ESC 2015: Željko Joksimović critica il sistema di voto

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Continuano le polemiche contro l’attuale sistema di voto all’Eurovision Song Contest. A riguardo si è espresso anche l’eurovisivo Željko Joksimović.

Dopo la mancata vittoria de Il Volo, leader del televoto ma penalizzato dalle giurie di qualità (Italia prima nel televoto, sesto per la giuria), così come i casi di Romania (dodicesima nel televoto, ventitreesima per la giuria) e Albania (nona nel televoto, vigesima per la giuria), sostenute dal pubblico da casa ma ripetutamente piazzate a fondo classifica dai giurati, sono in tanti a chiedere un cambiamento nelle regole del concorso.

A riguardo si è espresso il noto cantante, compositore e musicista serbo Željko Joksimović / Жељко Јоксимовић, , affermato in gran parte dei balcani e particolarmente legato all’Eurovision Song Contest, dove non solo ha cantato due volte nel 2004 e nel 2012, ma pure scritto testi di vari brani e presentato l’edizione 2008 a Belgrado, presente a Vienna in veste di autore del brano “Adio” (Goodbye) presentato dal montenegrino Knez, attraverso il quotidiano Blic si è complimentato con la rappresentante serba Bojana Stamenov / Бојана Стаменов, classificatasi al 10° posto con 53 punti, con la coinvolgente “Beauty never lies”, ma allo stesso tempo si è scagliato contro l’attuale sistema di voto, in vigore dal 2013: “Bojana è stata eccellente. Personalmente sono contro questo sistema di voto perché mette in discussione lo scopo e l’essenza della competizione. È chiaro che i voti della giuria e il pubblico siano completamente diversi, non credo che sia mai accaduto nella storia del concorso. Solo il parere del pubblico e i loro gusti è rilevante.”

Dobbiamo ricordare che l’Eurovision Song Contest è soggetto a diverse critiche riguardanti soprattutto il meccanismo di votazione.

Attualmente, il vincitore del Concorso viene selezionato mediante un sistema di voto posizionale. Ogni paese (le giurie e il televoto) stila una propria classifica di tutte le canzoni in gara e e non solo le prime dieci. Poi ogni paese combina le due classifiche creandone una terza in cui vengono presi solo i primi dieci ai quali vengono assegnati i classici dodici punti al primo brano classificato, dieci punti al secondo e da otto punti fino a un punto per i brani che vanno dal terzo al decimo posto. I paesi non possono votare per se stessi.

L’attuale sistema di votazione è stato usato per la prima volta nel 2009 ed esteso l’anno dopo alle Semifinali. Il meccanismo di votazione si basa in una combinazione al 50% del televoto (ma alcuni paesi usano la giuria, ritenuta più equa) e voto di giurie composte da professionisti della musica. Secondo le critiche questo sistema di voto tende a favorire paesi con cui si intrattengono buone relazioni politiche, soprattutto quelli confinanti, piuttosto che valutare la qualità artistica delle canzoni, dei cantanti, della performance o degli autori.

Con l’apertura ai paesi dell’est Europa, frammentata in molte realtà una volta ben coese, questo ha portato a una intensificazione del fenomeno. Ciò accadde soprattutto nei paesi dell’ex Urss, nell’ex Jugoslavia (che partecipò per anni come unico paese), nei paesi nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Finlandia, Estonia, Lettonia) e tra le coppie Grecia-Cipro, Romania-Moldavia, Azerbaigian-Turchia che da anni si scambiano quando possibile i 10-12 punti. I difensori della formula sostengono che paesi vicini condividono cultura e quindi gusti musicali e che dunque appare naturale che siano portati a favorire nel voto i paesi vicini. Frequente è però anche il voto “diaspora”, cioè degli emigranti che vivono lontano dal loro paese e lo votano in massa, i casi più evidenti sono quelli di Germania e Francia che hanno quasi sempre assegnato non meno di 10 punti alla Turchia. Per limitare questi fenomeni, dal 2009 televoto e giurie contano alla pari.

Altre critiche vengono mosse circa la partecipazione al televoto di Paesi che non appartengono fisicamente all’Europa (Israele, parte asiatica della Turchia, paesi caucasici). Altra regola controversa è l’esistenza dei cosiddetti BIG FIVE (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e dal 2011 Italia) che hanno in ogni caso diritto alla Finale, vantaggio non sempre ben visto, anche se tali Paesi danno contributi finanziari maggiori all’EBU-UER per le sue attività.

Un tentativo di falsare il televoto dell’edizione del 2013 ha portato l’EBU-UER a varare regole più restrittive, che possono portare anche all’allontanamento per tre anni del o delle reti partecipanti che dovessero avere anche solo tratto vantaggio dal tentativo di falsare le votazioni, sia che accada prima, durante o dopo la gara.

Dopo una segnalazione di due studenti littuani contattati per essere pagati per votare per l’Azerbaigian e il riconteggio dei voti da parte la Lituania a causa della mancata assegnazione di punti alla Russia, le investigazioni effettuate dall’EBU-UER confermarono che da parte l’Azerbaigian c’era stato un tentativo di falsare le votazioni, ma che esso non era andato in porto in quanto il sistema di conteggio elettronico dei voti aveva escluso automaticamente quelli considerati irregolari, mentre il ricontenggio dei voti della Lituania era stato regolare, in quanto controllato più volte prima di essere annunciato.

Dal 2014, i nomi di tutti i componenti della giuria vengono resi noti alcuni giorni prima della gara. Inoltre, l’EBU-UER pubblica la classifica presentata da ciascun membro della giuria individuale per tutti gli spettacoli subito dopo la Finale e quindi, i risultati parziali delle votazioni della giuria e il televoto per ogni paese. Per aumentare la varietà, possono sedere in giuria solo professionisti dell’industria musicale che non vi siano già stati durante una delle precedenti due edizioni del concorso. 

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