
Le emittenti radiotelevisive affiliate all’EBU-UER hanno reagito oggi alla notizia delle modifiche al regolamento dell’Eurovision Song Contest 2026.
In seguito all’annuncio di questo venerdì mattina delle nuove regole per l’Eurovision Song Contest, le emittenti radiotelevisive affiliate hanno commentato le modifiche.
L’European Broadcasting Union, l’ente europeo che ogni anno organizza l’Eurovision Song Contest, ha cambiato alcune parti del regolamento dell’Eurovision in vista della prossima edizione, che si terrà a Vienna a maggio del 2026. Le modifiche sembrano una risposta al modo molto criticato con cui il governo israeliano aveva promosso i candidati israeliani negli ultimi anni: nel 2025, la cantante israeliana Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco del 7 ottobre, si è classificata seconda al concorso, sostenuta dal voto del pubblico. Diverse emittenti europee avevano chiesto che fossero chiariti i dati relativi al televoto; anche nel 2024 il pubblico aveva dato un impressionante sostegno alla candidata israeliana, Eden Golan, catapultandola al quinto posto. Un sostegno che non era invece corrisposto dalla giuria degli esperti.
Nel presentare le nuove regole il supervisore dell’Eurovision Martin Green non ha citato esplicitamente Israele. Tutte le modifiche fatte però riguardano aspetti che erano stati contestati a Israele dagli altri paesi partecipanti, su tutti la pesante campagna di promozione online e la regola che fino all’anno scorso permetteva a ogni persona da casa di votare fino a venti volte per un certo artista (cosa che dava la possibilità a spettatori poco interessati al festival ma solo a far vincere un certo artista di un certo paese di condizionare parecchio il risultato finale).
Dalla prossima edizione l’EBU-UER ha stabilito che il numero massimo di voti che ogni membro del pubblico può esprimere scenderà da venti a dieci; in questo modo il pubblico sarebbe più motivato a distribuire i propri voti a Paesi diversi. L’obiettivo è quello di rafforzare la fiducia e la trasparenza del sistema di voto.
In più, le giurie di esperti di musica di ogni paese, che nelle scorse edizioni votavano solo nella finale, torneranno a votare anche nelle semifinali. Inoltre, i giurati dovranno firmare una dichiarazione formale in cui confermano che voteranno “in modo indipendente e imparziale”. I voti del pubblico e delle giurie avranno lo stesso peso e nessuno dei due potrà votare per il proprio Paese. Secondo gli organizzatori, questo dovrebbe bilanciare eventuali storture generate dal voto popolare.
Sarà inoltre vietato agli artisti e alle emittenti televisive – quindi anche ai loro editori, cioè ai governi nazionali – di impegnarsi attivamente, facilitare o contribuire a campagne promozionali che potrebbero influenzare l’esito del voto e verranno scoraggiate le campagne di promozione sproporzionate, in particolare quelle intraprese da soggetti terzi, incluse le agenzie governative.
Nei giorni successivi all’Eurovision Song Contest, alcune inchieste giornalistiche avevano mostrato come un’agenzia governativa israeliana avesse promosso dei video pubblicitari su diversi social per incoraggiare milioni di persone in decine di paesi a votare per Yuval Raphael, dando anche istruzioni esplicite su come votare fino a venti volte. Anche le ambasciate israeliane in vari paesi esteri avevano promosso questi video.
Non è chiaro se queste nuove regole basteranno a far cambiare idea ai diversi paesi europei, fra cui Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda, che hanno anticipato che non parteciperanno alla prossima edizione se ci sarà anche Israele, in reazione ai crimini e agli abusi commessi dal suo esercito sulla popolazione palestinese dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza.
Alla base del boicottaggio olandese ci sarebbero le gravi violazioni della libertà di stampa commesse da Israele e l’accusa di aver interferito con il sistema di voto durante l’ultima edizione quella Svizzera, che si è tenuta a Basilea nel maggio 2025, strumentalizzando politicamente l’evento.
Anche altri Paesi, come il Belgio e la Svezia, stanno valutando un boicottaggio. L’elenco dei Paesi partecipanti all’edizione 2026 sarà reso noto prima di Natale. Durante l’assemblea generale dell’EBU-UER, il 4 e 5 dicembre, si deciderà se votare sulla partecipazione di Israele.
Diverse emittenti hanno rilasciato dichiarazioni in risposta alle modifiche al regolamento. Di seguito è riportato un riepilogo dei commenti pubblicati finora:
Belgio (VRT). In una dichiarazione a VRT Nieuws, l’emittente belga in lingua olandese ha commentato: “Siamo lieti che l’EBU stia ascoltando le preoccupazioni espresse da diverse emittenti negli ultimi mesi. Un sistema di voto trasparente ed equo è essenziale per la fiducia nell’Eurovision Song Contest. All’inizio di dicembre, esamineremo insieme l’elenco dei partecipanti e le condizioni specifiche durante la riunione dell’EBU. Sulla base di ciò, VRT, insieme a RTBF, deciderà in merito alla trasmissione dell’Eurovision.”
Finlandia (Yle). Pur non commentando pubblicamente le modifiche al regolamento, Yle ha confermato che intende condividere la sua posizione sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026 prima dell’Assemblea Generale dell’EBU-UER.
Islanda (RÚV). Il direttore generale della RÚV ha commentato questo pomeriggio: “Ne parleremo, ma è chiaramente un passo nella giusta direzione… Ci consulteremo anche con i nostri colleghi nei paesi nordici su come rispondere a tutto questo e decideremo la nostra posizione prima di partecipare alla riunione di dicembre.”
Irlanda (RTÉ). In una dichiarazione, un portavoce di RTÉ ha commentato: “È chiaro che gli eventi in Medio Oriente si stanno evolvendo di giorno in giorno. Come precedentemente confermato dall’EBU, la questione della partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026 è stata inserita nell’ordine del giorno dell’Assemblea generale invernale ordinaria del Consiglio esecutivo dell’EBU, che si terrà a dicembre.”
Paesi Bassi (AVROTROS). In una dichiarazione a RTL.nl, AVROTROS AVROTROS ha confermato che risponderà solo dopo l’Assemblea Generale in merito alle modifiche al regolamento e alla partecipazione dei Paesi Bassi all’Eurovision 2026.
Norvegia (NRK). Secondo quanto riportato da NRK l’emittente è “soddisfatta” delle modifiche che saranno introdotte. Charlo Halvorsen, NRK’s content editor, ha commentato: “Sembra che l’EBU abbia ascoltato NRK e diversi altri paesi membri e abbia apportato modifiche che vanno nella giusta direzione”.
Le crescenti minacce di boicottaggio avevano convinto l’EBU-UER ad organizzare un voto della sua assemblea generale per decidere se escludere o meno Israele dall’evento. Il voto, previsto per novembre, è stato annullato dopo il raggiungimento a inizio ottobre di un accordo di cessate il fuoco fra Israele e Hamas, ed è stato sostituito da una riunione prevista per dicembre, alla fine della quale non è chiaro se avverrà o meno una votazione.
L’Eurovision è stato più volte teatro di contrasti geopolitici. Nonostante l’EBU-UER sia sempre stata piuttosto restia a prendere decisioni politiche e abbia sostenuto più volte che la competizione non abbia una natura politica, in passato è capitato che abbia escluso dal festival certi paesi, come la Russia e la Bielorussia, a causa dell’invasione dell’Ucraina. L’EBU-UER ha sempre giustificato l’esclusione della Russia dicendo che l’emittente pubblica russa è stata esclusa per aver violato ripetutamente diverse norme interne dell’EBU-UER; cosa che invece non avrebbe fatto l’emittente pubblica israeliana, Kan, e che non era possibile escludere un’emittente televisiva a causa delle decisioni del governo del suo paese.
Sebbene il concorso si voglia apolitico, sorgono regolarmente polemiche che tanto apolitiche non sono, in particolare sui testi delle canzoni.
Ora l’EBU-UER vorrebbe intensificare i propri sforzi per impedire qualsiasi uso improprio del concorso, sia per quanto riguarda il sistema di voto che per i contenuti dei testi o nella messa in scena delle canzoni.
Come annunciato dall’EBU ad agosto, l’Eurovision Song Contest 2026 si terrà a Vienna, dopo la vittoria di JJ per l’Austria con “Wasted Love” a Basilea. Entrambe le semifinali sono previste per il 12 e il 14 maggio, mentre la finalissima si terrà il 16 maggio. Il concorso si terrà alla Wiener Stadthalle, la stessa sede utilizzata nel 2015, che può ospitare fino a 16.000 spettatori.
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