con LIS e ISL su canali dedicati, vedrà Lucio Corsi rappresentare l’Italia con il brano “Volevo essere un duro”, in quattordicesima posizione nella scaletta.

Il cantautore toscano, già apprezzato al Festival di Sanremo, torna sul palco dello St.Jakobshalle con la sua poetica surreale e visionaria, portando uno stile fuori dagli schemi in una competizione solitamente dominata da produzioni elettroniche e spettacoli ad alto impatto scenico. 

In gara 26 nazioni: le 20 qualificate dalle due semifinali, le “Big Five” (Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Germania) e la Svizzera, paese ospitante.

La conduzione è affidata a Michelle Hunziker, Hazel Brugger e Sandra Studer, mentre per il pubblico italiano il commento sarà a cura di Gabriele Corsi e BigMama. Sul fronte radio, a raccontare lo show saranno Diletta Pietrangeli e Matteo Osso.

L’edizione 2025 dell’Eurovision promette momenti spettacolari e omaggi emozionanti. Ad aprire la serata sarà Nemo, vincitore nel 2024 con “The Code”, primo artista non binario ad aggiudicarsi la kermesse. Gli interval acts saranno dedicati alla storia svizzera nella competizione: Peter, Sue & Marc con “Io Senza Te” (1981), Paola con “Cinéma” (1980), Luca Hänni con “She Got Me” (2019), Gjon’s Tears con “Tout l’univers” (2021).

Un video speciale celebrerà anche Céline Dion, vincitrice per la Svizzera nel 1988 con “Ne partez pas sans moi”.

Tra gli ospiti più attesi anche Käärijä e Baby Lasagna, vincitori morali delle scorse edizioni secondo il televoto, che si esibiranno insieme in una performance celebrativo. Nemo tornerà poi sul palco con il suo nuovo singolo “Unexplainable”, poco prima dell’annuncio del vincitore.

In perfetto stile italiano, sarà Topo Gigio lo spokesperson chiamato a rivelare i voti della giuria nazionale. Dopo il duetto con Lucio Corsi a Sanremo sulle note di “Nel blu dipinto di blu”, l’iconico pupazzo porterà tenerezza e ironia all’Eurovision.

La seconda semifinale, trasmessa su Rai 2, ha totalizzato 1.616.000 spettatori con l’8,8% di share, confermandosi seconda solo a Rai 1 nella serata. Il coinvolgimento del pubblico giovane è stato eccezionale: 15% di share nella fascia 4-14 anni e 17% nella fascia 15-24 anni. Il picco di ascolti è stato registrato alle 21.40 con oltre 2 milioni di telespettatori.

Grazie alla Rai Pubblica Utilità, l’intera finale sarà tradotta in LIS e ISL da 11 performer tra sordi e udenti. Le traduzioni comprenderanno tutte le esibizioni in gara e degli ospiti, oltre alla conduzione. Un modo per rendere l’evento davvero inclusivo e coinvolgente per ogni tipo di pubblico.

In un’edizione come sempre votata al pop da palcoscenico e alle esibizioni teatrali, Lucio Corsi porta la sua semplicità, la sua autenticità, la sua poetica “folk rock”. Niente coreografie e fuochi d’artificio, ma una scenografia ispirata ai suoi tour, amplificatori giganti e strumenti simbolici sul palco, tra cui l’armonica suonata dal vivo, gesto raro all’Eurovision.

Con “Volevo essere un duro”, Lucio racconta un’adolescenza che è anche collettiva, fatta di paure e desideri, di fragilità e forza. Un racconto intimo e universale, che potrebbe conquistare anche i cuori del pubblico europeo.

La Grand Final di Eurovision 2025 è pronta a entrare nella storia. E l’Italia, con Lucio Corsi, è pronta a scrivere un nuovo capitolo.

Aggiornamento: Si torna a parlare di Céline Dion all’Eurovision. Le voci di una sua esibizione nel corso della finale di domani sera si stanno facendo più concrete.

È uno dei “casi” di questa edizione basilese dell’Eurovision: la presenza o meno di Céline Dion alla St. Jakobshalle per la finalissima. Nelle ultime ore hanno ripreso corpo le voci che la vorrebbero sul palco sabato sera. L’incertezza riguarda le condizioni di salute di Dion, alle prese con la sindrome della persona rigida.

Sulle sue tracce il Blick, che riporta di prove nella “Halle” per una performance con orchestra, alla quale però lei non era presente. Voci che ESC non commenta, come dichiarato da Edi Estermann, responsabile della comunicazione dell’evento. Sulla base di un’intervista al conduttore Sven Epinay, il quotidiano austriaco Der Standard ipotizza che possa invece esibirsi nell’evento previsto all’Arena Plus, lo spazio extra da cui i fan potranno seguire la finalissima allestito nello stadio St. Jakob.

Vincitrice dell’edizione 1988, quando rappresentò la Svizzera con la canzone ‘Ne partez pas sans moi’, scritto dalla ticinese Nella Martinetti, nel corso della semifinale di martedì Céline Dion aveva fatto pervenire ai fan un emozionante videomessaggio.

Aggiornamento: Con la sua estetica rétro, il fascino bohémien e una scrittura che attinge tanto al cantautorato italiano quanto all’immaginario cinematografico, Lucio Corsi ha portato sul palco dell’Eurovision Song Contest 2025 qualcosa di inaspettato: un universo personale e poetico, profondamente radicato nella tradizione, ma in dialogo con il contemporaneo.

In un incontro stampa a Basilea, ha parlato con la sincerità disarmante di chi non si prende troppo sul serio, ma prende sul serio la musica. E ha fatto emergere una visione lucida, umana e fuori dagli schemi su cosa significhi esibirsi in uno dei palchi più discussi (e sovraesposti) d’Europa.

Per Lucio, l’Eurovision non è solo una vetrina internazionale, ma un’esperienza formativa. «La semifinale è stata emozionante, davvero bella», ha raccontato. «Soprattutto per il fatto che ci fosse così tanta gente in arena. Guardare tutte quelle persone sugli spalti, così in alto, ti fa dimenticare di essere in televisione». Un dettaglio non da poco per un artista abituato al contatto reale, visivo e umano con il pubblico. «Questo per me è un bene, perché mi riporta a un tipo di concerto più vicino a quello che faccio nei club e nei teatri».

Ma partecipare all’Eurovision significa anche confrontarsi con una macchina organizzativa enorme e con una grammatica scenica molto specifica. «È una scuola. Un allenamento importante», ha affermato Corsi. Un percorso che lo mette alla prova ma lo stimola, anche quando si tratta di trovare il proprio spazio all’interno di regole molto precise.

Uno degli elementi che ha fatto discutere maggiormente è stata la presenza sul palco dell’armonica a bocca, suonata dal vivo da Lucio: un fatto raro, quasi rivoluzionario per gli standard dell’Eurovision, dove l’uso di strumenti dal vivo è fortemente limitato. «Non volevo fare polemica», ha precisato. «Sapevo che all’Eurovision gli strumenti non si possono suonare dal vivo, ma la voce sì. Quindi mi sono chiesto: posso suonare l’armonica se la metto nel microfono della voce? L’ho provata a casa così, ho visto che funzionava e ho deciso di portarla anche qui. È una piccola aggiunta, ma fa la differenza». Una scelta che non ha solo un valore musicale, ma anche simbolico: «È un modo per rendere questa performance diversa da quella di Sanremo. E poi è un elemento che mi rappresenta».

Dietro ogni elemento della performance c’è un lavoro meticoloso, un’estetica precisa. La scenografia, ha spiegato Corsi, è stata pensata in continuità con i tour precedenti ed è costruita attorno a grandi amplificatori vintage e a un pianoforte lungo e scenografico. «Sono strumenti che per me hanno un valore quasi rituale, ci ruota tutto intorno», ha detto.

Ma il vero protagonista è uno: la chitarra Vandré, di cui Lucio ha raccontato la storia con una passione da collezionista. «È una chitarra magica, come diceva Guccini. Se la prendi in mano rischi di perderti. Ha una forma che ricorda un disco volante, ed è costruita in modo bizzarro: con una placca di metallo che attraversa tutto il manico, e una cassa armonica al contrario, bombata verso l’interno. Sono strumenti degli anni ’50 e ’60, dipinti con il fumo di una candela… ogni pezzo è unico». È chiaro: per Corsi, gli strumenti non sono oggetti, ma creature vive, compagne di viaggio.

Tra i temi più ricorrenti nelle parole di Lucio c’è la coerenza artistica. Lontano dalla logica del “costruire qualcosa per piacere”, il cantautore toscano rivendica l’importanza di restare se stessi: «Non voglio fingere di essere qualcosa che non sono. Non voglio portare un’esibizione costruita solo per funzionare in questo contenitore. Se lo fai, la canzone si ribella, non ci entra. E poi rischi di rimanere intrappolato in un’immagine che non ti rappresenta. Io voglio poter continuare a cantare Volevo essere un duro anche nei miei concerti, e sentirmi me stesso».

Sul significato della competizione, Lucio è netto: «Amo lo sport e la competizione, ma la musica non è una gara. Come fai a mettere in competizione due canzoni così diverse, che suscitano emozioni completamente differenti?». Una riflessione che sposta il focus dal podio all’arte, dalla vittoria al senso profondo della partecipazione. «Quello che cerco è portare una cosa sincera, onesta. Il risultato non mi interessa».

Durante l’incontro è stato letto un commento di un ragazzo messicano di 17 anni, anche lui di nome Lucio, che ha raccontato quanto la canzone lo abbia colpito e aiutato. «Queste cose mi riempiono di gioia», ha risposto Corsi visibilmente emozionato. «Quando mi chiedono che consigli darei ai giovani, rispondo sempre che dovrebbero darli loro a noi. Ho molta fiducia in loro, perché sono davvero nel presente».

Grande attenzione è stata data anche alla scelta — stranamente rara per l’Eurovision — di inserire sottotitoli in inglese durante l’esibizione. «Per me le parole sono importanti tanto quanto la musica. L’italiano è una lingua meravigliosa, un rebus pieno di possibilità, ma era importante far arrivare il significato a tutti». Il testo è stato tradotto in un inglese semplice, accessibile, pensato non solo per chi parla inglese ma per un pubblico globale. «È giusto mantenere la diversità linguistica, ma anche trovare il modo per far capire i messaggi. Ogni lingua ha una musicalità unica, e capirla arricchisce l’esperienza».

Tra le ispirazioni artistiche, Lucio Corsi ha citato Tim Burton, i Blues Brothers, e Randy Newman, autore di celebri colonne sonore: «Mi piacerebbe moltissimo scrivere per il cinema. È un modo diverso di fare musica, costruendola su immagini, lasciando magari anche da parte le parole. Sarebbe bellissimo, chissà».

Alla fine della conferenza, alla domanda su come definirebbe l’Eurovision, Lucio Corsi ha sorriso: «È un affaccio sul futuro. Un po’ come quando sbirci da dietro un angolo. È una finestra aperta sul mondo». Per lui, questa partecipazione è un modo per portare la propria musica fuori dall’Italia: «Se riuscissimo a suonare anche in Europa, sarebbe bellissimo. Ma intanto siamo qui, portando la nostra idea di canzone con serenità».

Con la semplicità di un artista che non teme l’imperfezione, Lucio Corsi ha mostrato che si può partecipare all’evento musicale più pop e mediatico d’Europa restando radicalmente sé stessi. In un’epoca di spettacolo eccessivo e sovraprodotto, la sua armonica dal vivo, una chitarra degli anni ’60 e un testo poetico con i sottotitoli possono diventare, nel loro piccolo, una rivoluzione gentile.

Aggiornamento: Lucio Corsi, in gara all’Eurovision Song Contest 2025 con il brano “Volevo essere un duro”, raccoglie consensi crescenti, sia dal pubblico che dalle piattaforme digitali di tutta Europa.

In attesa della Grand Final di sabato 17 maggio, trasmessa in diretta su Rai 1, il giovane artista continua a raccogliere consensi crescenti, sia dal pubblico che dalle piattaforme digitali.

A testimoniarlo sono i dati delle classifiche Viral 50 di Spotify, dove “Volevo essere un duro” ha fatto breccia in numerosi Paesi europei, in particolare nell’Est Europa, a dimostrazione di un interesse trasversale per il suo stile unico, che mescola folk italiano, sonorità rétro e testi poetici.

Ecco alcune delle posizioni più significative:

  • 5° posto in Estonia e Lituania
  • 7° in Lettonia
  • 12° in Ucraina
  • 14° in Islanda
  • 19° in Polonia e Svezia
  • 20° in Norvegia
  • Seguono poi piazzamenti in Paesi Bassi (24°), Portogallo (24°), Austria (32°), Finlandia (33°), Belgio (33°), Danimarca (40°), Irlanda (40°), Cechia (45°) e Grecia (46°).

Il dato sorprende e incoraggia: Lucio Corsi è particolarmente apprezzato nei Paesi baltici e dell’Est Europa, un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo durante il televoto. La sua esibizione nella finale è prevista come 14ª in scaletta, dopo la Finlandia e prima della Polonia, due nazioni dove sta ricevendo riscontri positivi.

In Italia, non è solo Lucio Corsi a farsi notare. La Viral 50 del nostro Paese è infatti dominata da diversi brani eurovisivi, a dimostrazione del crescente interesse degli italiani per la manifestazione. Tra i più ascoltati:

  • 4° “Deslocado” – Napa (Portogallo)
  • 6° “Bara bada bastu” – KAJ (Svezia)
  • 9° “Roa” – Væb (Islanda)
  • 11° “Voyage” – Zoë Më (Svizzera)
  • 14° “Esa diva” – Melody (Spagna)
  • 30° “Wasted Love” – JJ (Austria)
  • 34° “Baller” – Abor & Tynna (Germania)
  • 39° “Zjerm” – Shkodra Elektronike (Albania)
  • 42° “C’est la vie” – Claude (Paesi Bassi)
  • 48° “Bird of Pray” – Ziferblat (Ucraina)

Ora non resta che attendere l’esibizione decisiva e il verdetto del pubblico e delle giurie. Ma una cosa è certa: Lucio Corsi è già riuscito a lasciare il segno, anche grazie a un’emozionante esibizione nel media center. 

Aggiornamento: la Francia vince il Press Poll di ESCxtra. A poche ore dalla finalissima dell’Eurovision Song Contest 2025, arrivano i risultati dell’attesissimo Press Poll di ESCxtra, il sondaggio riservato ai giornalisti accreditati che ogni anno anticipa le tendenze e le preferenze della stampa specializzata.

Con 84 risposte raccolte, i risultati riflettono gusti professionali e spesso influenzano anche le aspettative del pubblico. A dominare questa edizione è la Francia, con un vantaggio netto sulla concorrenza.

Francia – 430 punti
Una performance potente, artisticamente sofisticata e visivamente d’impatto ha permesso alla Francia di imporsi come favorita assoluta della stampa. Con 430 punti, conquista il primo posto nel Press Poll, segnalando un possibile ritorno sul podio, a 4 anni dall’ultima volta.

Finlandia – 346 punti
Al secondo posto troviamo la Finlandia, già protagonista nelle ultime edizioni, con un brano energico e una presenza scenica inconfondibile. I 346 punti raccolti confermano la solidità del progetto finlandese.

Svezia – 326 punti
Chiude il podio la Svezia, che con 326 punti mantiene alta la tradizione di successi nel contest. Anche quest’anno, il paese nordico propone un pacchetto moderno e raffinato, ben accolto dalla critica.

La Top 10 del Press Poll 2025

  1. Albania – 302
  2. Svizzera – 260
  3. Austria – 184
  4. Paesi Bassi – 138
  5. Polonia – 126
  6. Grecia – 124
  7. Spagna – 116

Italia e San Marino occupano rispettivamente il 16° e 17° posto.

In fondo alla classifica, sorprende la bassa posizione del Regno Unito (32 punti), così come quella di Germania (44) e Norvegia (30), tre nazioni spesso più competitive nel sondaggio stampa. Ultima è l’Ucraina, con soli 16 punti, un dato inusuale considerando il forte supporto che solitamente riceve.

Il Press Poll negli anni ha spesso anticipato alcune tendenze del voto delle giurie, ma non è sempre stato perfettamente allineato con i risultati finali. Ecco alcuni confronti:

Nel 2024 la Croazia ha dominato il Press Poll e ha poi chiuso al secondo posto nella classifica generale.

Nel 2023 la Svezia vinse sia il Press Poll che l’Eurovision con Loreen; stessa situazione per la Finlandia, seconda in entrambi i casi.

Nel 2022 il Regno Unito era primo nel Press Poll, ma nella classifica finale dell’ESC venne superato dall’Ucraina, a causa del televoto di massa.

Il Press Poll 2025 lancia un messaggio chiaro: la Francia è la favorita della critica. Ma attenzione alla Finlandia e alla Svezia, che si mantengono forti contendenti. L’Albania sorprende positivamente, mentre alcuni big come Regno Unito e Germania dovranno sperare in un forte sostegno da parte del pubblico.

Tutti gli occhi ora sono puntati sulla finale di sabato sera, dove il verdetto finale arriverà dall’unione di giurie nazionali e televoto.

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