
La Rai ha rilasciato il documento ufficiale riguardante la distribuzione del televoto all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea per quel che concerne la prima semifinale del 13 maggio 2025 e la finale del 17 maggio 2025.
Risulta che la parte del leone l’ha fatta Gabry Ponte, che ha polarizzato i consensi con la sua “Tutta l’Italia”, che si è qualificata ultima con pochi voti sia delle giurie che dal pubblico. Questo ha creato un particolare primato per San Marino: uno è quello dei primi 12 punti al televoto in finale (in semifinale li aveva già ricevuti nel 2018 da Malta e nel 2021 dalla Georgia, nonché in finale nel 2021 dalla giuria della Polonia).
Abbastanza uniforme il dato tra semifinale e finale, con l’Albania che, per il mix di canzone e comunità albanese in Italia, ha saputo convogliare numerosi voti risultando sempre stabilmente al secondo posto, anche sopra quella “Espresso Macchiato” che aveva avuto una certa viralità nel nostro Paese.
Di seguito i risultati del televoto italiano (Risultati voto pubblico italiano):
Prima semifinale
- San Marino 54,65%
- Albania 12,43%
- Estonia 7,46%
- Ucraina 5,46%
- Svezia 3%
- Paesi Bassi 2,88%
- Islanda 2,77%
- Polonia 2,61%
- Norvegia 2,27%
- Portogallo 1,52%
- Slovenia 1,23%
- Croazia 0,97%
- Belgio 0,96%
- Cipro 0,92%
- Azerbaigian 0,86%
Finale
- San Marino 34,16%
- Albania 16,52%
- Israele 11,44%
- Estonia 6,18%
- Ucraina 5%
- Svezia 2,58%
- Austria 2,18%
- Polonia 2,15%
- Norvegia 1,90%
- Grecia 1,90%
- Paesi Bassi 1,77%
- Germania 1,53%
- Spagna 1,51%
- Islanda 1,49%
- Francia 1,20%
- Portogallo 1,14%
- Lettonia 1,08%
- Finlandia 1,01%
- Lussemburgo 0,99%
- Lituania 0,95%
- Malta 0,89%
- Armenia 0,85%
- Svizzera 0,72%
- Regno Unito 0,45%
- Danimarca 0,41%
Poiché non è possibile votare dall’Italia per il nostro rappresentante, ovviamente non è presente alcun dato percentuale riguardante il nostro Paese (chi ha votato per sbaglio per Lucio Corsi durante la finale, si è visto rifiutare la richiesta e non ha ricevuto nessun addebito).
Il documento ufficiale con tutta la votazione si può trovare a questo link. Non è stato comunicato il dato dei voti non validi.
A trionfare alla finale dell’”Eurovision Song Contest” 2025 e ad aggiudicarsi il microfono di cristallo, è stato JJ. Il cantante ha rappresentato l’Austria con il brano “Wasted love”. Per il Paese si tratta della terza vittoria all’ESC, dopo Udo Jürgens nel 1966 e Conchita Wurst nel 2014. L’Austria diventa così il Paese ospitante dell’edizione numero 70. Un trionfo per certi versi scontato visto che l’Austria era stata data per favorita anche se all’ultimo in molti hanno temuto che sul podio potesse piazzarsi Israele. E a tal proposito, le polemiche non sono mancate. Andiamo a scoprire il motivo. La finale dell’”Eurovision Song Contest” si è svolta in un clima di tensione. Al centro delle polemiche la partecipazione di Israele, rappresentata quest’anno dalla cantante Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco di Hamas al festival musicale Nova nel sud del Paese, nell’ottobre 2023. Nonostante le richieste di boicottaggio, Yuval si è esibita riuscendosi a piazzare al secondo posto in classifica dietro l’Austria. Ovviamente, come era prevedibile, non sono mancate le polemiche: “Grazie Austria per aver salvato l’Eurovision. Il disgusto per il secondo posto è universale”, “Mancava solo che facessero vincere alla rappresentante della nazione genocida”, Di fronte ad Israele avrei preferito che vincesse chiunque”, “Che software ha usato Israele per hackerare il voto?”, sono alcuni commenti sui social.
La cantante israeliana Yuval Raphael era stata fischiata già in occasione della semifinale dell’”Eurovision”. Durante le prove generali dell’artista, alcuni manifestanti avevano provato ad interromperla con ”bandiere e fischietti di grandi dimensioni”. Alcune contestazioni c’erano state anche nella parata di inaugurazione: striscioni contro il genocidio, bandiere palestinesi e fischi avevano accolto l’artista, che è anche militare dell’esercito israeliano.
Amaro in bocca anche per Gabry Ponte. Il dj che ha fatto ballare tutti con la canzone “Tutta l’Italia” non ha riscosso un grande successo durante la kermesse. Penalizzato sia dalle giurie che dal televoto è finito ultimo in classifica. Si è dovuto accontentare del 6 dell’Italia, del 2 dell’Albania e dell’uno di Cipro. Un risultato imprevisto se consideriamo che Gabry Ponte era uno dei favoriti per il televoto: “Pensavo di trovarlo tra i primi dieci”, “Per me è stato il migliore”, “E dove sono tutti quelli “dovevamo portare noi tutta l’Italia? Lucio Corsi è arrivato quinto e Gabry Ponte ultimo”, “Chi diceva che Ponte sarebbe arrivato sopra Lucio si vede che non ha capito bene come funziona questo concorso”, hanno commentato alcuni utenti sui social.
L’Italia e Lucio Corsi si piazzano bene, fermandosi alla posizione numero 5. Quarto per le giurie europee, con il televoto Lucio ha guadagnato solamente 97 punti.
Aggiornamento: L’emittente pubblica spagnola RTVE chiede la verifica del televoto dopo il secondo posto di Israele.
Non convince il secondo posto di Israele che sbaraglia tutti al televoto, RTVE vuole un dibattito “sull’influenzabilità” di chi vota da casa.
La radiotelevisione pubblica spagnola RTVE chiederà formalmente all’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) di aprire un dibattito sull’adeguatezza del sistema di televoto e una verifica del voto dell’audience, sollevando dubbi sul suo condizionamento per i conflitti bellici in corso.
L’iniziativa è stata annunciata da RTVE in un messaggio su X, dopo che la rappresentante della Spagna, Melody, si è classificata penultima e Israele ha vinto il televoto nonostante abbia ottenuto un punteggio modesto – solo 60 punti – da parte della giuria di esperti del concorso.
RTVE ritiene che l’esito del televoto sia stato condizionato dagli attuali scenari di guerra, compromettendo la natura culturale del concorso. E ha evidenziato come nelle semifinali, i paesi coinvolti in conflitto, Israele e Ucraina, abbiano entrambi vinto il voto del pubblico.
La presa di posizione segue un messaggio muto trasmesso dall’emittente pubblica all’inizio della finale di Eurovision: ““Di fronte ai diritti umani, il silenzio non è un’opzione. Pace e giustizia per la Palestina”. Un gesto, annunciato, che aveva portato l’EBU-UER a minacciare RTVE con “multe punitive”. Il regolamento Eurovision non ammette “prese di posizione politiche”.
Precedentemente, l’EBU-UER aveva richiamato la tv pubblica spagnola per quanto dichiarato dai “commentatori” Tony Aguilar e Julia Varela, durante la trasmissione della seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest, che vedeva in gara Yuval Raphael, rappresentante di Israele.
I conduttori spagnoli hanno ricordato sia che l’artista israeliana era rimasta ferita dagli attentati di Hamas del 7 ottobre, sia le oltre 50.000 vittime civili legate agli attacchi su Gaza, di cui oltre 15.000 bambini. Violando così le regole di neutralità politica del concorso. Avevano anche menzionato il fatto che Rtve aveva richiesto formalmente di discutere la partecipazione di Israele all’evento, alla luce della situazione umanitaria in corso.
Julia Varela ha chiuso il suo intervento dicendo: “Questa non è una petizione contro alcun Paese, è un richiamo alla pace, alla giustizia e al rispetto verso i diritti umani, in accordo con la vocazione d’integrazione e pacifica dell’Eurovision. Yuval, che ha vissuto a Ginevra da piccola, interpreta in francese ed ebraico la canzone New day will rise”.
Secondo quanto riportato in esclusiva da El País, l’EBU-UER aveva ammonito l’emittente ricordando che lo slogan dell’edizione, United by Music (Uniti per la Musica), rappresenta l’impegno per l’unità, non per il confronto politico. Ma RTVE, in una dichiarazione rilasciata a El País, aveva sostenuto che “invocare il rispetto per i diritti umani e la pace non è un attacco a un paese specifico, né un atto politico”.
Che cosa chiede l’emittente pubblica spagnola RTVE. Che sia fatta chiarezza e chi si apra un dibattito sul televoto all’Eurovision, troppo influenzabile. A riprova di quanto sostiene, Rtve fa “i conti in tasca” ai Paesi coinvolti in conflitti.
Israele ha preso 60 punti dalle giurie, ma è stato premiato da un televoto quasi schiaccinate, arrivando secondo a un passo dalla vittoria di questa edizione. L’Ucraina, dal ventesimo posto per le giurie è salita fino al quarto posto sempre con il televoto. Va detto che proprio l’Ucraina vinse l’Eurovision nel 2022, pochi mesi dopo l’invasione da parte della Russia, ottenendo i 12 punti da ben 28 diversi paesi.
Aggiornamento: Perché si sta parlando del silenzio di BigMama all’Eurovision Song Contest. La cantante commenta il Contest con Gabriele Corsi per la Rai. Ieri sera, qquando è salita sul palco la cantante israeliana Yuval Raphael, non ha proferito parola. Una scelta che ha suscitato un po’ di dibattito e qualche piccola polemica.
Durante la seconda semifinale dell’Eurovision 2025 a Basilea andata in onda ieri sera, BigMama – che commenta per la Rai la manifestazione insieme a Gabriele Corsi – ha scelto di non dire nulla durante l’esibizione della rappresentante di Israele Yuval Raphael. Nessun commento al video introduttivo, né alla fine della performance come è solita fare, né al momento della qualificazione in finale. Una scelta che molti hanno interpretato come gesto politico.
Il silenzio non è passato inosservato, soprattutto considerando il contesto: in questi giorni ci sono state parecchie polemiche sulla partecipazione di Israele (con tanto di petizione per l’esclusione dall’ESC, come è stato fatto per la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina). Dalle registrazioni effettuate in sala si sente che l’ingresso in scena di Raphael è stato accolto sia da applausi che da fischi, come successo già anche durante le prove del pomeriggio, quando alcuni manifestanti sono stati allontanati dalla security.
Sul gesto di BigMama è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, riprendendo un commento alla cantante di un utente («BigMama non ha detto nessuna parola, neanche una, su Israele. Quanto cazzo la amo») criticando la scelta: «Il vero problema è pensare che il silenzio sia azione e non complicità». E ha aggiunto: «Grandi discorsi al Primo Maggio contro gli haters, poi su Israele totale mutismo».
«Give peace a chance», BigMama cita John Lennon presentando Israele all’Eurovision Song Contest. Dopo il silenzio della semifinale, in finale la rapper ha presentato Yuval Raphael citando l’ex Beatle. Dopo la performance, però, di nuovo nessun commento. BigMama ha preferito non commentare.
Ieri durante la finale di Eurovision è proseguita la presa di posizione di BigMama contro la partecipazione di Israele al contest. Dopo che il suo silenzio durante la semifinale aveva fatto molto discutere, la rapper – che era al commento dell’ESC per Rai Uno – questa volta ha deciso di parlare prima dell’esibizione di Yuval Raphael, la concorrente di Israele.
Per l’occasione BigMama ha deciso di citare John Lennon: «Si parla di un nuovo giorno che sorgerà», ha detto la rapper citando il titolo del brano in gara di Raphael New Day Will Rise, «E noi speriamo che questo nuovo giorno sia un giorno di pace e, come cantava John Lennon, “give peace a chance”». Il commento è stato sottolineato da Gabriele Corsi, l’altro commentatore della serata, con un «pace». Dopo l’esibizione entrambi hanno preferito il silenzio.
Israele ha concluso l’Eurovision posizionandosi al secondo posto grazie a un sorprendente supporto del televoto: a Raphael sono stati assegnati 297 punti, la quantità di voti più alta assegnati da casa a una nazione.
Durante la finale dei manifestanti pro Palestina hanno cercato di fare irruzione all’interno dell’arena venendo bloccati dalla sicurezza mentre nel centro di Basilea si stava tenendo una grande protesta anti-Israele. Un giornalista svizzero ha inoltre raccontato che due persone in sala hanno cercato di salire sul palco alla fine dell’esibizione dell’artista israeliano venendo però fermati. Ci sarebbe sato un lancio di vernice che avrebbe colpito un membro della crew del festival. L’artista per quanto avvenuto si è definita «scossa e sconvolta».
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