ESC 2023: Otto delegazioni protestano con EBU-UER per il press center limitato

L’Eurovision Song Contest 2023 parte subito all’insegna della polemica. Otto delegazioni infatti hanno presentato una lettera di protesta all’EBU-UER.

Le delegazioni di Portogallo, Malta, Cechia, Svizzera, San Marino, Azerbaigian, Lettonia e Polonia hanno inviato a Dave Goodman, Digital Communications Manager di Eurovision, una lettera congiunta.

Gli otto paesi lamentano un forte limite di copertura media dovuta all’apertura ridotta del press center. Normalmente infatti già da oggi con l’inizio delle prove, era concessa alla stampa la presenza nel centro appositamente allestito e dopo ogni sessione di prova era previsto un meet and greet, seguito invece da una conferenza stampa dopo le seconde prove.

Per Eurovision 2023 tutto questo è sparito. Dopo le prove (prime e seconde) sono solo previste delle dirette TikTok. Le delegazioni possono invece organizzare a loro discrezione un meet and greet (solo fisico) all’EuroClub. Ad oggi solo 14 delegazioni su 37 hanno optato per questa scelta.

La stampa avrà accesso al press center solo a partire da lunedì 8 maggio con le prime prove generali. A detta degli otto paesi protestanti, questo significherà che molti media si presenteranno solo in quel giorno e che quindi le occasioni stampa saranno sensibilmente ridotte per loro.

Ecco il testo integrale della lettera: ”Dopo il nostro meeting odierno, alcuni Head of Media hanno palesato i loro dubbi sull’apertura del Media Centre solamente il giorno 8 maggio. Troviamo che questa decisione non favorisca i paesi che si esibiranno nella prima semifinale. Negli anni passati, abbiamo tutti potuto constatare che la maggior parte delle interviste si materializzava nella prima settimana, quanto il tempo libero tra le prove è maggiore e non c’è ancora la pressione per la performance del live show. Come potrete immaginare, l’8 maggio gli artisti che si esibiscono nella prima semifinale saranno impegnati e non avranno tempo per incontrare la stampa. L’agenda è molto fitta e devono dare priorità alla loro performance.Siamo consapevoli della vostra scelta di concedere le intervista all’EuroClub, ma in assenza di un adeguato spazio per lavorare, probabilmente la maggior parte dei media registrati si presenterà a Liverpool non prima del 7 o 8 maggio. Chiediamo congiuntamente che questa decisione venga ridiscussa e che il Media Center possa già essere aperto qualche giorno prima. Vogliamo tutto il meglio per il contest, per il brand Eurovision, per gli artisti e vogliamo che tutti i paesi abbiano le stesse opportunità.”

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