ESC 2019: Ecco i risultati separati di giurie e televoto

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Come da regolamento, per aumentare la trasparenza dei risultati, gli organizzatori dell’Eurovision Song Contest 2019 hanno deciso di rivelare risultati completi di giurie e televoto per ogni Paese partecipante.

Sono uscite anche le classifiche separate di televoto e giurie per le due Semifinali.

È possibile consultare i risultati completi Giurie e Televoto della Prima Semi-Finale, Seconda Semi-Finale e Finale.

Si è conclusa la finale dell’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest: ha vinto Duncan Laurence dei Paesi Bassi con “Arcade”. 

Mahmood, con “Soldi” si è classificato secondo, con 465 punti complessivi dalle giurie e dal televoto: è il miglior risultato del nostro paese dal 2011, quando anche Raphael Gualazzi si classificò secondo.

Nel dettaglio: L’Italia si è classificata 4° per le giurie con 212 punti, mentre al televoto ha ricevuto 253 punti.  Assieme a Dardust e Charlie Charles, Mahmood ha vinto il Marcel Bezençon Award per la migliore composizione, initolato al fondatore della manifestazione. Il premio della stampa è stato vinto dall’Olanda, mentre l’Artistic Award è stato vinto dall’Australia.

Mahmood ha ricevuto diversi “12” – il punteggio massimo – dalle giurie di qualità di altri paesi, compreso San Marino – che da qualche anno non premiava il paese. Ha passato buona parte della prima parte delle votazioni in testa, per poi scenderee e risalire al 4° posto della classifica parziale. I 253 punti del televoto lo hanno portato in testa fino all’annuncio dei televoti dei Paesi Bassi, che hanno quindi preso la 1° posizione per non lasciarla più. La Svezia, il paese più votato dalle giurie di qualità, ha preso solo 93 punti dal televoto, precipitando al 6° posto, dietro anche Russia, Svizzera e Norvegia (la nazione più televotata).

Sono stati rilasciati subito dopo la finale anche i risultati delle due semifinali dell’Eurovision Song Contest 2019. Balzano all’occhio dei risultati davvero sorprendenti, non ci sono stati mai grandissimi distacchi nelle due Semifinali, se confrontati a quelli dello scorso anno.

Il meccanismo  dell’Eurovision Song Contest 2019 prevedeva un sistema di votazione mista: i telespettatori da casa attraverso il televoto e le giurie rappresentative di ogni paese valgono entrambi il 50%.  Né le giurie né il pubblico da casa hanno potuto votare per il proprio paese. Come da tradizione: la prima parte dello show ha visto le performance, la seconda parte i risultati delle votazioni: prima quelle delle giurie (che hanno assegnato da 1 a 12 punti. Quindi il risultato del televoto che ha completato la graduatoria finale. 

Da notare, i due risultati di estrema vicinanza nelle semifinali che il supervisore Jon Ola Sand aveva preannunciato si sono rivelati essere tra Paesi un pò inaspettati. 

In molti avevano pronosticato la Polonia undicesima nella prima, ma non la Bielorussia decima (principale indiziato era San Marino), mentre tra Danimarca e Lituania, nella seconda semifinale, c’è stato un unico punto di differenza, che ha condannato il Paese baltico a non godere della finale.

Botto al contrario per Darude: atteso come uno dei grandi big, finisce con un mestissimo ultimo posto in semifinale, sfavorito indubbiamente dalla debolezza della sua “Look away”.

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Come anticipato, l’Eurovision Song Contest 2019 va ai Paesi Bassi. “Arcade”, canzone scritta, composta e cantata da Duncan Laurence vince la rassegna, riportando il microfono di cristallo nei Paesi Bassi 44 anni dopo la vittoria dei Teach In del 1975.

Il trofeo torna nei Paesi Bassi grazie ad un artista relativamente nuovo nel panorama musicale europeo. Duncan De Moor, in arte Duncan Laurence, 25 anni compiuti da poco, esce infatti dalla quinta edizione di The Voice of Holland, cui ha preso parte nel 2014, nella squadra di Ilse De Lange, la cantautrice country pop che il popolo eurovisivo ha conosciuto come componente del progetto The Common Linnets, secondi nel 2014 dietro Conchita Wurst.

Un successo soprattutto per la tv olandese che ha scommesso su di lui selezionandolo internamente, senza alcun concorso, scegliendo di puntare, dopo alcuni anni nei quali si era affidata a nomi noti del proprio mainstream, ad un nome in rampa di lancio ma sostanzialmente nuovo della scena pop nazionale.

Sin dall’età di 13 anni ha cominciato a scrivere e comporre canzoni, con la sua prima band  The Slick and Suited. Successivamente si è formato e diplomato alla prestigiosa Rockacademy a Tilburg.

Con la sua band, nel 2013 si è esibito sul palco del prestigioso Eurosonic Noorderslaag, il più famoso showcase festival d’Europa, che si svolge ogni anno a Groningen nei Paesi Bassi, nel mese di Gennaio.

In questi anni si è perfezionato a livello musicale, come compositore ma anche produttore a Londra e Stoccolma. Oltre a scrivere per sé, compone anche per altri: è sua “Closer”, il successo del gruppo K-POP coreano TVQX.

Nonostante le numerose collaborazioni, come solista è agli esordi: “Arcade”, già disco d’oro in patria prima di prendere parte al concorso, rappresenta il suo esordio discografico.

Duncan Laurence mette insieme 492 punti. Al secondo posto “Soldi” di Mahmood che chiude a 465 davanti al russo Sergey Lazarev e la sua “scream” di nuovo terzo come nel 2016 con 360 punti.

Risultato straordinario per l’artista milanese, che si lascia alle spalle anche la Svezia (vincitrice per le giurie), solo sesta e battuta anche da Svizzera e Norvegia, che è finita in top 5 dopo aver stravinto il televoto, partendo dal quindicesimo posto delle giurie.

Mahmood realizza il miglior risultato eurovisivo dell’Italia in termini di punteggio, superando anche Francesco Gabbani, che aveva chiuso a 434: è il terzo secondo posto dopo Gigliola Cinquetti nel 1974 e il citato Gualazzi, il decimo podio dell’Italia. A cui si aggiunge il premio per la miglior composizione.

Per l’Italia è di nuovo un podio, come nel 2015 con Il Volo, ma è secondo posto come con Raphael Gualazzi nel 2011.

Mahmood aveva chiuso al quarto posto per le giurie, dietro a Svezia, Macedonia del Nord e Paesi Bassi, poi come prevedibile, la perfezione interpretativa di Tamara Todevska, al servizio di un brano datatissimo, ha pagato dazio al televoto, con l’artista che comunque chiude ottima ottava.

Ottimo risultato complessivo per San Marino, ventesima (il migliore della storia del Paese), mentre dovrebbe far riflettere i tedeschi lo zero al televoto delle S!sters, che evitano l’ultimo posto solo perché il Regno Unito partiva più basso ed ha fatto appena 3 punti al televoto. In mezzo a loro la Bielorussia.

La Prima Semifinale ha visto trionfare l’Australia con 261 punti, seguita dalla Repubblica Ceca con 242 punti, e dall’Islanda con 221 punti. Solo due punti sono stati la differenza tra il 10° e l’11° posto, con la qualificazione della Bielorussia e la Polonia che ha perso il posto nella Finale.

• PRIMA SEMI-FINALE EUROVISION SONG CONTEST 2019 (Risultato Combinato – Risultato della Giuria – Risultato del Televoto)

  1. Cipro: Tamta – Replay, 149 punti (095 + 054) – 9°
  2. Montenegro: D mol – Heaven, 046 punti (031 + 015) – 16° 
  3. Finlandia: Darude feat. Sebastian Rejman – Look Away, 023 punti (009 + 014) – 17° 
  4. Polonia: Tulia – Fire of Love (Pali się), 120 punti (060 + 060) – 11° 
  5. Slovenia: Zala Kralj & Gašper Šantl – Sebi, 167 punti (074 + 093) – 6°
  6. Reppubblica Ceca: Lake Malawi – Friend of a Friend, 242 punti (157 + 085) – 2° 
  7. Ungheria: Joci Pápai – Az én apám, 097 punti (065 + 032) – 12° 
  8. Bielorussia: ZENA – Like It, 122 punti (078 + 044) – 10° 
  9. Serbia: Nevena Božović – Kruna, 156 punti (091 + 065) – 7° 
  10. Belgio: Eliot – Wake Up, 070 punti (050 + 020) – 13° 
  11. Georgia: Oto Nemsadze – Keep on Going, 062 punti (029 + 033) – 14° 
  12. Australia: Kate Miller-Heidke – Zero Gravity, 261 punti (121 + 140) – 1° 🏆 
  13. Islanda: Hatari – Hatrið mun sigra, 221 punti (070 + 151) – 3° 
  14. Estonia: Victor Crone – Storm, 198 punti (065 + 133) – 4° 
  15. Portogallo: Conan Osíris – Telemóveis, 051 punti (008 + 043) – 15° 
  16. Grecia: Katerine Duska – Better Love, 185 punti (131 + 054) – 5° 
  17. San Marino: Serhat – Say Na Na Na, 150 punti (026 + 124) – 8° 

FranciaSpagnaIsraele

La Seconda Semifinale è stata vinta dai Paesi Bassi con 280 punti, al secondo posto la Macedonia del Nord con 239 punti, mentre al terzo posto troviamo la Svezia con 238 punti. Solo un punto sono stati la differenza tra la Danimarca al 10° posto e la Lituania all’11° posto.

• SECONDA SEMI-FINALE EUROVISION SONG CONTEST 2019 (Risultato Combinato – Risultato della Giuria – Risultato del Televoto)

  1. Armenia: Srbuk – Walking Out, 049 punti (026 + 023) – 16° 
  2. Irlanda: Sarah McTernan – 22, 016 punti (013 + 003) – 18° 
  3. Moldavia: Anna Odobescu – Stay, 085 punti (058 + 027) – 12° 
  4. Svizzera: Luca Hänni – She Got Me, 232 punti (095 + 137) – 4° 
  5. Lettonia: Carousel – That Night, 050 punti (037 + 013) – 15° 
  6. Romania: Ester Peony – On A Sunday, 071 punti (047 + 024) – 13° 
  7. Danimarca: Leonora – Love Is Forever, 094 punti (053 + 041) – 10° 
  8. Svezia: John Lundvik – Too Late For Love, 238 punti (150 + 088) – 3° 
  9. Austria: PÆNDA – Limits, 021 punti (021+ 000) – 17° 
  10. Croazia: Roko – The Dream, 064 punti (026 + 038) – 14° 
  11. Malta: Michela – Chameleon, 157 punti (107 + 050) – 8° 
  12. Lituania: Jurij Veklenko – Run With The Lions, 093 punti (016 + 077) – 11° 
  13. Russia: Sergey Lazarev – Scream, 217 punti (093 + 124) – 6° 
  14. Albania: Jonida Maliqi – Ktheju tokës, 096 punti (038 + 058) – 9° 
  15. Norvegia: KEiiNO – Spirit In The Sky, 210 punti (040 + 170) – 7° 
  16. Paesi Bassi: Duncan Laurence – Arcade, 280 punti (140 + 140) – 1° 🏆 
  17. Macedonia del Nord: Tamara Todevska – Proud, 239 punti (155 + 084) – 2° 
  18. Azerbaigian: Chingiz – Truth, 224 punti (103 + 121) – 5° 

Germania, Italia, Regno Unito

Il risultato del televoto italiano è disponibile sul sito RAI.

La giuria italiana, che come tutte i paesi ha votato venerdì assistendo alle prove generali, quest’anno era formata da Elisabetta Esposito (presidente di giuria, giornalista di “La Gazzetta dello Sport”), Annie Mazzola (agente nel campo della moda), Mauro Severoni (tecnico del suono Rai), Adriano Pennino (compositore e direttore d’orchestra), Paolo Biamonte (giornalista musicale e autore televisivo). 

Ecco i migliori piazzamenti degli italiani all’Eurovision Song Contest: 

  • 1° posto: Gigliola Cinquetti (1964), Toto Cutugno (1990).
  • 2° posto: Gigliola Cinquetti (1974), Raphael Gualazzi (2011), Mahmood (2019).
  • 3° posto: Domenico Modugno (1958), Emilio Pericoli (1963), Wess & Dori Ghezzi (1975), Umberto Tozzi & Raf (1987), Il Volo (2015).
  • 4° posto: Mia Martini (1992), Jalisse (1997).
  • 5° posto: Betty Curtis (1961), Bobby Solo (1965), Massimo Ranieri (1971), Alice & Franco Battiato (1984), Ermal Meta e Fabrizio Moro (2018).

Di seguito l’elenco della giuria e  Televoto italiano:

  • Voti Giuria italiana Seconda Semifinale: 12 Danimarca, 10 Malta, 8 Irlanda, 7  Macedonia del Nord, 6 Azerbaigian, 5 Lettonia, 4 Paesi Bassi, 3 Albania, 2 Romania, 1 Austria

  • Televoto italiano Seconda Semifinale: 12 Albania, 10 Romania, 8 Norvegia, 7 Russia, 6 Svizzera, 5 Moldova, 4 Azerbaigian, 3 Paesi Bassi, 2 Malta, 1 Macedonia del Nord

Risultati completi qui

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FINALE EUROVISION SONG CONTEST 2019 (Risultato Combinato – Risultato della Giuria – Risultato del Televoto)

  1. Malta: Michela – Chameleon, 95 punti (075 + 020), 16°
  2. Albania: Jonida Maliqi – Ktheju tokës, 90 punti (043 + 047), 18°
  3. Repubblica Ceca: Lake Malawi – Friend of a Friend157 punti (150 + 007), 11°
  4. Germania: S!sters – Sister32 punti (032 + 000), 24°
  5. Russia: Sergey Lazarev – Scream369 punti (125 + 244), 3°
  6. Danimarca: Leonora – Love Is Forever120 punti (069 + 051), 12°
  7. San Marino: Serhat – Say Na Na Na81 punti (016 + 065), 20°
  8. Macedonia del Nord: Tamara Todevska – Proud130 punti (237 + 058), 17°
  9. Svezia: John Lundvik – Too Late For Love295 punti (239+ 093), 8°
  10. Slovenia: Zala Kralj & Gašper Šantl – Sebi105 punti (046 + 059), 13°
  11. Cipro: Tamta – Replay101 punti (069 + 032), 15°
  12. Paesi Bassi: Duncan Laurence – Arcade492 punti (231 + 261), 1° 🏆
  13. Grecia: Katerine Duska – Better Love71 punti (047 + 024), 21°
  14. Israele: Kobi Marimi – Home47 punti (012 + 035), 23°
  15. Norvegia: KEiiNO – Spirit In The Sky338 punti (047 + 291), 5°
  16. Regno Unito: Michael Rice – Bigger Than Us16 punti (013 + 003), 26°
  17. Islanda: Hatari – Hatrið mun sigra234 punti (048 + 186), 10°
  18. Estonia: Victor Crone – Storm86 punti (038 + 048), 19°
  19. Bielorussia: ZENA – Like It31 punti (018 + 013), 25°
  20. Azerbaigian: Chingiz – Truth297 punti (197 + 100), 7°
  21. Francia: Bilal Hassani – Roi105 punti (067 + 038), 14°
  22. Italia: Mahmood – Soldi465 punti (212 + 253), 2°
  23. Serbia: Nevena Božović – Kruna92 punti (038 + 054), 17°
  24. Svizzera: Luca Hänni – She Got Me360 punti (148 + 212), 14°
  25. Australia: Kate Miller-Heidke – Zero Gravity285 punti (154 + 131), 9°
  26. Spagna: Miki – La Venda60 punti (007 + 053), 22°

Armenia, Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Georgia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Moldavia, Montenegro, Polonia, Portogallo, Romania

Com’è dunque possibile notare, i due risultati di estrema vicinanza nelle semifinali che il supervisore Jon Ola Sand aveva preannunciato si sono rivelati essere tra Paesi un pò inaspettati. In molti avevano pronosticato la Polonia undicesima nella prima, ma non la Bielorussia decima (principale indiziato era San Marino), mentre tra Danimarca e Lituania, nella seconda semifinale, c’è stato un unico punto di differenza, che ha condannato il Paese baltico a non godere della finale. Botto al contrario per Darude: atteso come uno dei grandi big, finisce con un mestissimo ultimo posto in semifinale, sfavorito indubbiamente dalla debolezza della sua Look away.

Di seguito l’elenco della giuria e Televoto italiano:

  • Voti Giuria italiana Finale12 Danimarca, 10 Macedonia del Nord, 8 Malta, 7 Azerbaigian, 6 Australia, 5 Estonia, 4 Repubblica Ceca, 3 Francia, 2 Svezia, 1 Albania
  • Televoto italiano Finale: 12 Albania, 10 Norvegia, 8 Russia, 7 Islanda, 6 Australia, 5 Paesi Bassi, 4 Danimarca, 3 Svizzera, 2 Francia, 1 Azerbaigian

Risultati completi qui.

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Di seguito l’elenco dei voti ricevuti dalle giuria (212e Televoto (253)Mahmood ha ricevuto …

dalle giurie  12 punti da Malta, Macedonia del Nord, San Marino, Germania, Belgio e Croazia; 10 punti da Serbia e Israele; 8 punti da Armenia, Cipro, Svezia, Repubblica Ceca, Francia e Slovenia; 7 da Austria, Ungheria e Grecia; 6 da Portogallo e Paesi Bassi; 5 da Azerbaigian, Albania, Finlandia e Svizzera; 4 dalla Spagna; 3 da Norvegia, Lituania, Islanda;  2 da Montenegro e Lettonia; 1 da Irlanda e Danimarca.

dal televoto 12 punti da Spagna, Croazia,  Svizzera e Malta; 10 punti da Francia, Lituania, Paesi Bassi, Austria e Grecia; 8 punti da Israele, San Marino, Belgio, Cipro, Slovenia, Albania e Romania; 7 da Armenia,  Polonia,  Portogallo,  Norvegia e  Serbia; 6 da  Islanda,  Azerbaigian e  Germania; 5 da Australia,  Moldova e  Montenegro; 4 dalla Irlanda,  Ungheria e  Svezia; 3 da   Danimarca,  Finlandia,  Macedonia del Nord,  Bielorussia e  Lettonia;  2 da Repubblica Ceca; 1 da  Russia e  Georgia.

  • Dati completi Giurie e televoto Prima Semifinale: qui
  • Dati completi Giurie e televoto Seconda Semifinale: qui
  • Dati completi Giurie e televoto Finale: qui

La finale dell’Eurovision Song Contest 2019, trasmessa ieri sera su Rai 1 dalle 21:00 all’1:09, è stata seguita da 3.539.000 telespettatori, con uno share del 19,72%. Si tratta del secondo miglior risultato dal nostro ritorno in gara nel 2011, in crescita del 3% in ascolti e di oltre 1 punto di share rispetto al già buon risultato dello scorso anno (3.427.000 spettatori con il 18,63%). Picco di 4.478.000 spettatori durante l’esibizione di Mahmood.

Inoltre, il secondo posto di Mahmood all’Eurovision Song Contest 2019 con “Soldi” fa del cantante milanese uno dei campioni di vendita dell’edizione. Soltanto il vincitore Duncan Laurence con la sua “Arcade” sta facendo meglio, ma i riscontri di iTunes segnalano che il brano eurovisivo è in classifica in 32 paesi europei  e non solo. 

“Soldi” oltrechè in Italia, dove era già stata prima ai tempi di Sanremo (e dove è rientrata in posizione 10 nella versione eurovisiva ridotta a tre minuti), la possiamo trovare nelle classifiche di molti paesi: Spagna (numero 2), Austria (numero 1), Grecia (numero 1), Israele (numero 1), Cipro (numero 1), Malta (numero 1), Lituania (numero 1), Estonia (numero 2), Norvegia (numero 3), Svizzera (numero 4), Germania (numero 4), Bielorussia (numero 5), Svezia (numero 4), Olanda (numero 6), Danimarca (numero 7), Polonia (numero 8), Lussemburgo (numero 3), Francia (numero 14), Belgio (numero 18), Romania (numero 6), Portogallo (numero 17), Italia (numero 10), Russia (Numero 10) e in altri oltre la 20esima posizione come Regno Unito (numero 27) e Irlanda (numero 23).

Il tutto per un 13° posto fra i singoli più scaricati nel mondo e il 4° in Europa.

Di contro l’album “Gioventù bruciata” è il 12° album più scaricato su iTunes in Europa e il 29° nel mondo con piazzamenti come il 20° posto in Francia, il 23° in Germania, l’11° in Austria, il 15° in Svizzera e il 4° in Grecia.

Successo anche su Apple Music dove Mahmood occupa l’8° posto fra i singoli e il 13° posto fra gli album più ascoltati in Europa.

Grande successo anche su Spotify dove “Soldi” rientra alla 34° posizione nella Global Chart grazie ai piazzamenti in Grecia (numero 1), Israele (numero 1), Lituania (numero 1), Islanda (numero 2), Estonia (numero 2), Svizzera (numero 3), Svezia (numero 5), Italia (numero 5), Lettonia (numero 7), Spagna (numero 8), Norvegia (numero 9), Russia (numero 9), Olanda (numero 10) e in molti altri.

Su YouTube il video di “Soldi” ha superato le 83 milioni di visualizzazioni mentre sul canale dell’Eurovision Song Contest è la seconda esibizione più vista con 5,2 milioni dopo quella olandese con 6,1 milioni.

Non c’è che dire, l’esibizione di Mahmood all’Eurovision davanti a circa 200 milioni di persone non è passata sicuramente inosservata.

Ecco gli ascolti internazionali dell’Eurovision Song Contest2019: Come prevedibile, ascolti a livelli record nel Paese ospitante, Israele: gli spettatori della finale sul canale Kan 11 sono stati oltre 1.300.000 pari al 59% di share, dato più alto degli ultimi 14 anni. Da segnalare che entrambe le semifinali hanno sfiorato i 700 mila spettatori con oltre il 40% di share diventando le più viste di sempre.

Nei Paesi Bassi si sono raggiunti i 4.456.000 telespettatori con il 75,3% di share (dato più alto di sempre anche considerando il vecchio sistema di calcolo dello share che attribuisce il 70,7%), sommando i canali NPO 1 e NPO 1 Extra(trasmissione in lingua dei segni). L’annuncio della vittoria del portabandieraDuncan Laurence ha toccato il picco del 93,4% di share (ore 0:59).

Nonostante la concomitanza della partita di hockey Svezia-Svizzera tra le 21 e le 23, ascolti molto alti in entrambi i Paesi, tra i candidati alla vittoria finale. In Svezia ascolti stabili rispetto al 2018 con 2.579.000 telespettatori pari al 79,5% di share (SVT1+SVT24) e un picco del 95,5% di share all’1 in punto. In Svizzerarecord degli ultimi 13 anni sul canale in lingua tedesca SRF 1 con 660.000 telespettatori e il 49,4% di share e degli ultimi 5 anni sul canale in lingua italiana RSI La2 con 24.000 telespettatori e il 26,8% di share.

Nonostante le pessime performance dei loro rappresentanti, si confermano altissimi gli ascolti in Germania con 8.080.000 telespettatori pari al 36,5% di share (Das Erste+One) e Regno Unito con 6.942.000 spettatori e il 41,9% di share, il più alto degli ultimi 5 anni (BBC1). Alla proclamazione del vincitore lo share ha raggiunto il 68,4%.

Come da tradizione, audience molto elevata anche in Norvegia (1.370.000 telespettatori con l’81% di share su NRK1) e Danimarca (1.095.000 telespettatori con il 71% di share su DR1). In entrambi i casi si registra comunque un calo anno su anno rispettivamente del -9% e -3% di spettatori.

Segnaliamo, infine, i risultati in Slovenia (276.000 telespettatori e il 47% di share su TV SLO1) con una crescita di 6 punti di share sul 2018 e a Cipro dove, sebbene il record storico dello scorso anno non è stato ripetuto, si è raggiunto comunque uno dei valori di share più alti dell’Europa meridionale: 180.000 spettatori e il 69,3% di share (era pari al 77,4% un anno fa) su RIK 1.

In altri due dei cosiddetti Big 5 gli ascolti sono stati molto positivi seppur in calo rispetto allo scorso anno. In Spagna hanno seguito la finale 5.449.000 telespettatori pari al 36,8% di share su La 1, circa 1,7 milioni e quasi 7 punti in meno rispetto al risultato record del 2018 (ben 7.170.000 spettatori con il 43,5% di share). In Francia si sono registrati 4.787.000 telespettatori pari al 30,2% di share, il più alto degli ultimi 10 anni (France 2).

Dopo l’exploit della finale 2018, seguitissima nonostante l’assenza del proprio rappresentante grazie alla presenza di Eleni Foureira, gli ascolti in Grecia si sono mantenuti stabili, senza un ulteriore boost: 1.847.000 telespettatori e il 50,9% di share sui canali ERT2 ed ERT SPORTS HD.

Buone performance anche in alcuni stati che hanno fallito l’accesso in finale. Belgio: 250.000 spettatori con il 25,1% di share, oltre 5 punti in più sul 2018, sul canale in lingua francese La Une e 710.000 spettatori su quello in lingua fiamminga één, miglior risultato senza il Belgio in finale dal 2009. Austria: 581.000 spettatori con il 27% di share (ORF1+ARD Das Erste), miglior risultato di sempre senza il Paese in finale. Portogallo: 554.000 spettatori con il 14,4% di share (RTP 1), share massimo delle ultime 5 non qualificazioni portoghesi.

Continuano a stentare gli ascolti in Repubblica Ceca seppur con una leggera crescita anno su anno: 288.000 spettatori con il 13,8% di share (era pari all’11% nel 2018 e al 13% nel 2016) sul canale ČT1. La concomitanza con il match di tennis Djokovic-Schwartzman ha penalizzato gli ascolti in Serbia: 25,9% di share, -4,4 punti sul 2018 (la semifinale di martedì sera ha avuto risultati simili con il 25% di share) su RTS 1.

Prevedibile record storico negativo in tre Paesi che non si sono qualificati: Polonia (1.175.000 spettatori con il 12,7% di share, 3 punti in meno sul 2018, TVP1+TVP Polonia), Ungheria (146.000 spettatori con il 5,8% di share, quasi 10 punti in meno sul 2018, Duna TV) e Romania (146.000 spettatori con il 3,4% di share, stabile sul già basso 2018, TVR 1). In tutti e tre i casi si tratta comunque di ascolti sopra la media di rete.

Infine, chiudiamo con il dato della Russia: con circa 3,2 milioni di spettatori e il 28,2% di share, la finale è stata la meno seguita di sempre con un rappresentante russo in gara (Russia 1).

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Fino a qualche anno fa l’Eurovision Song Contest era poco amato alle nostre latitudini. Dopo aver vinto nel 1964 con Gigliola Cinquetti (Non ho l’età) e l’ultima volta addirittura nel 1990 con Toto Cutugno (Insieme: 1992) l’Italia si era ritirata per paura di vincere (è stata fuori per 13 anni, è rientrata nel 2011), perché chi arriva primo deve organizzare l’edizione successiva. L’Eurovision Song Contest è una vetrina importante, una cartolina per il turismo, ma anche uno sforzo economico che la Rai ha sempre temuto di affrontare. Perché a fronte dei 200 milioni di spettatori globali della rassegna, i costi non sono indifferenti. Negli ultimi anni si è parlato di una ventina di milioni di euro per l’organizzazione. Cifre importanti, che l’evento televisivo non riuscirebbe a coprire in termini di ricavi pubblicitari.

Per fare il paragone con il Festival di Sanremo, intanto si tratta di due serate in meno (tre contro cinque), inoltre le semifinali rischiano di essere poco appetibili per un pubblico largo (non a caso sono state trasmesse da Rai4). Per la finale il discorso è diverso, l’interesse è cresciuto non tanto grazie al volano dei social — che ragionano a argomento del giorno, per poi passare ad altro — ma soprattutto grazie alla messa in onda su Rai1: la finale di Tel Aviv vinta dall’olandese Duncan Laurence è stata vista da oltre 3 milioni e mezzo di spettatori (share al 19,7%), un trend di ascolti che sembra ormai consolidato su questi numeri. Quando era direttore di Rai1 Andrea Fabiano aveva spiegato il cambio di strategia che ha reso nuovamente popolare un evento che all’estero, invece, è sempre stato molto sentito: «Negli anni scorsi la Rai era tiepida se non spaventata all’idea di produrre questo evento, ma ora è dal 2015 che stiamo spingendo sull’Eurovision Song Contest, anche la scelta di trasmetterlo su Rai1 va in questo senso. L’impegno economico è rilevante, ma il Sevizio Pubblico non deve solo ragionare in termini di profittabilità commerciale. L’Eurovision Song Contest è un grande show, anche un modello per Sanremo che nei prossimi anni si dovrà avvicinare a questo livello di spettacolo».

L’Euurovision Song Contest mostra un’Europa allargata (tra gli imbucati anche Israele e Australia) e unita da un codice estetico che passa dal trash al kitsch: l’invasione dell’ultrapop non solo musicale. L’Eurovision Song Contest è anche quello che l’Unione Europea non riesce a essere. Allo stesso tempo esempio di cooperazione e collaborazione e modello di nazionalismo e patriottismo, due anime opposte ma coese, dove ogni Paese che partecipa mantiene salde le proprie radici culturali, più forti dell’omologazione al Canone Unico Sonoro del pop inglese. Che — in prospettiva — rischia di essere il tallone di Achille della manifestazione: un linguaggio che corre su un unico binario è la tomba del valore delle differenze.

Inoltre, l’Eurovision Song Contest sbarca in America. La versione nordamericana di questa competizione europea è infatti ufficialmente in fase di sviluppo con un esordio già previsto nel 2021. L’iconica kermesse avrà un corrispettivo americano che qualche analista prevede fortunatissimo. È notizia di questi giorni che la European Broadcasting Union (EBU-UER) si sia affidata alla società di produzione svedese Brain Academy, che ha la licenza esclusiva per il formato, con l’obiettivo di inaugurare l’American Song Contest degli Stati Uniti nel 2021. «Al di fuori degli sport, l’Eurovision Song Contest è il più grande programma televisivo sulla Terra, unisce un continente e tutti possono votare -, ha dichiarato Peter Settman, CEO e direttore creativo di Brain Academy -. Non vediamo l’ora di presentare questa meravigliosa competizione al più grande mercato televisivo del mondo poiché i telespettatori stanno crescendo ogni anno e questo è il momento perfetto per portare questo spettacolo emozionante al di là dell’Atlantico». L’annuncio della versione USA segue la conferma di un altro spinoff, “l’Eurovision Asia Song Contest”, reso noto ad agosto 2017 e concesso in licenza a SBS Australia. La competizione per ora vede in gara 17 paesi dell’Asia e del Pacifico tra cui Cina, India, Giappone e Emirati Arabi Uniti. La data di esordio deve ancora essere confermata ma i lavori sono a buon punto. La versione nordamericana è ancora in fase di sviluppo e da quanto si apprende l’adattamento degli Stati Uniti vedrà, presumibilmente, gli stati americani competere l’uno contro l’altro in una competizione graduale restringendo il campo fino al finale.

Aggiornamento – Ultimo posto per il Regno Unito all’Eurovision 2019: tutta colpa della Brexit? Ecco il pensiero di Michael Rice.

Si è svolta sabato sera la finale dell’Eurovision con la vittoria dei Paesi Bassi. Al secondo posto, il nostro Mahmood con “Soldi”. Ultimi, invece, in classifica, l’Uk con soli 16 punti ottenuti dalle votazioni degli altri Paesi (il televoto non ha assegnato alcun punto al Paese…). Il rappresentante del Regno Unito, Michael Rice ha però attribuito questo insuccesso, nella gara, alla… Brexit (!):

Al The Sun, infatti, ha dichiarato: “Ho sempre saputo che sarei arrivato in questa posizione a causa della Brexit. Sai cosa? Se ci fosse stato Gary Barlow o Elton John, probabilmente sarebbero arrivati anche loro ultimi”

Nessuna responsabilità per il brano, insomma, ma semplicemente una potenziale “congiura” nei confronti dell’Inghilterra. Il sito Metro.Uk evidenzia anche il cambio di pensiero dell’artista che, invece, un mese fa, proprio al sito in questione, aveva dichiarato che, invece, l’Eurovision era una competizione con lo scopo di unire le persone, ignorando qualsiasi possibile legame con la questione politica della Brexit.