Sanremo 2021: La proposta di Linus per salvare il Festival di Sanremo – Aggiornamento

In attesa che la RAI presenti il protocollo sanitario redatto per il Festival al CTS, sebbene dalle prime indiscrezioni il Comitato sarebbe orientato a bocciare il documento (Corriere della Sera), interviene nella discussione Linus, Direttore  e conduttore di Radio Deejay.

Intervistato da Il Messaggero, Linus, che è stato anche commentatore della Finale dell’Eurovision Song Contest 2014 per la RAI,  afferma: “Perché non lo fanno direttamente in studio, a Roma, con tutte le certezze di un vero programma? Sarebbe una scelta all’insegna della responsabilità.”

Con un post su Instagram Linus interviene nella discussione sull’opportunità di svolgere o meno il Festival di Sanremo con un pubblico composto da figuranti.

Rispetto alla presenza del pubblico di figuranti il DJ, amico di lunga data di Amadeus, dichiara: “Comprendo le riflessioni di Amadeus: un Festival senza pubblico non è il Festival. Ma temo che anche con la presenza di qualche figurante le cose non cambieranno. Il tradizionale clima sanremese, fatto di spensieratezza e di divertimento, sarà un lontano ricordo. Con la città blindata l’atmosfera sarà inevitabilmente diversa… Niente assembramenti di fan fuori dagli hotel e dai ristoranti, niente eventi e feste. Tanto vale smetterla di inseguire qualcosa di impraticabile, evitare queste brutte polemiche e puntare su una soluzione che non scontenti nessuno, portando il Festival in uno studio a Roma.”

Linus sembra abbia anche la soluzione riguardante la possibilità di organizzare il Festival di Sanremo in un’altra location che non sia la cittadina ligure: “L’impegno con la città potrebbe essere onorato in maniera diversa. Non saprei. Anche per la città un passo indietro sarebbe un segno di responsabilità.”

Nell’intervista, il conduttore radiofonico conclude anche con una riflessione sull’opportunità di organizzare la kermesse canora in un momento come quello che stiamo vivendo: “L’errore, se posso permettermi, è stato un altro. Pensare sin da subito di poter fare il Festival a Sanremo. In questo periodo segnato dalla precarietà le cose possono precipitare da un momento all’altro. Bisogna essere previdenti.”

Aggiornamento: Enzo Mazza, ceo di Fimi, la federazione che riunisce le quattro major discografiche (Universal, Sony, Warner e Bmg) che in questa edizione rappresentano circa la metà del cast spiega al ‘Corriere della Sera’ che il teatro Ariston, che ospita il Festival dal 1977 con la sola eccezione del 1990, non appare una priorità: “Siamo in una situazione di emergenza, se vogliamo che si tenga l’evento e che sia garantita la sicurezza dei partecipanti dobbiamo essere tutti disponibili a fare un passo indietro. È stato costruito negli anni Cinquanta e già in periodi normali ha mostrato i suoi problemi strutturali. Si potrebbe pensare ad allestire una tensostruttura in un’altra zona della città. Il teatro è sostituibile. Per il pubblico la gara di inediti non è inficiata dalla location che la ospita. Un evento televisivo come questo può essere realizzato ovunque. Penso ad esempio al al Mediolanum Forum di Assago (Milano). Credo che la Rai abbia una capacità incredibile di organizzare eventi televisivi, lo ha dimostrato anche in una fase come questa, superando riti scolpiti nella pietra. Se quest’anno è cambiata la prima della Scala, trasformata in spettacolo tv proprio sulla Rai, può accadere anche a Sanremo. E se guardiamo al panorama internazionale anche il Concerto di Capodanno a Vienna è diventato un programma tv senza pubblico”.

Nel frattempo, assieme alle altre due associazioni di categoria (Pmi e Afi), Fimi ha preparato un codice di comportamento per cantanti e staff: le interviste si fanno in streaming, cancellate le ospitate in tv e gli eventi con gli sponsor, pranzi e cene in hotel, tamponi quotidiani. 

Aggiornamento: Inoltre, si vocifera della possibilità di spostare il Festival di 3 o 4 settimane rispetto alla data prevista, ovvero 2-6 marzo 2021, periodo già anomalo per l’evento che ormai da anni occupava la prima settimana di febbraio. Prevista per lunedì oggi, 1 febbraio 2021, una nuova riunione per definire il da farsi, anche alla luce del parere del Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo di sicurezza messo a punto dalla Rai richiesto dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Stando ad alcune anticipazioni del Corriere, parrebbe che il CTS stia meditando di ‘opporsi’ allo svolgimento del Festival: da qui le voci di un possibile ulteriore slittamento, utile per mettere a punto un protocollo anti-Covid a prova di virus e di DPCM.

Se finora, quindi, si è discusso sull’opportunità di avere pubblico al Teatro Ariston – con il Ministro Speranza prima e il Ministro della Cultura Franceschini dopo fermamente contrari all’idea, anche nel caso di figuranti, in quanto ‘teatro’ e quindi ‘chiuso al pubblico’ per effetto del DPCM in vigore fino al 5 marzo – ora la questione riguarda lo svolgimento del Festival stesso. L’ipotesi di slittamento potrebbe quindi vedere Sanremo 2021 celebrarsi già alla fine del mese di marzo (tra il 23 e il 27 ad esempio) o magari nella prima settimana di aprile, subito dopo Pasqua quindi, con il via martedì 6 e finale il 10 aprile o ancora tra il 13 e il 17 aprile, entrambe ipotesi che spingono il Festival fuori dalla prima parte della Garanzia Primaverile. Da escludere la Settimana Santa – dal 30 marzo al 3 aprile – visti gli impegni con la Liturgia pasquale, dalla Via Crucis in diretta in prima serata il venerdì alla Veglia del Sabato sera.

L’ipotesi dello slittamento non piace però ai discografici, che dovrebbero spostare l’uscita gli album di tutti i Big e le Nuove Proposte. I discografici propongono piuttosto lo spostamento del Festival in altra location, anche fuori da Sanremo. Se Linus propone all’amico Amadeus di trasferire tutto a Roma in uno studio tv, in modo da aggirare qualsiasi restrizione legata al ‘Teatro Ariston’ e spegnere così le polemiche sull’opportunità di un evento di massa (ma senza massa) in una cittadina che dovrebbe comunque sopportare l’onda d’urto dei ‘soli’ addetti ai lavori, la proposta che non ti aspetti arriva dai discografici che suggeriscono di svolgere Sanremo 2021 al Forum di Assago. Nel dettaglio Enzo Mazza, ceo di Fimi, ha proposto (via intervista al Corriere della Sera) di trasferirsi per un anno da una struttura che considera a monte inadeguata, come l’Ariston: “È stato costruito negli Anni ’50 e già in periodi normali ha palesato problemi strutturali. Si potrebbe pensare a una tensostruttura in un’altra zona della città. […] Un evento televisivo come questo può essere realizzato ovunque, ad esempio al Forum […] Credo che la Rai abbia una capacità incredibile di organizzare eventi tv [è un’industria tv, ndr…] e lo ha dimostrato superando riti scolpiti nella pietra. Se quest’anno è cambiata la Prima della Scala, trasformata in spettacolo tv proprio sulla Rai, può cambiare anche Sanremo. E se guardiamo al contesto internazionale anche il Concerto di Vienna è diventato un programma tv senza pubblico…”.

E l’ipotesi di Assago sembra una cosa buttata lì, ma non ragionata: non si spiega in che modo il Forum potrebbe sopperire le mancanze strutturali dell’Ariston, soprattutto per quel che riguarda aree di servizio, camerini e strutture di supporto. E poi non si eviterebbe la questione ‘pubblico’ in sala: i palazzetti per gli eventi musicali live sono chiusi. Come i teatri. In tutto questo, poi, ci si dimentica della Convenzione stipulata tra Rai e Comune di Sanremo per il nome.

La questione Sanremo 2021 quando e come, dunque, sembra ancora aperta. Si è invece chiusa la vertenza Fedez-Michielin: la coppia non è stata squalificata e potrà partecipare al Festival. Quando e dove lo scopriremo, si spera, presto.

Aggiornamento: Coprifuoco potenziato e zone rosse per tenere lontani dall’Ariston e dagli alberghi dei cantanti i fan. Sono solo due dei punti del piano sicurezza elaborato dal Comune di Sanremo parallelamente al lavoro dei funzionari Rai delegati all’organizzazione del Festival di Sanremo 2021 (in programma dal 2 al 6 marzo), che in queste ore sono impegnati con la chiusura del fascicolo che entro domani sera dovrà essere trasmesso al comitato tecnico scientifico per approvazione.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi rinvio del Festival, come continuano a ripetere da ormai un paio di giorni voci insistenti ma non ufficiali: la manifestazione slitterebbe a fine aprile, nella speranza che nel frattempo le misure anti-contagio e la campagna vaccini contengano la diffusione del virus. Agli esperti, tirati in ballo dopo la polemica Franceschini, che ha ribadito un secco no alla presenza di qualsiasi tipo di spettatori (paganti o figuranti), la decisione se confermare o meno il Festival dal 2 al 6 marzo stabilendone pure le modalità (mentre Enzo Mazza di Fimi, suggerisce di prendere in considerazione l’ipotesi di spostare l’evento altrove). Intanto il Comune fa sapere di aver già elaborato un proprio piano sicurezza. Lo anticipa, oggi in un’intervista a “La Stampa”, direttamente il primo cittadino, Alberto Biancheri (questo è il suo settimo Festival): “In sala All’Ariston nelle serate del Festival solo sanitari vaccinati, medici, infermieri, volontari delle ambulanze, operatori socio sanitari. Un modo per ringraziare chi in questi undici mesi ha dato il massimo nella lotta al coronavirus e un efficace messaggio verso quella vaccinazione di massa che ci porterà fuori da questo incubo”.

Il sindaco della città dei fiori non parla di pubblico, ma di presenze in sala. E fa sapere di affidarsi ai protocolli che la Rai presenterà al Cts: “L’Ariston sarà uno studio televisivo, come quelli che continuiamo a vedere in questo periodo. A me non preoccupa cosa può accadere lì, ma il rischio degli assembramenti in città”.

In effetti se alla Rai spetterà il compito di garantire la sicurezza all’interno del Teatro Ariston, considerato a tutti gli effetti il quartier generale del Festival, al Comune toccherà vigilare su quello che succederà nelle vie intorno alla struttura, da sempre da sempre prese d’assalto dagli assembramenti. nella settimana della manifestazione: “Ho piena fiducia nei protocolli che saranno presentati e il Comune farà la sua parte per fare in modo che in alcun modo ci possano essere rischi per le persone. Quest’anno andrà così. È un peccato per la città perché Amadeus ha allestito un gran Festival. La nostra città, che vive di turismo, è in grande difficoltà ma il Festival di Sanremo è un patrimonio nazionale, fa parte della nostra cultura. E se ci sarà una grande audience l’appello a vaccinarsi, con questi sanitari all’Ariston, sarà ancora più amplificato. Slittamenti ad aprile? Non ne so nulla, per me sono confermate le date di inizio marzo”.