
Ecco l’evento che da ufficialmente il via alla settimana della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà presso la Wiener Stadhalle a Basilea, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con “Wasted Love” nell’edizione precedente.
L’Eurovision Song Contest 2026 inizierà ufficialmente questa domenica 10 maggio 2026 con la grande Opening Ceremony sul Turquoise Carpet (Cerimonia di apertura e tappeto turchese), una gigantesca passerella pop tra glamour, teatralità e provocazione, circondati da migliaia di fan dell’Eurovision nella Rathausplatz che, al termine della cerimonia, ospiterà l’Eurovision Village per tutta la settimana.
A partire dalle ore 17:00 CEST, la capitale austriaca si trasformerà in una passerella internazionale che unirà musica, divertimento e alta moda.
I festeggiamenti per l’Eurovision Song Contest, che culmineranno con la finale del 16 maggio 2026, iniziano quest’oggi a Vienna, domenica 10 maggio 2026 con la grande Opening Ceremony sul Turquoise Carpet (Cerimonia di apertura e tappeto turchese) con esibizioni della Woodstock Allstar Band e della ÖRF Radio Symphony Orchestra e con migliaia di fan provenienti da tutto il mondo, nonostante l’appello al boicottaggio a causa della presenza di Israele. Per prevenire qualsiasi incidente, l’evento è sottoposto a misure di sicurezza molto rigide e diverse centinaia di agenti di polizia saranno mobilitati ogni giorno fino alla finale di sabato.
Questo evento si terrà al Rathausplatz di Vienna, dove nella settimana successiva all’ESC sarà aperto anche l’Eurovision Village, dove saranno trasmessi gli spettacoli dal vivo e numerose/i musiciste/i garantiranno un programma variegato. La capitale austriaca ha programmato molti eventi collaterali alla vera e propria manifestazione per favorire turisti e residenti.
Un maxi schermo disposto davanti al municipio, proporrà il meglio (e il peggio) degli ultimi settant’anni di questa manifestazione. La Cerimonia di Apertura (Opening Ceremony) si terrà a Vienna questa domenica pomeriggio, prima della settimana dello spettacolo (12 maggio 2026). Consiste nell’evento del tappeto turchese (aperto al pubblico) e in un successivo party di apertura per le delegazioni (non aperto al pubblico).

Per la prima e unica volta prima delle serate in diretta, tutte le 35 delegazioni e sui i 35 artisti in gara, si ritroveranno nello stesso luogo e sfileranno tra look da diva hollywoodiana, richiami couture, outfit eccentrici e dettagli teatrali diventati subito virali sui social. Gli artisti sfileranno in ordine alfabetico partendo dal maestoso Burgtheater per attraversare il Turquoise Carpet fino al Municipio di Vienna (Rathaus). Come da tradizione, l’Austria chiuderà la parata in qualità di nazione ospitante.
L’evento del tappeto turchese inizierà alle 17:00 CEST fino alle 19:00 presso il Municipio di Vienna (Wiener Rathaus), dove il sindaco della città di Vienna Michael Ludwig, i funzionari e il team organizzativo dell’ORF dell’European Broadcasting Union (EBU) nella persona di Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest pronunceranno un discorso di benvenuto e saluteranno ai Paesi, alle delegazioni e agli artisti partecipanti all’Eurovision 2026 uno a uno. Ciò creerà uno spettacolo unico nel cuore del centro storico di Vienna per le delegazioni, i visitatori e i media.
Gli organizzatori promettono contenuti esclusivi per i fan. Sui canali social ufficiali sarà possibile seguire la trasformazione degli artisti: un dietro le quinte che mostrerà il passaggio dai look casual della quotidianità agli outfit spettacolari scelti per il debutto ufficiale.
Una vera e propria parata, con gli artisti che sfileranno con i fan che si affolleranno lungo il percorso. La musica sarà il cuore pulsante del pomeriggio. La Woodstock Allstar Band omaggerà ogni paese con brani rappresentativi delle singole nazioni, mentre l’Orchestra Sinfonica della Radio ORF conferirà solennità all’evento. Il gran finale sarà dedicato a JJ, vincitrice della scorsa edizione, che eseguirà la sua “Wasted Love” accompagnata dalla RSO Vienna.
Sono attesi fino a 30.000 spettatori lungo il percorso. Per chi non potrà essere a Vienna, l’intero evento sarà visibile in streaming mondiale sul canale YouTube dell’Eurovision Song Contest e in diretta televisiva su ORF 1.
L’evento accoglierà le 35 delegazioni partecipanti all’Eurovision Song Contest 2026, per la Cerimonia di Apertura, anticipata dal Turquoise Carpet (colore dello sponsor), in cui sfileranno tutti gli artisti, tranne Israele assente per motivi di sicurezza.
Apre l’Albania e chiuderà l’Austria, padrona di casa.
- 🇦🇱 Albania: Alis
- 🇦🇲 Armenia: SIMÓN
- 🇦🇺 Australia: Delta Goodrem
- 🇦🇿 Azerbaijan: JIVA
- 🇧🇪 Belgium: ESSYLA
- 🇧🇬 Bulgaria: DARA
- 🇭🇷 Croatia: LELEK
- 🇨🇾 Cyprus: Antigoni
- 🇨🇿 Czechia: Daniel Zizka
- 🇩🇰 Denmark: Søren Torpegaard Lund
- 🇪🇪 Estonia: Vanilla Ninja
- 🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen
- 🇫🇷 France: Monroe
- 🇬🇪 Georgia: Bzikebi
- 🇩🇪 Germany: Sarah Engels
- 🇬🇷 Greece: Akylas
- 🇮🇱 Israel: Noam Bettan
- 🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci
- 🇱🇻 Latvia: Atvara
- 🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah
- 🇱🇺 Luxembourg: Eva Marija
- 🇲🇹 Malta: AIDAN
- 🇲🇩 Moldova: Satoshi
- 🇲🇪 Montenegro: Tamara Živković
- 🇳🇴 Norway: JONAS LOVV
- 🇵🇱 Poland: ALICJA
- 🇵🇹 Portugal: Bandidos do Cante
- 🇷🇴 Romania: Alexandra Căpitănescu
- 🇸🇲 San Marino: SENHIT
- 🇷🇸 Serbia: LAVINA
- 🇸🇪 Sweden: FELICIA
- 🇨🇭 Switzerland: Veronica Fusaro
- 🇺🇦 Ukraine: LELÉKA
- 🇬🇧 United Kingdom: LOOK MUM NO COMPUTER
- 🇦🇹 Austria: COSMÓ
La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest si svolgerà presso la Wiener Stadhalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione a svolgersi nella capitale austriaca, dopo quelle del 1967 (la vittoria nel 1966 con il classico ‘Merci, Chérie’ di Udo Jürgens) e 2015 (quasi mezzo secolo dopo, la vittoria nel 2024 con l’indimenticabile ‘Rise Like a Phoenix’, trasformando Vienna in un simbolo globale di inclusività e orgoglio LGBTQ). A presentare lo show sul palco di Vienna troveremo Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, con Emily Busvine dalla Green Room.
Un’edizione che si annuncia come una annuncia come una delle più convulse e controverse della storia. Sarà quella con il minor numero di partecipanti dal 2004: 35 i Paesi contro i 37 dello scorso anno, che parteciperanno all’Eurovision Song Contest 2026, organizzato dall’European Broadcasting Union (EBU) e dalla ÖRF, con il ritorno di Romania, Moldavia e Bulgaria (che avevano saltato l’evento per motivi artistici o finanziari negli ultimi anni) e l’assenza per protesta contro la presenza di Israele di Slovenia, Islanda, Paesi Bassi, Irlanda e la Spagna. Quest’ultima un’assente importante, in quanto parte integrante delle Big Five insieme a Italia, Francia, Germania e Regno Unito, ovvero uno dei Paesi fondatori e maggiori sostenitori dell’ESC. Smorza le polemiche l’EBU, il consorzio internazionale di emittenti radiotelevisive pubbliche che organizza l’evento votato all’inclusione e alla cooperazione tra i popoli all’insegna del linguaggio universale della musica.
Da ricordare che lo scorso 8 maggio 2026 sono stati pubblicati video promozionali in tredici lingue sui social media, nei quali Noam Bettan, rappresentante nazionale, invitava il pubblico a utilizzare tutti i voti disponibili per sostenere la proposta israeliana, in linea con la strategia promozionale adottata dalla delegazione nazionale durante le edizioni precedenti. Il giorno seguente, l’UER ha confermato di aver contattato l’IPBC, affermando che tale campagna violava il nuovo regolamento del concorso, che vieta l’utilizzo di campagne promozionali condotte da terze parti. L’organizzazione ha inoltre avvertito che, in caso di ulteriore diffusione di video promozionali durante lo svolgimento della manifestazione, sarebbe stata applicata una sanzione, precisando infine che le attività promozionali dell’emittente sarebbero rimaste sotto stretta osservazione e che sarebbero stati adottati eventuali provvedimenti qualora necessario.
Ventinove i cantanti solisti — sedici donne e tredici uomini —, un solo duetto, quello misto formato da Linda Lampenius e Pete Parkkonen per la Finlandia, e cinque gruppi: due femminili, le croate Lelek e le estoni Vanilla Ninja; due maschili, i portoghesi Bandidos do Cante e i serbi Lavina; e uno misto, i georgiani Bzikebi.
Anche le lingue delle canzoni riflettono un equilibrio tra identità e universalità: più della metà delle canzoni, 21 canzoni su 35, hanno il testo del tutto o prevalentemente in inglese, mentre il francese è stato scelto da Francia e Israele, che lo combina all’ebraico. Oltre all’Italia, Albania, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Moldavia, Montenegro, Portogallo e Serbia canteranno nella loro lingua nazionale. Il lituano Lion Ceccah combinerà l’idioma nazionale con inglese, francese e spagnolo, nell’unico motivo quadrilingue del 2026. Solo l’Italia di Sal Da Vinci quest’anno canterà in italiano.
Il concorso del 2024 a Malmö, in Svezia, e l’evento dell’anno scorso a Basilea, in Svizzera, hanno visto proteste filo-palestinesi che hanno chiesto l’espulsione di Israele per la sua condotta della sua guerra contro Hamas a Gaza e le accuse che ha cercato di manipolare il voto a favore del suo concorrente. Diverse proteste pro-palestinesi sono previste durante la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026.
Dobbiamo ricordare che per la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna è stato elaborato un piano di sicurezza completo. Questo prevede controlli meticolosi alla Wiener Stadthalle, pari a quelli aeroportuali, uno scambio continuo di informazioni tra tutte le organizzazioni di sicurezza coinvolte, la valutazione e la minimizzazione dei rischi in fase preparatoria e misure per la sicurezza informatica. In questo modo, il più grande concorso musicale del mondo potrà svolgersi in modo colorato e sicuro.
La sicurezza degli ospiti dell’Eurovision Song Contest è una priorità assoluta sia per la città ospitante, Vienna, sia per l’organizzatore ÖRF. Il piano di sicurezza copre tutte le fasi dell’evento, affinché quello che è probabilmente lo spettacolo musicale più variegato al mondo si svolga senza intoppi e in un’atmosfera rilassata.
La Città di Vienna e la Radiotelevisione austriaca (ÖRF), in qualità di organizzatori dell’Eurovision Song Contest, hanno elaborato un piano di sicurezza completo per questo mega-evento. In stretta collaborazione con la polizia di Vienna, il Ministero dell’Interno austriaco e la Wiener Stadthalle, tale piano copre tutte le fasi dell’evento musicale: Arrivo e sicurezza delle e degli artisti, delle delegazioni, dei rappresentanti dei media e delle e dei fan, Svolgimento degli spettacoli dal vivo e gestione delle aree ufficiali di public viewing e Gestione del flusso delle visitatrici e dei visitatori dopo la grande finale.
La pluriennale esperienza di Vienna nell’organizzazione di grandi eventi, congressi o visite di Stato aiuta a individuare tempestivamente i rischi e a ridurli al minimo.
Alla Wiener Stadthalle vige uno standard di sicurezza pari a quello degli aeroporti. Per accedere alla struttura, tutte le persone vengono sottoposte a un accurato controllo di sicurezza. Sono ammessi solo piccoli oggetti personali come cellulari, portafogli, chiavi ecc., nonché contenitori trasparenti di formato massimo A6. Non è consentito portare all’interno della sede borse, zaini, marsupi e borsette. Questo comprende scansioni, cani da fiuto e telecamere di sorveglianza; anche le attrezzature di produzione vengono controllate minuziosamente. Ogni giorno sono in servizio 500 addetti alla sicurezza nei dintorni della Wiener Stadthalle, sia in divisa che in borghese.
Vige una rigorosa politica di divieto di accesso con borse. Sono ammessi solo piccoli oggetti personali come cellulari, portafogli, chiavi ecc., nonché contenitori trasparenti di formato massimo A6. Non è consentito portare all’interno della sede borse, zaini, marsupi e borsette.
Oltre alla rigorosa politica di divieto di borse e zaini durante gli spettacoli dal vivo dell’Eurovision Song Contest, valgono anche delle restrizioni per le bandiere e gli striscioni portati con sé: questi devono essere conformi agli standard di sicurezza austriaci in materia di protezione antincendio. Questi possono poi essere ritirati facilmente nell’area d’ingresso della Wiener Stadthalle dopo il controllo dei biglietti. Vale la pena ordinarli in anticipo, poiché in loco viene messo in vendita solo un determinato contingente per i paesi partecipanti.
Tutte le bandiere portate devono essere conformi alle norme di sicurezza austriache in materia di protezione antincendio. Per andare sul sicuro, è possibile prenotarle (bandiere e stendardi prodotti a Vienna) anche nel negozio online ufficiale dell’Eurovision e ritirarle direttamente alla Wiener Stadthalle dopo il controllo dei biglietti.
È sottoposto a severi controlli anche l’ambito digitale. Tutti i biglietti sono nominativi e sono validi solo in formato elettronico sul cellulare: uno screenshot del biglietto non è sufficiente. Senza un documento d’identità valido non è possibile accedere alla sede. Il codice QR del biglietto appare solo circa 48 ore prima dello spettacolo.
L’infrastruttura tecnica della Wiener Stadthalle è particolarmente protetta. Ciò include anche le catene di approvvigionamento. Già da mesi le attività rilevanti per la sicurezza vengono monitorate attentamente e le informazioni vengono scambiate all’interno del Cybersecurity Coordination Group.
Con il Turquoise Carpet si rompono ufficialmente gli indugi, da domani lunedì 11 maggio 2026 si entra nel vivo dell’Eurovision Song Contest 2026 con le prime prove generali della Prima Semifinale, in programma martedì 12 maggio 2026 con diretta dalle 21:00, che vedranno impegnati sia SEHNIT, in gara per San Marino, che Sal Da Vinci, già finalista ma che si esibirà fuori gara; ma oggi sarà solo il momento della festa, del colore e dell’abbraccio di Vienna ai suoi protagonisti.
Aggiornamento: È ufficialmente iniziato la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026. Si è svolto questo pomeriggio in Rathausplatz a Vienna il tradizionale Opening Ceremony e Turquoise Carpet, la sfilata dei 35 artisti in gara davanti a migliaia di fan lungo un tappeto turchese di 200 metri, che dà il via alla manifestazione, aperto sulle note dell’inno europeo eseguito dalla ORF Radio Symphony Orchestra.
La tradizionale Opening Ceremony, ha trasformado il centro della città in una passerella a cielo aperto tra musica, glamour e tensioni geopolitiche. Ma sulla cerimonia pesa il clima politico, manifestazioni contro Israele e contro il regime iraniano nel cuore della capitale austriaca.
A dare il via alla cerimonia è stato il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, che ha salutato artisti e delegazioni aprendo simbolicamente il conto alla rovescia verso la finale del concorso europeo della canzone.
Sul tappeto turchese, dal 2021 colore del carpet per ragioni di sponsorizzazione, hanno sfilato i 35 artisti in gara nella 70° edizione dell’Eurovision Song Contest preceduti dal campione in carica JJ. A differenza dello scorso anno, con il lunghissimo percorso per le vie di Basilea, si è tornati ad un Turquoise Carpet più corto: gli artisti hanno attraversato la piazza dal Burgtheater al municipio, la Wiener Rathaus, tra due ali di folla.
Oltre ai presentatori Tina Ritschl e Philipp Maschl, l’ingresso delle delegazioni è stato accompagnato musicalmente dalla ORF Radio-Symphonieorchester Wien, diretta da Christian Kolonovits, mentre la Woodstock Allstar Band – diretta da Herbert Pichler – ha accolto ciascun Paese con una citazione musicale ispirata alla rispettiva tradizione nazionale. La sfilata è stata interrotta in due occasioni per lasciare spazio alla ORF Radio Symphony Orchestra e a due cantanti d’opera austriaci per eseguire i successi eurovisivi austriaci: Juliette Khalil ha eseguito “Merci, Chérie” di Udo Jürgens, mentre Moritz Mausser ha cantato “Rise like a phoenix” di Conchita Würst.
Il vincitore della scorsa edizione, JJ, ha chiuso la sfilata sul tappeto turchese con una versione del brano “Wasted Love”, accompagnato dall’ORF Radio Symphony Orchestra.
La maggior parte degli artisti ha scelto outfit eleganti, come gli abiti dorati e glitter della cantante francese Monroe e dell’australiana Delta Goodrem, oppure i lunghi abiti rossi della violinista finlandese Linda Lampenius e della cantante Sarah Engels. Più eccentrici invece gli outfit di Tamara Živković e della svedese Felicia, apparsa con la sua caratteristica maschera nera. Con la Opening Ceremony è stato inoltre inaugurato l’Eurovision Village, il principale punto d’incontro per i fan accanto alla Stadthalle di Vienna, dove il pubblico potrà seguire le due semifinali e la finale attraverso maxi-schermi dedicati al public viewing, oltre a partecipare a concerti e iniziative collaterali.
Ecco tutti i look del Turquoise Carpet c’è chi ha scelto l’eleganza classica, come Sal Da Vinci in nero total look, chi ha puntato su oro e glitter come Delta Goodrem e chi invece ha trasformato il red carpet in una vera performance visiva, tra maschere dark, trasparenze e silhouette scenografiche.
Look total white per Alis (Albania), la cui giacca presentava delle voluminose spalline decorate; Essyla (Belgio); Daniel Zizka (Cechia); Alicja Szemplińska (Polonia) e Leleka (Ucraina), con l’aggiunta di un lungo velo.
Le Lelek (Croazia) mixano bianco e nero con eleganti vestiti caratterizzati da intrecci e spaccature. La stessa linea seguita dalle Vanilla Ninja (Estonia), con Lenna Kuurmaa e Kerli Kivilaan in nero e Piret Järvis in bianco. Atvara (Lettonia), vira verso tinte argentate ma indossa anche un lungo guanto nero.
Dal total white al total black: il danese Søren Torpegaard Lund non rinuncia alla sua maglia di rete scintillante, ma indossa sopra un completo nero. Stessa scelta elegante del finlandese Pete Parkonnen, a cui Linda Lampenius abbina un tubino amaranto dal lungo strascico.
In nero, con dettagli dorati sulle spalle, anche i Bzikebi (Georgia); Satoshi (Moldavia); Alexandra Capitanescu (Romania), con un velo da sposa anch’esso nero; i Lavina (Serbia); Felicia (Svezia), con una crinolina a gabbia decorata con fiori; e Veronica Fusaro (Svizzera), con abito in pizzo e decorazioni argentate.
Divine Delta Goodrem (Australia) e Sarah Engels (Germania): la prima con un abito dorato brillante, la seconda con un voluminoso abito rosso con uno strascico impegnativo. Più casual l’azera Jiva, con abito in due pezzi turchese glitterato e doppia cintura nera sul torace e sulla vita. Stravaganti, con abiti in finto pelo, sia la bulgara Dara che la montenegrina Tamara Živković.
Oro e bianco per Antigoni (Cipro), accompagnata sul Turquoise Carpet dalla mamma. Si è distinta anche la francese Monroe con un abito color oro con maniche a sbuffo e cintura nera. Salopette azzurra invece per Jonas Lovv (Norvegia). Una statua moderna si palesa in Rathausplatz quando arriva Lion Ceccah (Lituania), con il facepaint argentato, dello stesso colore del busto.
Simon (Armenia) opta per un look più sobrio rispetto all’outfit sul palco della Wiener Stadthalle, con pantalone extra-large e camicia di seta di tonalità azzurre. Completo color panna ricco di pieghe e drappi di tessuto svolazzanti, ispirato al Piccolo Principe, per Akylas (Grecia), che ha animato il carpet ballando a ritmo di sirtaki. Metà torero e metà cowboy Aidan (Malta) con abito bianco a cui aggiunge una giacca rossa con lungo drappo.
Senza camicia e in completo marrone l’israeliano Noam Bettan. Elegantissima, e anche lei in abito marrone, Eva Marija (Lussemburgo), che porta sul carpet anche il suo violino. Stessi colori scelti dai Bandidos Do Cante (Portogallo) e dal padrone di casa Cosmó, in abito di pelle.
Il premio della critica all’outfit più folle va al britannico Look Mum No Computer, non tanto per il suo abito nero quanto per i 4 ballerini in tute verdi e caschi-monitor pelosi, che muovevano altrettanti pupazzi – vestiti allo stesso modo – grazie a dei bastoni collegati a braccia e gambe.
Sal Da Vinci, in elegante abito nero, arriva in Rathausplatz insieme ai ballerini Marcello Sacchetta, Francesca Tocca, Raimondo Sacchetta, John Cruz, Mirko Mosca e la capodelegazione Mariangela Borneo sulle note di “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri. San Marino e subito la Woodstock Allstar Band intona “Cuore matto” di Little Tony. Abito grigio con profonda scollatura per Senhit, completo nero con dettagli bianchi per Boy George, che regala la bandiera sammarinese al pubblico.
L’apertura della 70esima edizione non è stata soltanto una festa pop. A poche centinaia di metri dalla cerimonia, circa 200 manifestanti iraniani hanno protestato contro la partecipazione di Israele all’Eurovision e contro il regime degli ayatollah, sventolando bandiere iraniane precedenti alla rivoluzione islamica e scandendo slogan come “Boycott Eurovision”.
Le emittenti pubbliche di Spagna, Irlanda, Islanda, Paesi Bassi e Slovenia hanno deciso di non partecipare all’edizione 2026, criticando la scelta dell’EBU di ammettere Israele nonostante la guerra a Gaza. Anche oltre mille artisti internazionali hanno firmato appelli per il boicottaggio della competizione.
Nel frattempo l’EBU ha inviato un richiamo ufficiale all’emittente israeliana Kan dopo la diffusione di video promozionali che invitavano il pubblico a votare “dieci volte” per il rappresentante israeliano Noam Bettan, pratica ritenuta non conforme al regolamento del concorso.
Per evitare incidenti, Vienna ha predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza che accompagnerà tutta la settimana eurovisiva fino alla finale di sabato prossimo.
Da domani si entra nel vivo della competizione con le prove generali pomeridiane e il Jury Show serale della prima semifinale, che avrà luogo martedì 12 maggio con diretta italiana a partire dalle ore 21 su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini.
Aggiornamento: Le quote delle scommesse a ridosso della finale indicano un quadro molto chiaro, 🇭🇷 Croazia e 🇦🇱 Albania scalano la classifica delle qualificazioni, la 🇫🇮 Finlandia allunga il vantaggio nella corsa alla vittoria.
Con le seconde prove terminate e la settimana del concorso alle porte, diamo un’occhiata all’attuale situazione dei mercati delle scommesse sull’Eurovision Song Contest 2026.
Quote scommesse Eurovision: 🇭🇷 Croazia e 🇦🇱 Albania scalano la classifica delle qualificazioni, la 🇫🇮 Finlandia allunga il vantaggio nella corsa alla vittoria
Con le seconde prove terminate e la settimana del concorso alle porte, diamo un’occhiata all’attuale situazione dei mercati delle scommesse sull’Eurovision 2026.
• Prima semifinale. Croazia e Polonia sono i paesi che hanno registrato i maggiori cambiamenti nei giorni successivi alla pubblicazione dei video delle seconde prove. La Croazia è ora la quinta favorita per la qualificazione alla finale, mentre la Polonia ha superato il Montenegro diventando la nona favorita per un posto in finale. Al contrario, Estonia e Georgia hanno perso terreno negli ultimi due giorni. L’Estonia è a 7 punti percentuali dalla qualificazione ed è scesa dietro al Portogallo, mentre la Georgia è scesa al quattordicesimo posto su quindici partecipanti alla semifinale.
Le ultime quote secondo Eurovision World sono (variazione dal 7 maggio 2026):
- Finland – Linda Lampenius and Pete Parkkonen – “Liekinheitin” – 97% (+1%)
- Greece – Akylas – “Ferto” – 97% (+1%)
- Sweden – Felicia – “My System” – 96% (+1%)
- Israel – Noam Bettan – “Michelle” – 96% (+1%)
- Croatia – Lelek – “Andromeda” – 90% (+1 posto, +4%)
- Moldova – Satoshi – “Viva Moldova!” – 89% (-1 posto)
- Serbia – Lavina – “Kraj mene” – 77% (nessun cambiamento)
- Lithuania – Lion Ceecah – “Sólo quiero más” – 69% (+1%)
- Poland – Alicja – “Prayer” – 55% (+1 posto, +5%)
- Montenegro – Tamara Živković – “Noza Zora” – 51% (-1 posto, -6%)
- Portugal – Bandidos do Cante – “Rosa” – 47% (+1 posto)
- Estonia – Vanilla Ninja – “Too Epic to Be True” – 44% (-1 posto, -3%)
- Belgium – Essyla – “Dancing on the Ice” – 36% (+1 posto, -1%)
- Georgia – Bzikebi – “On Replay” – 35% (-1 posto, -6%)
- San Marino – Senhit feat. Boy George – “Superstar” – 21% (+1%)
• Seconda Semifinale. L’Albania è risalita nei mercati delle scommesse fino all’ottavo posto tra i favoriti per assicurarsi un posto in finale, avendo guadagnato quattro punti percentuali negli ultimi giorni. Questo ha fatto retrocedere di una posizione la Norvegia e la Cechia; entrambe rimangono a 25 punti percentuali di distanza dall’undicesima favorita per la qualificazione, la Lettonia.
Le ultime quote secondo Eurovision World sono (variazione dal 7 maggio 2026):
- Australia – Delta Goodrem – “Eclipse” – 95% (+1%)
- Denmark – Søren Torpegaard Lund – “Før vi går hjem” – 94% (nessun cambiamento)
- Ukraine – Leléka – “Ridnym” – 91% (-1%)
- Romania – Alexandra Căpitănescu – “Choke Me” – 90% (+2%)
- Cyprus – Antigoni – “Jalla” – 80% (-1%)
- Malta – Aidan – “Bella” – 80% (+1%)
- Bulgaria – DARA – “Bangaranga” – 78% (nessun cambiamento)
- Norway – Jonas Lovv – “Ya Ya Ya” – 72% (-1 posto, -1%)
- Czechia – Daniel Zizika – “Crossroads” – 71% (-1 posto, +1%)
- Albania – Alis – “Nân” – 72% (+2 posti, +4%)
- Switzerland – Veronica Fusaro – “Alice” – 45% (-1 posto, -1%)
- Latvia – Atvara – “Ēnā” – 46% (+1 posto, +1%)
- Armenia – Simón – “Paloma rumba” – 43% (-2%)
- Luxembourg – Eva Marija – “Mother Nature” – 35% (-1%)
- Azerbaijan – Jiva – “Just Go” – 11% (nessun cambiamento)
• Finale – probabilità di vittoria. La Finlandia ha continuato ad allontanarsi dal gruppo degli inseguitori, raggiungendo un nuovo picco nei mercati delle scommesse con una probabilità di vittoria vicina al 37% a meno di una settimana dall’evento. Al contrario, sia la Danimarca che l’Australia hanno perso circa un punto percentuale negli ultimi tre giorni. Tra le prime dieci, la Romania è scesa di due posizioni, mentre Malta è ora la settima favorita per la vittoria.
Le ultime quote secondo Eurovision World sono (variazione rispetto al 7 maggio 2026):
- Finland – Linda Lampenius and Pete Parkkonen – “Liekinheitin” – 36.7% (+2.4%)
- Greece – Akylas – “Ferto” – 13.1 % (+0.3%)
- Denmark – Søren Torpegaard Lund – “Før vi går hjem” – 10.4% (-0.9%)
- France – Monroe – “Regarde !” – 7.3% (nessun cambiamento)
- Australia – Delta Goodrem – “Eclipse” – 5.9% (-1.1%)
- Israel – Noam Bettan – “Michelle” – 4.1% (nessun cambiamento)
- Malta – Aidan – “Bella” – 3.3% (+1 posto, +0.3%)
- Italy – Sal Da Vinci – “Per sempre si” – 2.9% (+1 posto +0.2%)
- Romania – Alexandra Căpitănescu – “Choke Me” – 2.9% (-2 posti, -0.2%)
- Sweden – Felicia – “My System” – 2.2% (-0.3%)
- Ukraine – Leléka – “Ridnym” – 1.6% (nessun cambiamento)
- Cyprus – Antigoni – “Jalla” – 1.0% (-0.1%)
- Croatia – Lelek – “Andromeda” – 0.8% (-0.2%)
- Czechia – Daniel Zizika – “Crossroads” – 0.8% (-0.1%)
- Bulgaria – DARA – “Bangaranga” – 0.7% (-0.1%)
- Moldova – Satoshi – “Viva Moldova!” – 0.7% (-0.1%)
- Luxembourg – Eva Marija – “Mother Nature” – 0.6% (nessun cambiamento)
- Albania – Alis – “Nân” – 0.5% (+3 posti, +0.1%)
- Norway – Jonas Lovv – “Ya Ya Ya” – 0.5% (-1 posto, -0.1%)
- United Kingdom – Look Mum No Computer – “Eins, zwei, drei” – 0.4% (-1 posto, -0.1%)
- Lithuania – Lion Ceecah – “Sólo quiero más” – 0.4% (-1 posto, -0.1%)
- Serbia – Lavina – “Kraj mene” – 0.4% (+1 posto, +0.1%)
- Germany – Sarah Engels – “Fire” – 0.3% (-1 posto, -0.1%)
- Armenia – Simón – “Paloma rumba” – 0.3% (+1 posto)
- Switzerland – Veronica Fusaro – “Alice” – 0.3% (+1 posto)
- Latvia – Atvara – “Ēnā” – 0.3% (-2 places, -0.1%)
- Austria – Cosmó – “Tanzschien” – 0.2% (+1 posto)
- Poland – Alicja – “Prayer” – 0.2% (-1 posto)
- Belgium – Essyla – “Dancing on the Ice” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Georgia – Bzikebi – “On Replay” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Portugal – Bandidos do Cante – “Rosa” – 0.2% (nessun cambiamento)
- San Marino – Senhit feat. Boy George – “Superstar” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Estonia – Vanilla Ninja – “Too Epic to Be True” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Montenegro – Tamara Živković – “Noza Zora” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Azerbaijan – Jiva – “Just Go” – 0.2% (nessun cambiamento)
- Eurovision Song Contest 2026: Winner, Top 3, Top 5, Top 10, Top 15, Jury, Tele, Last, Balkan, Nordic, Big-4, Baltic
- Eurovision 2026 Semi-final 1: Qualify, Winner, Not to qualify
- Eurovision 2026 Semi-final 2: Qualify, Winner, Not to qualify
Aggiornamento: Politica e Eurovision Song Contest. Boicottaggi e cancellazioni a ripetizione.
Quest’anno, cinque paesi – Spagna, Islanda, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi – hanno annullato la loro partecipazione per protestare contro la candidatura di Israele. Si tratta probabilmente del più grande boicottaggio nella storia dell’Eurovision Song Contest, che tuttavia non è esente da cancellazioni per motivi politici e non solo.
Il regolamento dell’European Broadcasting Union (EBU) stabilisce esplicitamente che l’Eurovision Song Contest è apolitico, ma non lo è mai stato, la stessa ideazione dell’Eurovision Song Contest nacque dalla necessità di trovare un terreno comune tra paesi che solo pochi anni prima si erano trovati in guerra.
Una competizione tra paesi ha sempre una componente politico. E i principali sviluppi politici influenzano inevitabilmente i paesi e le società. L’Eurovision Song Contest si svolge semplicemente nel mondo reale, non in un universo parallelo glamour e scintillante. Allo stesso modo, la cultura, e in particolare la cultura popolare, non viene mai prodotta sotto una cupola di vetro, ma piuttosto in società plasmate da eventi politici. La questione, ovviamente, è come affrontare tutto ciò e con quale rispetto ci si tratti a vicenda.
Protesta contro la Spagna. Il ritiro dei paesi dalla competizione non è una novità. Ciò accade spesso dopo una performance deludente o insoddisfazione per il regolamento. Anche i costi sono stati spesso citati come motivazione, e poi ci sono sempre state cancellazioni per ragioni politiche.
L’Austria, in particolare, è stata in prima linea in questa tendenza in passato. Il primo boicottaggio dell’Eurovision Song Contest ebbe luogo a Madrid nel 1969. L’Austria si astenne dalla competizione per protestare deliberatamente contro la dittatura di Franco in Spagna.
Un anno dopo, cinque paesi protestarono, con Finlandia, Norvegia, Portogallo, Svezia e Austria che si unirono nuovamente allo sciopero, in parte perché quattro paesi si erano classificati a pari merito al primo posto nella competizione di Madrid. Già all’epoca si levavano voci dalla Germania, che lasciavano intendere che l’Eurovision Song Contest del 1970 potesse essere l’ultimo.
Turchia contro Grecia. Le tensioni tra i paesi erano piuttosto comuni: la Grecia, ad esempio, si ritirò dal concorso di Stoccolma del 1975 perché la Turchia stava debuttando. L’anno successivo, la situazione si ribaltò: la Turchia si ritirò e, sebbene trasmettesse la competizione, la canzone greca fu omessa. I due paesi parteciparono poi insieme al Song Contest per la prima volta nel 1978.
La Tunisia si comportò in modo simile al 22° Eurovision Song Contest di Londra, che avrebbe dovuto debuttare nel 1977. L’artista, la canzone e la posizione di partenza erano già stati decisi. Tuttavia, il paese si ritirò all’ultimo minuto a causa della partecipazione di Israele e da allora non ha più preso parte alla competizione. Una situazione simile si verificò a Gerusalemme nel 1979, quando la radio turca ritirò completamente la propria partecipazione al concorso a seguito delle pressioni esercitate da diversi paesi arabi.
Video di fiori al posto della canzone vincitrice. Un episodio bizzarro si verificò nel 1978: quando a Parigi divenne sempre più chiaro che la canzone israeliana “A-Ba-Ni-Bi” del gruppo Izhar Coher & The Alphabeta si sarebbe aggiudicata il premio, l’emittente giordana Jordan Radio and Television Corporation (JRTV) interruppe la trasmissione. Al suo posto, vennero mostrate immagini di fiori. I media giordani dichiararono immediatamente il Belgio vincitore, sebbene in realtà si fosse classificato solo al secondo posto.
Tuttavia, le canzoni israeliane hanno spesso suscitato l’ira delle forze ultraconservatrici all’interno dello stesso paese, ad esempio, quando Dana International, una persona transgender, vinse nel 1998. Due anni dopo, il gruppo Ping Pong sventolò sul palco non solo la bandiera israeliana, ma anche quella siriana, come appello alla pace nei negoziati in corso tra i due paesi. Le critiche in Giordania furono immense e la band dovette sostenere di tasca propria tutte le spese dell’esibizione.
Bielorussia esclusa. Cambio di scenario: nel 2021, la canzone bielorussa è stata respinta dall’organizzatore, l’EBU, perché il testo conteneva critiche filo-regime nei confronti dell’ondata di proteste dell’anno precedente. Il brano includeva il verso “Ti insegnerò a ballare a ritmo di musica”. Quando è emerso anche che la televisione di stato BTRC aveva fatto pressioni sui dissidenti affinché concedessero interviste, l’EBU ha sospeso l’emittente.
Anni prima, il conflitto tra Russia e Ucraina aveva già causato scompiglio: in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia, l’Ucraina si era ritirata dalla competizione nel 2015, ma aveva vinto nel 2016 con Jamala e la sua ballata storica “1944”, ospitando poi la competizione a Kiev nel 2017. La Russia voleva inviare la cantante Yulia Samoylova, pur sapendo che le sarebbe stato impedito l’ingresso in Ucraina a causa di un’esibizione in Crimea. La Russia, pertanto, non ha partecipato.
Reazione immediata all’attacco russo. Appena un giorno dopo che la Russia aveva lanciato la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina nel febbraio 2022, European Broadcasting Union (EBU) – in parte sotto la pressione di diverse emittenti europee – escluse la Russia dalla partecipazione all’Eurovision Song Contest nel maggio dello stesso anno, poiché tale partecipazione avrebbe potuto screditare la competizione. I tre membri russi dell’EBU, Channel One Russia, VGTRK e Radio Dom Ostankino, annunciarono il loro ritiro dall’EBU o furono a loro volta sospesi dall’EBU.
Numerose differenze tra Russia e Israele. Critici e diversi paesi citarono l’esclusione della Russia come argomento a favore dell’esclusione di Israele dalla competizione a causa delle sue azioni militari nella Striscia di Gaza. Le edizioni dei due anni precedenti erano già state caratterizzate da un acceso dibattito, con reciproci attacchi e frecciate. Una differenza fondamentale citata tra Russia e Israele era che le emittenti russe sono controllate dal Cremlino, mentre l’emittente israeliana Kan è libera di fare informazione ed è una spina nel fianco del governo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
L’Eurovision Song Contest di Vienna come modello per il futuro?. L’EBU aveva inizialmente previsto di chiarire la situazione in una riunione a dicembre, e si era anche parlato di una votazione sulla partecipazione di Israele. Ma il cessate il fuoco negoziato a Gaza in autunno e il rilascio degli ostaggi israeliani hanno disinnescato la situazione, almeno per l’EBU. Spagna, Islanda, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi non la pensavano allo stesso modo e si sono ritirati dal concorso di quest’anno.
Come si svolgeranno le cose il prossimo anno potrebbe essere deciso non solo sulla scena politica internazionale, ma anche alla Stadthalle di Vienna. Se sarà possibile gestire il conflitto in modo appropriato nonostante tutte le potenziali divergenze, potrebbe certamente servire da modello.
Lunga assenza, ritorno trionfale. Una cosa che la storia ci insegna, tuttavia, è che l’assenza di alcuni paesi non mette necessariamente in discussione l’Eurovision Song Contest. Per diversi anni, i paesi sono stati esclusi dalla partecipazione l’anno successivo a causa di un risultato deludente, e alcuni sono assenti da molto tempo: l’ultima apparizione dell’Ungheria risale al 2019, e si sospetta un collegamento con l’apertura dell’evento verso la comunità LGBTQ+. Resta da vedere cosa accadrà dopo l’era del Primo Ministro Viktor Orbán.
La situazione della Turchia è simile: ha vinto nel 2003, ma non ha partecipato dal 2013. Dopo un periodo di assenza, questa è stata giustificata dalla vittoria di Conchita Wurst nel 2014.
Che anche queste fasi possano concludersi è dimostrato dall’Italia, che ha partecipato solo una volta tra il 1994 e il 2010. Dal suo ritorno, il suo palmarès è stato impressionante. L’Austria ha fatto una pausa simile tra il 2006 e il 2010, gareggiando una sola volta. All’epoca, fu descritta come una “competizione di stranezze completamente irrilevante”. Oggi, dopo due vittorie all’Eurovision Song Contest, la visione è ben diversa.
Aggiornamento: L’Eurovision Song Contest 2026 arriva a Vienna, trasformando la capitale austriaca nel palcoscenico più grande d’Europa. L’evento porterà migliaia di fan da tutta Europa (e ben oltre) a Vienna per una settimana di musica, spettacoli dal vivo, festeggiamenti ed energia travolgente.
Vienna sa bene come accogliere l’Eurovision Song Contest, l’ultima volta che la città ha ospitato i fan, l’atmosfera era elettrica e tutta la città era entrata nello spirito dell’evento.
La settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 va da domenica 10 maggio 2026 a sabato 16 maggio 2026, con la Cerimonia di apertura che si terrà il 10 maggio, le due Semifinali che si terranno il 12 e 14 maggio 2026 e il Gran Finale il 16 maggio 2026.
Ecco date e luoghi principali dell’Eurovision Song Contest 2026:
Cerimonia di apertura e Turquoise Carpet. Domenica 10 maggio 2026 – con partenza dal Burgtheater, dove le 35 delegazioni sfilano sul Turquoise Carpet prima di raggiungere il municipio di Vienna (Rathaus) per la cerimonia ufficiale. Musica dal vivo accompagna il corteo, con esibizioni della Woodstock Allstar Band e della ORF Radio Symphony Orchestra.
Lo show si terrà dal vivo alla Wiener Stadthalle di Vienna, Austria, una delle arene coperte più grandi d’Austria, nota per concerti, eventi internazionali e un’ottima acustica. La Wiener Stadthalle ospiterà tutti gli show dal vivo dell’Eurovision Song Contest 2026, entre l’Eurovision Village e fan zone saranno a Rathausplatz (piazza del municipio).
Il palco dell’Eurovision 2026 a Vienna è incentrato su un’enorme superficie LED curva a forma di foglia, incorniciata da un arco sinuoso che richiama la “risonanza” musicale e il movimento.
L’Eurovision Village – Fan Zone e palco all’aperto si troverà a Rathausplatz, la piazza simbolo della città davanti al municipio. Era la stessa location dell’ultima edizione viennese – e fu uno dei momenti più memorabili per tanti fan. Oltre ai concerti, esibizioni dal vivo di artisti e DJ ogni giorno, chioschi e stand gastronomici, bevande, gadget e aree partner, eventi fan e proiezioni in diretta di entrambe le semifinali e della Gran Finale potrai aspettarti essere insieme ad una folla immensa, un’atmosfera fantastica e un ambiente LGBTQ-friendly come pochi altri eventi a Vienna. L’ingresso al Village è gratuito, con apertura giornaliera da domenica 10 maggio 2026 a domenica 17 maggio 2026, dalle 14:00 a mezzanotte (o fino al termine dello show), con apertura anticipata alle 11:00 giovedì 14 maggio 2026 per via del giorno festivo. Domenica 17 maggio 2026 chiusura alle 19:00. All’Eurovision Village si applicano regole severe per le borse. In tutti i giorni di show, le borse devono essere più piccole del formato A4. Il 10 maggio (cerimonia di apertura) e il 16 maggio (Gran Finale) è in vigore una No-Bag-Policy completa. Conviene pianificare di conseguenza e portare solo l’essenziale in tasca.
EuroClub – il tradizionale locale delle feste notturne Eurovision – quest’anno si trova al Prater Dome, uno dei più grandi locali notturni di Vienna, proprio accanto alla celebre Ruota Panoramica nel Prater. Le feste serali si svolgono da lunedì 11 maggio a sabato 16 maggio, con apertura porte alle 22:00 ogni sera. Il locale dispone di tre piste da ballo su due livelli, con il piano principale dedicato interamente alla musica Eurovision. DJ set, esibizioni di ex artisti Eurovision e serate a tema per tutta la settimana. I biglietti vanno da 20 a 35 € a serata a seconda dell’evento, oppure è possibile acquistare un pass settimanale a 120 €. Biglietti disponibili su euro-club.at.
Eurofan Café – I caffè storici di Vienna diventano Eurovision. Dal 3 al 17 maggio 2026, 21 caffè storici di Vienna si trasformano in Eurofan Café, ognuno come “ambasciata culturale” non ufficiale di uno o due dei 35 Paesi partecipanti. L’iniziativa è organizzata dall’associazione dei caffettieri viennesi in collaborazione con ÖRF e echo medienhaus.
Ogni caffè propone piatti e bevande del Paese assegnato, musica Eurovision della nazione di riferimento ed eventi dal vivo, dai meet-and-greet con gli artisti a brunch a tema e persino un Coffee Rave. Un modo intelligente per vivere la celebre cultura del caffè viennese e l’energia Eurovision allo stesso tempo.
La lista completa degli Eurofan Café e dei Paesi assegnati: Café Museum – Croazia, Lettonia; Kaffee Kunze – Svizzera; Café Eiles – Estonia, Italia; Café Weimar – Malta, Polonia; Café Diglas – Belgio, Montenegro; Crossfield’s Australian Pub – Australia; Café Mozart – Svezia, Cipro; G’schamster Diener – Finlandia; Café phil – Bulgaria; Café Français – Georgia; Café Sluka – Moldavia, Norvegia; Café Landtmann – Regno Unito, San Marino; Chattanooga & Wiener Stadtbräu – Ucraina; Café Frauenhuber – Armenia, Grecia; Gerstner K.u.K. Hofzuckerbäckerei – Danimarca, Austria; Café Schopenhauer – Romania, Serbia; Café Schwarzenberg – Albania, Repubblica Ceca; Café Restaurant Hummel – Azerbaigian, Germania; Café Sperl – Francia, Lituania; Café Goldegg – Lussemburgo, Portogallo; MQ Kantine – Israele.
L’Eurofan House al Wien Museum (Karlsplatz) è aperto dall’11 al 16 maggio e funge da punto di ritrovo per la community dei fan durante la settimana Eurovision. In programma panel, talk, interviste esclusive con gli artisti e attività organizzate da OGAE Austria e media internazionali dedicati ai fan. Per chi vive l’Eurovision da appassionato, è il posto dove trascorrere i pomeriggi.
Location per il Public Viewing in tutta Vienna. Oltre all’Eurovision Village a Rathausplatz, più di 25 location in tutta Vienna trasmetteranno le semifinali e la Gran Finale. Da un teatro dell’opera da 1.300 posti a una sala birreria, da un rooftop bar a feste in barca sul Danubio. L’elenco completo e costantemente aggiornato dei Public Viewing accreditati è disponibile sulla lista ufficiale ÖRF e su eurovision.wien.gv.at.
Oltre alle location ufficiali, decine di eventi collaterali animano Vienna durante la settimana Eurovision: Naschmarkt ESC Markt Contest, nel nuovo Marktraum al Naschmarkt, un’arena gastronomica ESC con piatti dai paesi partecipanti; MS Vienna Disco Cruises, feste in barca sul Danubio con DJ internazionali. Biglietti da 44 € presso DDSG Blue Danube; ORF Glass Studio a Rathausplatz, oltre 100 ore di programmazione live con il quotidiano “Vienna 2026 – Das Song Contest Magazin”, interviste e momenti con i fan; WL x ESC-Bim – il tram 49 diventa un palco ESC a Karlsplatz con sing-along e jam session; U-Bahn Stars – musicisti di strada nelle stazioni della metropolitana con il tema “70 anni di ESC”, con momenti speciali a Urban-Loritz-Platz (vicino alla Stadthalle) e Karlsplatz; United by Queerness Exhibition al QWien, settant’anni di Eurovision come fenomeno culturale queer, dalla Guerra Fredda a oggi; EuroClub Kids Disco, la più grande disco per bambini ESC d’Europa per i 6-12 anni, con la mascotte Auri; ESC-Kinderdisco al The Loft, evento per bambini dai 5 anni con DJ, photo box e airbrush tattoo; Sing-Along Concerts – in aprile e maggio nelle residenze per anziani “Häuser zum Leben” (Leopoldau, Augarten, Hetzendorf) con Monika Ballwein; e Pratersauna e Vie i Pee Aftershow Parties – Punti di ritrovo non ufficiali per i fan dopo gli show serali.
Vita notturna al di fuori del programma ufficiale. Oltre all’EuroClub e agli eventi Eurovision ufficiali, anche la vita notturna regolare di Vienna si anima durante la settimana del concorso. I fan si distribuiscono generalmente tra: bar e locali nel centro città e dintorni, locali creativi e rilassati a Neubau e Mariahilf, e posti notturni lungo il Gürtel.
Non fanno parte del programma ufficiale Eurovision, ma sono ottimi quartieri per proseguire la serata, incontrare altri fan e godersi la scena bar e club LGBTQ-friendly di Vienna.
I biglietti per l’ Eurovision Song Contest 2026 a Vienna sono estremamente richiesti, per cui gli organizzatori utilizzano un sistema di registrazione per garantire equità e prevenire la rivendita di massa.
I biglietti per l’Eurovision Song Contest 2026 sono stati venduti tramite un sistema basato su registrazione per garantire una procedura equa e prevenire la rivendita di massa. La registrazione sul sito ufficiale Eurovision e presso il partner austriaco oeticket si è chiusa il 18 dicembre 2025.
La prima ondata di vendita è partita il 13 gennaio 2026 ed è andata esaurita rapidamente per tutti e nove gli show (tre dirette TV, tre evening preview, tre afternoon preview). Ogni persona registrata poteva acquistare fino a quattro biglietti, in ordine di arrivo. Un ultimo contingente di biglietti ancora disponibili è andato in vendita il giovedì 26 marzo 2026 alle 15:00 CET. Solo i fan che avevano completato la registrazione originale hanno potuto partecipare.
Le ondate di biglietti si sono esaurite, ma la piattaforma ufficiale di rivendita fanSALE è già attiva su oeticket.com, con biglietti al prezzo originale più commissioni standard fino a cinque ore prima di ogni show. fanSALE resta aperta fino a cinque ore prima di ogni show. Controllare eurovision.com/tickets e oeticket per la disponibilità attuale. È bene evitare tutte le offerte di terze parti sui social media o sui siti di rivendita secondaria – con ogni probabilità si tratta di truffe. Solo i biglietti acquistati tramite eurovision.com e oeticket.com sono validi.
I prezzi esatti dipendono dallo show e dalla categoria di posto, ma l’orientamento attuale è questo:
- Da circa 10 € – biglietti con visibilità limitata per le prove pomeridiane
- Da circa 60 € – posti più economici per la Gran Finale in diretta (visibilità limitata)
- Da circa 230 € in su – buoni posti a sedere per la Gran Finale
- Da circa 360 € in su – Golden Circle / area standing davanti al palco
- Opzionale: +300 € per pacchetto hospitality con accesso lounge, DJ e servizi premium
Anche senza un biglietto per gli show dal vivo, Vienna resta un posto fantastico durante la settimana Eurovision Song Contest, è un’esperienza che merita. L’ Eurovision Village a Rathausplatz offre concerti gratuiti, proiezioni pubbliche, stand gastronomici e una folla enorme di fan ogni giorno, molti bar e locali organizzano viewing party e serate a tema Eurovision, soprattutto nelle zone LGBTQ-friendly e tutte le attrazioni, i tour, le gite fuori porta, la gastronomia e la vita notturna di Viennarestano comunque accessibili – e gli show si possono seguire in diretta sui maxischermi o insieme ad altri fan.
Ecco la differenza tra i vari show principali dell’ Eurovision Song Contest 2026:
- Prima semifinale – martedì 12 maggio 2026: Evening Preview: lunedì 11 maggio, 21:00 CEST, Afternoon Preview: martedì 12 maggio, 15:00 CEST, Diretta TV: martedì 12 maggio, 21:00 CEST.
- Seconda semifinale – giovedì 14 maggio 2026: Evening Preview: mercoledì 13 maggio, 21:00 CEST, Afternoon Preview: giovedì 14 maggio, 15:00 CEST, Diretta TV: giovedì 14 maggio, 21:00 CEST
- Gran Finale – sabato 16 maggio 2026: Evening Preview: venerdì 15 maggio, 21:00 CEST, Afternoon Preview: sabato 16 maggio, 12:00 CEST, Diretta TV: sabato 16 maggio, 21:00 CEST
Evening Preview (ex “Jury Show”). Una prova generale completa la sera prima della trasmissione TV. È in questa occasione che le giurie internazionali esprimono il loro voto. Per chi assiste, è praticamente identica allo show vero e proprio – compresa una sequenza di risultati completa – ma i qualificati e i punti vengono mostrati in ordine casuale per evitare spoiler.
Afternoon Preview (ex “Family Show”). Una prova generale completa nel pomeriggio del giorno dello show dal vivo. Indicata per chi viaggia con fan più giovani o preferisce una fascia oraria anticipata (e spesso più economica). Anche in questo caso si assiste all’intero show dall’inizio alla fine, con risultati simulati in ordine casuale.
Diretta TV. Lo show effettivamente trasmesso in prima serata – in diretta in tutta Europa (e Australia), con il televoto del pubblico sommato ai voti delle giurie. Qui tutto avviene nel formato reale: nessuna simulazione, i risultati sono quelli definitivi.
L’Austria ha una lunga storia (non sempre fortunata) all’ Eurovision Song Contest: in gara dal 1957, ha collezionato diversi ultimi posti prima di conquistare la vittoria nel 1966 con il classico Merci, Chérie di Udo Jürgens. Quasi mezzo secolo dopo, l’indimenticabile esibizione di Conchita Wurst con Rise Like a Phoenix ha portato all’Austria la seconda vittoria nel 2014, trasformando Vienna in un simbolo globale di inclusività e orgoglio LGBTQ. Nel 2025, l’inno operistico-club di JJ Wasted Love ha regalato all’Austria il terzo titolo Eurovision.
L’ Eurovision Song Contest 2026 torna a Vienna per la sua 70ª edizione, trasformando la capitale austriaca in uno degli eventi più vivaci e inclusivi d’Europa. Quest’anno gareggeranno 35 Paesi, con gli show condotti da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, con Emily Busvine dalla Green Room. L’Eurovision è un festival di creatività, diversità e libertà di espressione, profondamente legato alla cultura LGBTQ. Poche città sanno creare, durante la settimana dell’Eurovision, un’atmosfera simile a quella di Vienna: aperta, creativa e piena di vita.
Una volta che lo show arriva a Vienna, ci si può aspettare fan zone gremite, eventi a tema in tutta la città, proiezioni all’aperto e una vita notturna in fermento. Interi quartieri si trasformano in punti d’incontro per fan da tutta Europa e oltre. L’atmosfera è davvero unica: le vie storiche del centro si riempiono di musica ed entusiasmo, caffè e bar propongono speciali Eurovision Song Contest, e l’Eurovision Village diventa il punto di ritrovo principale della giornata con concerti, cibo, stand ufficiali e l’energia dei fan.
Gli show promettono qualcosa di speciale. JJ aprirà la Gran Finale con un’esibizione su larga scala con 40 ballerini e acrobati. Durante l’intervallo delle votazioni, un cast di leggende Eurovision – tra cui Verka Serduchka, Lordi, Il Volo e Erika Vikman – eseguirà classici dai 70 anni di storia del concorso. L’artista austriaco di electro-swing Parov Stelar porterà il suo show ricco di effetti visivi, e César Sampson (voce dell’Austria nel 2018) chiuderà l’intervallo con una cover di Vienna di Billy Joel. La mascotte ufficiale di quest’anno è Auri, che si potrà incontrare in giro per la città e agli eventi fan durante tutta la settimana.
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