
Giovedì, 27 novembre 2025, l’emittente pubblica spagnola RTVE, annuncerà se parteciperà alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
Una Commissione mista di controllo del Congresso e del Senato spagnola responsabile della supervisione dell’ente pubblico, interrogherà pubblicamente a José Pablo López, il presidente di RTVE, sulla partecipazione al concorso musicale europeo, in vista dell’Assemblea Generale dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU) del mese prossimo.
La questione è stata formalmente inserita all’ordine del giorno della Commissione mista di controllo, suscitando grande interesse tra i fan del festival.
L’incontro, previsto alle 16:00 CET, rappresenta un obbligo legale per l’emittente nazionale spagnola, che deve rispondere alle domande dei rappresentanti dei vari partiti politici presenti nella Commissione mista di controllo.
La questione è stata sollevata dal senatore Ramón Morales Quesada, del Partido Socialista Obrero Español (PSOE) – lo stesso del Primo Ministro spagnolo, Pedro Sánchez – noto per la posizione del governo spagnolo favorevole alla causa palestinese.
Quello che interessa particolarmente ai fan dell’Eurovision Song Contest è se la Spagna parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026 e segnerà una significativa retrocessione, oppure se manterrà la linea dura che ha mantenuto contro Israele e i suoi alleati nella competizione.
Il senatore che ha sollevato la questione: «¿Cuál será la posición que mantendrá Radiotelevisión Española (RTVE) en la Asamblea de Ginebra (Suiza) de la Unión Europea de Radiodifusión (UER) respecto a su participación en Eurovisión 2026?» // ‘Quale posizione assumerà la Radiotelevisione Spagnola (RTVE) all’Assemblea dell’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) a Ginevra (Svizzera) in merito alla sua partecipazione all’Eurovision 2026?)’, è

Negli ultimi mesi, l’informazione di RTVE ha riflettuto le linee guida del governo, mostrando apertamente supporto alla Palestina e forte opposizione alla politica di Israele. Personaggi di spicco di RTVE hanno apertamente espresso sostegno alla causa palestinese e una forte opposizione alla partecipazione di Israele a vari forum internazionali, tra cui l’Eurovision Song Contest.
L’emittente pubblica spagnola RTVE aveva persino minacciato di boicottare il concorso se ad Israele sarà permesso di continuare a partecipare. Tuttavia, con il recente cessate il fuoco e le modifiche introdotte al sistema di voto dell’Eurovision Song Contest, appare possibile che la Spagna possa ritirare le minacce di boicottaggio e confermare la propria partecipazione nel 2026, indipendentemente dalla presenza di Israele.
Nonostante la conferma del Benidorm Fest 2026 come metodo di selezione del rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest, il ministro della cultura spagnolo Ernest Urtasun, ha dichiarato che il Paese dovrebbe ritirarsi dalla manifestazione canora se ad Israele sarà permesso di continuare a partecipare. Il giorno seguente, l’emittente pubblica spagnola RTVE ha dichiarato che una decisione relativa alla partecipazione sarà presa dopo la prossima assemblea generale EBU, prevista per il mese di dicembre. Successivamente, in seguito a una votazione del consiglio amministrativo dell’emittente pubblica spagnola, è stato deciso che la nazione si sarebbe ritirata dalla manifestazione europea qualora a Israele fosse stato ancora consentito di partecipare.
In precedenza, altri Paesi come Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda avevano minacciato di ritirarsi dall’Eurovision Song Contest 2026 se a Israele fosse stato consentito di prendere parte alla manifestazione. I Paesi Bassi avevano addirittura dichiarato che non avrebbero partecipato al fianco di Israele nemmeno in caso di un cessate il fuoco completo a Gaza, mentre il Belgio aveva deciso di attendere l’approvazione definitiva della partecipazione di Israele prima di prendere una decisione.
La decisione finale sulla partecipazione di Israele potrebbe ancora dipendere dagli sviluppi in ambito politico e di sicurezza. Mentre il cessate il fuoco ha temporaneamente ridotto la pressione sulla partecipazione di Israele, un rinnovato conflitto a Gaza potrebbe nuovamente cambiare la situazione. Nel frattempo, il dibattito sulla presenza di Israele all’Eurovision Song Contest continua ad alimentare tensioni in tutta Europa, ponendo l’Eurovision Song Contest 2026 di fronte a una delle prove più significative della sua storia, se riuscirà a mantenere il suo carattere apolitico e i suoi valori culturali o soccombere alle pressioni esterne.
L’Eurovision Song Contest 2026 rappresenta quindi una delle prove più delicate nella storia recente del concorso, tra questioni politiche e pressioni internazionali, mentre i fan attendono di scoprire se la Spagna confermerà la sua partecipazione.
Da ricordare che l’emittente pubblica israeliana IPBC ha confermato la partecipazione di Israele all’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest. Tuttavia, in relazione allo scoppio della guerra Israele-Hamas, con la successiva invasione della striscia di Gaza delle forze armate israeliane, e sull’interferenza del governo israeliano sull’esito del televoto dell’edizione precedente (che ha visto la vittoria della proposta israeliana nel televoto nonché la seconda posizione nella classifica finale), ha portato diverse emittenti partecipanti a presentare ulteriori richieste all’EBU per escludere Israele dal concorso. In particolare, le emittenti di Irlanda (RTÉ), Paesi Bassi (AVROTROS/NPO), Slovenia (RTV SLO) e Spagna (RTVE) hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione nel caso Israele non sarà escluso, mentre altre emittenti hanno indicato la loro intenzione di partecipare a condizione che determinate condizioni siano soddisfatte dall’EBU. A causa di ciò, il gruppo di controllo della manifestazione ha esteso la scadenza di conferma, prima della quale le emittenti possono ritirare l’intenzione di partecipazione senza incorrere in una sanzione finanziaria, dal 13 ottobre a metà dicembre per consentire un’ampia consultazione con le emittenti sulla partecipazione israeliana. Una riunione straordinaria in cui si sarebbe dovuta svolgere una votazione con tutte l’emittenti membri dell’organizzazione riguardante la partecipazione israeliana al concorso, si sarebbe dovuta svolgere nel mese di novembre, ma è stata annullata in seguito all’attuazione di un accordo di cessate il fuoco e di un piano di pace volto a porre fine alla guerra, posticipando la decisione alla prossima assemblea generale EBU in programma nel mese di dicembre.
La Spagna è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Basilea dalla cantante, chitarrista e ballerina spagnola Melody, pseudonimo di María Melodía Ruiz Gutiérrez, e il brano “ESA DIVA”, pubblicato il 20 dicembre 2024. RTVE ha reso noto che l’artista è stata annunciata come una dei sedici partecipanti al Benidorm Fest 2025, la selezione spagnola per l’Eurovision Song Contest 2025; “ESA DIVA” ha dapprima superato le semifinali, per poi giungere alla serata finale, vincendo infine il concorso grazie al primo posto nel televoto e al terzo posto nel voto della giuria. Tale vittoria ha garantito all’artista il diritto di rappresentare la Spagna sul palco eurovisivo di Basilea, in cui ha debuttato durante la serata dedicata alla prima semifinale, alla quale la Spagna non ha preso parte in quanto parte dei “Big Five”. Si esibisce poi nuovamente durante la serata finale, nella quale ottiene il 24º posto con 37 punti totali dopo le votazioni di giuria e pubblico.
Dal 1961, la Spagna ha partecipato ininterrottamente all’Eurovision Song Contest (64 partecipazioni), vincendo due volte: nel 1968 la vittoria venne assegnata a Massiel mentre nel 1969 la cantante Salomé dovette condividere il premio con altre tre cantanti: Lulù che rappresentò il Regno Unito, Frida Boccara per la Francia e Lenny Kuhr per i Paesi Bassi. Le quattro canzoni avevano raggiunto lo stesso punteggio e in mancanza di un preciso regolamento la vittoria venne assegnata ex aequo. In seguito per evitare questo inconveniente fu modificato il regolamento in modo tale da avere sempre un unico vincitore. Negli anni settanta le canzoni proposte hanno ottenuto ottimi piazzamenti ma in seguito non sono mai entrate tra le prime 10 posizioni.
Dal 2000 la Spagna fa parte dei Big Five assieme a Francia, Germania, Regno Unito e Italia, accedendo direttamente alla finale della kermesse. La prima parte del nuovo millennio porta con sé quattro classificazioni consecutive in top 10, mentre la seconda è di gran lunga più avara per gli iberici, costretti per diverse edizioni nei bassifondi della classifica, tra cui spicca l’ultimo posto nel 2017. Raggiunge buoni risultati nel 2012 e nel 2014 rispettivamente con Pastora Soler e con Ruth Lorenzo (entrambe classificatesi al decimo posto finale) mentre nel 2022 ottiene terzo posto con Chanel e la sua “SloMo”, stabilendo il record personale di punti conquistati (459) e di giurie che hanno concesso i propri 12 punti (8).
Di tutte le Big Five, la Spagna attende da più tempo la vittoria dell’Eurovision Song Contest. Il loro ultimo trionfo risale al 1969 proprio a Madrid, che si concluse con una vittoria a quattro insieme alla Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.
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