
L’Ungheria potrebbe tornare all’Eurovision Song Contest, stando a quanto i media ungheresi sulle parole del leader dell’opposizione Péter Magyar apre alla partecipazione dopo anni di assenza.
Il Paese non ha più preso parte all’Eurovision Song Contest dal suo ritiro, avvenuto dopo l’edizione del 2019 e, da allora, non si sono più registrate novità né indiscrezioni su un possibile ritorno.
La decisione del ritiro, ufficialmente motivata dalla volontà di sostenere maggiormente i talenti locali attraverso A DAL – il concorso nazionale che fungeva da selezione per l’Eurovision Song Contest – è stata però letta da molti media sia in Ungheria che all’estero come una scelta politica del governo guidato da Viktor Orbán e dal partito ultra-conservatore Fidesz – Magyar Polgári Szövetség (Unione Civica Ungherese).
Con le elezioni parlamentari fissate per aprile 2026 e un calo nei sondaggi che vede Péter Magyar al 39%, mentre il partito di opposizione TISZA – Tisztelet és Szabadság Párt (Partito del Rispetto e della Libertà), guidato da Péter Magyar, raggiunge il 46%, il dibattito sull’Eurovision Song Contest è tornato a farsi sentire. Durante un incontro pubblico di domande e di risposte con i cittadini, in cui gli è stato possibile rivolgergli domande sul suo programma, a Magyar è stata posta una domanda proprio sulla possibile partecipazione dell’Ungheria al concorso europeo.
Nel dettaglio, un giovane ha affermato che la salute e l’istruzione vengono prima di tutto, ma non vede alcun dibattito sull’Eurovision Song Contest all’interno del partito, poiché ritiene che sia un argomento di grande interesse per molti. Il leader del partito di centrodestra Tisza, come riportato dal sito EurovisionFun, ha risposto con apertura: «Non so se sia responsabilità del governo, ma se lo è, lo faremo». Una dichiarazione che ha acceso l’interesse dei fan dell’Eurovision Song Contest, abituati a vedere l’Ungheria assente dal 2020, mentre molti artisti nazionali hanno tentato di farsi strada all’estero.
Poi, sempre lo stesso giovane ha spiegato quanto sia importante l’Eurovision Song Contest per gli artisti, citando gli esempi di Carson Coma and Abor & Tynna, che hanno cercato di partecipare all’Eurovision Song Contest rispettivamente tramite le selezione nazionali di San Marino e di Germania. Magyar ha inoltre sottolineato come l’Ungheria non sia fuori dall’Eurovision Song Contest per ragioni economiche, a differenza di Bulgaria e Romania, né per esclusione forzata come avvenuto con Russia e Bielorussia.
«È sbagliato non partecipare e non avremmo dovuto ritirarci. Sono d’accordo sull’esclusione della Russia, non possiamo permettere la presenza di criminali di guerra. Ma l’Ungheria deve tornare, se la decisione spetterà al governo, ci saremo», ha affermato Péter Magyar.
Una posizione che, se confermata, potrebbe aprire la strada al ritorno del Paese all’Eurovision Song Contest dopo sette anni di assenza, restituendo agli artisti un palcoscenico di enorme visibilità internazionale. Sicuramente non nel 2026, ma rispetto alla Turchia ci sono senz’altro maggiori prospettive che questo possa accadere in tempi brevi. Ma fra i fan dell’Eurovision Song Contest cresce la voglia per il ritorno magari nel 2027 dell’Ungheria, Paese che non ha mai lesinato originalità nelle proposte. Fra l’altro i giornalisti ungheresi, malgrado Orbàn, continuano ad essere accreditati ad Eurovision Song Contest: a Basilea era presente un piccolo gruppo di colleghi di una testata di settore.
@tiszasziv Az Eurovíziós Dalfesztiválról #Tisza #aradatisza #magyarpeter
L’Ungheria ha debuttato all’Eurovision Song Contest nell’edizione del 1994 (17 partecipazioni – 14 finali), partecipandovi annualmente con alcune interruzioni dal 1999 al 2004, nel 2006, nel 2010 e a partire dal 2020. La partecipazione è stata curata fino al 2015 dall’azienda televisiva pubblica Magyar Televízió (MTV zrt.), rimpiazzata poi da Duna Média.
Non ha mai vinto né ospitato la manifestazione canora e il suo migliore piazzamento è stato un 4º posto al debutto nell’edizione del 1994, ottenuto da Friderika Bayer col brano “Kinek mondjam el vétkeimet?” (To whom shall I tell my sins?).
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nei primi anni 1990, diversi paesi aderenti al patto di Varsavia e parte dell’ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia manifestarono l’intenzione di partecipare all’Eurovision Song Contest in occasione dell’edizione del 1993, tra cui l’Ungheria. L’emittente televisiva statale MTV trasmetteva il concorso canoro già dall’edizione del 1965 (fatta eccezione per le edizioni del 1976, trasmessa da Petőfi Rádió, e per le edizioni degli anni 1979, 1980, 1983, 1984, 1985 e 1990) e aveva aderito all’Unione europea di radiodiffusione (EBU-UER) il 1º gennaio 1993. In precedenza due cantanti magiari avevano già partecipato all’Eurovision Song Contest: Leslie Mándoki e Marika Késmárky (meglio nota con lo pseudonimo di Edina Pop) come membri del gruppo Dschinghis Khan avevano rappresentato la Germania Ovest (loro paese di residenza) nell’edizione del 1979, classificandosi al 4º posto.
La televisione ungherese selezionò come rappresentante del paese l’attrice e cantante Andrea Szulák col brano “Árva reggel”; visto l’alto numero di partecipanti previsto, gli organizzatori predisposero un metodo di pre-selezione organizzato dall’emittente radiotelevisiva slovena RTV SLO per conto dell’EBU-UER, tra i sette nuovi aspiranti partecipanti (Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Estonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria) denominato ‘Kvalifikacija za Millstreet’ (Preselection for Millstreet, Qualificazione per Millstreet) e l’Ungheria si classificò penultima, non potendo partecipare all’Eurovision Song Contest. Nonostante ciò il paese poté poi partecipare all’edizione dell’anno successivo, grazie all’introduzione di un sistema di qualifica per la partecipazione basato sul risultato ottenuto durante l’edizione precedente. MTV per selezionare il proprio rappresentante utilizzò il Táncdalfesztivál, vinto il 5 febbraio 1994 dalla cantante Friderika Bayer col brano “Kinek mondjam el vétkeimet?” (To whom shall I tell my sins?); il brano, interamente in lingua ungherese, ottenne un discreto successo all’Eurovision Song Contest, piazzandosi al 4º posto.
Il successo iniziale non fu tuttavia replicato dalle partecipazioni successive, tant’è che nel 1995 il paese si classificò al 22º e penultimo posto mentre nel corso dell’anno successivo non riuscì a superare la semifinale classificandosi al 23º posto su 29. Dopo altri due risultati modesti nel 1997 (12º posto) e nel 1998 (23º) il paese si ritirò dall’edizione del 1999, interrompendo anche la trasmissione dell’evento.
Dopo un’iniziale apertura a tornare a partecipare all’Eurovision Song Contest 2004, a cui rinuncia per poter avere più tempo per selezionare il proprio rappresentante, il paese si ripresentò nell’edizione del 2005 selezionando attraverso l’Eurovíziós Dalfesztivál i NOX col brano “Forogj, világ!” (Spin, World); il gruppo riesce a qualificarsi per la finale, classificandosi al 12º posto. L’emittente televisiva rinunciò tuttavia a partecipare nell’edizione successiva, citando problemi finanziari.
Il paese tornò a partecipare nel 2007 adottando un metodo misto di selezione: il rappresentante, la cantante Magdi Rúzsa, fu scelto dal pubblico ungherese mentre la canzone, “Unsubstantial Blues” (versione in lingua inglese del suo singolo “Aprócska blues”), fu selezionata internamente dall’emittente. Rúzsa riuscì nuovamente a qualificarsi per la finale, classificandosi al 2º posto nella propria semifinale e al 9º posto in finale, e il suo brano ottenne inoltre un premio Marcel Bezençon per la composizione musicale. Nei due anni successivi il paese rimase in semifinale, classificandosi all’ultimo posto nel 2008 e al 15º posto su 19 nel 2009, anno in cui il cantante Zoli Ádok ricevette inoltre il premio Barbara Dex per il peggior vestito utilizzato durante l’esibizione. Per l’edizione del 2009 era stata inizialmente selezionata l’attrice Kátya Tompos, spontaneamente ritiratasi poi per non intaccare la sua carriera cinematografica e teatrale.
Per l’edizione del 2010 l’emittente si ritirò nuovamente per ragioni finanziarie, in previsione dei tagli al budget da parte del governo Bajnai; nonostante la non-partecipazione, l’evento fu trasmesso dal canale televisivo privato Duna TV, controllato dall’azienda privata Duna Televízió, già membro associato dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU-UER) e candidata come membro effettivo (pre-requisito necessario per poter curare la partecipazione di un paese nei programmi eurovisivi). Dopo la fondazione del fondo statale MTVA, la nazione tornò a partecipare all’edizione del 2011, selezionando internamente la cantante Kati Wolf col brano “What About My Dreams?” (Mi van az álmaimmal?; Szerelem, miért múlsz?); il brano ottenne un discreto successo tra i fan eurovisivi, venendo inoltre considerato tra i possibili vincitori, ma pur qualificandosi per la finale dell’evento, si classificò solo al 22º posto.
A partire dal 2012 l’emittente televisiva MTV ha iniziato ad organizzare il concorso canoro A DAL per selezionare il proprio rappresentante con un voto misto da parte di una giuria di esperti e da parte del televoto. I vincitori della prima edizione di questo concorso sono stati i Compact Disco col brano “Sound of Our Hearts” (Szíveink dallama), classificatasi poi al 24º posto nella finale dell’Eurovision Song Contest 2012. Nei due anni successivi i vincitori del metodo di selezione riescono a riportare il paese nella top 10, col 10º posto ottenuto da ByeAlex e la sua “Kedvesem (Zoohacker Remix)” nel 2013 e il 5º posto ottenuto da András Kállay-Saunders con la sua “Running” (Rohanás) nel 2014.
Nei quattro anni successivi l’Ungheria, pur riuscendo sempre a qualificarsi per la finale, ottenne modesti piazzamenti, fatta eccezione per l’8º posto conseguito da Joci Pápai con la sua “Origo” (Origin) nel 2017. Dopo aver mancato la finale nel 2019, il paese ha annunciato il suo ritiro per l’edizione del 2020 (poi cancellata per la pandemia di COVID-19); sebbene l’emittente televisiva ungherese non abbia fornito ufficialmente le motivazioni che hanno portato al ritiro, diversi media internazionali hanno ipotizzato che fosse legato all’aumento della retorica omofoba e anti-LGBT in Ungheria imposta dal governo Orbán, rispetto ad una manifestazione canora internazionale spesso associata alla comunità queer In seguito al ritiro non è stato trasmesso il programma ‘Eurovision: Europe Shine a Light’ né sono state trasmesse le successive edizioni dell’Eurovision Song Contest.
Nonostante il ritiro, l’emittente televisiva Duna Média ha continuato ad organizzare il concorso A DAL, pur sostenendo a più riprese che non vi è in programma un ritorno all’Eurovision Song Contest.
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