ESC 2019: Prosegue la sessione di prove – Giorno 3

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Terza giornata per le prime sessioni della 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la terza volta in assoluto in Israele (dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), presso l’EXPO Tel Aviv (International Convention Center) il 14, 16 e 18 maggio del prossimo anno, grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY”.

Oggi calcheranno il palco dell’EXPO Tel Aviv di Tel Aviv gli altri 9 Paesi che parteciperanno alla Prima Semi-finale dell’ESC 2019 in programma per Mercoledì 16 Maggio alle 21:00 e che verrà trasmessa in diretta da Rai 4 con il commento in italiano di Federico Russo e Ema Stokholma:  ArmeniaIrlandaMoldaviaSvizzeraLettoniaRomaniaDanimarcaSvezia ed Austria.

Anche le prove di oggi sono a porte chiuse e avranno la durata di mezz’ora per ogni Paese per provare la canzone, la coreografia, gli effetti speciali, i costumi, i microfoni e tutto quello che riguarda la performance e, al termine, dopo il soundcheck di ogni artista, effettueranno il classico Press Meet & Greet con la stampa della durata di 20 minuti. Ovviamente la maggioranza degli artisti non ha indossato l’abito stabilito per la performance finale. Molto probabilmente lo farà alle prossime prove fra qualche giorno.

Gli unici video disponibili (brevi spezzoni) saranno quelli del sito ufficiale www.eurovision.tv che, durante la giornata, verrà aggiornato man mano che i video verranno pubblicati.

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Questo il programma della giornata:

1.Armenia 🇦🇲 – 10:00 – 10:30 – Sbruk– “Walking Out” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 12:25 – 12:45 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto Backstage – Foto Prove – Press Meet & Greet

2.Irlanda 🇮🇪 – 10:40 – 11:10 – Sara McTernan – “22” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 13:05 – 13:25 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto Backstage – Foto Prove – Press Meet & Greet

3.Moldavia 🇲🇩 – 11:20 – 11:50 – Anna Odobescu – “Stay” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 13:45 – 14:05 Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto Backstage – Foto Prove – Press Meet & Greet

4.Svizzera 🇨🇭 – 12:00 – 12:30 – Luca Hänni – “She Got Me” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 14:25 – 14:45 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto Backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

5.Lettonia 🇱🇻 – 13:40 – 14:10 – Carousel – “That Night” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 16:05 – 16:25 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto Backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

6.Romania 🇷🇴 – 14:20 – 14:50 – Ester Peony – “On a Sunday” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 16:45 – 17:05 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

7.Danimarca 🇩🇰 – 15:00 – 15:30 – Leonora – “Love Is Forever” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 16:45 – 17:05 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

8.Austria 🇦🇹 – 16:00 – 16:30 – PÆNDA – “Limits” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 18:25 – 18:45 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

9.Svezia 🇸🇪 – 16:40 – 17:10 – John Lundvik – “Too Late For Love” 1ª prova prima metà della Seconda Semi-finale (First Rehearsal) – 19:05 – 19:25 – Conferenza Stampa e Bienvenuto (Press Meet & Greet and Press Conferences)

Foto backstage – Foto prove – Press Meet & Greet

* Per quanto riguarda le prove di oggi, Lettonia e Svezia hanno scambiato i posti rispettivamente con la Moldova e l’Austria.

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Ecco il voto del Press Centre dopo le prove: 

1º. Svizzera: 106 punti
2º. Svezia: 104 punti
3º. Austria: 44 punti
4º. Danimarca: 20 punti
5º. Irlanda: 14 punti
6º. Armenia: 14 punti
7º. Romania: 06 punti
8º. Moldavia: 5 punti
9º. Lettonia: 2 punti

Sono poco più di 40 i km che separano la città di Ashdod, dove sono caduti i razzi che hanno ucciso una persona, e l’Expo Tel Aviv, dove settimana prossima andrà in scena l’Eurovision Song Contest 2019.

Sono in tanti a domandarsi se gli echi delle bombe della peggiore escalation militare dal 2014 arriveranno fino al palco dove si esibiranno i cantanti e le band di oltre 41 Paesi.

Dopo il cessate il fuoco, a Gaza si respira una calma irreale. Tacciono per ora le armi dei gruppi armati della Striscia e dell’esercito israeliano. 

Dopo il lancio di razzi sulle città meridionali e i raid aerei che hanno colpito oltre 200 obiettivi su Gaza, il clima da quelle parti è incandescente. Il bilancio è di 25 morti palestinesi e 4 israeliani. Erano anni che non si vedeva una pioggia di missili di tale portata partire dalla Striscia di Gaza in direzione di Israele: nel giro di 48 ore sono stati sparati oltre 650 tra colpi di mortaio e razzi.

Da quanto riferiscono i media locali, il raggio d’azione è stato al momento ridotto (i missili sono arrivati fino alle città di Ashkelon e Ashdod), ma sono bastati a causare quattro morti tra gli israeliani e oltre 80 feriti.

L’inasprimento della tensione arriva in un momento molto delicato: il 14 maggio infatti, Israele si prepara a ricordare la data fondativa del paese (il 14 maggio 1948) e proprio alla stessa data inizierà ufficialmente l’Eurovision Song Contest, evento che porterà migliaia di turisti e fan e per cui a questo punto stanno nascendo non pochi timori.

La Jihad islamica ha minacciato infatti una ulteriore escalation di violenza fino alla “guerra totale”: tra gli obiettivi dell’organizzazione ci sono i porti di Ashdod e di Haifa, la centrale atomica di Dimona e l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Quest’ultimo è il principale aeroporto del paese, in cui atterreranno turisti e i tanti spettatori (italiani compresi) del prossimo Eurovision.

A non rasserenare gli animi ci sono anche le dichiarazioni del ministro per gli Affari Strategici e la Sicurezza Pubblica – Gilad Erdan – secondo cui “le preoccupazioni per l’Eurovision non ammorbidiranno la forza della nostra risposta”, aggiungendo “gli eventi culturali non dovrebbero essere considerati, quando si tratta della forza della nostra rappresaglia”.

A queste si aggiungono le parole del Ministro della Scienza, della tecnologia e dello spazio Ofir Akunis, riprese dal quotidiano israeliano Haaretz: “l’Eurovision 2019 è in fondo alla lista delle priorità”. Per il Ministro della cooperazione regionale Tzachi Hanegbi “il concorso musicale non è influenzato dalle preoccupazioni militari israeliane. Per l’Eurovision, che è un evento culturale, questo non può essere un problema”.

Per il quotidiano israeliano, se la trasmissione dell’evento dovesse essere interrotta o addirittura cancellata a causa delle minacce di Hamas, sarebbe un duro colpo per il prestigio di Israele. Intanto un primo colpo lo ha già assestato: a causa delle ostilità in corso (e il fatto che Tel Aviv è la nona città più cara al mondo), il flusso di turisti legato all’Eurovision potrebbe limitarsi a poche migliaia (circa 5.000).

Nella città costiera, i preparativi per il festival continuano senza sosta. Le prime delegazioni di 41 Paesi sono già arrivate in loco e stanno provando al Centro congressi di Tel Aviv. L’EBU-UER che organizza l’evento ha fatto sapere domenica che la sicurezza dello show e di chi partecipa è sempre al primo posto, e che lavora di concerto con la televisione israeliana KAN e l’esercito per monitorare la situazione da vicino.

Il produttore TV israeliano, Tali Eshkoli, crede che tutto andrà per il verso giusto e non sarà necessario “implementare nessuno scenario” di emergenza.

A seguire, l’edizione delle 20 del TG La7, con la citazione dell’Eurovision nell’anteprima (intorno al minuto 1:12).

Le domande sulla sicurezza e sulle operazioni militari sono stoppate con educazione durante le conferenze stampa, indica l’agenzia stampa tedesca Dpa. “Ci sono missili a 30km a sud di Tel Aviv? Siete preoccupati?”, chiede un reporter. Sivan Avraha, una delle responsabili dell’organizzazione di quest’anno, ha risposto che tutto “continua come previsto, non ci siamo preoccupati finora, quindi passiamo alla prossima domanda”.

Normalità è un mantra, a Tel Aviv per gli organizzatori è imperativo che si parli solo di musica. The show must go on. Ma gli attivisti palestinesi non ci stanno e denunciano che il festival non può tenersi in città se, poco distante, la situazione a Gaza è drammatica. Un rappresentatne di Hamas ha detto al quotidiano israeliano Haaretz che “non è possibile che loro cantino e si divertino mentre noi soffriamo”.

Un portavoce della organizzazione palestinese Jihad islamica, sabato scorso, ha promesso che farà di tutto affinché Eurovision non abbia successo in Israele. Il leader di Hamas, Mahmoud Al-Sahar, ha detto ai giornalisti a Gaza: “Non fermeremo gli attacchi, l’equazione: calma in cambio di pace non si applica” in questo caso, scrive la Dpa. Gilard Erdan, ministro della Sicurezza israeliano, ha messo in guardia Hamas contro ogni tipo di concessione. “Gli eventi culturali non entrano nel calcolo della forza con cui saranno condotte le rappresaglie militari.

Il governo israeliano ha confermato che Eurovision 2019 non influisce nelle considerazioni sulle operazioni militari a Gaza. Haaretz informa che è previsto l’arrivo di appena 5mila turisti: un numero esiguo rispetto ai 38mila visitatori unici dell’edizione svedese 2016, per esempio (un dato in linea con quelle che si sono recate a Dusseldorf nel maggio 2011). Nel 2017, la città di Kiev è stata visitata da 60mila turisti nei 15 giorni presi in esame da eurofestivalnews.

Il quotidiano israeliano scrive che allo stato attuale delle cose gli alberghi non hanno ancora registrato cancellazioni ma le strutture hanno abbassato i prezzi rispetto a quanto preventivato – anche del 70%.

Ad esempio,per una camera doppia con colazione durante la settimana del 13-19 maggio, il boutique CUCU Hotel ora chiede 5.500 shekels (1.370€) rispetto ai 19mila iniziali (4.733€). L’Orchid Tel Aviv ha abbassato la tariffa da 18.400 shekel a 6.800, l’Alma è arrivata a 7.500 shekel partendo da una quotazione iniziale di 20mila.

Prima del cessate il fuoco, Yossi Fattal, CEO dell’Incoming Tour Operators Association di Israele, aveva detto di essere ottimista sul fatto che l’impatto dei combattimenti sul turismo in arrivo sarebbe stato minimo. Fattal ritiene che 10 o 20mila turisti in più o in meno non faranno comunque la differenza perché in maggio, di solito, il flusso turistico si attesta già sulle 400mila unità; pensa inoltre che il vero impatto di Eurovision sarà mediatico, e gli effetti si faranno sentire non tanto in concomitanza dell’evento, quanto successivamente.

Proprio il 14 maggio, data della prima semifinale, ricorre l’anniversario della proclamazione dello Stato indipendente di Israele da parte di David Ben-Gurion. Tel Aviv ospita il festival in virtù della vittoria dello scorso anno di Netta Barzilai, cantante israeliana, e della sua TOY.

Madonna sarà la superospite di questa edizione, milionario il suo cachet.

Boicottare l’Eurovision Song Contest in Israele significa “diffondere l’oscurità”, ha detto proprio la vincitrice della passata edizione di Lisbona. La cantante ha ricordato che l’Eurovision fu istituito sulla scia della Seconda Guerra Mondiale per guarire un continente piagato “con un festival di luce”. “La gente che boicotta la luce – ha spiegato incontrando i media – diffonde l’oscurità”. Da più di un Paese si sono levate richieste di boicottaggio della rassegna, dall’Irlanda all’Islanda. Gruppi aderenti al movimento pro palestinese di boicottaggio di Israele (Bds) e artisti come Rogers Waters hanno chiesto ai cantanti in gara e agli ospiti della manifestazione, tra cui Madonna, di non partecipare al festival.

Inoltre, tragedia all’aeroporto di Mosca. Sono almeno 41 le persone che hanno perso la vita in una terribile catastrofe aerea dai contorni ancora poco chiari. Stando alle prime ricostruzioni, un Sukhoi Superjet-100 della compagnia di bandiera russa Aeroflot ha preso fuoco tentando un atterraggio di emergenza all’aeroporto Sheremetyevo, dal quale era decollato poco prima diretto a Murmansk. A bordo c’erano 78 persone. Nella tarda serata di domenica, il Comitato Investigativo ha annunciato che solo «37 sono sopravvissute». Un bilancio molto più grave del precedente, secondo cui i morti accertati erano 13.

Le drammatiche immagini mandate in onda dalla tv di Stato russa mostravano un’enorme colonna di fumo nero che si alzava dall’aereo in fiamme. In altri filmati si vedevano i passeggeri in fuga sugli scivoli delle uscite di emergenza e mentre si allontanavano dall’aereo. Pare che i piloti abbiano lanciato l’allarme e chiesto l’atterraggio di emergenza pochi minuti dopo il decollo, avvenuto alle 18.03 (le 17.03 in Italia). Alcune fonti sostengono che ci sia stato un guasto al circuito elettrico. Altre affermano che l’aereo sia stato colpito da un fulmine.

L’Aeroflot parla di non meglio precisate «ragioni tecniche», ma afferma che le fiamme siano divampate dopo il brusco atterraggio e non quando l’aereo era in volo, come riportato precedentemente dai media russi e internazionali. Secondo una fonte interpellata dall’agenzia Interfax, un primo tentativo di atterraggio di emergenza non avrebbe avuto successo, e al secondo tentativo l’ apparecchio avrebbe colpito la pista con il carrello e con la parte anteriore e si sarebbe incendiato.

La tv filo-Cremlino Russia Today ha pubblicato un presunto video di una telecamera di sicurezza dell’aeroporto Sheremetyevo in cui quello che viene descritto come il Sukhoi Superjet-100 della sciagura prende fuoco al momento dell’atterraggio. Nel filmato, l’aereo rimbalza sulla pista e dopo ritorna bruscamente a terra. Dopo il secondo impatto l’apparecchio si incendia nella zona della coda. Forse, sostiene Russia Today, perché il carrello di atterraggio ha ceduto. L’autenticità del video non è però confermata. Secondo la Bbc, dai dati del sito Flightradar24 che dà la posizione degli aerei in tempo reale, emerge che l’atterraggio d’emergenza sia avvenuto circa 30 minuti dopo il decollo.

Kristian Kostov, ex partecipante bulgaro all’Eurovision Song Contest che si trovava a Sheremetyevo, ha postato la sua testimonianza dell’incidente sui social media, spiegando che le persone nello scalo «tremavano» dalla paura dopo aver visto il velivolo inghiottito dalle fiamme sulla pista. L’aereo era piuttosto nuovo, pare che la costruzione fosse stata ultimata nell’agosto del 2017. Le autorità hanno annunciato un’inchiesta sulla catastrofe e Putin ha porto le sue condoglianze ai familiari delle vittime. Ma fa già discutere il fatto che il principale tg della tv di Stato russa non abbia dedicato l’apertura alla tragedia ma alla situazione in Venezuela.

Mahmood, concerto a Bari prima di volare a Tel Aviv: “Parto il 9 maggio”, dice. Destinazione Tel Aviv, dove è atteso per rappresentare l’Italia all’Eurovision song contest, dal 14 al 18. Perciò il concerto di Bari, di ieri sera alle 21 al Demodè club di Modugno è l’ultimo, prima dell’avventura di Israele (l’evento è curato da Bass culture; biglietti su Ticketone). Quando tornerà sui palchi nazionali potrebbe aver conquistato un nuovo premio, dopo la vittoria alla 69esima edizione del Festival di Sanremo con “Soldi”. Qualcosa di diverso da un semplice tormentone: Mahmood ha presentato all’Italia un altro modo di esserne cittadino, portando sulle spalle il peso delle polemiche volte a centellinare la sua percentuale di italianità (Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, è egiziano di padre e sardo di madre; è nato e cresciuto a Milano). Pronto per Tel Aviv. “Tantissimo, sono carico a palla e non vedo l’ora. Mi piace un sacco, Tel Aviv, e spero di fare bella figura”. Porterà la sua “Soldi”, cantando in italiano. Non sempre è successo: a volte di brani che partecipano all’Eurovision vengono tradotti. Invece lei sembra quasi dimostrare che la sua musica va ben oltre la lingua. Le sonorità internazionali ci sono tutte. “Mi ispiro molto alla musica internazionale, ascolto musica americana e inglese. Vengo da quel mondo lì. E anzi, ho cercato di creare un connubio fra quei due mondi e il mio stile”.

Il cantante è stato scelto come testimonial per la campagna de La Stampa ‘Bullifuorilegge’ a Verbania presso il Teatro Coccia di Novara. “L’adolescenza è dura per tutti, l’importante è rimanere fedeli a sè stessi”, è il messaggio scelto da Mahmood, vincitore di Sanremo e prossimo concorrente all’Eurovision Song Contest. A precederlo su quel palco erano stati J-Ax, che aveva urlato ‘voi non siete spazzatura’ e Emma Marrone, con ‘aprite il cervello’. Il messaggio di Mahmood appare più specifico e affronta di petto una realtà spesso minimizzata dagli adulti, che hanno dimenticato quanto l’adolescenza possa risultare difficile per i ragazzi. Scelta particolarmente felice quella di Mahmood, che con la sua vittoria aveva scatenato la rabbia di altri tipi di bulli, che si erano scagliati contro quella che qualcuno aveva definito ‘il meticcio’. Chi meglio di lui per parlare di come affrontare il bullismo, che non si limita certo all’adolescenza. 

Nell’attesa della sua prima prova di venerdì 10 maggio, per l’Eurovision Song Contest 2019, Mahmood può festeggiare il terzo disco di platino per “Soldi”, il brano che ascolteremo sul palco dell’EXPO Tel Aviv. Reduce dalle tappe del suo Good Vibes tour di Livorno, Napoli e Bari, l’artista milanese riprenderà il tour il 22 maggio dal Locomotiv di Bologna. Prima, però, lo aspetta la finale dell’Eurovision Song Contest 2019, che si terrà il 18 maggio e che verrà trasmessa su RAI 1 a partire dalle ore 20.35, con il commento di Federico Russo e Fabio Insinna.

Publicationrai4

Da ricordare che stasera va in onda su RAI 4 alle 20.55, Eurovision Song Story pt.1, l’appuntamento di Rai4 che racconta l’Eurovision Song Contest ponendo l’accento sugli aspetti più singolari della kermesse. Ogni episodio è introdotto da Ema Stokholma, che commenterà le semifinali della manifestazione canora per Rai4 e Radio2. 

Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini di Radio2 ci raccontano cosa vuol dire “bel canto” in attesa di Eurovision Song Contest. Quali caratteristiche deve avere un performer per essere un bravo cantante all’Eurovision? A questa domanda hanno risposto Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini di Radio2 nell’episodio di Eurovision Story dedicato al bel canto. Eurovision Story è un programma di Rai4 condotto da Ema Stokholma che anticipa le semifinali di Tel Aviv della kermesse internazionale.

Torna l’appuntamento annuale con l’Eurovision Song Contest: anche quest’anno di nuovo insieme la coppia Flavio Insinna e Federico Russo. L’evento musicale si terrà a Tel Aviv per effetto della vittoria ottenuta nel 2018 a Lisbona dall’artista israeliana Netta Barzilai. È sempre il paese vincitore della precedente edizione a fare gli onori di casa e a lanciare lo slogan, che in questa edizione è “Dare to dream”, in italiano “Osa sognare”. Tra le sei nazioni certe dell’ammissione alla serata finale, ospitata dal Tel Aviv Convention Center, c’è l’Italia, quest’anno forte delle sonorità altamente competitive e internazionali di Mahmood, che dopo il duplice successo di Sanremo Giovani e del Festival di Sanremo è pronto a presentare “Soldi” anche alla platea europea.