Sanremo 2026: Sal Da Vinci con “Per sempre sì” vince il Festival di Sanremo 2026. I risultati delle votazioni.

Sal Da Vinci con “Per sempre sì” ha vinto la 76ª edizione del Festival di Sanremo. In finale ha battuto 2° Sayf, 3° Ditonellapiaga, 4° Arisa,  5° Fedez & Masini.

Una vittoria annunciata, di cui si parlava ormai da settimane – molto più inaspettato il resto del pop, con Sayf (che ha vinto al televoto) e Ditonellapiaga – che ieri aveva vinto la serata delle cover.

Questa la classifica finale, con le percentuali: 

1  – Sal Da Vinci (22,2% – 23,5% al televoto)
2 – Sayf (21,9% – 26,4% al televoto)
3 – Ditonellapiaga (20,6 % – 18.9% al televoto)
4  – Arisa (18,9 %- 19.2 % al televoto)
5 – Fedez & Marco Masini (16,4% – 11,9% al televoto)

Questa la classifica dal 30° al 6° posto: 

6 – Nayt
7 – Fulminacci
8 – Ermal Meta
9 – Serena Brancale
10 – Tommaso Paradiso
11 – Lda & Aka 7even
12 – Luché
13 – Bambole di Pezza
14 – Levante
15 – J-Ax
16 – Tredici Pietro
17 – Samurai Jay
18 – Raf
19 – Malika Ayane
20 – Enrico Nigiotti
21 – Maria Antonietta e Colombre
22 – Michele Bravi
23 – Francesco Renga
24 – Patty Pravo
25 – Chiello
26 – Elettra Lamborghini
27 – Dargen D’Amico
28 – Leo Gassman
29 – Mara Sattei 
30 – Eddie Brock

Per i dati di televoto relativi alla finalissima, ha trionfato con il 23,6% dei voti, un dato molto elevato se suddiviso su cinque artisti. L’artista di “Rossetto e caffè”, dai palchi teatrali che ha frequentato con il padre da quando aveva solo sei anni, non ha mai smesso di sognare in grande. Il grande segreto di Sal e anche la ragione più importante di questa vittoria: la sua capacità nel saper costruire mattone dopo mattone un successo solidissimo che non l’ha mai reso disincantato. A tal punto da piangere come un esordiente di fronte a una gioia così grande.

“Per sempre sì” è pop-partenopeo allo stato puro. La melodia napoletana di Sal si mescola a un ritmo trascinante, con venature latine e ballabili. Questo brano è magistrale nella sua capacità di saper parlare alla sua generazione ma anche a quella giovanissima dei social. È quanto di più vicino a “Rossetto a caffè” per intenzioni, pur essendo un brano diversissimo. È un brano dal DNA nazional-popolare che sembrava già un successo alla sua prima esecuzione. Ha vinto per questo.

Pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, Sal Da Vinci è un cantautore e attore napoletano con cittadinanza statunitense. Il padre, Mario Da Vinci, anch’esso cantante e attore, era impegnato in una tournée negli Stati Uniti d’America al momento della nascita del figlio. Ancora bambino, nel 1976 debutta nel mondo della musica incidendo, in duetto proprio con il padre, la canzone “Miracolo ‘e Natale” di Alberto Sciotti e Tony Iglio, e l’anno seguente, sempre insieme al padre, debutta in teatro con le sceneggiate “Caro papà” e “Senza mamma e senza padre”. Nel 1978 arriva anche il cinema: prende parte alla pellicola di Carlo Caiano “Figlio mio sono innocente!”. Poco dopo registra il primo album “O guappo nnammurato”, dove oltre a canzoni appartenenti al repertorio classico napoletano, incide gli inediti “Lettera a Napoli” e “Meglio ca ‘o ssaje”.

Nel 1986 partecipa al fianco di Carlo Verdone e Alberto Sordi al film “Troppo forte”, nel ruolo dello “scugnizzo” Capua, ma con gli anni tralascia il cinema per dedicarsi sempre di più alla musica. Tra i momenti salienti della sua carriera c’è sicuramente la sua esibizione del 1995 in presenza di Papa Giovanni Paolo II nella conca di Loreto, davanti a oltre 450 000 persone. Non solo musica e cinema, ma anche teatro: passione emersa nel 1981, quando l’artista debutta col padre nell’opera “‘A mamma”, negli anni ha visto un susseguirsi di collaborazioni, esibizioni e interpretazioni, fino alla più recente “Stelle a metà” del 2014, musical le cui canzoni sono scritte da Sal in collaborazione con Alessandro Siani – con cui lavora anche per le musiche del film “Si accettano miracoli”.

Nel 2024 la consacrazione al grande pubblico col singolo “Rossetto e caffè”, brano eseguito l’anno successivo all’Ariston durante la serata delle cover del Festival di Sanremo, ospite dei The Kolors, in gara. Torna sullo stesso palco nel 2026, questa volta come Big in gara col brano “Per sempre sì”.

Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo 2026,  battendo al ballottaggio finale Sayf, Ditonellapiaga, Arisa, Fedez/Masini. Una vittoria annunciata, di cui si parlava ormai da settimane – molto più inaspettato il resto del pop, con Sayf (che ha vinto al televoto) e Ditonellapiaga – che ieri aveva vinto la serata delle cover.

Questa la classifica finale, con le percentuali di voto sul totale e le percentuali del televoto:

1 – Sal Da Vinci (22,2% – 23,5% al televoto)
2 – Sayf (21,9% – 26,4% al televoto)
3 – Ditonellapiaga (20,6 % – 18.9% al televoto)
4 – Arisa (18,9 %- 19.2 % al televoto)
5 – Fedez & Marco Masini (16,4% – 11,9% al televoto)

Il ballottaggio ha visto nuovamente il voto delle tre giurie: Televoto (34%), della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e giuria delle Radio (33%), con i voti che si sono sommati a quelli delle sere precedenti.  

Questa la classifica dal 30° al 6° posto – Rockol ha votato in sala stampa. Al ballottaggio finale Rockol ha votato Ditonellapiaga e Sayf. Per il premio della critica abbiamo votato Nayt.

6 – Nayt
7 – Fulminacci
8 – Ermal Meta
9 – Serena Brancale
10 – Tommaso Paradiso
11 – Lda & Aka 7even
12 – Luché
13 – Bambole di Pezza
14 – Levante
15 – J-Ax
16 – Tredici Pietro
17 – Samurai Jay
18 – Raf
19 – Malika Ayane
20 – Enrico Nigiotti
21 – Maria Antonietta e Colombre
22 – Michele Bravi
23 – Francesco Renga
24 – Patty Pravo
25 – Chiello
26 – Elettra Lamborghini
27 – Dargen D’Amico
28 – Leo Gassman
29 – Mara Sattei 
30 – Eddie Brock

Sal Da Vinci avrà la possibilità di rappresentare l’Italia all‘Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà a Vienna il prossimo maggio. La conferma, è arrivata nella conferenza stampa quest’oggi: “È una cosa che in questo momento mi tocca ma allo stesso tempo mi sembra una cosa così grande da affrontare, portare la musica italiana nel nostro paese è un motivo di orgoglio. La musica l’ho sempre vista come motivo di grande aggregazione, sfumature di bellezza, ed è importante esserci in un contesto così grande, che unisce attraverso la musica. L’Italia deve esserci, quindi “per sempre sì”. Avevo fissato delle date in contemporanea con l’Eurofestival, non mi aspettavo questa vittoria, e le ho dovute spostare”.

Curiosità: dei 30 concorrenti di quest’anno, 27 hanno accettato, in caso di vittoria, di partecipare all’Eurovision Song Contest; due hanno risposto alla RAI che non avrebbero partecipato; uno non ha risposto.

L’Italia è tra i paesi fondatori dell’Eurovision Song Contest e vi ha partecipato senza interruzioni fino al 1980 per poi parteciparvi con diverse pause fino al 1997. Dopo un’assenza durata ben 13 edizioni, il paese è tornato a partecipare nel 2011 e da allora è uno dei cosiddetti Big Five, ossia i cinque Paesi che, in virtù dei loro investimenti nell’EBU-UER, partecipano direttamente alla finale dell’evento.

Italia ha vinto tre volte: nel 1964 con “Non ho l’età (per amarti)” di Gigliola Cinquetti, nel 1990 con “Insieme: 1992” di Toto Cutugno e nel 2021 con “Zitti e buoni” dei Måneskin. Grazie a queste tre vittorie l’Italia ha ospitato per altrettante volte la manifestazione: nel 1965 presso l’auditorium Rai di Napoli, nel 1991 presso gli studi di Cinecittà a Roma e nel 2022 presso il PalaOlimpico a Torino.

Lo scorso anno l’Italia è stata rappresentata da Lucio Corsi che, con il brano “Volevo essere un duro”, ha chiuso la gara al 5° posto.

Aggiornamento: Analisi del televoto e dati delle giurie.

La prima serata. Nel corso della prima serata sono stati esplicitati in ordine casuale i nomi più votati dalla Sala stampa, Tv e Web. I nomi, questa volta, li vedremo in ordine di classifica e sono:

  1. Serena Brancale
  2. Fulminacci
  3. Ditonellapiaga
  4. Fedez & Masini
  5. Arisa

Questa Top 5 raccoglie tre dei cinque nomi che sabato abbiamo visto nella cinquina finale. Se la preferita al martedì era Serena Brancale, il futuro vincitore Sal Da Vinci era al sesto posto.

La seconda serata. Nella seconda serata abbiamo ascoltato solo metà dei brani in gara ma abbiamo visto un aggregato di tutte e tre le giurie (quindi entra il televoto e le radio). Ecco com’è andata nel corretto ordine:

  1. Nayt
  2. Fedez & Masini
  3. Ermal Meta
  4. Tommaso Paradiso
  5. LDA & Aka 7even

Uno dei cinque nomi l’abbiamo trovato sabato nella Top 5, parliamo di Fedez & Masini. Proviamo però a analizzare un po’ questo voto, premettendo che nella classifica integrata Ditonellapiaga è solo settima.

Per le radio la preferita della seconda serata è Ditonellapiaga, mentre per il televoto, i dati danno primo Nayt, votato al 13,94%, Fedez & Masini secondi all’11,48% e infinite terzo Ermal Meta al 10,7%.

Ditonellapiaga anche per chi vota da casa è settima (con il 7% dei voti). È poco e poi vedremo perché ha avuto un impatto sul risultato finale.

La terza serata. Mancavano gli ultimi quindici artisti, sempre con il supporto di tutte le giurie. Ecco i cinque nomi in cima, anche questa volta in una classifica ordinata.

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Luchè
  5. Serena Brancale

In questa classifica aggregata, torna Serena Brancale, che è seconda per le radio e quinta al televoto (5,4%). Ritroviamo anche Arisa (sesta per le radio, seconda per il televoto con il 16,76% dei voti) e per la prima volta vediamo Sayf (quarto per le radio, terzo per il televoto con il 13,49%). Questa classifica raccoglie tre dei cinque nomi della Top 5.

Sal Da Vinci giovedì è primissimo al televoto con il 20,87% dei voti.

Molto importante è vedere la classifica congiunta che aggrega la seconda e la terza serata. Questa classifica ci da un termometro molto chiaro di quello che sarebbe poi successo in finale, probabilmente con qualche importante eccezione. Ecco la congiunta di mercoledì e giovedì.

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Nayt
  5. Fedez & Masini

Cos’è successo? Moltissimo, anche perché Ditonellapiaga in questa aggregata era undicesima, molto lontana dalle potenzialità di podio. L’unica giuria che in prima battuta ha supportato completamente Ditonellapiaga sono le radio. Il risultato rafforza le ipotesi che la serata delle cover abbia stravolto il destino di Ditonellapiaga, pur non contando formalmente nella classifica finale. Su 30 esibizioni infatti, Ditonellapiaga e TonyPitony hanno guadagnato il 14% al televoto, che è quasi il doppio di quanto ha ricevuto Sayf, secondo classificato nella gara delle cover.

La finale: prima fase. Scopriamo ora cosa è successo nella serata finale. Anticipiamo subito un discorso molto importante: sia le radio che la stampa non mettono in Top 5 Sal Da Vinci. Per le radio è sesto, per la stampa anche.

Il voto delle radio. Questa è la top 5 voluta dalle radio il sabato;

  1. Ditonellapiaga
  2. Fulminacci
  3. Sayf
  4. Levante
  5. Tommaso Paradiso

Il voto della sala stampa. Questa è la top 5 voluta dalla stampa:

  1. Fulminacci
  2. Ditonellapiaga
  3. Arisa
  4. Sayf
  5. Serena Brancale

È facile osservare come rispetto al voto della prima serata, Serena Brancale sia scesa nelle preferenze della stampa, così come Arisa. Subentra Sayf al posto di Fedez & Masini.

Il televoto. Questa è la top 5 voluta dal pubblico da casa:

  1. Sal Da Vinci (con il 13,15% dei voti)
  2. Arisa (con l’11,04% dei voti)
  3. Sayf (con il 10,94% dei voti)
  4. Ditonellapiaga (con il 6,6% dei voti)
  5. Fedez & Masini (con il 5,79% dei voti)

È interessante notare che tutti e cinque i nomi qui corrispondono all’esatta cinquina finale, con qualche piccola variazione nell’ordine. In generale questo voto premia moltissimo Ditonellapiaga che cresce, anche se non con voti esorbitanti, rispetto alle precedenti votazioni.

La classifica congiunta. I nomi esplicitati in trasmissione, non in ordine, della cinquina che si è giocata la finalissima, qui li vediamo in ordine.

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Ditonellapiaga
  5. Fedez & Masini

La congiunta della sola ultima serata vedeva giusto una piccola variazione di posizioni tra Arisa e Sayf. Quindi al di là dei cambiamenti d’opinione di alcune giurie, il dato è confermato.

La finale: seconda fase. Ecco come è cambiato il comportamento delle giurie una volta arrivata la Top 5.

Giuria delle radio.

  1. Ditonellapiaga
  2. Sal Da Vinci
  3. Sayf
  4. Fedez & Masini
  5. Arisa

Giuria della sala stampa.

  1. Ditonellapiaga
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Sal Da Vinci
  5. Fedez & Masini

Le giurie “tecniche” avrebbero voluto entrambe Ditonellapiaga vincitrice. Ma vediamo invece cosa dice il televoto.

  1. Sayf è votato al 26,40%
  2. Sal Da Vinci è votato al 23,56%
  3. Arisa è votata al 19,23%
  4. Ditonellapiaga è votata al 18,93%
  5. Fedez & Masini sono votati al 11,85%

Insomma: Sal Da Vinci ha vinto non solo grazie all’ottimo riscontro di televoto, ma è stato supportato (o sarebbe meglio dire, non penalizzato) dalla giuria delle radio. Un po’ meno favorevole era la sala stampa, che comunque non l’ha voluto ultimo.

Ditonellapiaga quasi certamente avrebbe ottenuto un risultato migliore se il pubblico l’avesse televotata già dalla seconda serata.

La proclamazione. I dati integrati finali dicono alcune informazioni molto importanti.

  1. Sal Da Vinci – 22,2%
  2. Sayf – 21,9%
  3. Ditonellapiaga – 20,6%
  4. Arisa – 17,9%
  5. Fedez & Masini 16,5%

La vittoria di misura di Sal Da Vinci rispetto a Sayf è imputabile anche al fatto che le giurie tecniche hanno supportato un pochettino meno Sayf per dare massimo supporto a Ditonellapiaga. Probabilmente sarebbe bastato un primo posizionamento di Sayf in una delle giurie tecniche per spostare il risultato, visto che si è dimostrato molto forte al televoto.

Il segreto della vittoria di Sal Da Vinci è invece dovuto a una stabilità di voto su un livello molto elevato in ogni serata. Il grande supporto in finale e l’appoggio (seppur non massimo) delle giurie tecniche ha fatto il resto.

Aggiornamento: Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026 grazie al televoto. Non alla sala stampa. È questo il punto che va chiarito dopo le dichiarazioni di Carlo Conti, perché i numeri raccontano una dinamica diversa rispetto a quanto affermato dal direttore artistico.

Intervistato da Radio Toscana, il conduttore ha dichiarato, oltre alle sue preferenze in gara, quanto segue: “Non avrei immaginato quando ho scelto la canzone di Sal Da Vinci, che potesse arrivare così in alto. Magari era da prime 10, ma d’altra parte lui è un artista che ha fatto una lunghissima gavetta e ha indovinato un brano che è entrato nel cuore del pubblico.”

Fin qui, opinioni. Poi però l’affermazione che cambia il quadro: “In questo caso tra l’altro non è stato decisivo il televoto, come qualcuno lamenta che succeda spesso, ma sono stati i voti della sala stampa e della giuria radio.”

Sal Da Vinci e la vittoria Sanremo 2026, cosa dicono davvero i numeri: A determinare la vittoria di Sal Da Vinci è stato proprio il televoto. E lo è stato grazie alla formula introdotta lo scorso anno dallo stesso Conti: i voti non si azzerano dopo ogni serata, ma diventano un “tesoretto” che si accumula.

Giovedì 26, prima serata in cui ‘Per sempre sì’ viene sottoposto anche al televoto, l’artista chiude al primo posto con il 20,88% su 15 proposte in gara. Un margine che diventa capitale accumulato e che nessuno riuscirà più a colmare.

La superfinale e il peso del regolamento. Nella superfinale lo scenario è diverso: Sayf è primo al televoto e nella combinata finale, Ditonellapiaga è prima per sala stampa e radio. Sal Da Vinci è terzo nel round finale.

Eppure vince con il 22,17%, contro il 21,988% di Sayf e il 20,57% di Ditonellapiaga. Il motivo? Il tesoretto accumulato nelle serate precedenti grazie al televoto.

Se fosse stato in vigore il regolamento dell’era Amadeus, con azzeramento totale e preferenza secca in superfinale, avrebbe vinto Ditonellapiaga. Se il sistema fosse stato quello attuale ma con azzeramento prima dell’ultimo round, avrebbe vinto Sayf.

Il regolamento ha fatto la differenza. E quel regolamento porta la firma di Carlo Conti e della Rai.

Attribuire la vittoria alla sala stampa, che nei fatti aveva posizionato l’artista quarto, significa riscrivere l’esito di una dinamica matematica precisa. Anche perché, durante il Festival, il direttore artistico ha avuto il tempo per confrontarsi con i giornalisti e rispondere sul tema del peso effettivo di quella componente di voto.

Volendo, ha avuto anche due anni per decidere di eliminare proprio la sala stampa nelle prossime edizioni. Una scelta che ci troverebbe concordi: oggi a votare non sono solo professionisti che si occupano di musica durante tutto l’anno, ma anche testate e siti web di ogni genere.

Al netto di questo, i numeri restano. E raccontano che Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026 grazie al televoto e alla struttura cumulativa del sistema. Non per un ribaltamento finale di stampa e radio.

Le opinioni possono cambiare. I dati no.

Sal Da Vinci prima di “Per sempre sì”. Dai rifiuti al trionfo: la lunga strada del cantautore napoletano verso il suo Sanremo definitivo.

«La mia è la vittoria di un popolo e la vittoria di tutti quelli che hanno perseverato nel seguire un sogno. Faccio questo mestiere da quando avevo 7 anni e l’ho portato avanti con perseveranza, tra cadute e salite ripide. Anche quando c’era il mare in tempesta ho sempre cercato di portare la nave in porto. Non è stato facile. Questa è la vittoria di tutti quelli che, come me, vengono dal basso», ha detto Sal Da Vinci all’indomani della vittoria del Festival di Sanremo 2026 con la sua “Per sempre sì”.

Al Festival il 56enne cantautore napoletano si è preso più di una rivincita. L’anno scorso, sull’onda dell’exploit su TikTok di “Rossetto e caffè”, aveva presentato a Carlo Conti un brano in duetto con il figlio Francesco (attore e cantante, noto ai più per aver recitato in “Gomorra – La serie”, nel 2019), che compare anche come co-autore di “Per sempre sì”, insieme ad Alessandro La Cava, Federica Abbate, Eugenio Maimone e Merk & Kremont, che l’hanno anche prodotta. Non era andata bene: scartato. Per la trentesima volta.

Il televoto in tilt a Sanremo nel 2009. È stato lui stesso a raccontare che prima di mettere per la prima volta piede all’Ariston nel 2009, quando Paolo Bonolis lo portò in gara con “Non riesco a farti innamorare” (scritta con Gigi D’Alessio e Vincenzo D’Agostino, paroliere di riferimento del giro napoletano, da poco scomparso), provò a partecipare alla kermesse per ben tredici volte, sempre senza successo. E dopo il terzo posto di quell’anno – «ad un certo punto andò in tilt il televoto. Le persone che provavano a votare per me, non riuscivano a farlo. Conservo ancora le prove, nei vecchi telefoni. Il motivo lo sanno solo i tecnici dell’epoca» – ha provato a candidarsi per altre diciassette volte, prima di essere finalmente preso da Conti con “Per sempre sì”. Al momento della proclamazione del vincitore, sabato sera, Salvatore Michael Sorrentino – questo il vero nome dell’artista, nato a New York nel 1969 in quanto il padre Mario Da Vinci, cantante e attore napoletano scomparso nel 2015, era impegnato in una tournée negli Usa – ha cominciato a zompettare sul palco per la felicità. Poi, intrecciando le mani, ha guardato verso l’alto. Infine, sempre con le mani intrecciate, si è inginocchiato di fronte alla platea dell’Ariston, sotto la pioggia di coriandoli. «Non capisco niente», ha detto, ritirando il premio, piangendo. «Questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia, che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento. E alla mia città, Napoli», ha aggiunto, prima di ricantare ancora una volta quella “Per sempre sì” dedicata alla moglie Paola Pugliese, da quarant’anni al suo fianco, correndo ad abbracciare il maestro Adriano Pennino, arrangiatore e produttore di riferimento della musica partenopea, storico braccio destro di Gigi D’Alessio (al Festival, quest’anno, dirigeva l’orchestra anche per Luchè).

Tra i suoi fan anche Silvio Berlusconi. Proprio la moglie, alla vigilia della finale, ha raccontato in un’intervista a La Repubblica il passato, tutt’altro che semplice, del marito: dischi che rimanevano confinati nel territorio campano (il primo, “Miracolo ’e Natale”, è uscito nel 1976, quando Sal Da Vinci aveva appena 7 anni: lo incise insieme al padre, così come i successivi sei prima della svolta da solista nel 1980 con “’A giostra”), difficoltà economiche, ambizioni che puntualmente si scontravano con lo scetticismo e lo snobismo dei discografici. Per provare ad uscire fuori da Napoli e dintorni nel 1992 partecipa a “Una voce per Sanremo” a Domenica In, condotta da Toto Cutugno e Alba Parietti. Nel 1994 è invece tra i concorrenti del Festival italiano di musica, organizzato da Canale 5 – e presentato da Mike Bongiorno e Antonella Elia – per creare un’alternativa al Festival di Sanremo. A proposito: dopo la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo sono riemersi vecchie indiscrezioni secondo le quali Silvio Berlusconi fosse un supporter del cantautore napoletano, tanto da invitarlo a feste private e da chiedergli di scrivere un nuovo inno per il Pdl destinato a sostituire “Menomale che Silvio c’è” (ma il progetto non andò in porto e Berlusconi l’inno lo scrisse da sé, insieme a Maria Rosaria Rossi). Al Festival italiano di musica Da Vinci si classifica al primo posto con “Vera”, contenuto nel primo album inciso per un’etichetta discografica nazionale, la Dischi Ricordi, intitolato semplicemente “Sal Da Vinci”.

L’esperienza a teatro con De Simone. Nel 1999, quando ha già all’attivo quindici album, cinque dei quali incisi senza il padre, il cantautore e attore partenopeo (sapevate che nel 1985 Carlo Verdone gli fece fare una parte in “Troppo forte”?), riceve una telefonata da parte del grande regista teatrale e musicologo napoletano Roberto De Simone, che lo volle ne “L’opera buffa del giovedì santo”. «Quando Roberto De Simone chiese a Sal di fare a teatro “L’opera buffa del giovedì santo” lui tentennò, non accettò subito, perché voleva continuare a fare il cantante. Fui io a chiedergli di dire di sì al maestro. Lo misi davanti alla realtà: “Abbiamo due bambini piccoli, cosa gli diamo da mangiare?”. Era il periodo in cui le case discografiche storcevano il naso, non volevano produrlo, gli dicevano: “Vieni dalla sceneggiata”», ha raccontato la moglie. Il successo di “C’era una volta… Scugnizzi”, musical scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime e ispirato al film Scugnizzi di Nanni Loy che lo tiene impegnato di nuovo in teatro dopo l’esperienza con De Simone (nel cast anche Serena Rossi), lo vede protagonista per cinque stagioni.

Il boom di “Rossetto e caffè”. Il grande pubblico televisivo lo ritrova nel 2009, a distanza di quindici anni dalla partecipazione al Festival italiano di musica, sul palco del Festival di Sanremo. Con “Non riesco a farti innamorare” viene eliminato dalla giuria demoscopica, ma ripescato dal televoto. Televoto che gli permette di accedere alla finalissima a tre, con Marco Carta (in gara con “La forza mia”) e Povia (“Luca era gay”), dove però l’ex vincitore di Amici di Maria De Filippi ha la meglio. Negli anni successivi continua a lavorare con costanza: album, tour, musical, collaborazioni. Ma il successo nazionalpopolare sembra non volerne sapere di arrivare, nonostante il supporto di un gigante della musica italiana come Renato Zero, che nel 2017 gli fa da direttore artistico per l’album “Non si fanno prigionieri” (firmando anche diverse canzoni del disco). Poi, nel 2024, accade l’inverosimile. Una sua canzone, l’ennesima, grazie alla spinta di TikTok si rivela una hit: stiamo parlando, naturalmente, di quella “Rossetto e caffè” arrivata a superare su Spotify 70 milioni di streams. «Sal veniva da un periodo di crisi dopo l’avvento della trap e del rap, diceva: “Dove vado io con la mia musica?”. Io cercavo di dargli forza: “Amore, tu hai il teatro, è la tua casa”. Cadute e risalite, certo, ma sottolineo che siamo sempre stati uniti, nei momenti bui e in quelli bellissimi, come questo», ha raccontato la moglie.

“Dal basso”. A Sanremo, pur essendo stato scartato, l’anno scorso ci è tornato proprio per cantare “Rossetto e caffè” nella serata delle cover, insieme ai The Kolors: «Sono sempre arrivato a un passo dall’essere inserito nel cast, poi non è andata mai bene. Ogni Natale mi intristivo, sapendo di aver ricevuto l’ennesimo “no”. È stata l’ennesima rivincita di un progetto partito dal basso, senza la spinta delle case discografiche, esploso grazie alla gente». Chi lo ferma più, adesso.

Eccoci finalmente all’analisi che spiega a fine edizione del Festival di Sanremo 2026, le ragioni che hanno portato l’artista, in questo caso Sal Da Vinci, alla vittoria. Capiremo anche in modo più esteso il processo che ha portato alla definizione della Top 5 di ogni serata, per ogni giuria: la sala stampa-tv-web, la giuria delle radio e il televoto. E poi, alla vittoria di Sal Da Vinci.

Non sono di agevole interpretazione, perché non di tutte le graduatorie sono specificate le percentuali, alcune sono solo in ordine crescente, il che rende difficile metterle a confronto.

La prima serata. Nel corso della prima serata sono stati esplicitati in ordine casuale i nomi più votati dalla Sala stampa, Tv e Web. I nomi, questa volta, li vedremo in ordine di classifica e sono:

  1. Serena Brancale
  2. Fulminacci
  3. Ditonellapiaga
  4. Fedez & Masini
  5. Arisa

Questa Top 5 raccoglie due dei cinque nomi che sabato abbiamo visto nella cinquina finale. Se la preferita al martedì era Serena Brancale, il futuro vincitore Sal Da Vinci era al sesto posto.

La seconda serata. Nella seconda serata abbiamo ascoltato solo metà dei brani in gara ma abbiamo visto un aggregato di tutte e tre le giurie (quindi entra il televoto e le radio). Ecco com’è andata nel corretto ordine:

  1. Nayt
  2. Fedez & Masini
  3. Ermal Meta
  4. Tommaso Paradiso
  5. LDA & Aka 7even

Uno dei cinque nomi l’abbiamo trovato sabato nella Top 5, parliamo di Fedez & Masini. Proviamo però a analizzare un po’ questo voto, premettendo che nella classifica integrata Ditonellapiaga è solo settima.

Per le radio la preferita della seconda serata è Ditonellapiaga, mentre per il televoto, i dati danno primo Nayt, votato al 13,94%, Fedez & Masini secondi all’11,48% e infinite terzo Ermal Meta al 10,7%.

Ditonellapiaga anche per chi vota da casa è settima (con il 7% dei voti). È poco e poi vedremo perché ha avuto un impatto sul risultato finale.

La terza serata. Mancavano gli ultimi quindici artisti, sempre con il supporto di tutte le giurie. Ecco i cinque nomi in cima, anche questa volta in una classifica ordinata.

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Luchè
  5. Serena Brancale

In questa classifica aggregata, torna Serena Brancale, che è seconda per le radio e quinta al televoto (5,4%). Ritroviamo anche Arisa (sesta per le radio, seconda per il televoto con il 16,76% dei voti) e per la prima volta vediamo Sayf (quarto per le radio, terzo per il televoto con il 13,49%). Questa classifica raccoglie tre dei cinque nomi della Top 5.

Sal Da Vinci giovedì è primissimo al televoto con il 20,87% dei voti.

Molto importante è vedere la classifica congiunta che aggrega la seconda e la terza serata. Questa classifica ci da un termometro molto chiaro di quello che sarebbe poi successo in finale, probabilmente con qualche importante eccezione. Ecco la congiunta di mercoledì e giovedì. 

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Nayt
  5. Fedez & Masini

Cos’è successo? Moltissimo, anche perché Ditonellapiaga in questa aggregata era undicesima, molto lontana dalle potenzialità di podio. L’unica giuria che in prima battuta ha supportato completamente Ditonellapiaga sono le radio. Il risultato rafforza le ipotesi che la serata delle cover abbia stravolto il destino di Ditonellapiaga, pur non contando formalmente nella classifica finale. Su 30 esibizioni infatti, Ditonellapiaga e TonyPitony hanno guadagnato il 14% al televoto, che è quasi il doppio di quanto ha ricevuto Sayf, secondo classificato nella gara delle cover.

La finale: prima fase. Scopriamo ora cosa è successo nella serata finale. Anticipiamo subito un discorso molto importante: sia le radio che la stampa non mettono in Top 5 Sal Da Vinci. Per le radio è sesto, per la stampa anche.

Il voto delle radio. Questa è la top 5 voluta dalle radio il sabato:

  1. Ditonellapiaga
  2. Fulminacci
  3. Sayf
  4. Levante
  5. Tommaso Paradiso

Il voto della sala stampa. Questa è la top 5 voluta dalla stampa:

  1. Fulminacci
  2. Ditonellapiaga
  3. Arisa
  4. Sayf
  5. Serena Brancale

È facile osservare come rispetto al voto della prima serata, Serena Brancale sia scesa nelle preferenze della stampa, così come Arisa. Subentra Sayf al posto di Fedez & Masini.

Il televoto. Questa è la top 5 voluta dal pubblico da casa:

  1. Sal Da Vinci (con il 13,15% dei voti)
  2. Arisa (con l’11,04% dei voti)
  3. Sayf (con il 10,94% dei voti)
  4. Ditonellapiaga (con il 6,6% dei voti)
  5. Fedez & Masini (con il 5,79% dei voti)

È interessante notare che tutti e cinque i nomi qui corrispondono all’esatta cinquina finale, con qualche piccola variazione nell’ordine. In generale questo voto premia moltissimo Ditonellapiaga che cresce, anche se non con voti esorbitanti, rispetto alle precedenti votazioni.

La classifica congiunta. I nomi esplicitati in trasmissione, non in ordine, della cinquina che si è giocata la finalissima, qui li vediamo in ordine.

  1. Sal Da Vinci
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Ditonellapiaga
  5. Fedez & Masini

La congiunta della sola ultima serata vedeva giusto una piccola variazione di posizioni tra Arisa e Sayf. Quindi al di là dei cambiamenti d’opinione di alcune giurie, il dato è confermato.

La finale: seconda fase. Ecco come è cambiato il comportamento delle giurie una volta arrivata la Top 5.

Giuria delle radio.

  1. Ditonellapiaga
  2. Sal Da Vinci
  3. Sayf
  4. Fedez & Masini
  5. Arisa

Giuria della sala stampa.

  1. Ditonellapiaga
  2. Arisa
  3. Sayf
  4. Sal Da Vinci
  5. Fedez & Masini

Le giurie “tecniche” avrebbero voluto entrambe Ditonellapiaga vincitrice. Ma vediamo invece cosa dice il televoto.

  1. Sayf è votato al 26,40%
  2. Sal Da Vinci è votato al 23,56%
  3. Arisa è votata al 19,23%
  4. Ditonellapiaga è votata al 18,93%
  5. Fedez & Masini sono votati al 11,85%

Insomma: Sal Da Vinci ha vinto non solo grazie all’ottimo riscontro di televoto, ma è stato supportato (o sarebbe meglio dire, non penalizzato) dalla giuria delle radio. Un po’ meno favorevole era la sala stampa, che comunque non l’ha voluto ultimo.

Ditonellapiaga quasi certamente avrebbe ottenuto un risultato migliore se il pubblico l’avesse televotata già dalla seconda serata.

La proclamazione. I dati integrati finali dicono alcune informazioni molto importanti.

  1. Sal Da Vinci – 22,2%
  2. Sayf – 21,9%
  3. Ditonellapiaga – 20,6%
  4. Arisa – 17,9%
  5. Fedez & Masini 16,5%

La vittoria di misura di Sal Da Vinci rispetto a Sayf è imputabile anche al fatto che le giurie tecniche hanno supportato un pochettino meno Sayf per dare massimo supporto a Ditonellapiaga. Probabilmente sarebbe bastato un primo posizionamento di Sayf in una delle giurie tecniche per spostare il risultato, visto che si è dimostrato molto forte al televoto.

Il segreto della vittoria di Sal Da Vinci è invece dovuto a una stabilità di voto su un livello molto elevato in ogni serata. Il grande supporto in finale e l’appoggio (seppur non massimo) delle giurie tecniche ha fatto il resto.

Sono state rese note dalla RAI le votzioni dettagliate giorno per giorno e giuria per giuria. Qua sotto il dettaglio di tutte le votazioni delle cinque serate (il pdf è scaricabile anche dal sito della Rai):

SAL DA VINCI trionfa al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”. Di seguito i risultati delle votazioni delle cinque serate: Scarica il PDF >

Per le Nuove Proposte trionfa NICOLO’ FILIPPUCCI. Di seguito i risultati delle votazioni: Scarica il PDF >

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