
La Corte Suprema della Republika Srpska / Република Српска (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina) si è pronunciata a favore di BHRT, l’emittente pubblica bosniaca, in merito ai canoni non pagati dall’emittente pubblica della República Srpska di Bosnia ed Erzegovina RTRS (PTPC).
Come anticipato, la Corte Suprema della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (Vrhovni sud Republike Srpske) si è pronunciata a favore di BHRT in due procedimenti giudiziari contro RTRS (PTPC), l’emittente pubblica della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.
Per diversi anni, RTRS (PTPC) non ha condiviso i fondi raccolti dai pagamenti del canone televisivo in Bosnia ed Erzegovina con BHRT, il che ha contribuito al debito dell’organizzazione che gestisce i canali di tre enti pubblici radiotelevisivi (BHRT, l’ente radiotelevisivo pubblico, incaricato di mandare onda e trasmettere i programmi del canale televisivo nazionale (BHT1) e del canale radiofonico nazionale (BH Radio 1); RTVFBiH, che possiede propri canali e frequenze all’interno della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e che trasmette in bosniaco e croato; RTRS, che possiede propri canali e frequenze all’interno della Repubblica Srpska e che trasmette in serbo). Il procedimento è stato avviato dopo che la Corte Costituzionale della Federazione di Bosnia ed Erzegovina ha segnalato una violazione dei diritti di BHRT.
Belmin Karamehmedović, Direttore Generale di BHRT, ha affermato che questa decisione rappresenta una svolta per BHRT: “I tribunali della Repubblica Serba non potranno più fare riferimento alle argomentazioni invocate quando si sono pronunciati contro BHRT. Purtroppo, questo non significa ancora la fine dell’esercizio dei nostri diritti legali che ci sono stati negati dal 2017, ma è certamente un passo positivo per BHRT e la continuazione della nostra lotta per ottenere “la tassa che ci spetta”.
La Corte Suprema della Republika Srpska / Република Српска (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina), agendo sulla decisione della Corte Costituzionale della Bosnia-Erzegovina, ha annullato le sentenze dei tribunali di grado inferiore e ha ordinato un nuovo processo.
L’avvocato Vlado Adamović ha spiegato a BHRT News: “La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza in cui ha riscontrato una violazione dei diritti, ha riportato la questione al suo antico inizio, e ora è tornata al suo antico inizio. Tali procedure saranno ripetute allo scopo di correggere le violazioni dei diritti.”
Damir Katica, l’avvocato che ha rappresentato BHRT nel procedimento, ritiene che ci sia finalmente spazio per un’applicazione coerente della legge: “La Corte Suprema della Repubblica Srpska ha annullato le sue sentenze, ha adottato la Revisione di BHRT, ha annullato la sentenza del Tribunale Commerciale Distrettuale di Banja Luka e la sentenza della Corte Commerciale Superiore. I casi sono stati rinviati al tribunale di primo grado per un nuovo processo. Ci aspettiamo che i prossimi passi garantiscano l’applicazione coerente delle leggi e delle decisioni delle più alte istituzioni giudiziarie, il che garantirebbe finalmente l’uguaglianza, la legalità e la sostenibilità del sistema nell’interesse di tutti i cittadini della Bosnia ed Erzegovina.”
Tuttavia, il processo di raccolta delle richieste di BHRT non è ancora certo, sebbene, come affermato, tutti i fatti chiave siano stati accertati. Belmin Karamehmedović ha inoltre dichiarato: “Quando il processo verrà riavviato in Repubblica Srpska, ci vorrà del tempo. Prevediamo che non sarà lungo come negli anni precedenti, ma il diritto di BHRT a ricevere i fondi previsti dalla legge dovrà comunque essere sottoposto a una procedura completa. Nel frattempo, dobbiamo trovare una soluzione su come preservare la radiodiffusione pubblica in Bosnia ed Erzegovina.”
Secondo le informazioni disponibili, l’attuale debito di RTRS (PTPC) nei confronti di BHRT ammonta a oltre 98 milioni di marchi convertibili in otto anni, durante i quali a BHRT non sono stati versati i fondi dovuti per legge.
Se questo debito venisse saldato, BHRT potrebbe ripagare il debito con l’EBU-UER e tornare all’Eurovision Song Contest. BHRT è stata sanzionata dall’EBU-UER dal dicembre 2016 a causa di questi debiti non pagati e da allora non è più stata in grado di tornare all’Eurovision Song Contest.
La Bosnia ed Erzegovina ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1993 (qualificata nella preselezione di Lubiana), dopo la dissoluzione della Federazione Jugoslava. Da allora ha partecipato ad ogni edizione, tranne che nel 1998 e nel 2000 per i bassi risultati ottenuti l’anno prima, fino al 2012.
Nel 1993 la Repubblica di Bosnia ed Erzegovina, assieme ad altre sei nazioni che desideravano partecipare all’Eurovision Song Contest per la prima volta, partecipò ad una Semi-Finale che si svolse a Lubiana, si classificò al secondo posto e poté così partecipare all’Eurovision Song Contest 1993.
Miglior risultato è stato un terzo posto nel 2006 con “Lejla” cantata dal gruppo Hari Mata Hari.
A partire dal 2012 si è ritirata per problemi economici della tv di stato.
È ritornata nell’edizione 2016 a Stoccolma, quattro anni dopo l’ultima partecipazione, ma per la prima volta dall’introduzione delle semifinali non si è qualificata per la serata finale.
A partire dal 2017 si ritira nuovamente dalla manifestazione sempre a causa di problemi economici.
Da ricordare che la Bosnia ed Erzegovina ha partecipato per l’ultima volta all’Eurovision Song Contest nel 2016, in cui l’artista Deen (Fuad Backović) – che tornava in scena dopo che nel 2004 Deen rappresenta la Bosnia ed Erzegovina all’Eurovision Song Contest con la canzone “In The Disco”, arrivando in nona posizione con 91 punti – ha rappresentato il Paese con il brano “Ljubav Je” insieme a Dalal Midhat-Talakić, Ana Rucner i Jala Brat (Jasmin Fazlić). Il gruppo ha mancato di poco la qualificazione alla Finale, concludendo all’11° posto in Semi-Finale con 104 punti.
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