Sanremo 2020: Festival di Sanremo 2020 affidato ad Amadeus e Carlo Conti?

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Mancano 11 mesi al Festival e già si parla di cosa accadrà nel 2020, quando la manifestazione canora più importante d’Italia compirà settanta anni. La coppia formata da Amadeus e Carlo Conti sembra diretta verso il sì.

Anche se la voce girava già da qualche settimana i l Festival di Sanremo 2020 dovrebbe vedere alla conduzione Amadeus con l’amico Carlo Conti alla direzione artistica.

Durante il Festival di Sanremo la direttrice di Rai1 Teresa di Santis, aveva già sottolineato che per l’edizione 2020, la 70esima della kermesse musicale più famosa d’Italia, sognava una conduzione corale made in Rai.

Anche se Carlo Conti si era dimostrato possibilista su un terzo mandato, non condurrà Sanremo 2020, perché ha già fatto 3 edizioni fantastiche.

Il primo ha guidato egregiamente nella duplice veste di conduttore e direttore artistico le edizioni 2015, 2016 e 2017, ottenendo ottimi risultati in termini di ascolti (leggermente inferiori al primo anno della gestione Baglioni) e, sopratutto nel 2015 e 2017, per quel che riguarda le vendite dei cantanti in gara. Unico neo della sua gestione, che pur ha lanciato Francesco Gabbani ed Ermal Meta, una gestione non ottimale del circuito giovani con l’eliminazione one-shot che ha tolto dalla gara artisti del calibro di Irama, Enrico Nigiotti, Amara e Mahmood, tra gli altri.

Conti comunque ha dimostrato di saper gestire molto bene la manifestazione e, nel solo ruolo del Direttore artistico, potrebbe trovare nuovi stimoli.

Per quel che riguarda Amadeus, lui il Festival lo sogna da diversi anni visto il suo amore per la musica, gli inizi carriera nei panni di disc jokey, diverse edizioni del Festivalbar nel curriculum e il fresco successo del talent show Ora o mai più, programma che tra l’altro vede come autore Carlo Conti. Un connubio quindi quello tra i due uomini simbolo Rai del momento, ma con anni di onorata carriera in azienda, che ha già dimostrato di funzionare alla perfezione.

Nei giorni scorsi anche Fiorello ha dimostrato di essere al corrente delle trattative in corso (la De Santis lo aveva annunciato da subito che quest’anno si sarebbe mossa con largo anticipo) quando, intervistando Ghali, si è lasciato sfuggire “…guardalo l’anno prossimo che probabilmente lo presenterà il mio amico Amadeus”.

Inoltre, ogni anno si dice che il Teatro Ariston di Sanremo sia troppo piccolo per ospitare un evento così prestigioso. E’ di questa idea Paolo Bonolis che nel 2017 si auspicava che il Festival si trasferisse in una location più ampia. L’ipotesi era stata presa in considerazione dal sindaco di Sanremo Alberto Biancheri che il 9 febbraio 2018, in conferenza stampa, disse: “Ci stiamo pensando seriamente, d’altronde è una richiesta della Rai, quella di avere uno spazio più grande per uno spettacolo in crescita sempre più visto anno dopo anno. Sul piano urbanistico, stiamo pensando ad una struttura di 3 o 4mila posti, ci sarebbero privati interessati a farlo ed è uno dei nostri progetti portati avanti in finance project, non è semplice, va approfondito e lo stiamo portando avanti con i privati perché Sanremo ha bisogno di nuove strutture, a soprattutto strutture più adeguate per i flussi turistici: un obiettivo ambizioso ma non solo per il festival ma per la città in generale.Si tratta di un’opera sui 50-60 milioni di euro e realizzarla entro il 2020 è impossibile, ci vogliono almeno 5 o 6 anni anche solo per ottemperare agli obblighi dal punto di vista burocratico.”

Se a questo aggiungiamo il fatto che l’accordo tra il comune e la Rai è triennale (2018-2020) pare certo che Sanremo 2020 vada in onda dal Teatro Ariston.

Dopo le polemiche che sono seguite alla vittoria di Mahmood con Soldi, che ha ricevuto al televoto quasi quattro volte in meno i voti di Ultimo, la RAI e alcuni esponenti del governo (Di Maio) hanno annunciato che il regolamento potrebbe cambiare, cancellando in toto il voto della giuria e della sala stampa, per lasciare l’intera decisione al pubblico da casa.