ESC 2022: Vince Kalush Orchestra con “Stefania”

Dopo tre serate a suon di musica, i telespettatori di tutta Europa hanno finalmente scoperto la classifica finale dell’Eurovision Song Contest 2022, determinata per il 50% dalla media del televoto e dal voto delle giurie nazionali per il restante 50%. A vincere la 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest è stato l’Ucraina con Kalush Orchestra e il brano “Stefania”. 

Si è conclusa la finale dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest. Ha vinto l’Ucraina, è stata infatti la Kalush Orchestra con il brano “Stefania” a sbaragliare la concorrenza, imponendosi su tutti i suoi 24 avversari, ottenendo 631 punti: 192 dalle giurie nazionali (l’Ucraina era quarta, con i 12 punti ottenuti da Polonia, Moldavia, Lettonia, Romania, Lituania) e ben 439 dal televoto. Secondo il Regno Unito (Sam Ryder in gara con “Space man”) con 466 punti, di cui 283 delle giurie e 183 dal televoto e terza la Spagna (Chanel in gara con “SloMo”). Nella classifica delle giurie nazionali era in testa l’Inghilterra con 283 punti, seguita dalla Svezia, seconda con 258, terza la Spagna  con 459 punti, di cui 231 delle giurie e 228 del televoto.

Un risultato come da previsione a tratti scontato per il gruppo ucraino, da sempre favorito alla vittoria (da settimane, secondo i bookmakers, erano stra-favoriti) dopo lo scoppio dello scontro con la Russia. La Kalush Orchestra si è formata nel 2019 grazie al sodalizio tra il rapper Oleh Psiuk (Олег Псюк), autore del brano in gara all’Eurovision Song Contest, ed i musicisti  Ihor Didenchuk (Ігор Діденчук) e MC KylymMen (Vlad Kurochka) / МС Килиммен, del gruppo fanno parte anche gli orchestrali Tymofii Muzychuk (Тимофій Музичук), Vitalii Duzhyk (Віталій Дужик) e Sasha Tab (Саша Таб). Il brano con cui hanno gareggiato, “Stefania”, era dedicato alla madre di Psjuk, componente del gruppo. Nel corso della guerra è diventato però il simbolo della resistenza ucraina.

Dopo la loro esibizione nella Grand Final, la Kalush Orchestra, che rappresenta l’Ucraina a Eurovision 2022, ha rivolto un messaggio in mondovisione, da loro presentato come umanitario per l’aiuto a Mariupol. Non si è trattato del solito saluto al paese in guerra, al ringraziamento per la vicinanza alla propria causa, ma il messaggio è stato più articolato e ha chiamato in causa l’assedio di Mariupol’ e delle acciaierie Azovstal: “Grazie a tutti voi. Per favore, aiutate l’Ucraina, Mariupol’. Aiutate Azovstal, adesso!”. Nessuna squalifica, ovviamente, ma una vittoria che lo stesso presidente aveva chiesto ai telespettatori europei.

Un messaggio diverso da quelli finora sentiti finora, live e in prova. Un messaggio decisamente più preciso e circostanziato di quelli generici rivoli al pubblico internazionale dell’ESC e che potrebbe essere letto come ‘più politico’ e meno ‘contestuale’: non un generico grazie, ma un appello all’intervento in Ucraina in supporto alla città assediata di Mariupol e all’impianto della Azovstal. Se l’organizzazione ritenesse il messaggio della Kalush Orchestra ‘troppo politico’ potrebbe valutare una squalifica per violazione del regolamento.

L’Italia (Mahmood e Blanco in gara con “Brividi”) si è classificata sesta con 268 punti, di cui 158 punti dalle giurie (7ª posizione, Albania e Slovenia li hanno messi al primo posto) e 110 punti dal televoto, cosa che li ha fatti salire al sesto posto nella graduatoria finale.

La Germania, ultima per le giurie con un sonoro 0, ha avuto grazie al pubblico soltanto 6 punti, confermandosi come fanalino di coda.

Il meccanismo dell’Eurovision Song Contest 2022 prevedeva un sistema di votazione mista: i telespettatori da casa attraverso il televoto e le giurie rappresentative di ogni paese valgono entrambi il 50%. Né le giurie né il pubblico da casa hanno potuto votare per il proprio paese. Come da tradizione: la prima parte dello show ha visto le performance, la seconda parte i risultati delle votazioni: prima quelle delle giurie che hanno assegnato da 1 a 12 punti. Quindi il risultato del televoto che ha completato la graduatoria finale.

Avevano il 48% di possibilità di vittoria secondo i bookmakers, e come da previsione hanno vinto Eurovision Song Contest, è il gruppo che ha rappresentato l’Ucraina. La Kalush Orchestra con la canzone “Stefania” ha ottenuto ben 631 punti, staccando di quasi 200 unita l’inglese Sam Ryder, che era in testa dopo il voto delle giurie. Dal televoto il gruppo ucraino ha ottenuto 439 punti.

Il gruppo è una formazione che unisce hip-hop e folk locale, che deve il nome alla città di Kalush, in cui è nato uno dei membri Oleh Psiuk. Il titolo è un nome che suona italiano, ma la canzone è cantata in ucraino e parla della madre di Oleh. In conferenza stampa dopo, dopo la vittoria, ha ringraziato ogni persona che ha votato per il gruppo, e ha definito cosa è successo “Una vittoria importante per ogni ucraino. Siamo qua per testimoniare che la cultura ucraina è viva e che ha una sua identità. Oltre a noi ci sono altri artisti che fanno musica ed esprimono la loro creatività”.

“La canzone era data per favorita, ma anche prima che scoppiasse la guerra era nelle prime cinque”, ha commentato.

Il titolo è un nome che suona italiano, ma la canzone è cantata in ucraino e parla della madre di Oleg. Il testo di “Stefania”, in ucraino è semplice “Madre Stefania, i campo sono in fiore, ma i suoi capelli stanno diventando grigi Madre, cantami la ninna nanna”.

All’Eurovision Song Contest sono vietati riferimenti politici diretti – anche se loro hanno fatto un appello in finale: “I ask all of you please help Ukraine Mariupol help Azovstal right now” / “Se il prezzo di lanciare un messaggio di pace fosse stata la squalifica, lo avrei pagato volentieri”.

Il brano ha un sottotesto politico in un passaggio che richiama indiretta la guerra in corso: “Mamma, cantami la ninna nanna, Voglio sentire la tua cara parola, Non sono più un bambino, ma mi tratterà sempre come tale, Non sono più un bambino, ma continua a preoccuparsi per me, ogni volta che esco”

La canzone è molto diversa dal folk-punk portato in gara l’anno scorso dai Go_A, in cui peraltro milita uno dei membri del gruppo. Era comune comunque una delle più incisive in gara quest’anno – dopo un paio di ascolti rimane in testa – ma all’Eurovision Song Contest spesso le proposte musicali e le canzoni in sé contano poco. Dono più rilevanti la spettacolarità delle performance oppure altri fattori “politici”: ci si poteva aspettare un voto simbolico soprattutto dagli spettatori, ed è successo.

I membri della Kalush Orchestra sono stati autorizzati ad uscire dal loro paese, dove attualmente gli uomini fino ai 60 anni sono precettati dall’esercito: “Non paragoniamo l’Eurovision Song Contesta una missione militare, ma è anche importante in qualche modo”, avevamo dichiarato. Soprattutto adesso: abbiamo molta attenzione su di noi. Vogliamo mostrare la nostra musica nazionale: le note e il flusso della musica popolare ucraina. Vogliamo che la gente pensi: ehi, c’è della musica fantastica in Ucraina”

“La nostra autorizzazione scade tra due giorni, è la prima volta che vinciamo Eurovision non sappiamo cosa ci succederà”, raccontano scherzando. “Però si, combatteremo per difendere l’Ucraina in ogni modo possibile”.

“Non abbiamo ancora sentito Zelensky, siamo certi che abbia cose più urgenti da fare” hanno commentato. Ma poche ore fa, prima della gara, il presidente aveva postato un messaggio sui social in cui chiedeva apertamente di sostenere l’Ucraina in una gara dove la Russia è stata esclusa settimane fa.

“A breve nella finale dell’Eurovision, il continente e il mondo intero ascolteranno le parole della nostra lingua. E credo che, alla fine, questa parola sarà “Vittoria”! Europa, vota la Kalush Orchestra. Sosteniamo i nostri connazionali! Sosteniamo l’Ucraina!”.

Peraltro l’Ucraina ha già vinto Eurovision Song Contest nel 2016 con Jamala e la sua “1944”, una canzone dedicata ai tatari in Crimea, deportati dall’Unione Sovietica nel ’44 appunto. Una canzone politica arrivata a Eurovision poco più di un anno dopo l’invasione della Crimea, appunto, e che si apriva con le parole “Quando arrivano degli estranei/vengono a casa tua/vi uccidono tutti”.

Ma teoricamente la politica è  bandita: non sono consentiti riferimenti espliciti nelle canzoni. La band ha però conclusa la propria performance  con un appello: “I ask all of you please help Ukraine Mariupol help Azovstal right now”.

Poco dopo anche le islandesi Systur hanno concluso chiedendo “Peace for Ukraine”.

Poco prima della Finale, il tutto era già salito ad un altro livello: il preseidente Zelensky aveva spostato tutto sul piano politico con un messaggio sui social in cui chiedeva apertamente di sostenere l’Ucraina in una gara dove la Russia è stata esclusa settimane fa.

Questo il messaggio sui social del presidente: “A breve nella finale dell’Eurovision, il continente e il mondo intero ascolteranno le parole della nostra lingua. E credo che, alla fine, questa parola sarà “Vittoria”! Europa, vota la Kalush Orchestra. Sosteniamo i nostri connazionali! Sosteniamo l’Ucraina!.”

Dopo la vittoria a Eurovision Song Contest i  Kalush Orchestra, hanno pubblicato un potente video ufficiale per “Stefania”. Il clip è uscito oggi, dopo la fine del contest perché molto più apertamente politico della canzone: è stato girato a Bucha, Irpin, Borodyanka, Hostomel, città vicino a Kyiv devastate dalla guerra della Russia. 

Lo stesso Oleg ha spiegato nel commento il senso del viedo: “Avevo dedicato questa canzone a mia madre ma quando è scoppiata la guerra ha assunto molti nuovi significati. Sebbene nella canzone non ci sia una parola sulla guerra, molte persone hanno iniziato ad associare la canzone alla madre Ucraina. Inoltre, si è iniziata a chiamarla l’inno della nostra guerra! Ma se “Stefania” è ora l’inno della nostra guerra, vorrei che diventasse l’inno della nostra vittoria.”

Ieri, alla conferenza stampa dopo lo show, avevano dichiarato: “Una vittoria importante per ogni ucraino. Siamo qua per testimoniare che la cultura ucraina è viva e che ha una sua identità. Oltre a noi ci sono altri artisti che fanno musica ed esprimono la loro creatività. Non paragoniamo l’Eurovision a una missione militare, ma è anche importante in qualche modo”, avevamo dichiarato. Soprattutto adesso: abbiamo molta attenzione su di noi. Vogliamo mostrare la nostra musica nazionale: le note e il flusso della musica popolare ucraina. Vogliamo che la gente pensi: ehi, c’è della musica fantastica in Ucraina”.

Ora il ritorno a casa, nei luogi del video: “La nostra autorizzazione scade tra due giorni, è la prima volta che vinciamo Eurovision Song Contest non sappiamo cosa ci succederà. Però si, combatteremo per difendere l’Ucraina in ogni modo possibile”.

Mahmood e Blanco hanno ottenuto più punti dalle giurie, 158 (7° posizione) e solo 110 punti dal televoto – recuperando una posizione grazie alla pessima performance del Portogallo in questa sezione.

Al televoto, solo 10 punti da Malta e nessun 12 punti – per le giurie ne sono arrivati un paio, da Albania e Slovenia, che sono le due nazioni che complessivamente ci hanno dato più punti (rispettivamente 20 e 18).

Da Mahmood e Blanco ci si aspettava un podio – i bookmaker li hanno dati per secondi fino all’inizio della manifestazione. Lì è cambiata la percezione.

“Brividi” è un canzone che oggettivamente era un gradino sopra a quasi tutte le altre, ma i due sono apparsi inizialmente stanchi e un po’ spaesati.

Blanco ha saltato la prima prova per date del tour, ed è arrivato per la seconda prova, a cui è seguita una brutta conferenza stampa per i media internazionali (con lo stesso Blanco impacciato con l’inglese e il meme di Mahmood) non ha aiutato.

Nelle prove susccessive sono apparsi progressivamente più a fuoco e in finale sono andati abbastanza bene, anche se la messa in scena della canzone non era così efficace come quella dei Maneskin: molto scura e senza una grande drammaturgia.

C’è da dire soprattutto che il paese ospitante non ha quasi mai la simpatia del pubblico, e quest’anno si è visto in maniera molto netta, con uno scarso risultato al televoto. Insomma: un dignitoso sesto posto, come Gabbani a Kyiv nel 2017 (che arrivò da favorito), ma meno bene di Ermal Meta e Fabrizio Moro a Lisbona nel 2018 e dello stesso Mahmood da solo a Tel Aviv nel 2019, 2°)

Decisamente peggio è andata ad Achille Lauro, in gara per San Marino.

L’anno scorso San Marino era arrivato in finale con Senhit, ed era la terza volta nella sua storia – quest’anno invece Lauro non si è neanche avvicinato a passare il turno: nella sua semifinila esi è classificato 14° su 18 con 50 punti. Passavano solo i primi 10, e l’Italia non votava: Lauro ricevuto punti solo da 8 stati, con un 12 dalla giuria belga. Davvero poca cosa “Stripper”, la sua canzone, era un rock messo in scena molto bene, con effetti speciali e la giusta dose di trash (un toro meccanico, la chitarra pirotecnica di Boss Doms) – che da queste parti funziona sempre. Ma non basta, perché “Eurovision è una campagna elettorale”, come mi ha spiegato l’autore e producer Eddy Anselmi: qua non lo conosceva nessuno e il lavoro di preparazione non è stato sufficente. Non è un caso che le tre volte in cui San Marino è arrivato in finale, ci è riuscito con artiste che avevano già partecipato alla manifestazione in anni precedenti, Senhit e Valentina Monetta.

L’Ucraina ha vinto l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest. Un risultato politico? Sì, ma di quelli molto apprezzabili. La quantità di voti popolari che ha consentito a “Stefania” della Kalush Orchestra di arrivare al primo posto nella manifestazione è stato un segnale molto forte, ancora più apprezzabile perché è arrivato dal grande pubblico – ed è difficile non leggerci qualcosa di ben più significativo dell’apprezzamento per la canzone.

Sarebbe stato ancora più significativo se lo stesso segnale fosse arrivato da tutte le giurie dislocate nelle varie nazioni; se tutte le giurie “tecniche” avessero assegnato il massimo dei voti, 12 punti, all’Ucraina, il segnale sarebbe stato ancora più forte, e ancora più importante. Certo, il risultato della manifestazione sarebbe stata “falsato”, per così dire, da una presa di posizione extramusicale; ma sarebbe andato bene ugualmente, si sarebbe giocato per il secondo posto, però questa edizione ospitata dall’Italia sarebbe stata consegnata alla storia non solo dell’Eurovision Song Contest, ma anche dell’Europa.

Perché l’unanimità delle nazioni nell’assegnare un voto “politico” avrebbe testimoniato che, in un tempo come quello che stiamo vivendo, anche il mondo della musica riesce ad essere unito e solidale. E che una gara di canzoni magari è anche una roba seria, ma c’è qualcosa di ben più serio, specialmente oggi.

E così anche questa volta la “gente” ha dimostrato di essere più avanti degli addetti ai lavori.

I Kalush Orchestra, un gruppo etno-folk-rap, con il brano “Stefania”, riporta il trofeo a casa per la terza volta. Inizialmente, ricordiamolo, a difendere i colori nazionali, ancora prima del conflitto in cui ancora questo paese si trova coinvolto, era stata scelta Alina Pash, all’interno del format di selezione nazionale “Vidbir”. Alina si é ritirata dalla competizione. “Stefania” è un brano interamente cantato in lingua nazionale, ed infatti é la prima entry interamente cantata in ucraino a vincere l’Eurovision Song Contest. Altresì, è la prima entry rap a vincere la kermesse eurovisiva. Per l’Ucraina si tratta della terza vittoria.

Il loro debutto fu nel 2003 con Oleksandr Ponomariov e la canzone “Hasta la vista” che si piazzò quattordicesima.

Fu a Istanbul nel 2004 che l’Ucraina ebbe la sua prima vittoria, con Ruslana e la travolgente “WIld Dances”, un brano pop-rock con elementi etnici e folk. Sia la versione inglese, che quella mista, ma anche quella totalmente in ucraino “Dyki tantsi” entrarono nelle charts di diversi paesi europei.

Nel 2005 la prima edizione ucraina dell’Eurovision Song Contest si é svolta nel Palazzo dello Sport a Kiev, dove vinse Helena Paparizou per la Grecia con la celeberrima “My Number One”.

L’Ucraina vince ancora nel 2016 a Stoccolma, ed é Jamala a riportare la vittoria in Patria con la controversa “1944”, il cui testo parla della deportazione dei tatari di Crimea. Le regole dell’Eurovision Song Contest, infatti, stabiliscono che è vietato presentare canzoni con un palese significato politico. Tuttavia, il testo di “1944” non fa riferimento alla situazione attuale in Crimea.

Dopo l’incoronazione di Jamala, vari politici russi e autorità in Crimea hanno accusato la cantante di voler usare la canzone “per offendere la Russia” e “per sfruttare la tragedia dei tatari per imporre sugli europei la falsa immagine di un presunto maltrattamento dei tatari nella terra russa di Crimea”.

L’EBU-UER ha confermato che non c’era motivo di squalificare la canzone, in quanto né il titolo né il testo contengono discorsi politici.

Nel 2017 la sessantaduesima edizione dell’Eurovision Song Contest si é svolta nell’International Exhibition Centre sempre a Kiev. In questa edizione, il plebiscito di pubblico e televoto per Salvador Sobral e la sua “Amar pelos dois”.

La nazione europea ha partecipato diciassette volte all’Eurovision Song Contest, passando sempre in finale dall’introduzione delle semifinali nel 2004. Si tratta invero di una nazione che ha collezionato molti successi nella recente storia del concorso, piazzandosi, oltre alle tre vittorie, sei volte sul podio e ben otto volte tra i primi cinque. Molte delle entries ucraine sono entrate nella storia e nei costumi della kermesse stessa: pensiamo a Verka Serduchka e la sua “Dancing Lasha Tumbai“, seconda ad Helsinki nel 2007, o la deliziosa Ani Lorak e la sua Shady Lady“, sempre seconda nel 2008 a Belgrado. Ma dobbiamo anche citare Zlata Ognevich, terza a Malmö nel 2013, Mika Newton, quarta a Düsseldorf nel 2011, Maria Yaremchuk, sesta a Copenhagen nel 2014, e i GO_A quinti lo scorso anno a Rotterdam e la loro sensazionale “Shum“.

Annunciati in diretta da Rotterdam la classifica e il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2022, tenutosi quest’anno a Torino, in Italia. Ecco la classifica Finale (Risultato – Giuria + Televoto):

  1. #CZE.Repubblica Ceca 🇨🇿 (ČT): We Are Domi (DOMI: Dominika Hašková, Casper Hatlestad, Benjamin Rekstad)  – “Lights Off” (Benjamin Rekstad / Dominika Haskova / Abigail Frances Jones – Benjamin Rekstad / Casper Hatlestad / Dominika Haskova / Abigail Frances Jones / Einar Eriksen Kvaløy). Postcard – Reggia di Caserta, 38 punti (033 + 005) – 22° 
  2. #ROU.Romania 🇷🇴 (TVR): WRS (Andrei-Ionuț Ursu)  – “Llámame” (Sună-mă, Call me) (Andrei Ursu / Cezar Gună – Andrei Ursu / Alexandru Turcu / Cezar Gună / Costel Dominteanu). Postcard – Le Castella (Isola di Capo Rizzuto), 65 punti (012 + 053) – 18° 
  3. #POR.Portogallo 🇵🇹 (RTP): MARO (Mariana Secca, Mariana Brito da Cruz Forjaz Secca) – “saudade, saudade” (MARO – MARO / John Blanda). Postcard – Porto antico di Genova, 207 punti (171 + 036) – 9° 
  4. #FIN.Finlandia 🇫🇮 (Yle): The Rasmus (Lauri Johannes Ylönen, Eero Heinonen, Aki Hakala, Emilia “Emppu” Suhonen) – “Jezebel(Isebel) (Lauri Ylönen / Desmond Child – Lauri Ylönen / Desmond Child). Postcard – Laghi di Fusine (Tarvisio), 38 punti (012 + 026) – 21° 
  5. #SUI.Svizzera 🇨🇭 (SRG SSR idée suisse, SSR SRG): Marius Bear (Marius Hügli) – “Boys Do Cry(Jungen weinen) (Marius Bear / Martin Gallop – Marius Bear / Martin Gallop). Postcard – Termoli, 78 punti (078 + 000) – 17° 
  6. #FRA.Francia 🇫🇷 (France 2): Alvan & Ahez (Alexis Morvan-Rosius and Marine Lavigne, Sterenn Diridollou, Sterenn Le Guillou) – “Fulenn(Étincelle / Jeune fille, Spark) (Marine Lavigne – Alexis Morvan-Rosius). Postcard – Cavour, 17 punti (009 + 008) – 24° 
  7. #NOR.Norvegia 🇳🇴 (NRK): Subwoolfer (Keith og Jim, DJ Astronaut) – “Give That Wolf A Banana(gi den ulven en banan) (Jim / Keith / DJ Astronaut – Jim / Keith / DJ Astronaut). Postcard – Gole del Sagittario e Lago di Scanno (L’Aquila), 182 punti (036 + 146) – 10° 
  8. #ARM.Armenia 🇦🇲 (ARMTV/AMPTV): Rosa Linn (Ռոզա Լին; Roza Kostandyan, Ռոզա Կոստանդյան) – “Snap(Դիպչել/ճայթել) (Rosa Linn / Allie Crystal / Courtney Harrell / Jeremy Dusolet / Larzz Principato / Tamar Mardirossian Kaprelian – Rosa Linn / Allie Crystal / Courtney Harrell / Larzz Principato / Tamar Mardirossian Kaprelian). Postcard – Cascata delle Marmore (Terni), 61 punti (040 + 021) – 20° 
  9. #ITA.Italia 🇮🇹 (RAI): Mahmood e BLANCO (Alessandro Mahmoud e Riccardo Fabbriconi) – “Brividi(Shivers) (Alessandro Mahmoud / Riccardo Fabbriconi – Alessandro Mahmoud / Riccardo Fabbriconi / Michele Zocca (Michelangelo)). Postcard – Mole Antonelliana (Torino), 268 punti (158 + 110) – 6° 
  10. #ESP.Spagna 🇪🇸 (TVE): Chanel (Chanel Terrero Martínez) – “SloMo(Cámara lenta) (Ibere Fortes / Leroy Sánchez / Maggie Szabo – Arjen Thonen / Ibere Fortes / Keith Harris / Leroy Sánchez / Maggie Szabo). Postcard – Alagna Valsesia (Vercelli), 459 punti (231 + 228) – 3° 
  11. #NED.Paesi Bassi 🇳🇱 (AVROTROS): S10 (Stien den Hollander) – “De Diepte(The depth) (Stien den Hollander / Arno Krabman – Stien den Hollander / Arno Krabman). Postcard – Mausoleo di Teodorico e Piazza del Popolo (Ravenna), 171 punti (129 + 042) – 11° 
  12. #UKR.Ucraina 🇺🇦 (NTU, UA:PBC): KALUSH Orchestra (Oleh Psiuk (Psyuchyy Syn) / Олег Псюк (Псючий Син), Ihor Didenchuk / Ігор Діденчук, Vlad Kurochka (KilimMen) / МС Килиммен, Tymofii Muzychuk / Тимофій Музичук, Vitalii Duzhyk / Віталій Дужик, Oleksandr Slobodianyk (Sasha Tab) / Саша Таб) – “Stefania(Стефанія) (Ivan Klymenko / Oleh Psiuk – Ihor Didenchuk / Tymofii Muzychuk / Vitalii Duzhyk). Postcard – Giardino di Boboli, Piazza della Signoria e Ponte Vecchio (Firenze), 631 punti (192 + 439) – 1° 
  13. #DEU.Germania 🇩🇪 (ARD/NDR): Malik Harris – “Rockstars” (Malik Harris / Marianne Kobylka / Robin Karow – Malik Harris / Marianne Kobylka / Robin Karow). Postcard – Stazione di Torino Lingotto, 6 punti (000 + 006) – 25° 
  14. #LTU.Lituania 🇱🇹 (LRT): Monica LIU (Monika Liubinaitė) – “Sentimental(Sentiments) (Monika Liu – Monika Liu). Postcard – Città Alta e Colli di Bergamo, 128 punti (035 + 093) – 14° 
  15. #AZE.Azerbaigian 🇦🇿 (İTV): Nadir Rustamli (Nadir Rüstəmli; Nadir Rashid oghlu Rustamli, Nadir Rəşid oğlu Rüstəmli) – “Fade To Black(Soluruq‎) (Anderz Wrethov / Andreas Stone / Sebastian Schub / Thomas Stengaard – Anderz Wrethov / Andreas Stone / Sebastian Schub / Thomas Stengaard). Postcard – Villa Monastero (Varenna), 106 punti (003 + 103) – 16° 
  16. #BEL.Belgio 🇧🇪 (RTBF/VRT): Jérémie Makiese – “Miss You” (Jérémie Makiese / Manon Romiti / Mike BGRZ / Silvio Lisbonne – Jérémie Makiese / Manon Romiti / Mike BGRZ / Silvio Lisbonne). Postcard – Centro storico di Perugia, 64 punti (059 + 005) – 19° 
  17. #GRE.Grecia 🇬🇷 (ERT): Amanda Georgiadi Tenfjord (Amanda Klara Georgiadis Tenfjord, Αμάντα Κλάρα Τένφγιορντ Γεωργιάδη / Αμάντα Γεωργιάδη) – “Die Together” (Amanda Georgiadi Tenfjord – Amanda Georgiadi Tenfjord / Bjørn Helge Gammelsæter). Postcard – Selinunte, 215 punti (158 + 057) – 8° 
  18. #ISL.Islanda 🇮🇸 (RÚV): Systur (Sigga, Beta og Elín / Tripolia/ Sigríður Eyþórsdætur, Elísabet Eyþórsdætur og Elín Eyþórsdætur) – “Með Hækkandi Sól(With the rising sun) (Lovísa Elísabet Sigrúnardóttir – Lovísa Elísabet Sigrúnardóttir). Postcard – Cortina d’Ampezzo, 20 punti (010 + 010) – 23° 
  19. #MDA.Moldovia 🇲🇩 (TRM): Zdob și Zdub feat. Frații Advahov (Roman Iagupov, Mihai Gîncu, Sveatoslav Staruș, Andrei Cebotari, Valeriu Mazîlu, Victor Dandeș și Vasile Advahov & Vitalie Advahov) – “Trenulețul(The little train) (Mihail Gincu / Roman Iagupov / Vasile Advahov / Vitalie Advahov – Mihail Gincu / Roman Iagupov / Vasile Advahov / Vitalie Advahov). Postcard – Urbino, 253 punti (014 + 235) – 7° 
  20. #SWE.Svezia 🇸🇪 (SVT): Cornelia Jakobs (Anna Cornelia Jakobsdotter Samuelsson)  – “Hold Me Closer” (Cornelia Jakobs / David Zandén / Isa Molin – Cornelia Jakobs / David Zandén / Isa Molin). Postcard – Castel Sismondo (Rimini), 438 punti (258 + 180) – 4° 
  21. #AUS.Australia 🇦🇺 (SBS): Sheldon Riley (Sheldon Hernandez) – “Not The Same” (Sheldon Riley Hernandez – Sheldon Riley Hernandez / Cam Nacson). Postcard – Museo d’arte moderna e contemporanea (Trento e Rovereto), 125 punti (123 + 002) – 15° 
  22. #GBR.Regno Unito 🇬🇧 (BBC): Sam Ryder (Sam Ryder Robinson) – “SPACE MAN” (Sam Ryder / Amy Wadge / Max Wolfgang – Sam Ryder / Amy Wadge / Max Wolfgang). Postcard – Orta San Giulio (Novara), 466 punti (283 + 122) – 2° 
  23. #POL.Polonia 🇵🇱 (TVP): Ochman (Krystian Ochman)  – “River” (Krystian Ochman / Ashley Hicklin – Krystian Ochman / Adam Wiśniewski / Ashley Hicklin / Mikołaj Trybulec). Postcard – Scala dei Turchi (Realmonte), 151 punti (046 + 105) – 12° 
  24. #SRB.Serbia 🇷🇸 (RTS): Konstrakta (Констракта; Ana Đurić / Ana Ignjatović; Ана Ђурић / Ана Игњатовић) – “In Corpore Sano” (У здравом телу; In a healthy body) (Ana Đurić – Ana Đurić / Milovan Bošković). Postcard – Rocca Calascio, 312 punti (087 + 225) – 5° 
  25. #EST.Estonia 🇪🇪 (ERR): Stefan (Stefan Airapetjan, Ստեֆան Հայրապետյան) – “Hope” (Stefan Airapetjan – Stefan Airapetjan / Karl-Ander Reismann). Postcard – Sacra di San Michele (Sant’Ambrogio di Torino), 141 punti (043 + 098), 13°

Ecco i risultati completi della Prima Semi-Finale, Seconda Semi-Finale e Finale.

📸Photo galleries: Exclusive: Inside the Eurovision 2022 Green Room; In Pictures: the 2022 Eurovision Grand Final as it happens

Cala il sipario sull’edizione italiana dell’Eurovision Song Contest. Dopo due Semifinali seguite da oltre 5 mln di telespettatori, la Finale dell’Eurovision Song Contest 2022, prende il via con un’invocazione di pace. A Torino si è svolta un’edizione fantastica. A vincere l’Ucraina, con uno strabiliante e diremmo “storico” risultato, forte di 439 punti del televoto, che arrivano al totale di 631 sommando i punteggi delle giurie nazionali. 

Lo show si è aperto, dopo il Te Deum, sulle note del Opening act dei Rockin’ 1000 (ovvero un ensemble di mille artisti tra musicisti e cantanti), registrato in piazza San Carlo, che suonano il celebre inno pacifista “Give peace a change” di John Lennon e proseguito all’interno del Palazzetto con gli applausi e il battere le mani all’unisono del pubblico accompagnati delle mani di Alessandro Cattelan e Mika che fanno della erata un inno alla pace e a sottolineare la partecipazione della nazione – anzi di tutto l’Eurovision Song Contest – a questo richiamo alla pace e subito dopo è la volta di Laura Pausini con un medley dei suoi successi in 5 lingue diverse con “Bienvenido” (la versione in spagnolo di “Benvenuto”), “Je Chante” (la versione in francese di “Io canto”), “La solitudine” (in inglese), “Le cose che vivi” (la versione in portoghese di “Le cose che non sai”) e il suo ultimo singolo “Scatola” (in Italiano).

Durante la serata finale dell’Eurovision Song Contest, omaggio a Domenico Modugno, che fu ambasciatore della musica italiana nel mondo, Laura Pausini, accompagnata da tutto il pubblico del Pala Olimpico, intona a cappella “Nel Blu dipinto di Blu”, brano che partecipò all’Eurovision Song Contest nel 1958 classificandosi al terzo posto.

Un cambio d’abito per ogni brano (arancione, bianco, blu, giallo e nero) e coreografie curate da Laccio, cantante, ballerini e le luci del palco hanno cambiato colore ad ogni nuovo attacco, accompagnati dal coro entusiasta del pubblico e dalle coreografie degli Urban Theory: Il primo abito della Maison Versace è un completo turchese dal sapore pop. Si tratta di un minidress con ritagli e leggings in vinile, abbinato a vistose decolleté con tacco altissimo, cinturini e doppio plateau, uno dei must di stagione del brand; Il secondo è un abito lungo, viola, avvolto da paillettes lilla, drappeggi e maniche ampie che ricordano gli anni ’70 e la disco music. Ad arricchire il tutto, spille metalliche con la Medusa, simbolo della casa di moda italiana. L’acconciatura e voluminosa; Il terzo è tutto oro, un classico Versace con spacco profondo e design asimmetrico che sembra reggersi grazie alle iconiche spille da balia, marchio di fabbrica della maison, già dei tempi di Gianni Versace. Le scarpe sono delle decollete platform con tacco alto e doppio plateau.  

Anche per la terza serata la cantante, in veste di conduttrice, aveva anticipato i look sui suoi canali social e ringraziato gli stilisti che l’hanno seguita.

Appena concluso l’Opening Act, tra un pensiero alla pace e un occhio alla carriera di Laura Pausini, è la volta della Flag Parade – la sfilata delle 25 bandiere delle delegazioni che presenta tutti i 25 finalisti, protagonisti della serata in ordine di uscita, con le loro bandiere e con il carico di emozione che si portano dentro sono chiamati sul palco.

Sul palco del Pala Olimpico di Torino sfilano la nazioni rimaste in gara, nello stesso ordine nel quale si esibiranno: Repubblica Ceca con We Are Domi e il brano ‘Lights Off’ (dalla seconda semifinale), Romania con WRS e il brano ‘Llámame’ (dalla seconda semifinale), Portogallo con MARO e il brano ‘saudade, saudade’ (dalla prima semifinale), Finlandia con The Rasmus con il brano ‘Jezebel’ (dalla seconda semifinale), Armenia con Rosa Linn e il brano ‘Snap’ (dalla prima semifinale), Svizzera con Marius Bear e il brano ‘Boys do Cry’ (dalla prima semifinale), Francia con Alvan & Ahez e il brano ‘Fulenn’, Norvegia con Subwoolfer e il brano ‘Give That Wolf a Banana’ (dalla prima semifinale), Italia con Mahmood e Blanco e il brano ‘Brividi’ – un’ovazione ha accolto il loro ‘ingresso -, Spagna con Chanel e il brano ‘SloMo’, Paesi Bassi con S10 e il brano ‘De Diepte’ (dalla prima semifinale), Ucraina con Kalush Orkestra e il brano ‘Stefania’ (dalla prima semifinale), Germania con Malik Harris e il brano ‘Rockstars’, Lituania con Monika Liu e il brano ‘Sentimentai’ (dalla prima semifinale), Azerbaijan con Nadir Rüstəmli e il brano ‘Fade to black’ (dalla seconda semifinale), Belgio con Jérémie Makiese e il brano ‘Miss you’ (dalla seconda semifinale), Grecia con Amanda Georgiadi Tenfjord e il brano ‘Die Together’ (dalla prima semifinale), Islanda con Systur e il brano ‘Með Hækkandi Sól’ (dalla prima semifinale), Moldavia con Zdob şi Zdub & Fraţii Advahov e il brano ‘Trenuleţul’ (dalla prima semifinale), Svezia con Cornelia Jakobs e il brano ‘Hold Me Closer’ (dalla prima semifinale), Australia con Sheldon Riley e il brano ‘Not the same’ (dalla seconda semifinale), Regno Unito con Sam Ryder e il brano ‘SPACE MAN’, Polonia con Krystian Ochman e il brano ‘River’ (dalla seconda semifinale), Serbia con Konstrakta e il brano ‘In Corpore Sano’ (dalla seconda semifinale), Estonia con Stefan e il brano ‘Hope’ (dalla seconda semifinale). 

I tre conduttori entrano sul palco e dopo i saluti di rito e il benvenuto ufficiale dei tre conduttori: Alessandro Cattelan (total black), Laura Pausini (Azzurro con una miriade di strass) e Mika (total white), e dopo ricordare la spiegazione del meccanismo di voto, si parte con lo spettacolo e si comincia subito in maniera energica.

Look chiaro e look scuro per la coppia di presentatori Cattelan/Mika. Alessandro Cattelan, che sceglie sempre Giorgio Armani per le occasioni che contano, ha portato sul palco l’eleganza contemporanea del designer con look per lo più scuri, caratterizzati da dettagli luminosi o tessuti jaquard. La sua stylist è Rebecca Baglini. Mika, invece, si è reso riconoscibile per i suoi look monocromatici custom made Valentino, realizzati da Pierpaolo Piccioli. Questa sera il colore è bianco abbinato a una camicia ton sur ton di seta crêpe. Laura Pausini che brilla in un blazer dress tutto glitter by The Nick, una creazione personalizzata del neo brand di Nick Cerioni che aveva esordito sul palco del Festival di Sanremo. Scarpe platform per la presentatrice che tiene per mano gli altri due host.

Durante le Semifinali avevamo già conosciuto le esibizioni di 20 dei 25 paesi in Finale, mentre per la prima volta sono andati in scena i “Big five”: Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

A dare il via alla gara è stata la Repubblica Ceca: We Are Domi – Lights Off. Poi a seguire Romania: WRS – Llámame, Portogallo: MARO – Saudade, Saudade, Finlandia: The Rasmus – Jezebel, Svizzera: Marius Bear – Boys Do Cry.

Prima esibizione live per la Francia degli Alvan & Ahez: Marine, Sterenn e Stereen con “Fulenn” in lingua bretone: spettacolo di luci verdi, fiaccole ai lati del palco e un potente ritmo dance gitano. È stato poi il turno di Norvegia (del quale si sa poco quanto niente): Subwoolfer – Give That Wolf A Banana e Armenia: Rosa Linn – Snap. Nona l’Italia con Mahmood e Blanco con “Brividi” (i più attesi e tutto il pubblico del PalaOlimpico canta con loro), anche loro alla prima esibizione live, introdotta da una simpatica gag tra Mika, Cattelan e Pausini sui vari significati della gestualità italiana.

E ancora: Spagna: Chanel – SloMo (singolo di debutto dell’artista; composta da un team di cantautori che hanno collaborato con artisti del calibro di Madonna, Black Eyed Peas, Britney Spears, Ricky Martin, Mariah Carey e Nicki Minaj), Paesi Bassi: S10 – DeDiepte, Ucraina: Kalush Orchestra – Stefania (alla fine dell’esecuzione del brano in gara, il leader della band ha lanciato un appello per aiutare l’Ucraina e soprattutto la città devastata di Mariupol: “Chiedo a tutti voi per favore di aiutare l’Ucraina e Mariupol’, di aiutare Azovstal ora”), Germania: Malik Harris – Rockstars, Lituania: Monika Liu – Sentimentai, Azerbaijan: Nadir Rustamli – Fade To Black, Belgio: Jérémie Makiese – Miss You, Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord – Die Together, Islanda: Systur – Með Hækkandi Sól, Moldavia: Zdob şi Zdub & Frații Advahov – Trenulețul, Svezia: Cornelia Jakobs – Hold Me Closer. L’australiano Sheldon Riley ha terminato commosso la sua esibizione di “Not the same”.

Con la sua sola voce, ma accompagnata da tutti i presenti nel PalaOlimpico, Laura Pausini, vestita di azzurro, intona “Nel blu dipinto di blu”, canzone meglio conosciuta come Volare in tutto il mondo. L’effetto è stratosferico.

Poi è stata la volta di Regno Unito: Sam Ryder – SPACE MAN, Polonia: Ochman – River, Serbia: Konstrakta – In Corpore Sano (brano critica al sistema sanitario serbo e una satira su standard di bellezza irraggiungibili) e infine Estonia: Stefan – Hope.

Una volta eseguiti tutti i 25 brani, la regia manda il primo riepilogo di tutte e 25 le canzoni in gara, i tre conduttori danno il via alle operazioni di voto e ricordano che nessun paese può votare per il proprio, ed è  il momento dei Måneskin che a un anno di distanza dal successo (un anno pazzesco nel quale sono diventati una delle band più conosciute al mondo) con “Zitti e buoni” sono tornati sul palco dell’Eurovision Song Contest, presentando in anteprima il nuovo singolo “Supermodel” e una cover di “If I can dream” di Elvis Presley, che sarà inserita nel film “Elvis” di Baz Luhrmann, che li ha voluti nella colonna sonora del film sulla vita dell’icona musicale che sarà presentato fuori concorso a Cannes. Damiano – visibilmente zoppicante per una storta presa due giorni fa a Londra durante le riprese del videoclip del brano – ha poi scherzato invitando gli artisti in gara a divertirsi e “attenti a non avvicinarvi al tavolo”, facendo chiaro riferimento alle polemiche dello scorso anno quando, all’annuncio della vittoria dell’Eurovision Song Contest 2021, venne accusato di aver sniffato della cocaina.

Dopo la vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest 2021 la Francia, scottata dal secondo posto in classifica, mobilitò persino il ministro degli Esteri per chiedere una revisione del verdetto. Una levata di scudi contro un video di Damiano ritratto chinato sul tavolino in cui “sembrasse sniffare della cocaina” durante l’attesa delle votazioni. Lo stesso frontman racconterà del fraintendimento e del bicchiere rotto che avrebbe cercato di pulire al meglio. L’arringa francese durò poco fino a quando il test antidroga, cui il cantante romano si prestò volontariamente, diede esito negativo. 

Per questo di nuovo sul palco all’Eurovision  Song Contest 2022, Damiano dei Måneskin si è tolto il sassolino dalla scarpa. E alla domanda di Alessandro Cattelan: “Volete dare un consiglio agli artisti in sala”, il cantante romano ha risposto: “Divertitevi e non vi avvicinate ai tavoli”.

“Nessun consumo di droga è avvenuto nella Green Room e riteniamo chiusa la questione. Siamo allarmati dal fatto che speculazioni inesatte che portano a notizie false abbiano oscurato lo spirito e l’esito dell’evento e influenzato ingiustamente la band. Ci congratuliamo ancora una volta con i Måneskin e auguriamo loro un enorme successo. Non vediamo l’ora di lavorare con il nostro partner italiano Rai alla produzione di uno spettacolare Eurovision Song Contest in Italia il prossimo anno”, scrisse l’EBU-UER.

È stato poi il momento di passare dagli ultimi vincitori italiani alla prima vincitrice Gigliola Cinquetti (74enne) 58 anni dopo  che canta “Non ho l’età” che la portò a trionfare nel 1964, appena sedicenne, e con il quale vinse anche nel 1964 il Festival di Sanremo. Un brano mai dimenticato, come dimostra il pubblico che canta con lei. Grandi applausi per lei e  la sua eleganza sobria.

Poi è arrivato un altro momento internazionale con l’esibizione di Mika (vestito in giacca bianca piena di disegni, poi con una camicia trasparente che lascia pensare che i disegni siano sul petto) in un medley dei suoi successi, tra “Love Today”, “Grace Kelly”, “Yo Yo”  (il nuovo singolo) e “Happy ending”, accompagnato dalla folla che sventola bandiere dai cuori rossi. Poi il cantante sale in alto su una pedana verticale e lo show diventa dance. Sulle note dell’ultimo brano, un gigantesco cuore rosso si gonfia sul palco accompagnato da un effetto di luci arcobaleno.

Dopo un saluto di Gigliola Cinquetti, si è aperto lo spoglio dei voti con la proclamazione dei vincitori. Viene chiuso il televoto e ci si collega con lo spazio in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale per un brevissimo collegamento con Samantha Cristoforetti. É noto ormai il suo impegno nel divulgare il fascino del cosmo anche attraverso ogni canale, anche quelli social e forse il collegamento di questa sera, in questa ottica, contribuirà a far sentire più vicini i punti più remoti dell’Universo. “Sono qui, vi parlo dallo Spazio e vi auguro una serata fantastica”, come se fosse dietro l’angolo.

Lezioni di gestualità italiana per Mika. I professori sono l’emiliana Laura Pausini e il piemontese Alessandro Cattelan: da “mannaggia a te”, “Mangiare”, “che vuoi?” “è un segreto” a “segreto sexy” alcune delle frasi che si possono dire solo con i gesti, ma all’estero non sempre è facile comprendere questi gesti e quindi ecco che Laura Pausini e Alessandro Cattelan li spiegano, sul palco, al loro compagno di conduzione, libanese naturalizzato britannico, e a tutto il pubblico internazionale dell’Eurovision Song Contest.

È arrivato il mio momento preferito: il voting, il rituale collegamento con tutti i paesi votanti per raccogliere i giudizi e i voti delle giurie di qualità, poi si passerà a conteggiare il voto popolare. 

“Tutti i voti sono stati registrati correttamente”. Lo ha spiegato Martin Österdahl, supervisore esecutivo dell’Eurovision Song Contest, dopo lo stop al televoto. Scongiurati dunque i timori di un attacco hacker, dopo che anche la piattaforma dell’Eurovision Song Contest era finita nei giorni scorsi nel mirino di ‘Killnet’, un collettivo filorusso militante che aveva mandato in tilt, tra gli altri, i siti di Senato e Difesa.

L’EBU-UER fa sapere che non verranno presi provvedimenti, tantomeno una squalifica, per l’appello pronunciato sul palco dalla Kalush Orchestra. Lo apprende l’Adnkronos da fonti qualificate dell’Eurovision Song Contest 2022.

Uno dei momenti più interessanti della Grand Final sono le votazioni: i portavoce dei 40 paesi che hanno partecipato all’evento annunciano i voti assegnati alle canzoni dalle singole giurie nazionali, composte da esperti, giornalisti, addetti ai lavori, solitamente top secret. Ogni delegazione assegna un pacchetto di voti: vengono annunciati in diretta solo i 12 punti, il punteggio massimo che si può assegnare a una singola canzone.

I conduttori sono due, pesa l’assenza di Laura Pausini per una mezz’ora dal palco del Palaolimpico durante le operazioni di spoglio dei voti, che è stata dovuta ad un calo di pressione che l’ha costretta a trattenersi dietro le quinte e che per fortuna arriverà poco dopo. Laura Pausini è tornata quasi al termine del giro dei collegamenti con i 40 paesi. Si è aggiunta a Mika ed Alessandro Cattelan e prima di proseguire ha scambiato due battute con i suoi compagni d’avventura: “Sono tornata, scusatemi. Ero un pò troppo eccitata per la serata”, ha spiegato in inglese, facendo intendere di aver avuto bisogno di riprendersi qualche minuto dalla defaillance e rivolgendosi scherzosamente con loro dice: “Ma voi preferite continuare senza di me?“. Per la cronaca, Mika e Cattelan hanno proseguito e terminato la conduzione degli ultimi collegamenti.

La band ucraina Kalush Orchestra vince l’Eurovision Song Contest 2022 con “Stefania”, brano dedicato alla figura della madre e che per i bookmakers aveva la vittoria già da settimane. Al Pala Olimpico di Torino il pronostico della vigilia è stato rispettato la band capitanata da Oleg Psiuk sale sul gradino più alto del podio,  ribaltando la classifica grazie al voto  el pubblico raccogliendo 631 punti: quarti dopo il voto delle giurie, gli ucraini grazie al voto popolare che gli assegna ben 440 punti si aggiudicano il microfono di cristallo lasciando dietro il britannico Sam Ryder con “Space man” con 466 punti. Terza classificata la Spagna con 459 punti. L’Italia di Mahmood e Blanco chiude al sesto posto con 268 punti, uno in più di quello che occupava dopo il voto delle giurie. Una macchina perfetta, senza sbavature. All’Eurovision Song Contest le sorprese, per chi è al lavoro nel backstage o in sala stampa, non sono contemplate.  

Con una dichiarazione ufficiale, Laura spiega il perché della sua improvvisa assenza per buona parte durante i verdetti delle votazioni: “Volevo tranquillizzarvi e dirvi che sto bene. Durante questa finale ho avuto un calo di pressione e per questo motivo mi sono dovuta fermare una ventina di minuti su consiglio delle dottoresse che mi hanno soccorsa e che ringrazio tanto. Gli ultimi 6 mesi sono stati carichi di lavoro e ho ceduto allo stress… ma sono felice di aver chiuso la serata insieme ai miei adorati compagni di viaggio Ale e Mika e aver potuto annunciare insieme a loro i vincitori dell’Eurovision, la meravigliosa Ucraina.” 

Coglie l’occasione per ringraziare chi l’ha sostenuta: “Rai (in particolare Stefano Coletta) ed Ebu per la splendida avventura” e conclude tornando sull’accaduto: “Grazie alle dottoresse Alessandra e Noemi e alla mitica infermiera Daniela angeli veri dell’ASL Città di Torino e del centro medico Rai”

Le giurie si susseguono, una dopo l’altra. Ad aprire è la giuria nazionale del Paese che aveva organizzato l’edizione precedente, a chiudere la giuria del Paese organizzatore e nel frattempo giungono i voti.

I famigerati “Douze points” sembrano avere sempre gli stessi destinatari, infatti per ben 8 volte a testa vengono assegnati al Regno Unito e alla Spagna.

Sorprende vedere la Grecia conquistarli per 6 volte, più sia della Svezia che dell’Ucraina, ferme a 5.

Ma ce ne sono anche per l’Azerbaigian che li conquista 3 volte, per Italia e Serbia che li incassano 2 volte e per i Paesi Bassi che si meritano i 12 punti della giuria italiana, tra l’altro l’unica a non aver assegnato punti alla Spagna.

Il risultato finale per le giurie vede il Regno Unito in testa e quegli zero punti per la Germania pesano.

I vari portavoce delle quaranta nazioni annunciano le votazioni delle giuria di qualità: 

I Paesi Bassi assegnano 12 punti alla Grecia
San Marino assegna 12 punti alla Spagna
La Macedonia del Nord assegna 12 punti alla Spagna
Malta assegna 12 punti alla Spagna
L’Ucraina assegna 12 punti al Regno Unito
L’Albania assegna 12 punti all’Italia
L’Estonia assegna 12 punti alla Svezia
L’Azerbaigian assegna 12 punti al Regno Unito
Il Portogallo assegna 12 punti alla Spagna
La Germania assegna 12 punti al Regno Unito
Il Belgio assegna 12 punti al Regno Unito
La Norvegia assegna 12 punti alla Grecia
Israele assegna 12 punti alla Svezia
La Polonia assegna 12 punti all’Ucraina
La Grecia assegna 12 punti all’Azerbaigian
La Moldavia assegna 12 punti all’Ucraina
La Bulgaria assegna 12 punti alla Grecia
La Serbia assegna 12 punti all’Azerbaigian
L’Islanda assegna 12 punti alla Svezia
Cipro assegna 12 punti alla Grecia
La Lettonia assegna 12 punti all’Ucraina
La Spagna assegna 12 punti all’Azerbaigian
La Svizzera assegna 12 punti alla Grecia
La Danimarca assegna 12 punti alla Grecia
La Francia assegna 12 punti al Regno Unito
L’Armenia assegna 12 punti alla Spagna
Il Montenegro assegna 12 punti alla Serbia
La Romania assegna 12 punti all’Ucraina
L’Irlanda assegna 12 punti alla Spagna
La Slovenia assegna 12 punti all’Italia
La Georgia assegna 12 punti al Regno Unito
La Croazia assegna 12 punti alla Serbia
La Lituania assegna 12 punti all’Ucraina
L’Austria assegna 12 punti al Regno Unito
La Finlandia assegna 12 punti alla Svezia
Il Regno Unito assegna 12 punti alla Svezia
La Svezia assegna 12 punti alla Spagna
L’Australia assegna 12 punti alla Spagna
La Repubblica Ceca assegna 12 punti al Regno Unito
L’Italia assegna 12 punti ai Paesi Bassi

Questi i primi cinque Paesi in classifica, l’Italia è momentaneamente al settimo posto:

  1. Regno Unito
  2. Svezia
  3. Spagna
  4. Ucraina
  5. Portogallo

È il momento della comunicazione dei dati del televoto che dà i loro risultati. Con un prevedibile plebiscito per l’Ucraina e un altrettanto risultato freddo per la Svizzera. Almeno non abbiamo nessun nul point nella classifica finale.

La Germania ottiene 6 punti
La Francia ottiene 8 punti
L’Islanda ottiene 10 punti
La Finlandia ottiene 26 punti
La Romania ottiene 53 punti
La Moldavia ottiene 239 punti
La Repubblica Ceca ottiene 5 punti
La Lituania ottiene 93 punti
La Norvegia ottiene 146 punti
L’Armenia ottiene 21 punti
L’Estonia ottiene 98 punti
La Polonia ottiene 105 punti
Il Belgio ottiene 5 punti
La Svizzera ottiene 0 punti
La Serbia ottiene 225 punti
L’Azerbaigian ottiene 3 punti
L’Australia ottiene 2 punti
I Paesi Bassi ottiene 42 punti
L’Italia ottiene 110 punti
La Grecia ottiene 57 punti
Il Portogallo ottiene 36 punti
L’Ucraina ottiene 439 punti
La Spagna ottiene 228 punti
La Svezia ottiene 180 punti
Il Regno Unito ottiene 193 punti

La domanda circolava da tempo, visto che i Kalush Orchestra era data abbondantemente per favorita da settimane. Se l’Ucraina vince Eurovision Song Contest, cosa succede nel 2023? L’onore e onere di organizzare l’edizione successiva spetta a chi ha vinto: tutti sperano che in qualche mese si realizzino le condizioni – tradotto: la guerra sia finita – ma se non succederà? 

I Kalush Orchestra ha commentato,  in conferenza stampa, questa notte: “Sono sicuro che il nostro paese sarà felice di organizzare la manifestazione in una nuova Ucraina, felice e integrata”.

Nella notte ha fatto loro eco il presidenze Zelensky, che ha rilanciato “L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà il contest per la terza volta nella storia. Faremo tutto il possibile affinché possa essere Mariupol la città ospitante”. 

Martin Österdahl, supervisore esecutivo dell’Eurovision Song Contest è intervenuto, questa notte, tramite un comunicato stampa: “Ci congratuliamo con l’Ucraina e i Kalush Orchestra per la vittoria e la superba prestazione. Ora inizieremo a pianificare per il 2023 con l’emittente vincitrice UA:PBC. Ovviamente, ci sono sfide uniche coinvolte nell’ospitare la competizione del prossimo anno.  Tuttavia, come in ogni altro anno, non vediamo l’ora di discutere tutti i requisiti e le responsabilità coinvolti nell’ospitare la competizione con UA:PBC e tutte le altre parti interessate per assicurarci di avere la configurazione più adatta per il 67esimo Eurovision Song Contest”.

In conferenza stampa Österdahl ha consegnato il “welcome pack” alla delegazione, che ha già organizzato Eurovision nel 2017. Formalmente ha voluto dire in maniera molto forte che è l’Ucraina il paese designato ad ospitare il prossimo anno lo show l’anno prossimo. Gli ha fatto eco il capo della delegazione ucraina: “Noi faremo di tutto per far succedere Eurovision Song Contest l’anno prossimo nella nuova e pacifica Ucraina”.

In caso si dovesse comunque realizzare l’impossibilità di organizzare Eurovision in Ucraina, EBU-UER prenderà inevitabilmente in considerazione altre opzioni. Circolava in questi giorni, tra gli addetti ai lavori, l’autocandidatura della Svezia  e non è improbabile che ci possa provare anche la Francia (quando avevano vinto i Måneskin era arrivata seconda, muovendo mari e monti per far squalificare la band romana per una falsa storia di droga). Difficile invece che l’Italia  che ha teoricamente una “golden share” , una sorta di prelazione in quanto ultimo paese organizzatore – si possa ricandidare. La Rai, per voce del direttore della prima rete Coletta, si è comunque detta disponibile a sostenere l’Ucraina l’anno prossimo: “Se dovesse scattare una chiamata collettiva per l’edizione in Ucraina, Rai metterà a disposizione il proprio know-how e la grande esperienza che ha dimostrato in questa edizione.”

Data la situazione, è altamente improbabile che l’evento possa svolgersi in Ucraina, assediata e bombardata negli ultimi due mesi dalle truppe russe. Insomma, tutti sperano che ci si possa dare appuntamento in Ucraina nel 2023.