ESC 2026 – 🇮🇸 Islanda: RÚV deciderà la prossima settimana

L’emittente pubblica Islandese RÚV potrebbe unirsi alla lista dei Paesi che hanno scelto di non partecipare alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente.

La decisione ufficiale arriverà la prossima settimana: il board dell’emittente pubblica RÚV discuterà la partecipazione del Paese nordico in una riunione fissata per mercoledì 10 dicembre, giorno in cui è atteso un verdetto definitivo.

La questione si è riaccesa dopo la riunione dell’EBU-UER di ieri, in cui è stato confermato che l’emittente israeliana KAN potrà partecipare all’edizione 226, nonostante le richieste di esclusione provenienti da diversi Stati membri.

RÚV aveva chiesto la rimozione di Israele dal contest. La settimana scorsa il board di RÚV aveva già approvato una raccomandazione ufficiale che chiedeva all’EBU-UER di escludere Israele dalla competizione. Una presa di posizione netta, che riflette anche l’opinione pubblica islandese: secondo un sondaggio condotto in ottobre, quasi il 60% degli islandesi sarebbe favorevole al ritiro del Paese se Israele fosse rimasto in gara.

Ora che l’EBU-UER ha confermato la partecipazione israeliana, aumenta la possibilità di un’uscita dell’Islanda dal contest.

Slovenia, Spagna, Paesi Bassi e Irlanda si ritirano: l’Islanda sarà la prossima? Dopo la conferma di Israele, Slovenia, Spagna, Paesi Bassi e Irlanda hanno già annunciato il ritiro dall’Eurovision Song Contest2026. L’Islanda potrebbe dunque essere il prossimo Paese a lasciare la competizione, aggiungendosi a un fronte critico che si allarga giorno dopo giorno.

La decisione del 10 dicembre sarà quindi cruciale per definire il quadro dei partecipanti dell’edizione 2026, che si preannuncia come una delle più controverse degli ultimi anni.

Aggiornamento: RÚV, il servizio pubblico radiotelevisivo islandese, ha annunciato il proprio ritiro dalla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest: la decisione è stata presa dal consiglio direttivo del network in protesta contro la mancata esclusione dalla competizione, da parte dell’European Broadcasting Union, di Israele. L’Islanda si aggiunge così a Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia nella lista dei Paesi in polemica con gli organizzatori della manifestazione.

“La partecipazione dell’emittente pubblica israeliana KAN al concorso ha recentemente causato disunione, sia tra le emittenti membri dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), sia tra il pubblico”, si legge nella nota ufficiale diffusa da Rùv: “La partecipazione di KAN è stata oggetto di discussione approfondita durante le riunioni dell’EBU all’inizio di quest’anno, prima a Londra in estate e poi a Ginevra la scorsa settimana. Alla riunione di Ginevra, un’ampia maggioranza delle emittenti membri dell’EBU ha concordato che le varie modifiche apportate al regolamento e alle procedure del concorso fossero soddisfacenti e pertanto non si è tenuta alcuna votazione in merito alla partecipazione di KAN al concorso”.

“Il direttore generale ha spiegato durante l’incontro di Ginevra che, sebbene le modifiche rispondessero a molte delle preoccupazioni sollevate dai rappresentanti della RÚV in varie fasi della cooperazione con l’EBU negli ultimi anni, sussistevano ancora dubbi, a parere della RÚV, sulla loro idoneità”, prosegue il comunicato: “Era stato ripetutamente chiarito che le parti interessate del Paese, come le associazioni di artisti e il pubblico islandese, erano contrarie alla partecipazione al concorso. Il consiglio di amministrazione della RÚV aveva inoltre chiesto all’EBU di escludere la KAN dal concorso, facendo riferimento a precedenti. La questione era complessa da risolvere e aveva già danneggiato la reputazione del concorso e dell’EBU. Era importante trovare una soluzione per tutte le parti interessate”.

“Considerato il dibattito pubblico in questo Paese e le reazioni alla decisione dell’EBU presa la scorsa settimana, è chiaro che né gioia né pace prevarranno riguardo alla partecipazione di RÚV all’Eurovision”, conclude l’emittente islandese: “Pertanto, RÚV ha deciso di comunicare oggi all’EBU che non prenderà parte all’Eurovision Song Contest l’anno prossimo. Il Song Contest e l’Eurovision Song Contest hanno sempre avuto l’obiettivo di unire la nazione islandese, ma ora è chiaro che questo obiettivo non può essere raggiunto ed è per queste ragioni legate al programma che viene presa questa decisione. Non è stata ancora presa una decisione in merito alla possibilità che il Söngvakeppnin [il contest nazionale per mezzo del quale viene designato/a l’artista da far concorrere all’Eurovision, ndr] venga organizzato dalla RÚV il prossimo anno. Si stanno valutando le opzioni disponibili e una decisione verrà annunciata non appena sarà pronta”.

Spagna, Paesi Bassi, Irlanda e Slovenia lasciano. Spaccatura in EBU: confermato il nuovo regolamento, senza voto sulla partecipazione di Israele. 

Lo scorso 21 novembre L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha annunciato una modifca al regolamento di Eurovision, di fatto rinviando ad oggi la decisione ed il voto sulla partecipazione di Israele alla prossima edizione, richiesto da diversi paesi per via del conflitto a Gaza.

Il 4 dicembre 2025 si è svolta a Ginevra la riunione dei membri di EBU in cui si doveva decidere sul regolamento. A favore del nuovo regolamento si è espressa la maggioranza dei membri: “Questo voto significa che tutti i membri dell’EBU che desiderano partecipare all’Eurovision Song Contest 2026 e accettano di rispettare le nuove regole sono idonei a prendervi parte”, di fatto aprendo le porte alla partecipazione di Israele e bloccando un voto diretto. “Ai partecipanti in rappresentanza dei membri dell’EBU è stato chiesto di votare a scrutinio segreto per stabilire se fossero sufficientemente soddisfatti delle nuove misure e garanzie annunciate il mese scorso, senza dover votare sulla partecipazione all’evento dell’anno prossimo”, si legge sempre nella nota.

Questo complesso processo ha avuto come risulato una spaccatura, con diversi paesi – Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, che hanno già annunciato che non prenderanno parte all’edizione 2026, in svolgimento Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria, il 12, giovedì 14 e sabato 16 maggio 2026. Diversi altri paesi hanno annunciato che prenderanno una decisione nei prossimi giorni. Nella serata di oggi, giovedì 4 dicembre, anche la Slovenia ha annunciato di aver ritirato la propria partecipazione alla prossima edizione del concorso.

In un comunicato di EBU, si legge che “I membri dell’EBU mostrano un chiaro sostegno alle riforme volte a rafforzare la fiducia e a proteggere la neutralità dell’Eurovision Song Contest, consentendo a tutti i membri di partecipare”, e che l’assemblea ha scelto di non votare, con la lista completa dei paesi partecipanti che verrà comunicata entro natale. La Presidente dell’EBU, Delphine Ernotte Cunci, ha dichiarato: “Il risultato di questa votazione dimostra l’impegno condiviso dei nostri membri nel tutelare la trasparenza e la fiducia nell’Eurovision Song Contest, il più grande evento musicale dal vivo al mondo. Vorrei ringraziare tutti i membri per i loro contributi ponderati, rispettosi e costruttivi durante la sessione odierna e durante l’ampio processo di consultazione intrapreso quest’anno. Queste discussioni hanno portato a modifiche significative al regolamento dell’Eurovision Song Contest, garantendo che rimanga un luogo di unità e scambio culturale”.

Ma le modifiche di regolamento non sono bastate a placare gli animi: queste modifiche permetteranno comunque a Israele di partecipare – a differenza di quanto avvenne all’inizio della guerra in Ucraina, quando Russia e Bielorussia vennero escluse dalla competizione. Paesi Bassi, Spagna, Irlanda e Slovenia hanno già annunciato che boicotteranno la manifestazione. Secondo quanto riporta l’ADNkronos,  l’emittente olandese Avrotros ha comunicato che “Dopo aver soppesato tutte le prospettive, Avrotros ha concluso che, nelle attuali circostanze, la partecipazione non può essere conciliata con i valori pubblici che sono fondamentali per la nostra organizzazione”, mentre l’emittente pubblica irlandese Rte ha comunicato: “A seguito dell’Assemblea generale invernale dell’Ebu tenutasi oggi a Ginevra, in cui è stata confermata la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, la posizione di Rte rimane invariata. Rte non parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026, né trasmetterà la competizione. Rte ritiene che la partecipazione dell’Irlanda sia inaccettabile, data la spaventosa perdita di vite umane a Gaza e la crisi umanitaria che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili. Rte è profondamente preoccupata per l’uccisione mirata di giornalisti a Gaza durante il conflitto e per il continuo diniego di accesso al territorio ai giornalisti internazionali”.

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