ESC 2020: Sventato un attentato terroristico all’ESC 2020

Emergono nuovi inquietanti dettagli sull’attentato terroristico che avrebbe dovuto colpire la 65ª edizione dell’’Eurovision Song Contest 2020. La notizia è riportata da RTL.

Durante il processo in corso presso il tribunale di Lussemburgo, i pubblici ministeri hanno rivelato che un giovane di 23 anni originario di Strassen, assieme a un complice olandese, stava preparando un attentato con gas tossici ed esplosivi da compiere durante l’evento musicale internazionale.

I due avevano redatto un documento condiviso su Google, intitolato “Fun time for Eurovision 2020 – For a better and less over-accepting future”, nel quale descrivevano nel dettaglio le modalità dell’attacco. Il piano prevedeva l’utilizzo di gas letali come cianuro, ricina e cloro, da diffondere all’interno del luogo dell’evento attraverso il sistema di ventilazione o mediante razzi artigianali.

La polizia ha sequestrato materiali per la produzione di cloro e prototipi di razzi. Tra le ipotesi considerate dagli attentatori c’erano anche l’infiltrazione nei team di sicurezza e il blocco delle uscite di emergenza, per massimizzare i danni.

Il processo rientra in un’indagine più ampia sulle attività dell’imputato in ambienti di estrema destra. Secondo gli investigatori, il giovane, conosciuto online con lo pseudonimo ‘Jagrollig’ (Swedish for ‘I am funny’), era coinvolto in gruppi neonazisti e eco-fascisti come The Base e The Green Brigade. Aveva partecipato a diverse azioni, tra cui un attacco incendiario contro un allevamento di visoni in Svezia (vuoto al momento dell’attacco) e la pianificazione di attentati contro infrastrutture nei Paesi Bassi e in Svezia.

In aula è stato mostrato anche un pacco bomba indirizzato a una casa di produzione video svedese, colpevole – secondo l’imputato – di aver promosso la diversità culturale in una pubblicità. Il dispositivo conteneva chiodi per aumentarne la pericolosità.

Nonostante abbia sostenuto di essere uscito da questi ambienti estremisti, la polizia ha evidenziato che l’imputato continua a mostrare segni di radicalizzazione. Tra gli episodi citati, anche il sabotaggio di un evento su Zoom con la famiglia di George Floyd, durante il quale lui e altri membri del suo gruppo hanno lanciato insulti razzisti e slogan nazisti.

Il giovane, che attualmente studia chimica in Svezia, ha continuato a frequentare ambienti estremisti e ad assumere ruoli attivi nell’organizzazione di esercitazioni militari, tra cui una sessione di addestramento con armi da fuoco nella proprietà di famiglia.

L’imputato è a piede libero dal 2021, ma il processo prosegue. Nei prossimi giorni è attesa la sua testimonianza, dopo che gli inquirenti completeranno la presentazione delle prove. Nonostante la gravità delle accuse, vige ancora la presunzione di innocenza fino al verdetto definitivo.

L’attacco non si è mai concretizzato perché l’edizione 2020 dell’Eurovision, prevista a Rotterdam, fu cancellata a causa della pandemia di COVID-19. Tuttavia, la vicenda ha spinto l’European Broadcasting Union a rafforzare i protocolli di sicurezza per le future edizioni del contest.

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