Sanremo 2026: Carlo Conti già al lavoro per il prossimo Festival

A pochi mesi dalla conclusione di Sanremo 2025, Carlo Conti guarda già avanti e prepara il terreno per l’edizione 2026 del Festival della Canzone Italiana.

Il conduttore e direttore artistico, riconfermato per il secondo anno consecutivo, ha parlato del suo approccio e delle prime mosse verso la nuova edizione durante un intervento al Festival della TV di Dogliani.

«Sanremo è Sanremo», ribadisce Conti, consapevole della responsabilità e del peso che porta sulle spalle. Il Festival resta un evento cardine per la Rai e per la città ligure: «La Rai ha bisogno del Festival e Sanremo ha bisogno della Rai. È un legame inscindibile, una macchina organizzativa imponente che va ben oltre le cinque serate in diretta».

Ma il lavoro dietro le quinte è già iniziato. Conti ha infatti rivelato di aver ricevuto le prime proposte musicali per Sanremo 2026: «Qualcuno ha già mandato dei brani, sia in modo diretto che tramite le case discografiche. Per ora dai Big ne arrivano circa 500, altri 600 dalle Nuove Proposte e altrettanti dall’Area Sanremo». Mentre per la sezione giovani si avvale dell’aiuto di una commissione, le canzoni dei Big passano solo attraverso il suo ascolto personale: «Accentro molto su alcune cose, ma mi affido anche a una squadra fantastica con cui lavoro da anni».

Pur consapevole della pressione mediatica che ogni edizione comporta, Conti mantiene il suo stile sobrio e professionale. «Io vivo Sanremo come una grande festa. Non mi interessa fare meglio di chi mi ha preceduto. Il mio obiettivo è fare un bel Festival. Gli ascolti? Se aumentano bene, ma se calano di qualche punto non cambia la mia vita».

Anche la scelta delle canzoni è per lui un compito delicato: «Mi capita, a fine novembre, di svegliarmi la notte pensando a un ritornello di un brano escluso. Sento molto la responsabilità artistica». E non mancano riflessioni sul contesto odierno in cui ogni dettaglio viene amplificato dai social: «Qualsiasi cosa viene commentata in tempo reale, a volte distorta. È come quando gioca la Nazionale: diventiamo tutti allenatori».

Con il primo ascolto dei brani già in corso, la macchina di Sanremo 2026 si è ufficialmente rimessa in moto. Carlo Conti è pronto a riportare la festa della musica italiana sul palco dell’Ariston, con la sua visione solida, serena e appassionata.

Rai unica candidata per il Festival, Mediaset e Discovery non aderiscono a bando. Alle 12:30 di 19 maggio 2025 è scaduto il tempo per presentare la proposta per candidarsi all’organizzazione del Festival di Sanremo 2026, 2027 e 2028. La Rai è stata l’unica a presentare una busta, come conferma il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager.

Una sola busta, quella della Rai, è stata presentata all’odierna scadenza dei termini per la manifestazione di interesse relativa all’individuazione del partner per l’organizzazione e la trasmissione, in chiaro, del Festival della Canzone Italiana per le edizioni 2026, 2027 e2028, con eventuale proroga per un massimo di due anni.  “Se le verifiche di congruità e delle procedure giuridiche in corso confermeranno l’esito delle procedure sulla manifestazione del Festival di Sanremo, si aprirà poi la fase di negoziazione prevista dal bando – commenta il sindaco della città dei Fiori, Alessandro Mager -. Certamente quello di oggi è stato un passaggio chiave e come amministrazione possiamo dirci soddisfatti di questo esito”. 

I giudici amministrativi liguri avevano dichiarato illegittimo l’affidamento diretto. L’azienda aveva risposto: “Nessuno al di fuori di Rai è titolato a organizzare il Festival nella sua versione attuale”. 

Dunque “il format è della Rai”, questa la linea seguita dai legali di viale Mazzini, che hanno depositato il ricorso contro la sentenza del Tar che lo scorso dicembre aveva dichiarato illegittimo l’affidamento diretto dell’organizzazione della kermesse musicale alla Rai, da parte del Comune di Sanremo, imponendo a quest’ultimo di indire gara pubblica fra gli operatori del settore a partire dall’edizione del 2026.

Gli avvocati della Rai nel supportare questa tesi hanno puntato sull’interesse nazionale della manifestazione, citando una delibera dell’Agcom che elenca una serie di eventi, sportivi culturali e artistici, per i quali la trasmissione deve essere sempre in chiaro. I legali hanno anche puntato sulla storicità dell’evento sulla tv pubblica e sull’impegno finanziario importante, sostenuto nell’organizzazione.

Il comune di Sanremo all’indomani della sentenza tar di dicembre aveva già avviato, prima con una delibera di giunta e poi con il proprio ufficio legale, l’iter per una procedura “per manifestazione di interesse”, per assegnare il festival.

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