Sanremo 2019: Ecco gli artisti in gara a Sanremo 2019

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Inauguriamo oggi una rubrica che ci accompagnerà fino al Festival di Sanremo 2019 con una serie di articoli che ci permetteranno di conoscere i partecipanti alla sessantanovesima edizione del Festival della canzone italiana. Partiamo dal cantautore romano Simone Cristicchi.

Simone Cristicchi, cantautore, attore teatrale e scrittore, nasce a Roma il 5 febbraio 1977. Esordisce nel 2005 con il tormentone Vorrei cantare come Biagio  brano ironico nel quale il cantautore tenta di denunciare l’enorme difficoltà, per un giovane artista, di raggiungere il successo.

Nel 2006 Cristicchi partecipa al 56º Festival di Sanremo con il brano Che bella gente, classificandosi al secondo posto nella categoria Giovani. Il brano, dedicato a Mia Martini, riscuote un discreto successo radiofonico.

Torna a Sanremo nel 2007, nella categoria Campioni, e lo vince con la canzone Ti regalerò una rosa. L’ispirazione per il brano  arriva da un’esperienza di Cristicchi a Girifalco, in Calabria, dove sorge un imponente istituto psichiatrico. Nel testo del brano  vengono sintetizzate le storie raccontategli realmente dai pazienti da lui conosciuti. Il brano vince anche il Premio della Critica Mia Martini ed il Premio della Sala Stampa Radio-TV.

Nel 2008 torna al Festival, ma in veste di ospite e si esibisce con Frankie hi-nrg mc, in gara nella Sezione Campioni. I due artisti interpretano il brano rap Rivoluzione.

La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2010 nella sezione Artisti, è con il brano Meno male. La canzone giunge in finale al 7° posto ed è la più votata dai musicisti dell’orchestra nella serata finale.

Nel 2013 partecipa ancora al Festival di Sanremo presentando i brani Mi manchi e La prima volta (che sono morto).

La formula di quell’anno prevede che ogni Campione presenti due brani, ma che prosegua poi la gara solo con uno di questi scelto tramite televoto. Il pubblico scelse per Cristicchi La prima volta (che sono morto) con il quale si classificò all’ 11° posto.

L’anno scorso Cristicchi partecipa alla quarta serata del 68º Festival di Sanremo in qualità di ospite, duettando con Fabrizio Moro ed Ermal Meta del brano Non mi avete fatto niente che vincerà il Festival e che rappresenterà l’Italia a Lisbona all’Eurovision Song Contest 2018.

Simone Cristicchi ha pubblicato quattro album studio: Fabbricante di canzoni (2005), Dall’altra parte del cancello (2007), Grand Hotel Cristicchi (2010) e Album di famiglia (2013).

Con il suo primo disco, si aggiudica la Targa Tenco per il Miglior Album d’Esordio.

L’artista romano è anche autore e interprete di spettacoli teatrali, tra i quali Mio nonno è morto in guerra, e il fortunato Magazzino 18, racconto sull’esodo degli italiani dall’Istria, che ha raccolto circa 250 mila spettatori in Italia e all’estero.

Ha pubblicato 4 libri per Mondadori editore, tra i quali il romanzo Il Secondo figlio di Dio, vita, morte e misteri di David Lazzaretti.

Al Festival di Sanremo 2019, Simone Cristicchi presenterà il brano “Abbi cura di me” Testo: Simone Cristicchi, Nicola Brunialti /Musica: Simone Cristicchi, Gabriele Ortenzi.

Potete seguire Simone Cristicchi sui suoi account social

La nostra rubrica sui partecipanti al Festival di Sanremo 2019 oggi si sofferma sul cantautore di origini carraresi, Irama.

Irama, pseudonimo di Filippo Maria Fanti, nasce a Carrara nel 1995. Il nome che sceglie per esibirsi significa “ritmo” in lingua malese.

Filippo si appassiona alla musica sin da piccolo, attraverso cantautori italiani come Francesco Guccini e Fabrizio De André, avvicinandosi poi all’hip hop.

Nel 2015 partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani, superandole e arrivando al Festival di Sanremo 2016, in gara tra le Nuove Proposte con il brano Cosa resterà, composto insieme al produttore Giulio Nenna. La canzone, però, non arriva in finale.

Dopo la partecipazione a Sanremo Irama pubblica il suo eponimo album d’esordio per  la Warner Music.

Nel 2018 partecipa alla diciassettesima edizione di Amici di Maria De Filippi da cui esce vincitore. Dopo la vittoria al talent vengono pubblicati diversi singoli contenuti nell’EP Plume. Tra questi ricordiamo Un giorno in più e Nera.

Sempre nel 2018 pubblica l’album Giovani, che viene lanciato attraverso il singolo Bella e rovinata.

Alla fine dello stesso anno viene selezionato per l’edizione 2019 del Festival di Sanremo, dove presenterà “La ragazza con il cuore di latta” Testo: Filippo Maria Fanti (Irama), Giuseppe Colonnelli / Musica: Filippo Maria Fanti, Andrea Debernardi, Giulio Nenna.

Potete seguire Irama attraverso isuoi account social ufficiali:

Einar Ortiz nasce il 22 maggio 1993 a Santiago De Cuba e arriva in Italia all’età di 9 anni. Il giovane, che ha anche lavorato come operaio in una fabbrica che produceva filo diamantato, è un cantante autodidatta ed è anche autore di brani inediti. I suoi modelli di riferimento sono Shawn Mendes, Bruno Mars, John Legend, Justin Bieber e Marco Mengoni.

Nel 2017 partecipa all’undicesima edizione X-Factor, fermandosi però alla fase dei Bootcamp. Poco dopo entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi, approdando al serale e conquistando la borsa di studio dello sponsor Gatorade e il terzo posto nella classifica finale.

Durante il talent di Canale 5 propone l’inedito Non c’è. 

Nel 2018 pubblica, quindi un EP eponimo di cover ed inediti. Tra i brani troviamo Salutalo da parte mia.

Nel dicembre scorso partecipa, vincendo la prima serata, a Sanremo Giovani con il brano Centomila volte.

Al Festival di Sanremo 2019, Einar presenterà il brano “Parole nuove” Testo: Antonio Maiello / Musica: Antonio Maiello, Enrico Palmosi, Nicola Marotta.

Pagine social del cantante:

Sul palco del Festival di Sanremo 2019 presenteranno “Un’altra luce” Testo: Livio Cori, Nino D’Angelo / Musica: Livio Cori, Francesco Fogliano, Massimiliano Dagani (Big Fish), Mario Marco, Gianclaudio Fracchiolla.. Si tratta del veterano Nino D’Angelo e del rapper Livio Cori.

Gaetano D’Angelo, in arte Nino, nasce il 21 giugno 1957 a San Pietro a Patierno, quartiere periferico di Napoli. È un cantautore, attore, compositore, sceneggiatore e regista italiano.

Inizia la carriera come cantante neomelodico alla fine degli anni ’70 e raggiunge la grande notorietà con Nu Jeans e ‘na Maglietta, brano capostipite del genere a cui è legato anche un film di grande successo.

Partecipa per la prima volta a Sanremo nel 1986 con il brano Vai, con il quale si classifica al 7° posto.

Fino alla fine degli anni ’80, la sua carriera di cantante e attore del genere neomelodico continua con successo. Negli anni ’90, però D’Angelo sente la necessità di cambiare strada nel suo lavoro. Sparisce il caratteristico caschetto biondo che l’aveva contraddistinto nei primi anni e si presenta al pubblico in maniera più sobria. Anche i suoi lavori musicali non hanno più come tematiche solo storie d’amore, ma anche racconti di vita quotidiana. Nel 1996 conquista pubblico e critica, componendo la colonna sonora del film Tano da morire, film diretto da Roberta Torre. Questo lavoro gli vale il David di Donatello come miglior musicista e il Nastro d’Argento per la miglior musica.

Nel 1997, Nino pubblica l’album A ‘nu passo d’ ‘a città, dove opera l’ennesima svolta artistica, tra Jazz e Musica etnica.

Ed è proprio nel segno dell’ethno music la sua partecipazione al Festival di Sanremo 1999, con la canzone Senza giacca e cravatta, cantata insieme a Brunella Selo. Termina la gara all’8° posto.

Nino torna a Sanremo nel 2002 con Marì, che si classifica al 15° posto.

Partecipa, ancora al Festival di Sanremo 2010 insieme a Maria Nazionale con Jammo jà, canzone sulla Questione Meridionale: la canzone non accede alla finale.

Livio Cori è un rapper che proviene dai Quartieri Spagnoli di Napoli. Ha iniziato a scrivere le sue canzoni all’età di 14 anni. Dal 2008, ha lavorato con vari nomi della scena hip-hop napoletana, pubblicando diversi brani. Ha recitato come attore nella terza stagione della serie TV Gomorra,contribuendo con la canzone Surdat alla colonna sonora.

Nel 2018, ha pubblicato il suo debutto EP Montacalvario su Sugar Music di Caterina Caselli.

Pagine social di Nino D’Angelo

Pagine Social di Livio Cori

Nato a Udine ma di origine sarda e arrivato gloriosamente alla cinquantina, Francesco Renga torna in gara al Festival di Sanremo dopo un’assenza di cinque anni.

Si tratta di uno di cantautori più importanti della scena musicale italiana, già vincitore nel 2005 con la canzone Angelo. Renga calca le scene non ancora maggiorenne, con una notevole presenza scenica e una marcata tendenza verso il rock alternativo; il suo nome è legato ad alcune band del bresciano, in particolare dei Precious Time, in seguito divenuti Timoria. Con questa band Renga inciderà ben sei album dal 1990 al 1998, prima del definitivo abbandono, nonostante i notevoli riscontri commerciali in particolare dell’album 2020 Speedball del 1995. Inizialmente indicato come erede di Piero Pelù nei Litfiba nello stesso periodo del divorzio dai Timoria, Renga pubblica il suo primo album da solista nel 2000, semplicemente intitolato Francesco Renga che viene ripubblicato nel 2001 in una nuova versione che include la canzone Raccontami… che presenta a Sanremo nella categoria Giovani e per la quale ottiene un meritatissimo Premio della Critica.

Nel 2002 torna a Sanremo con Tracce di te stavolta nella sezione Big e pubblica l’album Tracce che include anche il singolo Dove il mondo non c’è più, reso celebre dal video che ottenne anche una nomination agli MTV Europe Music Awards del 2002 a Barcellona nella categoria Best Italian Act.

La riedizione del 2005 del suo Camere con vista dell’anno precedente, suo terzo album, contiene la canzone Angelo vincitrice dell’edizione numero cinquantacinque del Festival. La canzone è dedicata alla figlia Jolanda, avuta dalla compagna dell’epoca Ambra Angiolini.

Dopo la pubblicazione del quarto album nel 2007 (Ferro e cartone), Renga torna a Sanremo nel 2009, con un brano intitolato Uomo senza età, dove il cantante vuole staccarsi dalle immagini precedenti di rocker e di cantante romantico, spaziando in nuove sonorità e citando la celebre Turandot di Giacomo Puccini.

L’anno seguente, torna a Sanremo come superospite nella edizione condotta da Antonella Clerici; nell’edizione numero sessanta del Festival, Renga esegue una brillante versione de La voce del silenzio, canzone del Festival del 1968 eseguita all’epoca da Tony del Monaco e da Dionne Warwick. Renga torna come ospite nel 2011, dove canta Arriverà insieme a Emma e ai Modà; ritornerà in gara nei Big nel 2012, nella edizione numero sessantadue del Festival. Sua la canzone La tua bellezza, primo estratto della sua raccolta Fermoimmagine che arriverà ottava nella classifica della Serata Finale, vinta da Emma con Non è l’inferno.

Vivendo adesso è la sua canzone di Sanremo 2014, scritta da Elisa. Nell’edizione vinta da Arisa con Controvento, Renga si piazza quarto e ottiene un buon successo commerciale: il suo Tempo reale è l’album “sanremese” più venduto dell’edizione numero sessantaquattro.

Il cantautore ha realizzato nella sua carriera diverse importantissime collaborazioni, anche internazionali, e ha partecipato come “giudice” alla quattordicesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi. Impegnato in lunghi tour, celebre quello del 2017 con Nek e Max Pezzali, ha realizzato negli ultimi anni un nuovo album studio (Scriverò il tuo nome) e uno dal vivo (Scriverò il tuo nome live).

Prima dell’attuale convocazione per l’imminente kermesse sanremese, con il brano “Aspetto che torni” Testo: Antonio Calò (Bungaro), Francesco Renga, Cesare Chiodo, Carla Parlato (Rakele) / Musica: Bungaro, Cesare Chiodo, Giacomo Runco., lo ricordiamo lo scorso anno ancora in qualità di superospite, nella quinta puntata, dove ha ripreso la celeberrima Strada facendo con Claudio Baglioni, Nek e Max Pezzali.

Pagine Social di Francesco Renga

Il progetto di una delle band più apprezzate della musica italiana vede la luce nella seconda metà degli anni ’80, quando sotto lo pseudonimo de Gli Inudibili tentano un assalto con varie demo a etichette indipendenti e produttori musicali underground, senza però riscontrare successo, fino a quando nel 1992 non trovano interesse nel produttore Fabrizio Barbacci, che decide di dar loro un’occasione nella Black Out/Polygram. La formazione si arricchisce di nuovi membri e cambiano il loro nome in Negrita, ispirandosi al brano Hey! Negrita firmato The Rolling Stones.

Nonostante la forte esposizione radiofonica del singolo di lancio Cambio, il primo album omonimo della band, rilasciato nel ’94, ottiene un tiepido riscontro nelle vendite, nonostante gli apprezzamenti della critica. A donare al gruppo popolarità è la collaborazione con Ligabue nel brano L’han detto anche gli Stones, contenuto nell’album A che ora è la fine del mondo?, intanto iniziano un importante tour nei club italiani.

L’anno successivo arriva il primo successo con il minialbum (composto da sole sei tracce più una ghost track) Paradisi per illusi, che vende oltre sessanta mila copie. Nel 1997 i Negrita si barricano in una casa colonica nelle vicinanze di Capolona, in provincia di Arezzo, per lavorare al loro terzo disco, che registrano presso il Kingsway Studio di Daniel Lanois a New Orleans, prima dell’uragano che ne ha causato la distruzione. Il disco, intitolato XXX, vendette oltre cento mila copie (disco di platino) grazie all’enorme successo di Ho imparato a sognare che, inserito nella colonna sonora del film cult Tre uomini e una gamba del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, è entrata di diritto nell’olimpo dei grandi classici della canzone italiana.

Dopo una piccola pausa per ricaricare le energie dopo l’XXX Tour, i Negrita firmano l’intera colonna sonora del film Così è la vita, sempre di Aldo, Giovanni e Giacomo, e nel 1999 incidono l’album Resetche li vede approcciarsi a sonorità più elettroniche. Il pubblico apprezza e per loro arriva un altro disco di platino, ma si rivela soltanto una parentesi, perché nel 2001 la band ritorna al sound delle origini nel disco Radio Zombie, il cui tour arriva a totalizzare oltre duecento mila presenze.

Due anni dopo, in occasione del primo decennale dalla formazione del gruppo, pubblicano il primo best of intitolato proprio come il brano che ha ispirato il loro nome: Hey! Negrita, al suo interno trova spazio anche Tonight, il brano con cui debuttano al Festival di Sanremo 2003. Il loro rock però non conquista la platea sanremese, che li piazza soltanto diciottesimi nella classifica finale.

A gennaio del 2005 esce L’uomo sogna di volare, album che porta al suo interno tracce evidenti del tour che l’anno precedente li ha portati in giro per l’America latina, e nell’estate dello stesso anno impazza nelle radio il tormentone Rotolando verso sud, tra i successi più memorabili della band. Sempre nel 2005 arriva la seconda nomination agli MTV Europe Music Awards nella categoria Miglior gruppo italiano.

Negli anni la band è stata molto attiva nel sociale: ricordiamo quando nel 2008 aderirono all’iniziativa di Save The Children contro le mine anti uomo incidendo un duetto con l’artista colombiano Juanes riprendendo il suo brano La vida… es un ratico con l’adattamento del titolo italiano Dove le pietre sono mine. Lo stesso anno esce il nuovo album del gruppo, HELLdorado, che porta enorme successo alla band, grazie alle celebri hit Che rumore fa la felicità? e Radio Conga. Il disco venne pubblicato anche in Argentina, anticipando il nuovo tour nel paese.

Arriva nel 2011 l’ottavo album in studio del gruppo, Dannato vivere, anticipato dal singolo di grande successo Brucerò per te. Nel disco non sarà sempre Pau, lo storico frontman, a cantare le tracce: infatti in E sia splendido e nel secondo singolo Il giorno delle verità la voce è quella del chitarrista Drigo.

Nel 2013 i Negrita partono alla volta dell’Unplugged Tour, in cui in una delle tappe a far loro visita ci sarà il primo, storico batterista, Zama, per suonare con la band brani esclusivi mai più riproposti nelle successive tappe. Sempre nel 2013 arriva l’abbandono del bassista Franky Ciccio Li Causi per “coltivare altre aspirazioni e di inseguire altri obbiettivi”, così come recita il comunicato ufficiale.

Nel luglio dello stesso anno viene annunciata l’uscita del loro nuovo progetto discografico che doveva inizialmente chiamarsi Unplugged Sessions, ma per motivi di copyright si è poi optato per il titolo Déjà vu. Al suo interno le canzoni proposte in chiave acustica nel tour appena concluso più gli inediti Anima lieve e La tua canzone. Il disco debutta direttamente alla numero uno della classifica FIMI.

Nel marzo 2015 esce 9, il nono album della band per Universal Music Italia, lanciato dal singolo Il gioco. Debuttato alla numero uno della classifica FIMI, il lavoro è stato certificato disco d’oro per le vendite. Alla base c’era l’idea di rispolverare l’anima rock degli esordi, e ciò si può notare nella musica dell’album e nel tour promozionale, che li ha visti tornare alla dimensione intima e raccolta dei club. La scelta si è rivelata un grande successo, con numerosi sold out e date raddoppiate. A ottobre dello stesso anno sono poi partiti alla volta di un minitour mondiale a Londra, Tokyo e Los Angeles.

La loro pubblicazione più recente e Desert Yacht Club, pubblicato nel marzo 2018 e anticipato dai singoli Adios Paranoia e Scritto sulla pelle. Nel nuovo lavoro la band ha omaggiato lo straordinario deserto di Joshua Tree, visitato in precedenza. Un disco a cui la band è molto legata che dovrebbe tornare nei negozi in una versione rinnovata in occasione del loro ritorno sul palco del Festival di Sanremo 2019. Il brano con cui cercheranno di espugnare l’Ariston tra qualche giorno si intitola “I ragazzi stanno bene”, Testo: Paolo Bruni, Cesare Petricich, Enrico Salvi, Francesco Barbacci, Lorenzo Cilembrini (Il Cile) / Musica: Paolo Bruni, Cesare Petricich, Enrico Salvi, Francesco Barbacci, Guglielmo Gagliano.

Resta collegato con i Negrita attraverso i loro portali social:

Piero, Ignazio e Gianluca (Il Volo) sono da anni beniamini di un pubblico vastissimo, dentro e fuori i confini nazionali. Oltre ad essere talentuosi cantanti (due sono tenori e uno baritono, ricordiamolo), hanno dato più volta prova di essere validi performers ed entertainers, e spesso vengono indicati come rappresentanti a livello mondiale del “Made in Italy”.

Immagine curata e distinta, voci brillanti e passionali, notevole carisma e significativa presenza scenica, i tre si sono costituiti durante la seconda edizione del talent show Ti lascio una canzone, concorso canoro dedicato a cantanti “in tenera età”, nel 2009. All’epoca, sommando le età dei tre si superava di poco la quarantina. Fu il regista dello show, Roberto Cenci, a ideare questo trio di concorrenti solisti; vennero spesso definiti “i tenorini” in virtù delle notevoli doti canore e per un certo parallelo con i famosissimi Tre Tenori Carreras, Domingo e Pavarotti. Il loro repertorio è fondamentalmente rivolto alla musica classica italiana e internazionale, con brani ri-arrangiati in chiave moderna, a cui si aggiungono brani più pop in chiave marcatamente classica e “tradizionale”; hanno inciso brani in differenti lingue : italiano, inglese, spagnolo, francese.

Il loro successo italiano e internazionale si deve soprattutto a Michele Torpedine e a Tony Renis; loro sono i primi artisti italiani ad aver firmato un contratto con l’etichetta statunitense Geffen, di proprietà della Universal Music Group.

La loro prima apparizione a Sanremo, in qualità di ospiti, è nel 2010, nella sessantesima edizione, condotta proprio da Antonella Clerici che li aveva lanciati l’anno prima con Ti lascio una canzone. Nello stesso anno pubblicano il loro primo album semplicemente intitolato Il Volo, alla cui realizzazione/produzione partecipano, oltre a Tony Renis, nomi illustri della discografia mondiale como Humberto Gatica e Dianne Warren. L’album ottiene il disco di platino in Italia e qualche mese più tardi viene pubblicato a livello internazionale, raggiungendo il numero 1 in Austria e la Top10 in altri paesi come Francia, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Irlanda, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Arriva in Top20 in Australia e Spagna e ottiene un successo incredibile anche in Messico, dove si piazza anche qui nella Top10.

Le loro voci arrivano ad incantare anche Malaysia, Singapore e Taiwan. Si tratta di un album di cover di successi senza tempo, tra i quali spiccano O sole mio, Il mondo, Un amore così grande; lo stesso album ottiene anche due nomination ai Latin Grammy Awards del 2011.

Dopo un intenso tour nordamericano, dal quale verrà realizzato il cd/dvd dal vivo Il Volo takes flight, uno in Europa e uno in America Latina, il trio pubblica il suo secondo album We are love nel 2012, album che contiene le esclusive partecipazioni di Placido Domingo e di Eros Ramazzotti e realizza collaborazioni importantissime con illustri nomi della musica mondiale: uno fra tutti Barbra Streisand. Partecipano anche al Nobel Prize Peace Concert nel dicembre del 2012.

Nel 2013 sono impegnati in un tour in America Latina per la promozione della versione in spagnolo di We are love intitolata Más que amor, certificato oro in Messico e Argentina.

Nell’aprile 2014, in una fastosa cerimonia a Miami, ricevono il Latin Grammy Award come “Migliore Gruppo dell’anno” nella categoria Latin Pop Albums e un altro Award nella categoria El Pulso Social, per il loro impatto sul web.

Nel 2015 arrivano a Sanremo come partecipanti; vincono davanti a Nek e a Malika Ayane con Grande amore, un ricercato, poderoso brano che è divenuto un classico della musica italiana degli ultimi anni. Grande amore viene incluso in un EP intitolato Sanremo grande amore, che include anche sei rivisitazioni di classici della kermesse canora italiana per eccellenza e che ottiene in Italia tre dischi di platino.

Il Volo partecipa con Grande amore all’Eurovision Song Contest di Vienna, nel maggio del 2015. Stravincono il televoto ma si piazzano al terzo posto, vincendo anche il premio della critica Marcel Bezançon Press Award.

Nominati ambasciatori UNICEF, pubblicano sempre nel 2015 un nuovo album intitolato L’amore si muove, il loro quarto dopo il The Christmas Album del 2013, che verrà ripubblicato qualche mese dopo con il dvd del concerto di Pompei di giugno.

Il 2016 vede il trio impegnato in un tributo ai Tre Tenori Carreras, Domingo e Pavarotti: Notte magica: A tribute to the Three Tenors; tale progetto artistico li vedrà protagonisti di un esteso tour tra Italia, Europa e America Latina. La Sony Music realizzerà da questa esperienza il loro quarto album dal vivo.

Nel 2017 il tour Notte magica si sposta negli Stati Uniti e nel Nord America, debuttando a marzo al Radio City Music Hall di New York.

Al Festival di Sanremo 2019 presenteranno il brano “Musica che resta” Testo: Gianna Nannini, Emilio Munda, Piero Romitelli, Pasquale Mammaro, Antonio Carozza / Musica: Gianna Nannini, Emilio Munda, Piero Romitelli, Pasquale Mammaro..

Pagine Social de Il Volo:

Toccherà agli Ex-Otago portare ormai lo sdoganato Indie pop sul palco dell’Ariston, quest’anno. Conosciamo meglio la Band.

La band si forma a Genova nel 2002 come trio acustico composto da Maurizio Carucci, Alberto “Pernazza” Argentesi e Simone Bertuccini. Nel 2002 pubblicano il primo album The Chestnuts Time, a cui seguono nel 2007 Tanti Saluti che ottiene buon successo, nel 2011 Mezze stagioni e nel 2014 In capo al mondo. In questi anni si aggiungono agli Ex-Otago il chitarrista Francesco Bacci e il poli-strumentista Olmo Martellacci mentre Alberto Pernazza dice addio alla band.

Nell’ottobre 2016, dalla collaborazione con l’etichetta bolognese Garrincha Dischi e con la torinese INRI, esce il quinto disco Marassi pubblicato da Universal Music Italia e anticipato dai singoli Cinghiali incazzati, I giovani d’oggi e Quando sono con te entrati da subito negli air play dei principali network radiofonici e radio locali. Nello stesso anno arriva il nuovo batterista Rachid Bouchabla. L’album è accolto con entusiasmo crescente dal pubblico che, tra un sold out e l’altro, lo segue nel corso dei mesi per tutta l’Italia con il Marassi tour.

Dalla collaborazione con Jake La Furia per il singolo Gli occhi della Luna nasce l’idea di invitare altri autorevoli artisti ad arricchire i 10 brani originali di Marassi, così nell’aprile 2016 arriva Marassi Deluxeche contiene le collaborazioni con artisti come Eugenio Finardi, Dardust, Willie Peyote, Mecna, Marianne Mirage, Levante, oltre ad alcuni remix.

Nel 2017 gli Ex-Otago suonano sul prestigioso palco del Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, partecipano agli I-Days all’Autodromo di Monza in apertura ai Radiohead, suonano allo Sherwood Festival davanti a oltre 9000 persone, fanno tappa all’Home Festival di Treviso e alla chiusura della stagione estiva del Carroponte di Milano, esibendosi davanti ad oltre 5000 persone, insieme a Lo Stato Sociale. La band non si ferma mai e il progetto Marassi si conclude con la leg estiva del tour capace di collezionare oltre cinquanta date in soli tre mesi.

A maggio 2018 tornano con il nuovo brano Tutto bene con la produzione artistica di Matteo Cantaluppi che ha preceduto l’unica data estiva del 25 maggio al MiAmi Festival di Milano. Il 26 ottobre esce il nuovo singolo Questa notte e vengono annunciate le prime date del Cosa fai questa notte? tour 2019.

Debuttano al Festival di Sanremo 2019 con il brano “Solo una canzone” Testo: Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Francesco Bacci, Olmo Martellacci / Musica: Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Francesco Bacci, Olmo Martellacci, Rachid Bouchabla.

Pagine Social degli Ex-Otago:

La quota talent quest’anno a Sanremo sarà caratterizzata anche da Enrico Nigiotti, che ne ha fatti ben due. Infatti nel 2009 il cantautore livornese partecipa ad Amici di Maria di Filippi, ma decise di abbandonare il programma per motivi personali. Ma grazie alla popolarità data dal talent incide il suo primo EP Enrico Nigiotti.

Nel 2011 incontra Mara Maionchi nel concorso Non ho l’età ma il suo percorso non andrà a buon fine.

Dopo il contratto con l’Universal Musica, nel 2015 partecipa, nella sezione Nuove proposte, al Festival di Sanremo, arrivando terzo col brano Qualcosa da decidere.

Nel 2015 il cantautore livornese apre le date italiane del Big Love Tour dei Simply Red. Nel 2016, Nigiotti compone due brani per il film La pazza gioia per il regista pluripremiato Paolo Virzì e nel 2017 partecipa alle selezioni dell’undicesima edizione di X Factor, alle quali si presenta con L’amore è, brano che entra subito al primo posto nella Viral Italia e al secondo della Global Viral di Spotify e che lo porta fino alla finale del programma conquistando il disco di platino. Anche qui come al Festival di Sanremo si posizionerà al terzo posto.

Nel 2018 apre il concerto  di Laura Pausini, per cui ha firmato il brano Le due finestre, contenuto nel disco Fatti sentire. Nello stesso periodo scrive anche per Eros Ramazzotti il brano Ho bisogno di te, incluso nell’album Vita ce n’è. A Settembre è uscito l’album Cenerentola, anticipato dal brano Compliciin duetto con Gianna Nannini, con la quale già nel 2015 aveva collaborato aprendo il suo tour Hitalia.Rocks. Complici è diventata subito una hit radiofonica, tra i dieci brani più trasmessi dalle radio.

Al Festival di Sanremo 2019 porterà un brano firmato da lui, dal titolo “Nonno Hollywood” Testo e musica: Enrico Nigiotti.

Pagine Social di Enrico Nigiotti:

Paola Turci, il nome della cantautrice romana è strettamente legato al Festival di Sanremo. L’apprezzatissima artista ha infatti partecipato alla kermesse ben undici volte in quattro decadi, dalla metà degli anni ottanta, poco più che ventenne, fino al 2017. Di queste undici, ben cinque consecutive, dal 1986 al 1990.

Stimata da critica e pubblico per il suo stile elegante, talvolta intimo e raffinato, ha conquistato, e continua a convincere, con il suo registro da contralto e con una particolare vena di autrice di testi attenti e riflessivi.

Il suo esordio musicale è proprio nel Sanremo del 1986, condotto da Loretta Goggi, con un brano scritto da Mario Castelnuovo intitolato L’uomo di ieri tra le Nuove proposte, che però non arriva in Finale.

Paola Turci ottiene per tre volte consecutive il prestigioso Premio della Critica nei tre anni successivi al suo debutto: nel 1987 con la canzone Primo tango, nel 1988 con Sarò bellissima e nel 1989 con Bambini che le regalerà finalmente il primo posto nella Sezione Emergenti.

Nel 1990 partecipa a Sanremo nella Sezione Big con il brano Ringrazio Dio.

Nel frattempo l’artista ha pubblicato tre album: Ragazza sola, ragazza blu nel 1988, che contiene la versione italiana di Luka hit di Suzanne Vega del 1987; l’omonimo Paola Turci del 1989, che contiene anche Siamo gli eroi presentata al Festivalbar dello stesso anno, e Ritorno al presentedel 1990, le cui canzoni riguardano temi sociali e di attualità. Anche per il 1990 Paola Turci partecipa al Festivalbar, con Frontiera. Nel 1991 esce l’album Candido ispirato all’opera del filosofo Voltaire. Nello stesso anno partecipa e vince il Cantagiro e torna a scalare le classifiche con il singolo E mi arriva il mare, strepitoso duetto con Riccardo Cocciante.

Nel 1993 torna a Sanremo per la sesta volta, piazzandosi settima con Stato di calma apparente, brano in un certo senso autobiografico che la vede per la prima volta in veste di autrice, e che viene inserito nel suo quinto album intitolato Ragazze. Ma il 1993 non è un anno decisamente facile per l’artista, che rimane vittima in piena estate di un violento incidente stradale mentre si dirigeva nel Golfo di Policastro per un concerto; questo evento la segnerà profondamente per le ferite riportate e per la serie di interventi a cui si dovrà sottoporre. Nonostante questo la Turci riprenderà quasi subito dopo i propri impegni professionali, ma tornerà a parlare di questa esperienza solo molto tempo dopo.

Nel 1995 pubblica l’album Una sgommata e via che contiene il singolo omonimo, firmato da Vasco Rossi. Si tratta di una svolta pop-rock per l’artista romana, con testi meno impegnativi e forse più immediati.

Il 1996 segna la fine del rapporto con la casa discografica BMG, con la pubblicazione del suo primo Best of (Volo così 1986-1996) e vede Paola partecipare al Festival con Volo così che giunge decima.

Nel 1997 viene pubblicato uno dei suoi album più noti, Oltre le nuvole, con la sua nuova etichetta WEA, che le farà guadagnare il disco di platino. Si tratta di un album di cover, per lo più canzoni del mercato anglosassone anni 80 e 90. Il disco deve la sua popolarità anche al singolo Sai che è un attimo (Time for letting go di Jude Cole) e al relativo, gettonatissimo video. Lo stesso disco verrà ripubblicato l’anno dopo, in una versione speciale, con la canzone Solo come me che presenta a Sanremo e che si piazza al quarto posto.

Nel 2000 l’artista pubblica un nuovo album prevalentemente di cover, Mi basta il paradiso, sulla scia dell’ottimo riscontro del precedente, anticipato dal singolo Questione di sguardi (cover di This kiss della cantante country Faith Hill), presentato al Festivalbar.

Nel 2001 ritorna a Sanremo con Saluto l’inverno, scritta a quattro mani con Carmen Consoli, e che si piazza quinta. Lanciata da un video particolare e futurista, la canzone verrà inclusa nella ristampa di Mi basta il paradiso.

L’anno successivo la cantautrice lascia il mondo delle grandi etichette discografiche per sbarcare nel mondo della musica indipendente, ripartendo come cantautrice. Questa parte di mondo, album di inediti, introspettivo e intimista, interamente scritto e prodotto dall’artista, esce nel 2002, preceduto dal singolo Mani giunte.

Occorre attendere il 2017, ben sedici anni quindi, per rivedere Paola Turci al Festival di Sanremo, dopo la pubblicazione di altri quattro album studio, un’altra raccolta e un live del 2004. Paola presenta in questa edizione il brano Fatti bella per te, che arriva alla Serata Finale e si piazza al quinto posto.

La vedremo ancora nel 2018 come ospite, cantando in coppia con Noemi, Non smettere mai di cercarmi.

Si presenterà all’edizione 2019 nella Categoria Big con il brano “L’ultimo ostacolo” Testo: Luca Chiaravalli, Stefano Marletta, Paola Turci / Musica: Edwyn Roberts, Luca Chiaravalli.

Pagine Social di Paola Turci:

Romano, classe 1968, Daniele Silvestri, figlio del celebre autore televisivo e sceneggiatore Alberto Silvestri, debutta sulla scena musicale italiana nel 1994, con un album omonimo a cui collaborano due dei membri della band Elio e le Storie Tese.

Silvestri partecipa l’anno dopo a Sanremo nella sezione Nuove proposte, con la canzone L’uomo con il megafono che riceverà il Premio Volare della Critica per il miglior testo letterario, arrivando decimo nella Serata Finale.

Anche il successivo singolo, Le cose in comune, si aggiudica un premio, la Targa Tenco come “Canzone dell’anno 1995”. Lo stesso anno esce il secondo album Prima di essere uomo, caratterizzato da notevoli sonorità elettroniche e da testi spesso ironici e aspri.

Ritorna al Festival di Sanremo nel 1999, dopo aver pubblicato il suo terzo doppio album (Il dado) e dopo aver scritto e composto colonne sonore per il cinema (Cuori al verde), musiche per rappresentazioni teatrali (Repertorio dei Pazzi della Città di Palermo) e dopo aver partecipato, in veste di attore, in diversi spettacoli e musical (con Rocco Papaleo e Tullio Solenghi). Il brano Aria, presentato alla quarantanovesima edizione del Festival, lo vede gareggiare nella Sezione Campioni. Arriverà nono e vincerà Il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio per il Miglior Testo.

Dopo aver pubblicato un album antologico (Occhi da orientale nel 2000), proseguendo la sua produzione musicale per cinema e teatro, Silvestri ritenta il Festival nel 2002, con il brano Salirò. Il brano arriva solamente quattordicesimo nell’edizione vinta dai Matia Bazar con Messaggio d’amore, ma ottiene un enorme successo di pubblico grazie anche al video, dove l’artista è impegnato in un memorabile balletto con l’attore-ballerino Fabio Ferri. Una vera e propria hit, il cui successo si protrae fino al periodo estivo. Oltre ad aggiudicarsi, ancora una volta, il Premio della Critica “Mia Martini”, Salirò gli varrà ben quattro Italian Music Awards: Miglior brano, Miglior videoclip, Migliore composizione musicale e Miglior arrangiamento.

Impegnato attivamente nel sociale e nella ricerca continua di sperimentazioni musicali, nel 2003pubblica un libro intitolato L’Autostrada dove racconta il suo ultimo tour, mentre nel 2004 è la volta del suo primo doppio live Live transito, che contiene un’altra hit, Kunta Kinte, ideata dal rapper Frankie Hi-nrg MC.

Nel 2007 torna al Teatro Ariston e si piazza quarto con La paranza, brano travolgente apparentemente festoso, con sonorità sottilmente latinoamericane, che nasconde in realtà una lettura critica e pungente della cronaca nazionale dell’epoca. Scalerà la classifica dei singoli più venduti in Italia fino al numero due, ponendosi solo dietro a Tiziano Ferro e a Vasco Rossi nella classifica annuale dei download. Lo stesso anno pubblica il suo ottavo album Il latitante.

Negli anni successivi, l’artista continua a firmare brani e musiche per colonne sonore di film e di rappresentazioni teatrali, vincendo anche il David di Donatello (proprio con La paranza e con la canzone Mi persi per il film Notturno bus di Davide Marengo), e continua a partecipare ad eventi di forte impatto e rilevanza sociale, come le iniziative di Emergency. Impegnato in tour nazionali e internazionali, l’artista è sempre più coinvolto nella ricerca di soluzioni stilistiche, di ritmi e nuove sonorità.

Dopo sei anni, nel 2013, torna a Sanremo per la sessantatreesima edizione del Festival, presentando i due brani A bocca chiusa e Il bisogno di te. Il primo brano passa la selezione e arriverà in finale, un brano con un testo sul malcontento sociale, che però racchiude un forte messaggio di speranza. Nell’edizione vinta da Marco Mengoni con L’essenziale, Silvestri si classificherà sesto. Nello stesso anno pubblicherà un EP intitolato Che nemmeno Mennea che contiene le due entries sanremesi, un brano live e uno in versione demo.

Tra le successive, numerose produzioni per il cinema vanno citate le canzoni L’autostrada, nella colonna sonora del film La mia classe di Daniele Gaglianone, e Tutta colpa di Freud (Il giardino di Psiche), per la commedia Tutta colpa di Freud diretta da Paolo Genovese, entrambe del 2014. Nello stesso anno partecipa ad un progetto musicale con Niccolò Fabi e Max Gazzé, progetto che li porterà a realizzare un cd e una lunga tournée. Il suo ultimo cd, l’ottavo, si intitola Acrobati, è del 2016, contiene ben 18 brani ed è dedicato a Lucio Dalla. Introdotto dal singolo Quali alibi, è il primo album dell’artista romano a raggiungere la vetta delle classifiche in Italia, guadagnando il disco d’oro.

Al Festival di Sanremo del 2019, dopo altri sei anni di assenza, presenterà la canzone “Argento vivo” Testo e musica: Daniele Silvestri.

Pagine Social di Daniele Silvestri:

Dopo il grande successo di Irraggiungibile dello scorso anno, Federica Carta e SHADE si riuniscono per calcare il palco dell’Ariston con il brano “Senza farlo apposta” Testo: Vito Paparella, Jacopo Ettore / Musica: Giacomo Roggia.

Conosciamoli meglio e partiamo dalla cantante romana Federica Carta, conosciuta al grande pubblico per la sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi nel 2016 a soli 17 anni.

Grazie al produttore di Elisa, Andrea Rigonat, pubblica il suo primo cd Federica che viene certificato disco di platino.

Da gennaio 2018 inizia a condurre Top Music, la versione televisiva della classifica ufficiale discografica Top of the Music della FIMI, in onda su RAI Gulp.

Sempre nello stesso anno viene scelta per aprire alcuni concerti di Laura Pausini rispettivamente a Rimini, Verona e Eboli.

A Febbraio 2018 esce il suo singolo Molto più di un film, che anticipa il CD dallo stesso titolo, che debutta in classifica al quarto posto.

A seguire oltre il successo di Irraggiungibile con Shade, incide un’altra hit con i La Rua, Sull’orlo di una crisi d’amore.

Il 14 dicembre viene pubblicato sulle piattaforme digitali il suo nuovo singolo Mondovisione. Il brano farà parte della colonna sonora del nuovo film di Paola Cortellesi, La befana vien di notte.

A novembre dello scorso anno ha commentato, in coppia con Mario Acampa, il Junior Eurovision Song Contest 2018 su RAI Gulp.

Pagine Social di Federica Carta:

Shade, nome d’arte di Vito Ventura viene da Torino ma con origini Foggiane e Tarantine.

Nel 2013 il rapper ha trionfato nella seconda edizione di MTV Spit, il programma televisivo condotto da Marracash, in cui Shade ha soffiato il titolo di “King Del Freestyle” in finale a Fred De Palma e Nitrograzie alla sua ironia.

Sempre nel 2013 Shade ha presenziato agli MTV Digital Days e ha lanciato ufficialmente durante il 5° Hip Hop Tv B-Day Party, il singolo Passa il Microfono finanziato da Pepsi e creato sia con i suoi colleghi Clementino, Fred De Palma e Moreno sia con il contributo dei fan che hanno aderito al concorso omonimo.

Nel 2015 ha firmato un contratto con l’etichetta discografica Warner Music Italy e ha pubblicato il primo album chiamato Mirabilansia e reso immediatamente disponibile per il download gratuito.

Nel 2016 il rapper ha presentato il secondo disco intitolato Clownstrofobia, dove ha inserito canzoni più irriverenti e canzoni più profonde come Patch Adams, che il rapper ha definito uno dei suoi lavori più introversi. Nello stesso anno ha interpretato la sua persona nel film Zeta.

Nel 2017 il rapper ha partecipato al Summer Festival con il singolo Bene ma non benissimo, che ha totalizzato quasi 40 milioni di visualizzazioni su YouTube e ha ottenuto dalla FIMI il disco di platino.

Il 17 novembre 2017 è stato distribuito il brano Irraggiungibile cantato in duetto con Federica Carta e successivamente certificato triplo disco di platino.

Verso la fine dell’anno il rapper ha collaborato con Benji & Fede alla canzone On demand lanciata come singolo l’anno seguente.

Nel giugno 2018 è uscito il pezzo Amore a prima insta, che ha anticipato il terzo album Truman pubblicato il 16 novembre dello stesso anno insieme al secondo brano Figurati noi, che Shade ha cantato in duetto con Emma Muscat. Da settembre 2018 il rapper presenta su RAI Gulp la rubrica musicale Gulp Music.

Pagine Social di Shade:

Il giovane cantautore romano Ultimo (all’anagrafe Niccolò Moriconi) si approccia al suo primo Festival da Big dopo un anno che lo ha visto protagonista della scena pop italiana.

Ultimo, il cui nome è stato scelto “per far capire subito di chi scrivo“, nel 2016 ha vinto un contest firmato Honiro (label indipendente molto nota nel settore hip-hop), che poi inizia a produrlo. L’anno successivo si fa conoscere aprendo i concerti di Fabrizio Moro e pubblica i suoi primi singoli Chiave, Ovunque tu sia e Sabbia, che saranno poi contenuti nel disco di debutto, Pianeti, che ha toccato la seconda posizione su ITunes.

A fine anno è tra gli emergenti selezionati durante la trasmissione Sarà Sanremo per partecipare al Festival nella categoria Nuove Proposte, dove si presenta con la ballata dal forte impatto Il ballo delle incertezze, che gli vale la vittoria della categoria e del Premio Lunezia per il miglior testo. La canzone, certificata doppio disco di platino, è nella tracklist del suo secondo album che esce in contemporanea alla partecipazione sanremese, Peter Pan.

È questo lavoro a garantirgli un successo travolgente: doppio disco di platino per il disco, disco di platino per i singoli Poesia senza veli e Cascare nei tuoi occhi e disco d’oro con i brani La stella più fragile dell’universo, Peter Pan e Ti dedico il silenzio, senza contare gli innumerevoli sold out per il tour.

Al Festival di Sanremo 2019 si presenta con “I tuoi particolari” Testo e musica: Niccolò Moriconi, che sarà contenuto nel suo prossimo album, Colpa delle favole, e al momento risulta essere, per i bookmakers, il favorito numero uno per la vittoria finale, e la conseguente partecipazione all’Eurovision Song Contest a Tel Aviv per l’Italia.

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Nel più che mai variopinto cast del Festival di Sanremo 2019 troveranno spazio anche le influenze internazionali di Mahmood, giovane artista per metà sardo e per metà egiziano che debutterà alla kermesse tra i big dopo aver vinto la seconda serata di Sanremo giovani 2018 con la canzone Gioventù bruciata.

Alessandro Mahmood lo abbiamo conosciuto durante la sesta edizione di X Factor Italia, anche se la sua fu soltanto una fugace apparizione nel team Under uomini di Simona Ventura. Successivamente, dopo una breve collaborazione con il produttore Pier Paolo Peroni, incontra Francesco Fugazza e Marcello Grilli, con cui inizia ad incidere canzoni di musica elettronica.

Proprio da questo incontro nasce Dimentica, brano con cui vince Area Sanremo e che gli permetterà di calcare per la prima volta il palco dell’Ariston del Festival di Sanremo 2016 tra le Nuove Proposte. Il regolamento di allora prevedeva l’iniziale scontro diretto tra due Emergenti e successivamente la gara unica tra i quattro finalisti, fra questi c’era anche Mahmood, che chiuse il suo Festival al quarto posto dietro Ermal Meta, Chiara Dello Iacovo e il vincitore Francesco Gabbani.

Oltre a collaborare con Fabri Fbra nel brano Luna, contenuto nell’EP del rapper Fenomeno (Masterchef EP), Mahmood ha firmato come autore una delle hit di questa estate, Nero Bali, portata al successo da Elodie, Michele Bravi e Guè Pequeno. A settembre è poi uscito il suo primo EP, Gioventù bruciata, anticipato dai singoli Uramaki e Milano Good Vibes.

Ha partecipato e vinto Sanremo Giovani 2018 proprio con il brano che intitola l’EP, Gioventù bruciata, ma che non è contenuto all’interno del lavoro. Al Festival porterà la canzone “Soldi” Testo: Alessandro Mahmoud / Musica: Alessandro Mahmoud, Dario Faini, Paolo Alberto Monachetti (Charlie Charles), che si candida ad essere tra le rivelazioni dell’edizione. Durante la serata dei duetti reinterpreterà il brano in coppia con Guè Pequeno.

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Tra i nomi più discussi che saliranno sul palco del Festival di Sanremo 2019 dal prossimo 5 febbraio c’è sicuramente Achille Lauro, rapper molto noto soprattutto tra i giovanissimi. Nella sua carriera può contare, oltre a dischi pubblicati, anche esperienze televisive, andiamo a conoscerlo meglio.

Nato a Roma, Lauro De Marinis (il suo vero nome) a soli quattordici anni si separa dai genitori, trasferitisi altrove in cerca di lavoro, e resta da solo con suo fratello maggiore, produttore per la crew Quarto Blocco, e grazie a lui inizia ad appassionarsi al mondo del rap underground e del pop rock. Entra quindi nel gruppo, e sceglie di associare la sua immagine al nome d’arte Achille Lauro, volutamente ispirato all’armatore napoletano, e nel 2012 rilascia il suo primo mixtape indipendente intitolato Barabba, e successivamente il secondo dal titolo Harvard.

Achille Lauro non passa inosservato: si fa notare da membri di spicco della scena underground romana, tra cui Noyz Narcos, che gli aprono la strada per l’ingresso nell’etichetta Roccia Records, con cui incide il suo primo album Achille Idol Immortale. Reso disponibile per il download gratuito, al suo interno trovano spazio collaborazioni con big del settore come Marracash, Noyz Narcos, Gemitaiz e Coez. Particolarità del progetto, oltre alle sonorità non troppo familiari all’hip-hop, è la scelta di chiudere ogni brano con la lettura di un versetto vangelico rivisitato.

Il disco ha successo, e la Roccia Records decide di spingere sempre più il rapper, pubblicando prima Young Crazy EP, contenente sei tracce, e poi il secondo album in studio, Dio c’è. Inizialmente il titolo dava da pensare che fosse la continuazione del filone cristiano intrapreso nel primo disco, salvo poi risultare essere l’acronimo della frase Droga In Offerta Costi Economici.

Nel 2016, a sorpresa, Achille Lauro lascia la Roccia Records per realizzare un suo grande desiderio, fondare una propria etichetta discografica: cosa che accade con la nascita della No Face, creata da Lauro insieme al producer DJ Pitch8. Pubblica subito il terzo lavoro discografico, Ragazzi madre, in cui parla dello spaccio di stupefacenti (la copertina mostra una radiografia del rapper con degli ovuli di cocaina) e dei ragazzi dei bassifondi costretti a crescere nell’abbastanza. L’album consacra anche la collaborazione con il producer Boss Doms.

Nel 2017 prende parte a Pechino Express, in coppia proprio con Boss Doms nel team dei Compositori. Nel corso dell’esperienza televisiva particolarmente nota diventa l’accesa lite avuto con la showgirl Antonella Elia. Il rapper e il producer conclusero in terza posizione il docu-reality.

Sigla un contratto con la Sony Music sempre nel 2017 e viene pubblicato il nuovo album Pour l’amour, un lavoro sperimentale che vede Achille Lauro scostarsi abbondantemente dallo stile delle origini per muoversi su più campi, come le sonorità napoletane, house e trap, quest’ultima rappresentata dalla hit di successo Thoiry RMX. Per la lavorazione di questo disco Lauro ha più volte affermato di essersi ispirato ai The Doors, isolandosi insieme agli artisti che hanno collaborato con lui in una villa e assumendo piccole dosi di marijuana. Da questa esperienza sono nati tre album: Pour l’amour e altri due ancora inediti.

Un artista eclettico che mancava al Festival e che sicuramente porterà una ventata di novità e, cosa da non sottovalutare, il pubblico dei giovanissimi che da tempo si era ormai allontanato da Sanremo. Il brano con cui si candida ad essere uno degli outsider per la vittoria finale è “Rolls Royce” Testo: Lauro De Marinis (Achille Lauro), Davide Petrella / Musica: Daniele Dezi, Daniele Mungai (Frenetik & Orang3), Edoardo Manozzi (Boss Doms), sarà una scommessa vinta per Claudio Baglioni?

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Non è facile introdurre una delle più significative interpreti della musica italiana: una personalità forte, uno stile unico, una vera e propria star. Loredana Bertè nasce a Bagnara Calabra (Reggio Calabria) e condivide lo stesso giorno e mese di nascita della sorella maggiore, Domenica Berté, che conosceremo artisticamente come Mia Martini, un’altra immensa artista del panorama nazionale.

Da molti definita come la “Regina del rock italiano”, la nostra Loredana vanta una poderosa carriera artistica, che include ben diciassette album studio, cinque live, due EP e tre raccolte ufficiali, e ben dieci partecipazioni al Festival di Sanremo.

Vincitrice di molti premi e manifestazioni musicali, Loredana è nota anche per le significative collaborazioni musicali, tra le quali ricordiamo Mario Lavezzi, Ivano Fossati, Luca Chiaravalli e Corrado Rustici. L’artista ha portato al successo brani scritti da nomi prestigiosi della musica italiana come, tra gli altri, Enrico Ruggeri, Mango, Gianni Bella, Pino Daniele, Bruno Lauzi, Ligabue, Ron, Gianna Nannini, Biagio Antonacci.

A metà anni Sessanta inizia a lavorare come ballerina al “Piper Club” di Roma. In questo periodo conosce Renato Fiacchini, che diventerà in seguito Renato Zero. Entrambi faranno parte del gruppo di ballo “Collettoni e collettine” che si esibivano nelle trasmissioni televisive e negli spettacoli di Rita Pavone. Dopo aver collaborato con la sorella Mia nei primi anni Settanta, Loredana pubblica il suo primo album nel 1974 intitolato Streaking, un concept album dove emerge con prepotenza la sua vena apertamente provocante e trasgressiva. L’album tuttavia viene ritirato dal mercato e ripubblicato in seguito con una differente copertina.

Il successo arriva nel 1975 con Sei bellissima. Dal 1976 l’artista è impegnata in un sodalizio artistico, ma anche personale, con Mario Lavezzi, che inizierà con Normale o super (proprio del 1976) e durerà per altre cinque produzioni. È del 1977 l’album Tir, reso famoso dalla sua copertina sexy. Nel 1978 Loredana rifiuterà Pensiero stupendo scritta da Ivano Fossati (e portata al successo da Patti Pravo); l’artista preferì la canzone Dedicato, inclusa nell’album Bandaberté e che sarà incisa dallo stesso Fossati per l’album La mia banda suona il rock e da Dalida in francese con il titolo Dédié à toi.

Nel 1979 torna a scalare le classifiche nazionali con E la luna bussò, un brano che “porta” anche in Italia la musica reggae.  Nel 1980 l’artista vira verso sonorità più funky e pubblica l’album LoredanaBertE’ e che contiene un altro singolo di successo: In alto mare.

Il suo vero e proprio “manifesto musicale” è del 1982 e porta ancora la firma di Ivano Fossati. Stiamo parlando di Non sono una signora, successo clamoroso che le farà vincere il Festivalbar; il brano è incluso nell’album Traslocando, e fu inciso negli Stati Uniti con la partecipazione di Mia Martini come corista.

È un periodo di notevoli vendite e riscontri commerciali per l’artista, che prosegue nel 1983 con Il mare d’inverno firmata da Enrico Ruggeri, inclusa nell’album Jazz. Successivamente pubblicherà Savoir faire nel 1984 e Carioca nel 1985, prima di approdare a Sanremo per la prima volta nel 1986 con il brano Re, scritto da Mango. Il brano viene accompagnato da una coreografia, ideata da Franco Miseria, che suscitò non poche polemiche e che vede l’artista muoversi sul palco simulando uno stato di gravidanza. È l’anno dell’uscita della sua prima raccolta ufficiale Fotografando … i miei successi, ma è anche l’anno della rottura del contratto con l’etichetta CBS dopo i notevoli dissensi suscitati dall’esibizione sanremese. Nell’edizione vinta da Eros Ramazzotti con Adesso tu, l’artista si piazzerà nona.

Ritornerà al Festival di Sanremo due anni dopo con il brano Io scritto da Tony Cicco ma con il quale si piazzerà solo al sedicesimo posto, con un calo anche nelle vendite del relativo omonimo album. Vicende personali (il burrascoso matrimonio con il tennista svedese Björn Borg) vedono l’artista lontano dall’Italia e dalla scena musicale. Il suo temperamento, la sua vena trasgressiva e provocatoria, la sua immagine sempre più eccentrica attireranno critiche e attacchi anche personali soprattutto in Svezia. Da questa esperienza, l’esistenza dell’artista viene segnata in maniera significativa. Partecipa di nuovo al Festival nel 1991, ma la sua In questa città, scritta da Pino Daniele, non riceve l’accoglienza sperata nonostante una ottima performance della cantante.

L’artista torna a Sanremo nel 1993, in coppia con Mia Martini, con il brano Stiamo come stiamo e nel 1994 con Amici non ne ho. In questa fase, si osserva una Loredana più dura, impegnata a ripercorrere la sua storia recente, trapuntata di esperienze dolorose, ma sempre più consapevole della sua immagine forte e in un certo senso scomoda, che non guarda in faccia a nessuno e che non scende a compromessi. Stiamo come stiamo arriva al quattordicesimo posto, mentre Amici non ne ho si piazza al numero tredici, ma fu un buon successo commerciale nelle vendite post-sanremesi e fu inclusa nel suo primo album live intitolato Bertex – Ingresso libero e pubblicato con l’etichetta Fonopoli di Renato Zero.

Partecipa per la terza volta consecutiva al Festival nel 1995 con ANGELI e angeli, che arriva diciannovesima. Il 1995 è l’anno della morte di Mia Martini. Il tragico evento la segnerà ulteriormente e ispirerà gran parte della produzione successiva dell’artista. Altresì, nel 1996 Loredana arriva alla rottura artistica e personale con Renato Zero, per questioni relative alla pubblicazione di un album con l’etichetta dell’artista romano, sulla quale però i due andranno spesso in notevole disaccordo.

Loredana fu finalista nell’edizione numero quarantasette del Festival con il toccante e doloroso brano rock-blues Luna nel 1997, incluso nell’album Un pettirosso da combattimento, dedicato a Mia Martini e caratterizzato da una notevole intensità espressiva e musicale. Occorre attendere ben otto anni prima di vedere Babyberté, nuovo album dell’artista, che sarà un successo commerciale notevole.

Loredana tornerà a Sanremo nel 2002 con Dimmi che mi ami, ma la sua performance non convince e suscita perplessità. Arriverà diciassettesima. Dopo sei anni, ritenta l’esperienza sanremese, ma la sua canzone Musica e parole, scritta tra gli altri da Alberto Radius, viene eliminata dalla competizione perché ritenuta una riedizione, a livello melodico e di impostazione del refrain, de L’ultimo segretodello stesso Radius, incisa da Ornella Ventura nel 1988.

Nel 2012 la Berté presenta a Sanremo il brano Respirare e raggiunge il suo più alto piazzamento nella kermesse (quarto posto). Si tratta di un duetto con Gigi D’Alessio, che ammetterà essere un vero e proprio omaggio all’artista calabrese, definita “una vera e propria forza della natura”.

Gli ultimi anni hanno visto Loredana impegnata in vari progetti, da nuovi album a tournée, da collaborazioni musicali (ricordiamo il recentissimo successo di Non ti dico no con i Boomdabash) a partecipazioni a trasmissioni televisive (tra le quali Amici e Ora o mai più).

Nel 2019, dopo ben sette anni, la rivedremo a Sanremo con “Cosa ti aspetti da me” Testo: Gerardo Pulli, Piero Romitelli / Musica: Gaetano Curreri, scritto, tra gli altri, da Gaetano Curreri degli Stadio.

Pagine Social di Loredana Bertè:

Si chiama Giovanni Luca Picariello, ma per tutti è Ghemon, il cantautore rapper che porterà al Festival di Sanremo 2019 il brano “Rose viola” Testo: Giovanni Luca Picariello (Ghemon) / Musica: Giovanni Luca Picariello, Stefano Tognini.

Ghemon arriva da Avellino, e dopo diverse esperienze in varie formazioni debutta nel 2006 con l’EP Ufficio immigrazione ma sarà nel 2007 che esce primo album ufficiale La rivincita dei buoni.

Ha collaborato con molti artisti, i più famosi sono Syria in Come non detto (2012), Neffa in Dove seicon (2013)e più recentemente con Elodie in Rambla (2018). In TV invece lo abbiamo visto ad X Factor 2018 quando ha aiutato Manuel Agnelli a selezionare i concorrenti della sua squadra da portare ai live show.

I suoi successivi album sono stati E poi all’improvviso nel 2009 insieme ai Love 4tet, seguito nel 2012 con Qualcosa è cambiato,nel 2014 Orchideee e per finire nel 2017 esce Mezzanotte.

Lo stile di Ghemon è molto personale, realizza pezzi profondi e dalle rime curate sotto l’aspetto lessicale, sposando il concetto di “rivoluzione personale”: la fedele trasposizione dei rapporti tra le persone, senza dimenticare la critica sociale e quella ai luoghi comuni, evitando l’autocelebrazione e autoreferenzialità frequente nei rapper.

Pagine Social di Ghemon:

Filippo Neviani, in arte Nek, classe 1972. Emiliano, inizia la sua attività di cantante e strumentista in band locali di stampo rock-country.

Il suo esordio a Sanremo è nel 1993, dove arriva terzo nelle Nuove proposte con il brano In te, dal chiaro contenuto antiabortista. Nello stesso anno, partecipa anche come autore alla canzone Figli di chi, che verrà presentata da Mietta e dai Ragazzi di Via Meda nella sezione Big. Tra il 1992 e il 1994 pubblica tre album con la Fonit Cetra; proprio nel 1994 passa alla major Warner Music Italy.

Il 1996 è l’anno dell’album Lei, gli amici e tutto il resto, che contiene i singoli di grande successo Dimmi cos’è e Sei grande. Lo stesso album viene ripubblicato l’anno successivo con un inedito: Laura non c’è, canzone che Nek porterà alla quarantasettesima edizione del Festival, dove si piazzerà settimo. Il brano vende tantissimo e lo porta ai vertici delle classifiche nazionali, e si piazza nella Top20 in diversi paesi europei, come Svizzera, Austria, Belgio, Germania e in Francia. E proprio in Francia esce nel 2005 anche una versione duet con la cantante Cérena. Il singolo è un successo anche Spagna e in Sud America, con la versione spagnola intitolata Laura no està. Viene pubblicata anche una versione in inglese che raggiunge il numero 59 della classifica ufficiale britannica.

Il successo della canzone è tale che nella primavera del 1998 esce un film, intitolato proprio Laura non c’è, di cui l’artista cura la colonna sonora e in cui appare in un cameo nel ruolo di un fumettista.

La canzone viene anche ripresa da artisti internazionali: Oliver Lukas ne ha realizzato una versione in tedesco, Nektarios Sfyrakis una in greco e Wim Soutaer una in olandese, mentre il dominicano Fernando Villalona ne proporrà una versione con tipiche sonorità latino-caraibiche.

Nello stesso anno Nek partecipa al Festivalbar con Se io non avessi te e pubblica l’album In due, realizzato anche in lingua spagnola.

Nel 2000 pubblica l’album La vita è, suo sesto, che contiene la canzone Ci sei tu, mentre è del 2002 il famosissimo duetto con Laura Pausini, Sei solo tu, incluso nell’album Le cose da difendere. Il suo primo “best of” è del 2003, realizzato anche per il mercato latino-americano.

Dal 2005 al 2010 pubblica altri tre album di successo, di cui realizza sempre una versione in lingua spagnola (Una parte di me, Nella stanza 26 e Un’altra direzione); partecipa ad eventi importanti per la musica (come il Live 8), vince alcune manifestazioni canore (come il Festivalbar del 2005 con Lascia che io sia), collabora ad alcuni progetti musicali di stampo sociale (come le iniziative per i terremotati dell’Abruzzo e dell’Emilia). Il singolo Congiunzione astrale del 2013 anticipa il suo undicesimo album intitolato col suo vero nome: Filippo Neviani.

Occorre attendere il 2015 per rivedere Nek a Sanremo. Un’attesa durata ben diciotto anni. All’Ariston l’artista presenterà il brano Fatti avanti amore, altra pietra miliare della sua carriera di successo. Il brano si piazza al secondo posto dietro a Grande amore de Il Volo e riceve due premi: quello del Miglior arrangiamento e il premio Sala Stampa “Lucio Dalla”. Nella stessa edizione, ricordiamo una sua strepitosa interpretazione di Se telefonando di Mina. Fatti avanti amore raggiungerà la Top3 della classifica nazionale e otterrà un disco di platino, e sarà incluso nell’album Prima di parlare, anche questo in seguito certificato col disco di platino.

Lo scorso anno ha partecipato al Festival di Sanremo come ospite e ha interpretato con Claudio Baglioni, Max Pezzali e Francesco Rengauna strepitosa versione di Strada facendo.

Nel 2019 tornerà a Sanremo con il brano  “Mi farò trovare pronto” Testo: Paolo Antonacci, Luca Chiaravalli, Filippo Neviani (Nek) / Musica: Paolo Antonacci, Luca Chiaravalli, Filippo Neviani.

Pagine Social di Nek:

Al Festival di Sanremo 2019 l’inedita coppia formata da Patty Pravo e Briga presenteranno il brano “Un po’ come la vita” Testo: Marco Rettani, Diego Calvetti, Sergio Vallarino (Zibba) e Mattia Bellegrandi (Briga) / Musica: Marco Rettani, Diego Calvetti, Sergio Vallarino e Luca Leonori.

Nicoletta Strambelli nasce a Venezia nel 1948 dove trascorre l’infanzia coi nonni paterni, attorniata da personaggi importanti come l’attore Cesco Baseggio, il soprano Toti Dal Monte e il Cardinale Roncalli, che diverrà poi Papa Giovanni XXIII°. Sin da bambina studia pianoforte e prende lezioni di teoria, solfeggio e armonia. Frequenta il Conservatorio Benedetto Marcello e studia direzione d’Orchestra. Durante l’adolescenza frequente personalità del calibro di Peggy Guggenheim ed Ezra Pound.

Dopo un periodo a Londra, torna in Italia e comincia a frequentare il locale romano del Piper nel quale comincia a cantare e, in pochi mesi, ne diventa l’icona. Nasce la “ragazza del Piper” e Nicoletta diventa Patty Pravo, scelto dall’artista per il suo amore per le anime “prave” dell’Inferno dantesco. Da idolo beat ha saputo, negli anni a seguire, reinventarsi mille volte, tra provocazione e teatralità. Prima come interprete sopraffina della canzone d’autore italiana e francese, quindi come sperimentatrice del rock nelle sue varie declinazioni, sino al Funk e all’elettronica. È stata la prima cantante italiana a conseguire una vasta affermazione in Cina.

Verso la fine degli anni ’60 incide quelli che diverranno i suoi cavalli di battaglia: Ragazzo triste (1966), Qui e là (1967), Se perdo te (1967) e, naturalmente La bambola del 1968.

Su nove partecipazioni al Festival di Sanremo è arrivata otto volte in finale, ottenendo inoltre numerosi premi speciali, tra cui tre premi della critica, che si aggiungono a numerosi altri prestigiosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.

La sua prima partecipazione a Sanremo è del 1970 in coppia con Little Tony e con il brano La spada nel cuore, che si classificherà al quinto posto e che vincerà Premio giornalistico alla migliore interpretazione.

Negli anni a seguire incide diversi brani tra i quali due pezzi importanti come Pazza idea nel 1973 e Pensiero stupendo nel 1978.

Ci vogliono altri 14 anni prima di rivedere Patty Pravo al Festival di Sanremo. Nel 1984 presenta il brano Per una bambola. Si qualificò al 10° posto e vinse il Premio della critica. Indossò per l’occasione abiti creati da Versace e le acconciature furono realizzate da Marcello Casoni.

Tre anni dopo, nel 1987, Patty è di nuovo a Sanremo con la canzone Pigramente signora. Sebbene accusata di plagio del brano To the Morning di Dan Fogelberg, l’esibizione della Pravo è pregevole, ma questo non le permette di andare otre la ventesima posizione.

Nel 1995, Patty Pravo, si presenta al festival di Sanremo con la canzoneI giorni dell’armonia. Il brano, che segnò il suo ritorno sulle scene dopo tre anni di silenzio, anche in questo caso chiude la gara solo al 20° posto.

Ma è due anni dopo che per Patty Pravo, il Festival di Sanremo diventa occasione di vero rilancio. A firmare …E dimmi che non vuoi morire troviamo Vasco Rossi. Il brano, dato per favorito prima dell’inizio del festival, si classificò solo ottavo, ma ottenne il Premio migliore musica e il Premio della critica.

Ancora quattro anni di assenza e nel 2002, la Pravo presenta a Sanremo la canzone L’immenso con cui si classifica al 16° posto, mentre al Festival di Sanremo 2009 presenta E io verrò un giorno là con cui arriva in finale e guadagna la sesta posizione.

L’unica volta che Patty Pravo non raggiunge la Finale del Festival è nel 2011 con la canzone Il vento e le rose. Patty Pravo ha giustificato l’eliminazione parlando di alcuni problemi tecnici durante l’esibizione.

Cieli immensi è i Il brano, scritto da Fortunato Zampaglione con cui Patty Pravo partecipa al Festival di Sanremo 2016, classificandosi al sesto posto e aggiudicandosi il Premio della Critica “Mia Martini”.

Pagine Social di Patty Pravo:

Briga, pseudonimo di Mattia Bellegrandi è un cantautore italiano. La sua notorietà è giunta nel 2015 in seguito alla sua partecipazione alla quattordicesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi.

Nel 2010 ha autoprodotto e pubblicato il suo EP di debutto, Anamnesi. Nel 2011 ha pubblicato per il download gratuito il mixtape Malinconia della partenza. Nel 2012 Briga ha pubblicato il primo album Alcune sere per il download gratuito e in formato CD, anticipato dai videoclip dell’omonimo brano e di In rotta per perdere te. Nello stesso anno ha collaborato con artisti della scena rap romana, tra cui Gemitaiz e Coez.

Nel 2015 è entrato nel cast del talent show Amici di Maria De Filippi, classificandosi al secondo posto nella classifica finale della fase serale del programma. Inoltre, vince il Premio RTL 102.5 per il suo singolo L’amore è qua. Nello stesso anno ha pubblicato Never Again, album distribuito dalla Universal Music Group. A giugno è stato pubblicato il singolo Esistendo.

Nel 2016 Briga ha firmato un nuovo contratto discografico con la Sony Music, annunciando inoltre di essere al lavoro su un terzo album in studio. Pubblica, inoltre, il suo primo libro, intitolato Non odiare me, romanzo autobiografico scritto in collaborazione con Andrea Passeri ed edito da RAI ERI. Nel mese di maggio esce il singolo Baciami, mentre a settembre è uscito un secondo singolo, intitolato Mentre nasce l’aurora che preannuncia l’uscita del terzo album, Talento. A dicembre è uscito il terzo singolo Diazepam, seguito dal videoclip del brano Mily, diretto dallo stesso Briga insieme a Jonathan Jones.

el 2017 Briga ha pubblicato il singolo Nel male e nel bere, seguito da un altro inedito, Che cosa ci siamo fatti.

Pagine Social di Briga:

The Zen Circus, una delle band rock più apprezzate e con più storia del panorama musicale italiano, nonostante ai più sia un nome sconosciuto. Andiamo quindi a conoscerli insieme, in attesa del loro debutto tra pochi giorni al Festival di Sanremo 2019 con la canzone L’amore è una dittatura.

Tutto inizia nel 1994, quando a soli sedici anni Andrea Appino (voce e chitarra) e Marcello “Teschio” Bruzzi danno vita a un gruppo punk rock. Cambiano spesso formazione e dopo la registrazione di qualche demo creano nel ’98 la loro prima sala prove all’interno dello storico centro sociale Macchia Nera di Pisa. Debuttano quindi sotto lo pseudonimo The Zen con l’album autoprodotto About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen, che ottiene un riscontro maggiore nel Paesi Bassi, ciò fa decidere ad Appino di trasferirsi per tentare una carriera da one man band.

Nel 2000 è costretto a tornare in patria per il servizio civile, e l’amico e collega Teschio coinvolge nel progetto artistico un terzo componente: Massimiliano “Ufo” Schiavelli. Trovano così in The Zen Circus il loro nome definitivo, e calcano il loro primo palco importante, quello dell’Arezzo Wave On The Rocks.

Nel 2001 vede la luce il loro album di debutto, Visited by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV, e nel 2004, dopo l’uscita dal gruppo di Teschio e l’ingresso di Karim Qqru, Doctor Seduction, con cui conquistano l’interesse degli appassionati del genere e della critica. Ma se in questi primi album le tracce erano interamente in lingua inglese, in Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo, il terzo disco uscito nel 2005, si iniziano a intravedere le prime pubblicazioni in italiano.

Durante il Nello Scarpellini Tour 05/06 aprono il palco agli americani Violent Femmes, in questa occasione incontrano il bassista Brian Ritchie, che decide di collaborare con loro e produrre il loro quarto album, Villa inferno, rilasciato nel 2008. L’artista statunitense entra anche a far parte della formazione in veste live. Dal disco viene estratta la hit Figlio di pu****a, che viene suonata anche in alcuni salotti televisivi.

Nel 2009 esce poi Andate tutti affanculo, il progetto da molti definito come uno dei dischi migliori dell’anno, guadagnando la copertina di settembre del noto mensile musicale Il mucchio selvaggio. Lo stesso anno partecipano al progetto degli Afterhours con un loro brano inedito, Gente di merda, inserito in Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?). Due anni dopo viene pubblicato su YouTube un documentario per festeggiare i dieci anni di attività, e in esso viene annunciata la ristampa dei primi quattro album della band, ormai introvabili.

Nell’ottobre dello stesso anno esce Nati per subire, album a cui collaborano numerosi artisti della scena indipendente italiana, tra cui Enrico Gabrielli, Giorgio Canali, i Ministri, Alessandro Fiori e Il Pan del Diavolo. Nel 2012 partono per un tour in acustico intitolato Busking tour, e l’anno successivo rilasciano Canzoni contro la natura. Il disco raggiunge la prima posizione della classifica ITunes e la nona in quella FIMI degli album più venduti. Nel 2015 pubblicano il singolo Il nulla e annunciano uno stop che durerà oltre un anno.

Il nuovo album, La terza guerra mondiale, esce a giugno 2016 sotto etichetta La Tempesta Dischi, e vede anche l’ingresso nei The Zen Circus di un nuovo membro: “Il Maestro” Francesco Pellegrini. A marzo di quest’anno è stato pubblicato Il fuoco nella stanza, il loro decimo progetto discografico sotto etichetta Woodworm e La Tempesta Dischi. Con questo album raggiungono la vetta della classifica FIMI dei vinili più venduti e la Targa Tenco come Miglior album assoluto e per i singoli Catene e Il fuoco nella stanza.

Mancano sempre meno giorni al debutto dei The Zen Circus (Andrea Appino, Massimiliano Schiavelli, Karim Qqru, Francesco Pellegrini) al Festival di Sanremo 2019. Il loro brano, “L’amore è una dittatura” Testo: Andrea Appino / Musica: Andrea Appino, Gian Paolo Cuccuru, Massimiliano Schiavelli, durante la serata dei duetti verrà reinterpretato con il cantautore Brunori Sas, mentre l’8 febbraio arriverà nei negozi di dischi la raccolta Vivi si muore 1999-2019: diciannove brani per celebrare la storia di questa grande band.

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Che la si ami o la si odi, è innegabile come Anna Tatangelo sia tra i Big più noti in gara al Festival di Sanremo. La sua carriera, contornata sì da critiche e copertine su giornali di gossip per la storia d’amore con Gigi D’Alessio, ma che ha sempre avuto al centro la musica e il particolare questa kermesse, i cui pezzi presentanti hanno quasi sempre riscosso grande successo.

Ricordiamo che proprio dal Festival la carriera di Anna è iniziata, quando nel 2002, con Doppiamente fragili, vinse la categoria Giovani a soli quindici anni, e lo stesso anno incrociò per la prima volta il cantautore Gigi D’Alessio, collaborando con lui nel singolo Un nuovo bacio, che raggiunse il nono posto tra i singoli più venduti. In virtù della vittoria tra i giovani un anno prima, Anna nel 2003 sale nuovamente sul palco dell’Ariston, questa volta in coppia con Federico Stragà nella canzone Volere volare, ma tale partecipazione non riscuote lo stesso successo.

In questa occasione pubblica il suo album di debutto, Attimo x attimo, sotto la produzione di Fio Zanotti. Dopo il suo primo tour nel 2004, l’anno successivo torna al Festival con il brano simbolo della sua discografia, Ragazza di periferia, classificato terzo nella categoria Donne del Festival di Sanremo 2005. Con questa partecipazione esce l’album omonimo e il successo è grandissimo, venendo trainato anche dal singolo Quando due si lasciano.

Nel 2006 torna per la quarta volta all’Ariston, ma Anna è diventata adulta e lo dimostra in Essere una donna, con cui vince la categoria Donne di quell’anno. Il brano viene aggiunto alla ristampa di Ragazza di periferia insieme a un’altra hit, Colpo di fulmine. In totale l’album ha venduto oltre centosessanta mila copie. Nell’estate viene premiata ai Venice Music Awards come Rivelazione Femminile 2006.

A novembre 2007 viene pubblicato il suo terzo album, Mai dire mai, che la vede debuttare come autrice nei singoli Averti qui e Lo so che finirà. Il disco viene pubblicato in una nuova versione l’anno successivo, in concomitanza con la quinta partecipazione al Festival di Sanremo della cantante con il brano Il mio amico: canzone sull’amore omosessuale dai buoni propositi, ma che viene aspramente criticata da numerose associazioni LGBT per un testo giudicato ricco di stereotipi e banalità sulla figura gay. La canzone arrivò seconda e Mai dire mai raggiunse il disco di platino vendendo oltre cento mila copie.

È poi l’universo femminile il tema centrale del nuovo lavoro di Anna Tantangelo, pubblicato nel novembre 2008 con il titolo Nel mondo delle donne, anticipato dal singolo Profumo di mamma e, successivamente, da Rose spezzate: con questo brano la cantante si unisce all’associazione Doppia difesa di Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno. Nel 2010 la cantante partecipa per la prima e unica volta a X Factor (l’ultima edizione targata Rai) in veste di giudice.

Nel 2011 torna al Festival di Sanremo con Bastardo, ballata rock che tra gli altri firma anche lei. Il brano viene escluso dalla giuria demoscopica già nella prima serata, salvo poi essere ripescato e arrivare nono nella serata finale. Durante il Festival viene pubblicato il suo quinto album, Progetto B. Nello stesso anno esce la sua autobiografia Ragazza di periferia, la mia piccola favola, e nel 2012 si classifica terza a Ballando con le stelle.

Nel 2013 conduce un varietà di successo su Canale 5 con il compagno Gigi D’Alessio, Questi siamo noi, insieme a numerosi colleghi e amici come Alessandra Amoroso, Bianca Atzei, i Modà, Roberto Vecchioni, Ale & Franz, Paolo Bonolis e Biagio Izzo. Nel 2015 torna all’Ariston con Libera, firmata da Kekko Silvestre, con cui manca l’accesso alla finale. Durante la settimana sanremese la Sony rilascia il suo nuovo album, intitolato proprio come il brano presentato in gara, che al suo interno conteneva numerosi singoli già rilasciati tra cui Occhio x occhio (colonna sonora degli spot Coconuda), Senza dire che e la discussa Muchacha.

Anna è ospite in varie tappe del Malaterra World Tour di Gigi D’Alessio, del Concerto di cristallo di Valerio Scanu, è co-conduttrice de I Migliori Anni con Carlo Conti e continua la sua esposizione live in giro per l’Italia. A fine anno poi prende parte nel film Un Natale al Sud sia come protagonista che come cantante per il brano simbolo della colonna sonora, Un Natale italiano, firmato da Giovanni Caccamo.

Nel 2018 ha trionfato alla prima edizione di Celebrity Masterchef Italia e il montepremi finale, di cento mila euro, ha deciso di devolverlo interamente all’associazione Doppia difesa e all’ospedale Bambin Gesù di Roma. A maggio ha pubblicato il singolo di lancio del suo nuovo progetto discografico, Chiedere scusa, e a novembre una nuova versione di Ragazza di periferia in salsa trap insieme ad Achille Lauro, che incontrerà in gara al Festival.

Per la sua ottava partecipazione la cantante di Sora si è affidata alla penna di Lorenzo Vizzini per la canzone “Le nostre anime di notte” Testo e musica: Lorenzo Vizzini, che durante la serata dei duetti presenterà sul palco in coppia con Syria. L’8 febbraio invece arriverà nei negozi di dischi il suo nuovo album, Che la fortuna sia con me. Gli eurofan hanno più volte manifestato il loro apprezzamento verso l’artista: sarà lei a rappresentare l’Italia a Tel Aviv?

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La sua è indubbiamente una delle più belle voci femminili italiane. Stiamo parlando di Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa, nata il 20 agosto 1982 a Genova e cresciuta a Pignola, un piccolo centro a pochi chilometri da Potenza. Nel 2007 vince una borsa di studio come interprete al CET (la scuola di musica di Mogol) dove conosce l’autore Giuseppe Anastasi, con cui instaurerà un proficuo rapporto professionale.

La sua carriera è legata a doppio filo al Festival di Sanremo. L’esordio come cantante, infatti, è sottolineato dalla vittoria nella categoria giovani a Sanremo 2009 con Sincerità. Oltre alla freschezza del brano, che racconta l’esigenza nella vita di coppia di essere sempre onesti, la cantante lucana colpisce il pubblico per il look dallo stile retrò con occhialoni e caschetto.

Si aggiudica il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e il Premio Assomusica Casa Sanremoper aver saputo creare un rapporto immediato con il pubblico.

Nel 2010 Arisa torna al Festival di Sanremo con il brano Malamorenò accompagnata dal trio Le Sorelle Marinetti. Non vince, ma la canzone, giunge alla serata finale del festival e si classifica al nono posto. Il testo narra di un mondo ambientato nel futuro caratterizzato da un ambiente ostile. il brano lancia un messaggio di speranza affermando che con l’amore è possibile superare gli ostacoli e mettere da parte l’individualismo. In questa occasione si presenta con un look rinnovato, i capelli si arricciano e i grandi occhiali restano e sono tondi, disegnati da lei stessa.

Anche la televisione si innamora di Arisa; la cantante, infatti, entra a far parte del cast tutto al femminile del programma di LA7, Victor Victoria – Niente è come sembra insieme alla conduttrice Victoria Cabello, la scrittrice Melissa Panarello e la comica Geppi Cucciari.

Nel 2011 non partecipa alla gara sanremese, ma è protagonista della serata per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, nella quale interpreta lo storico brano Mamma mia dammi cento lire assieme a Max Pezzali. Il 2011 è anche l’anno del debutto come attrice cinematografica nel ruolo di Chiara nel film Tutta colpa della musica diretto da Ricky Tognazzi e presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.  Il 2011 si chiude con la partecipazione alla quinta edizione di X Factorcome giudice assieme a Simona Ventura, Elio e Morgan. Ritornerà come giudice nel talent nella decima edizione.

Il 2012 si apre con la pubblicazione del suo primo romanzo, Il Paradiso non è granché (Storia di un motivetto orecchiabile), edito da Mondadori, e con la partecipazione al Festival di Sanremo con La notte. Spariscono le atmosfere e il look retrò: Arisa si classifica la secondo posto con un brano dalla atmosfere delicate con un testo che tratta la sofferenza dovuta ad una separazione sentimentale.

A febbraio 2014 partecipa per la quarta volta al Festival di Sanremo e lo vince con il brano Controvento, questa volta nella categoria BIG.

Troviamo Arisa anche al Festival di Sanremo 2015: Carlo Conti la vuole al suo fianco come co-conduttrice insieme a Emma Marrone e all’attrice Rocío Muñoz Morales.

Il 2016 segna il suo ritorno al Festival di Sanremo con il brano Guardando il cielo. La canzone, che si classifica al 10° posto, parla della sua esperienza della spiritualità e del destino.

Durante la sua carriera ha inciso alcuni brani, collaborando con diversi artisti. Nel 2014 con i Club Dogo canta Fragili, nel 2016 con Francesco Tricarico incide Una cantante di musica leggera e nel 2017 con Takagi & Ketra e Lorenzo Fragola interpreta il tormentone L’esercito del selfie.

Arisa non ha mai nascosto la sua voglia di partecipare all’Eurovision Song Contest. Al Festival di Sanremo 2019 si presenterà con la canzone “Mi sento bene” Testo: Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Rosalba Pippa / Musica: Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Alessandra Flora. Riuscirà ad esaudire il suo desidero di rappresentare l’Italia in Europa?

Pagine Social di Arisa:

Francesco Motta arriva da Pisa, nel 2006 forma la band Criminal Jokers, lui  è cantante, paroliere e batterista della band. Pubblica con il gruppo l’album This was supposed to be the future, uscito nel 2010 e prodotto dal frontman dei The Zen Circus Andrea Appino.

Nel 2012 esce Bestie, il secondo album dei Criminal Jokers, che questa volta contiene pezzi in italiano. Intanto Francesco Motta si esibisce in qualità di polistrumentista nei concerti di Giovanni Truppi, Il Pan del Diavolo, Nada e dei The Zen Circus.

Nel 2013 va a vivere a Roma e si iscrive al Centro sperimentale di cinematografia della Capitale; qui studia composizione sotto la direzione artistica di Ludovic Bource. Il 18 marzo del 2016 pubblica La fine dei vent’anni, il suo primo album da solista, che vede la partecipazione di Giorgio Canali, di Cesare Petulicchio dei Bud Spencer Blues Explosion, di Alessandro Aloside Il Pan del Diavolo e di  Riccardo Sinigallia.

Candidato alla Targa Tenco 2016 nella sezione Opera prima, Francesco Motta ottiene il riconoscimento battendo Giorgieness, Chiara dello Iacovo, Andrea Tarquini e Patrizia Cirulli. Dopo aver vinto il Premio PIMI Speciale 2016 del MEI, nel 2017 Francesco Motta inizia una relazione sentimentale con l’attrice Carolina Crescentini.

Nel 2018 pubblica il singolo Ed è quasi come essere felice, seguito da La nostra ultima canzone, che anticipano l’uscita di Vivere o morire, secondo album in studio, questa volta prodotto da Taketo Gohara. Il disco vince la Targa Tenco 2018 come miglior album.

Motta sarà sul palco dell’Ariston con il brano “Dov’è l’Italia” Testo e musica: Francesco Motta.

Pagine Social di Motta:

Il gruppo dei Boomdabash nasce nel 2002 a Mesagne, la formazione è il risultato dall’unione del deejay Blazon, dei due cantanti Biggie Bash e Payà e del dj abruzzese Mr. Ketra. Successivamente il collettivo si evolve in un vero e proprio complesso che scrive canzoni originale e i quattro, nel 2008, pubblicano il loro primo disco, intitolato Uno.

La loro musica si ispira alla musica Giamaicana e reggae e da lì attingono per le loro composizioni ma nel corso degli anni, pur conservando quella matrice, si evolvono continuamente, come dimostrano gli altri quattro album prodotti dal 2011 in poi.

Vantano prestigiose partecipazioni nei migliori festival reggae d’Europa e d’Italia, tra cui si ricorda il Rototom Sunsplash e l’Arezzo Wave. Nel 2011 è stato pubblicato il secondo album Mad(e) in Italy, trascinato dal singolo Murder che ha consentito ai Boomdabash di vincere sempre nello stesso anno l’MTV New Generation Contest, concorso musicale indetto durante gli MTV Days. 

A giugno 2012 entra in rotazione radiofonica un altro successo nazionale Danger, che in brevissimo tempo diventa una delle hit più ballate dell’estate.

Nel 2013 arriva Superheroes, disco che ammicca non solo al reggae ma a tutta la musica, con molti ospiti italiani che ne impreziosiscono le 13 tracce rendendole parte di un piccolo caso discografico.

Il SUPERHEROES TOUR, che ha accompagnato questa uscita discografica, ha visto i Boomdabash esibirsi in oltre 50 concerti in 10 mesi, registrando numerosi sold out in tutta Italia.

A giugno 2014 i Boomdabash sono pronti a ripartire con un nuovo tour, Il #MAMMALACAPU SUMMER TOUR 2014, anticipato dal singolo L’importante.

Il 16 giugno 2015 è stato pubblicato il quarto album in studio RADIO REVOLUTION, che a poche ore dall’uscita sulle piattaforme digitali è riuscito a conquistare le prime posizioni della classifica di iTunes.

Non ti dico no, il singolo estratto dal disco in collaborazione con Loredana Bertè, è diventato in brevissimo tempo uno dei brani simbolo dell’estate del 2018.

Vedremo i Boomdabash all’Ariston con il brano “Per un milione” Testo: Rocco Pagliarulo (Rocco Hunt), Federica Abbate, Alfredo Rapetti Mogol (Cheope), Angelo Cisternino / Musica: Alessandro Merli, Fabio Clemente, Federica Abbate, Rocco Pagliarulo, Alfredo Rapetti Mogol.

Tutti i vincitori del Festival di Sanremo, dal doppio trionfo di Nilla Pizzi alla coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Sessantanove anni di Festival di Sanremo: è l’anniversario che festeggia quest’anno il festival della canzone italiana, in programma dal 5 al 9 febbraio 2019 al Teatro Ariston della città ligure. Una storia che ha seguito di pari passo la storia dell’Italia: dalla vittoria di Nilla Pizzi (doppia, nel ’51 e nel ’52) al trionfo della coppia Fabrizio Moro ed Ermal Meta, lo scorso anno. Trampolino di lancio per molti e affermazione del successo di una carriera per tanti altri. In attesa dell’edizione 2019, ecco tutti i vincitori della kermesse canora.

Festival di Sanremo: tutti i vincitori

  • 1951 Nilla Pizzi “Grazie dei fiori”  (Gian Carlo Testoni-Mario Panzeri-Saverio Seracini)
  • 1952 Nilla Pizzi “Vola colomba” (Bixio Cherubini-Carlo Concina)
  • 1953 Carla Boni, Flo Sandon’s “Viale d’autunno” (Giovanni D’Anzi)
  • 1954 Giorgio Consolini, Gino Latilla “Tutte le mamme” (Bertini-Falcocchio)
  • 1955 Claudio Villa, Tullio Pane, “Buongiorno tristezza“ (Fiorelli-Ruccione)
  • 1956 Franca Raimondi “Aprite le finestre“ (Pinchi-Panzuti)
  • 1957 Claudio Villa, Nunzio Gallo “Corde della mia chitarra“ (Fiorelli-Ruccione)
  • 1958 Domenico Modugno, Johnny Dorelli “Nel blu dipinto di blu“ (Migliacci-Modugno)
  • 1959 Domenico Modugno, Johnny Dorelli “Piove (Ciao ciao bambina)“ (Verde-Modugno)
  • 1960 Tony Dallara, Renato Rascel “Romantica“ (Verde-Rascel)
  • 1961 Betty Curtis, Luciano Tajoli “Al di là“ (Mogol-Donida)
  • 1962 Domenico Modugno, Claudio Villa “Addio… addio“ (Migliacci-Modugno)
  • 1963 Tony Renis, Emilio Pericoli “Uno per tutte“ (Renis-Testa-Mogol)
  • 1964 Gigliola Cinquetti, Patricia Carli “Non ho l’età (Per amarti)“ (Panzeri-Colonello-Nisa)
  • 1965 Bobby Solo, New Christy Minstrels “Se piangi se ridi“ (Mogol-Satti-Marchetti)
  • 1966 Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti “Dio come ti amo“ (Modugno)
  • 1967 Claudio Villa, Iva Zanicchi “Non pensare a me“ (Testa-Sciorilli)
  • 1968 Sergio Endrigo, Roberto Carlos Braga “Canzone per te“ (Bacalov-Bardotti-Endrigo)
  • 1969 Bobby Solo, Iva Zanicchi “Zingara“ (Riccardi-Albertelli)
  • 1970 Adriano Celentano, Claudia Mori “Chi non lavora non fa l’amore“ (Celentano-Beretta-Del Prete)
  • 1971 Nada, Nicola Di Bari “Il cuore è uno zingaro“ (Migliacci-Mattone)
  • 1972 Nicola Di Bari “I giorni dell’arcobaleno“ (Di Bari-Masini-Pintucci)
  • 1973 Peppino Di Capri “Un grande amore e niente più“ (Califano)
  • 1974 Iva Zanicchi “Ciao cara come stai?“ (Malgioglio-Daiano-Dinaro-Janne)
  • 1975 Gilda “Ragazza del Sud“ (Scalabrino)
  • 1976 Peppino Di Capri “Non lo faccio più“ (Berlincioni-Iodice-Depsa)
  • 1977 Homo Sapiens “Bella da morire“ (Pareti-Salerno)
  • 1978 Matia Bazar “…e dirsi ciao!“ (Matia Bazar)
  • 1979 Mino Vergnaghi “Amare“ (Finà-Ortone)
  • 1980 Toto Cutugno “Solo noi“ (Cutugno)
  • 1981 Alice “Per Elisa (Fasano-Leali-Ciani-Berlincioni-Bardotti)
  • 1982 Riccardo Fogli – “Storie di tutti i giorni“ (Fogli-Morra-Fabrizio)
  • 1983 Tiziana Rivale – “Sarà quel che sarà“ (Ferri-Fabrizio)
  • 1984 Al Bano e Romina Power – “Ci sarà“ (Minellono-Farina)
  • 1985 Ricchi e Poveri – “Se m’innamoro“ (Minellono-Farina)
  • 1986 Eros Ramazzotti – “Adesso tu“ (Ramazzotti-Cassano-Cogliati)
  • 1987 Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi – “Si può dare di più” (Tozzi-Bigazzi-Raf)
  • 1988 Massimo Ranieri – “Perdere l’amore“ (Marrocchi-Arteggiani)
  • 1989 Anna Oxa e Fausto Leali – “Ti lascerò“ (Fasano-Leali-Ciani-Berlincioni-Bardotti)
  • 1990 Pooh “Uomini soli“  (Facchinetti-Negrini)
  • 1991 Riccardo Cocciante “Se stiamo insieme“ (Cocciante-Mogol)
  • 1992 Luca Barbarossa “Portami a ballare“ (Barbarossa)
  • 1993 Enrico Ruggeri “Mistero“ (Ruggeri)
  • 1994 Aleandro Baldi “Passerà“ (Baldi-Bigazzi-Falagiani)
  • 1995 Giorgia “Come saprei“ (Todrani-Ramazzotti-Tosetto-Cogliati)
  • 1996 Ron, Tosca “Vorrei incontrarti fra cent’anni“ (Cellamare) 
  • 1997 Jalisse “Fiumi di parole“ (Di Domenico-Drusian-Ricci)
  • 1998 Annalisa Minetti “Senza te o con te“ (Luca-Palma)
  • 1999 Anna Oxa “Senza pietà“ (Guidetti-Salerno)
  • 2000 Avion Travel “Sentimento“ (D’Argenzio-Mesolella-Tronco-Servillo-Ciaramella-Spinetti)
  • 2001 Elisa “Luce (Tramonti a nord est)“ (Toffoli-Fornaciari)
  • 2002 Matia Bazar “Messaggio d’amore“ (Golzi-Cassano)
  • 2003 Alexia “Per dire di no“ (Salerno-Alexia)
  • 2004 Marco Masini “L’uomo volante“ (Masini-Dati-Orlandi)
  • 2005 Francesco Renga “Angelo“ (Renga-Zappatini)
  • 2006 Povia “Vorrei avere il becco“ (Povia)
  • 2007 Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa“ (Cristicchi)
  • 2008 Giò Di Tonno, Lola Ponce “Colpo di fulmine“ (Nannini)
  • 2009 Marco Carta “La forza mia” (Carta)
  • 2010 Valerio Scanu “Per tutte le volte che…“ (Carone)
  • 2011 Roberto Vecchioni “Chiamami ancora amore“ (Vecchioni-Guidetti)
  • 2012 Emma “Non è l’inferno“ (Silvestre-Sala-Palmosi)
  • 2013 Marco Mengoni “L’Essenziale“ (Casalino-De Benedittis-Mengoni)
  • 2014 Arisa “Controvento“ (Anastasi)
  • 2015 Il Volo “Grande Amore“ (Boccia-Esposito)
  • 2016 Stadio “Un giorno mi dirai“ (Saverio Grandi, Gaetano Curreri, Luca Chiaravalli)
  • 2017 Francesco Gabbani “Occidentali’s Karma“ (Francesco Gabbani, Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli)
  • 2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro “Non mi avete fatto niente“ (E. Meta, F. Mobrici, A. Febo)

Inizia martedì 5 febbraio la sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo – la prima si tenne dal 29 al 31 gennaio 1951. Quasi sette decenni di Festival, sessantotto (finora) le canzoni vincitrici: la sessantanovesima verrà annunciata sabato 9 febbraio 2019. Vi proponiamo un ripasso della materia, organizzato per decenni:

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 1950 Le prime due edizioni del Festival di Sanremo le ha vinte la stessa cantante: Nilla Pizzi, nel ’51 prima con “Grazie dei fiori”, l’anno successivo con “Vola colomba”. Non è un caso: era lei nei primi anni ’50 la “signora della canzone italiana”. E “Grazie dei fiori” è tuttora uno dei brani più celebri della nostra musica nel mondo. Il brano porta la firma di Mario Panzeri, Gian Carlo Testoni e Saverio Seracini. L’anno successivo è stata la volta della coppia Carla Boni e Flo Sandon’s con “Viale d’autunno”, mentre nel ’54 di Giorgio Consolini e Gino Latilla con “Tutte le mamme”. Il ’55 vide salire sul gradino più alto del podio sanremese uno dei “grandi” della canzone italiana: Claudio Villa che, insieme a Tullio Pane, presentò “Buongiorno tristezza”. Nel ’56 a trionfare fu Franca Raimondi con “Aprite le finestre”. E, l’anno dopo, il bis di Claudio Villa, questa volta in coppia con Nunzio Gallo, con “Corde della mia chitarra”. Per molti il brano si intitola “Volare”, in realtà il titolo è “Nel blu dipinto di blu”. Lo portarono al Festival Domenico Modugno e Johnny Dorelli nel ’58, vincendo l’edizione. Il pezzo è stato scritto dallo stesso Modugno insieme a Franco Migliacci. La canzone fu presentata anche all’Eurovision Song Contest di quell’anno, classificandosi al terzo posto. Due vittorie in due anni per la coppia, che si aggiudicò anche il Sanremo del ’59 con “Piove (Ciao ciao bambina)”.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 1960 Gli anni ’60 di Sanremo iniziano con una vittoria della coppia Tony Dallara e Renato Rascel e la loro “Romantica”, mentre l’anno successivo a trionfare fu Betty Curtis con “Al di là”. Il ’62 vede una delle coppie d’oro della canzone italiana: Domenico Modugno e Claudio Villa con la loro “Addio… addio”, mentre l’anno successivo a salire sul gradino più alto del podio fu Tony Renis con “Uno per tutte”. Il ’64 vide trionfare Gigliola Cinquetti e Patricia Carli con “Non ho l’età (Per amarti)”. Il brano porta la firma di Nisa, Mario Panzeri e Gene Colonnello. Il pezzo vinse a sorpresa un’edizione del Festival ricca di nomi considerati autentici “numeri uno” della canzone italiana: Claudio Villa, Domenico Modugno e Gino Paoli su tutti. Il pezzo fu anche presentato all’Eurovision Song Contest, dove si classificò prima: un brano italiano non aveva mai vinto nel festival europeo. L’anno dopo fu la volta di Bobby Solo e della sua “Se piangi se ridi”, mentre il ’66 fu l’anno (ancora) di Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti con “Dio come ti amo“. E poi un’altra volta Claudio Villa, ora in coppia con Iva Zanicchi, e la loro “Non pensare a me”. Nel ’68 vinse “Canzone per te”. Terzo Sanremo per Sergio Endrigo e la sua prima vittoria (in coppia con Roberto Carlos Braga). Con polemica, da parte di Adriano Celentano che, in coppia con Don Backy, si dovette accontentare del terzo posto con “Canzone”. Il “molleggiato” lasciò anzitempo il palco al momento della premiazione, in polemica con la decisione presa. Nel ’69 invece trionfò “Zingara” di Bobby Solo e Iva Zanicchi. Il pezzo in un primo momento era stato proposto a Gianni Morandi, che però rifiutò, chiedendo comunque di suonare la chitarra sul disco. Il testo della canzone è ispirato al romanzo “La vergine e lo zingaro” di David Herbert Lawrence.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 1970 “Chi non lavora non fa l’amore” fu presentato a Sanremo nel 1970 dalla coppia (anche nella vita) Adriano Celentano e Claudia Mori. Un vero successo, anche dopo il Festival, con le sue 750 mila copie vendute. Al Festival, Celentano e la Mori si classificarono al primo posto, davanti a Nicola Di Bari con “La prima cosa bella”. Dopo il secondo posto del 1970, Nicola Di Bari (in coppia con Nada) sale sul gradino più alto del podio con “Il cuore è uno zingaro”, brano firmato da Franco Migliacci e Claudio Mattone. La canzone conosce diverse cover, anche in lingua inglese. Le più celebri in italiano sono state cantate da Giuliano Palma & The Bluesbeaters e Al Bano. E ancora Nicola Di Bari nel ’72, ora con “I giorni dell’arcobaleno”. L’anno successivo fu la volta invece di Peppino Di Capri e la sua “Un grande amore e niente più”. Nel ’74, il ritorno di Iva Zanicchi con “Ciao cara come stai?”, mentre nel ’75 la “new entry” Gilda che cantava “Ragazza del Sud”. Il ’76 vide il trionfo di Peppino Di Capri con “Non lo faccio più”. Nel ’77 a salire sul gradino più alto del podio fu un gruppo: gli Homo Sapiens, cantavano “Bella da morire”. E ancora un gruppo nel ’78: i Matia Bazar con “…e dirsi ciao!”. Infine, nel ’79 spazio a Mino Vergnaghi e la sua “Amare”.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 1980 Il 1980 vide trionfare Toto Cutugno con “Solo noi”, mentre l’anno successivo fu la volta di Alice e la sua “Per Elisa”. Brano composto da Franco Battiato e Giusto Pio, poi al primo posto della Hit Parade. Si tratta di una “rivisitazione” dell’omonimo celebre brano di Beethoven, in una versione molto più ruvida: caratteristica aiutata dalla voce della stessa Alice. L’anno dopo toccò all’ex Pooh Riccardo Fogli che cantava “Storie di tutti i giorni”, mentre nell’83 toccò a una donna: Tiziana Rivale con “Sarà quel che sarà”. L’84 vide trionfare la coppia Al Bano e Romina Power con “Ci sarà”. Il pezzo è stato scritto da Cristiano Minellono e Dario Faina. È considerata la canzone di Al Bano e Romina Power più conosciuta nel mondo, dopo “Felicità”. Il brano ha riscosso un enorme successo anche in Svizzera. Un gruppo, nell’85: i Ricchi e Poveri con “Se m’innamoro”. Dopo la vittoria nella categoria riservata ai Giovani con “Terra promessa”, nell’86 Eros Ramazzotti conquista il primo posto anche nella categoria riservata ai Big con un brano che porta la sua firma, quella di Piero Cassano e Adelio Cogliati: “Adesso tu”. Il pezzo è stato ripreso da Marracash e Giusy Ferreri nella loro “Rivincita”. Nel 1987 è il trionfo di “Si può dare di più”. Un autentico inno a tre voci, scritto da Giancarlo Bigazzi, Umberto Tozzi e Raf e cantato dallo stesso Tozzi insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri. I tre pensarono alla collaborazione durante il sodalizio all’interno della Nazionale Cantanti, in cui tuttora militano. Nell’88 fu la volta di “Perdere l’amore”: forse la canzone più celebre di Massimo Ranieri, in grado di rimanere in vetta alle classifiche di vendita italiane per ben cinque settimane consecutive. Il brano era già stato presentato alle selezioni di Sanremo dell’anno precedente da Gianni Nazzaro, ma fu scartato. L’anno successivo vinse grazie a Ranieri. Infine, la coppia Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò”.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 1990 Siamo nel 1990 con “Uomini soli”. Prima e unica partecipazione in gara dei Pooh a Sanremo. E immediatamente vittoria. La canzone fu scritta da Roby Facchinetti e Valerio Negrini. Inserito nell’omonimo disco del gruppo, è cantato da tutti e quattro i componenti dei Pooh. Nel ’91 si aggiudicò il premio più importante Riccardo Cocciante grazie alla sua “Se stiamo insieme”, mentre l’anno dopo fu la volta di Luca Barbarossa con “Portami a ballare”. Nel ’93 vinse Enrico Ruggeri, questa volta da solo, con il suo brano a oggi più conosciuto: “Mistero”. Mentre il ’94 vide il trionfo di Aleandro Baldi e la sua “Passerà” Siamo nel ’95, la canzone più amata è “Come saprei”. Doppia conquista per Giorgia, che durante quell’edizione del Festival vinse anche il Premio della Critica dedicato a Mia Martini. Della canzone esiste anche una versione in spagnolo, “Cómo sabré”, cantata dalla stessa cantante romana.

Inizialmente pensata per le voci di Ron e Ivana Spagna, “Vorrei incontrati tra cent’anni” fu poi cantata dal musicista lombardo in coppia con Tosca. Una vittoria con polemica: in molti ritengono che quell’edizione del Festival fu truccata a svantaggio degli Elio e le Storie Tese, che quell’anno presentavano “La terra dei cachi”. “Fiumi di parole”, del ’97, è tra le canzoni più celebri di Sanremo, presentata dai Jalisse. L’anno dopo fu la volta di Annalisa Minetti con “Senza te o con te”, infine nel ’99 Anna Oxa con “Senza pietà”.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 2000 Il nuovo millennio vide il trionfo degli Avion Travel con “Sentimento”. Mentre nel 2001 a vincere fu Elisa con “Luce (Tramonti a nord est)”. Il brano porta la firma della stessa Elisa insieme a Zucchero. La prima versione era in inglese, dal titolo “Come Speak to Me”, poi tradotta in italiano insieme al cantautore emiliano. La produzione fu affidata invece a Corrado Rustici. Ancora i Matia Bazar l’anno successivo con “Messaggio d’amore”, mentre il 2003 fu l’anno di Alexia e la sua “Per dire di no”. Nel 2004 il trionfo di Marco Masini con “L’uomo volante”, mentre il 2005 vide vincere Francesco Renga con “Angelo”. Renga scrisse il brano pensando alla figlia Jolanda, avuta da Ambra Angiolini. Il pezzo è entrato immediatamente al numero uno delle classifiche di vendita in Italia. Del brano esiste anche un videoclip girato sul lago di Garda. Il 2006 fu l’anno di Povia e la sua “Vorrei avere il becco”, mentre il 2007 vide il trionfo di Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”. Una coppia nel 2008: Giò Di Tonno e Lola Ponce, che trionfarono con “Colpo di fulmine”. Inizia l’era dei talent: nel 2009 a trionfare fu l’ex concorrente di “Amici di Maria De Filippi” Marco Carta che cantava “La forza mia”.

I vincitori del Festival di Sanremo: il decennio 2010 E ancora talent show nel 2010 con la vittoria di Valerio Scanu grazie alla sua “Per tutte le volte che…”. Un ritorno al passato, invece, l’anno successivo, con il trionfo di Roberto Vecchioni e la sua “Chiamami ancora amore”. Con conseguente applauso dell’orchestra. Solo una pausa dai talent show, vista la vittoria nel 2012 di Emma con “Non è l’inferno” e nel 2013 di Marco Mengoni con “L’Essenziale”. Nasce a Sanremo Giovani, invece, la vincitrice del Sanremo 2014: Arisa, che trionfò con “Controvento”. Il 2015 fu l’anno degli “enfant prodige” della musica italiana: Il Volo, che presentarono “Grande Amore”. Nel 2016, vittoria a sorpresa degli Stadio e la loro “Un giorno mi dirai”. Il 2017 vide la vittoria invece di Francesco Gabbani, che già si era fatto conoscere nel 2016, trionfando tra le nuove proposte con “Amen”. Questa volta invece il primo posto con “Occidentali’s karma”. Si è trattata della prima volta nella storia del Festival che un artista è riuscito a vincere due edizioni consecutive, gareggiando prima tra i Giovani e poi tra i Campioni. Infine, siamo nel 2018 con la coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro e la loro “Non mi avete fatto niente”. Data fin dall’inizio come canzone favorita. Il brano è un elenco degli attentati terrostici che hanno scosso l’Europa negli ultimi anni della sua storia. Con un ritornello, che è il grido dei due rivolto ai seminatori di paura: «Non mi avete fatto niente»

Festival di Sanremo: le canzoni che hanno vinto il premio della Critica Mia Martini. Dal 1982 il Premio della Critica “Mia Martini” viene assegnato ogni anno – a eccezione, per quanto concerne la sezione Giovani, del 1982, 1983, 2004, 2005 e 2006 – agli artisti che si distinguono, agli occhi della stampa specializzata, per la qualità del loro contributo al Festival di Sanremo. Mia Martini è stata la prima interprete a vincere il premio, che dopo la sua scomparsa è stato a lei intitolato. Rivediamo insieme quali sono stati gli artisti che, tra il 1982 e il 1987, si sono aggiudicati il prestigioso riconoscimento, nella categoria Big e in quella Giovani, che vi presentiamo alternate nelle pagine che seguono. 

  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1982: Mia Martini, “E non finisce mica il cielo”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1982: non assegnato 
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1983: Matia Bazar, “Vacanze romane”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1983: non assegnato
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1984: Patty Pravo, “Per una bambola”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1984: Santandrea, “La fenice”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1985: Matia Bazar, “Souvenir”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1985: Mango, “Il viaggio” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1985: Cristiano De André, “Bella più di me” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1986: Enrico Ruggeri, “Rien ne va plus”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1986: Lena Biolcati, “Grande grande amore”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1987: Fiorella Mannoia, “Quello che le donne non dicono”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1987: Paola Turci, “Primo tango”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1988: Fiorella Mannoia, “Le notti di maggio”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1988: Paola Turci, “Sarò bellissima”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1989: Mia Martini, “Almeno tu nell’universo”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1989: Mietta, “Canzoni”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1990: Mia Martini e Mijares, “La nevicata del ’56”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1990: Marco Masini, “Disperato”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1991: Enzo Jannacci e Ute Lemper, “La fotografia”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1991: Timoria, “L’uomo che ride” 
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1992: Nuova Compagnia di Canto Popolare, “Pe’ dispietto”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1992: Aeroplanitaliani, “Zitti zitti (il silenzio è d’oro)”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1993: Cristiano De André, “Dietro la porta”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1993: Angela Baraldi, “A piedi nudi”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1994: Giorgio Faletti, “Signor tenente”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1994: Baraonna, “I giardini d’Alhambra”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1995: Giorgia, “Come saprei”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1995: Gloria, “Le voci di dentro”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1996: Elio e le Storie Tese, “La terra dei cachi”
  • remio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1996: Marina Rei, “Al di là di questi anni”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1997: Patty Pravo, “…E dimmi che non vuoi morire”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1997: Niccolò Fabi, “Capelli” 
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1998: Piccola Orchestra Avion Travel, “Dormi e sogna”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1998: Eramo & Passavanti, “Senza confini”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 1999: Daniele Silvestri, “Aria”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 1999: Quintorigo, “Rospo”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2000: Samuele Bersani, “Replay”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2000: Jenny B, “Semplice sai” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2000: Lithium, “Noël” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2001: Elisa, “Luce (tramonti a nord est)”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2001: Francesco Renga, “Raccontami…” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2001: Roberto Angelini, “Il signor Domani” (ex aequo)
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2002: Daniele Silvestri, “Salirò”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2002: Archinuè, “La marcia dei santi”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2003: Sergio Cammariere, “Tutto quello che un uomo”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2003: Patrizia Laquidara, “Lividi e fiori” 
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2004: Mario Venuti, “Crudele”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2004: non assegnato
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2005: Nicola Arigliano, “Colpevole”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2005: non assegnato
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2006: Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet, “Un discorso in generale”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2006: non assegnato
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2007: Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2007: Fabrizio Moro, “Pensa”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2008: Tricarico, “Vita tranquilla”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2008: Frank Head, “Para parà ra rara”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2009: Afterhours, “Il paese è reale”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2009: Arisa, “Sincerità” 
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2010: Malika Ayane, “Ricomincio da qui”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2010: Nina Zilli, “L’uomo che amava le donne”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2011: Roberto Vecchioni, “Chiamami ancora amore”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2011: Raphael Gualazzi, “Follia d’amore”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2012: Samuele Bersani, “Un pallone”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2012: Erica Mou, “Nella vasca da bagno del tempo”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2013: Elio e le Storie Tese, “La canzone monotonaPremio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2013: Renzo Rubino, “Il postino (Amami uomo)”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2014: Cristiano De André, “Invisibili”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2014: Zibba & Almalibre, “Senza di te”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2015: Malika Ayane, “Adesso e qui (nostalgico presente)”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2015: Giovanni Caccamo, “Ritornerò da te”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2016: Patty Pravo, “Cieli immensi”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2016: Francesco Gabbani, “Amen”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2017: Ermal Meta, “Vietato morire”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2017: Maldestro, “Canzone per Federica”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Big, 2018: Ron, “Almeno pensami”
  • Premio della Critica Mia Martini, sezione Giovani, 2018: Mirkoeilcane, “Stiamo tutti bene”

Festival di Sanremo: le canzoni che non hanno vinto il Festival di Sanremo ma sono state grandi successi. Sono numerosissime le canzoni che nelle, fino ad ora, sessantotto edizioni del Festival di Sanremo non lo hanno vinto; ciò non toglie che molte siano state comunque dei grandi successi. Alcune sono diventate addirittura dei classici.

  • “Papaveri e papere” (Nino Rastelli-Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Nilla Pizzi, 1952
  • “Aveva un bavero” (Mario Panzeri-Virgilio Ripa) Quartetto Cetra – Vittoria Mongardi e Duo Fasano, 1955
  • Casetta in Canadà (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Carla Boni, Gino Latilla e Duo Fasano – Gloria Christian e Poker di Voci, 1957
  • Il pericolo numero uno (testo di Enzo Bonagura; musica di Michele Cozzoli) Claudio Villa e Gino Latilla – Natalino Otto e Poker di Voci, 1957
  • L’edera (testo di Vincenzo D’Acquisto; musica di Saverio Seracini) Nilla Pizzi – Tonina Torrielli, 1958
  • Tua (testo di Bruno Pallesi; musica di Walter Malgoni) Jula De Palma – Tonina Torrielli, 1959
  • Quando vien la sera (Alberto Testa e Carlo Alberto Rossi) Wilma De Angelis – Joe Sentieri, 1960
  • Come sinfonia (Pino Donaggio) Pino Donaggio – Teddy Reno (1961)
  • 24mila baci (testo di Piero Vivarelli e Lucio Fulci; musica di Adriano Celentano) Adriano Celentano – Little Tony, 1961
  • Le mille bolle blu (testo di Vito Pallavicini; musica di Carlo Alberto Rossi) Mina – Jenny Luna, 1961
  • Quando quando quando (Alberto Testa e Tony Renis) Tony Renis – Emilio Pericoli, 1962
  • Una lacrima sul viso (Mogol – Bobby Solo) Bobby Solo – Frankie Laine, 1964
  • E se domani (Giorgio Calabrese – Carlo Alberto Rossi) Fausto Cigliano – Gene Pitney, 1964
  • Io che non vivo (senza te) (Vito Pallavicini e Pino Donaggio) Pino Donaggio – Jody Miller, 1965
  • Le colline sono in fiore (Mogol, Calibi, Carlo Donida, Renato Angiolini) Wilma Goich – New Christy Minstrels, 1965
  • Nessuno mi può giudicare (Daniele Pace, Mario Panzeri, Luciano Beretta e Miki Del Prete) Caterina Caselli – Gene Pitney, 1966
  • Il ragazzo della via Gluck (Testo di Luciano Beretta e Miki Del Prete; musica di Adriano Celentano) Adriano Celentano – Trio del Clan, 1966
  • La musica è finita (Nisa-Franco Califano-Umberto Bindi) Ornella Vanoni (Ariston Records) – Mario Guarnera, 1967
  • Bisogna saper perdere (Giuseppe Cassia-Ruggero Cini) Lucio Dalla – The Rokes, 1967
  • Pietre (Gian Pieretti-Ricky Gianco) Gian Pieretti – Antoine, 1967
  • L’immensità (Don Backy-Mogol-Detto Mariano) Johnny Dorelli – Don Backy, 1967
  • Cuore matto (Armando Ambrosino-Totò Savio) Little Tony – Mario Zelinotti, 1967
  • Ciao amore ciao (Luigi Tenco) Luigi Tenco – Dalida, 1967
  • Canzone (testo di Don Backy; musica di Don Backy e Detto Mariano) Adriano Celentano – Milva, 1968
  • Quando m’innamoro (testo di Mario Panzeri; musica di Daniele Pace e Roberto Livraghi) Anna Identici – The Sandpipers, 1968
  • Gli occhi miei (testo di Mogol; musica di Carlo Donida) Wilma Goich – Dino, 1968
  • La voce del silenzio (testo di Paolo Limiti e Mogol; musica di Elio Isola) Tony Del Monaco – Dionne Warwick, 1968
  • Ma che freddo fa (testo di Franco Migliacci; musica di Claudio Mattone) Nada – The Rokes, 1969
  • Un’avventura (testo di Mogol; musica di Lucio Battisti) Lucio Battisti – Wilson Pickett, 1969
  • La prima cosa bella (testo di Mogol; musica di Nicola Di Bari e Gian Franco Reverberi) Nicola Di Bari – Ricchi e Poveri, 1970
  • Io mi fermo qui (testo di Luigi Albertelli; musica di Enrico Riccardi) Donatello – Dik Dik, 1970
  • Che sarà (Franco Migliacci, Carlo Pes e Jimmy Fontana) Ricchi e Poveri – José Feliciano, 1971
  • 4 marzo 1943 (Lucio Dalla e Paola Pallottino) Lucio Dalla – Equipe 84, 1971
  • Jesahel (Oscar Prudente e Ivano Fossati) Delirium, 1972
  • Montagne verdi (Giancarlo Bigazzi e Gianni Bella) Marcella Bella, 1972
  • Gli occhi di tua madre (Sandro Giacobbe, Daniele Pace e Oscar Avogadro) Sandro Giacobbe, 1976
  • Volo AZ 504 (Vito Pallavicini e Toto Cutugno) Albatros, 1976
  • Un’emozione da poco (Ivano Fossati e Guido Guglielminetti) Anna Oxa, 1978
  • Gianna (Rino Gaetano) Rino Gaetano, 1978
  • Barbara (Enzo Carella e Pasquale Panella) Enzo Carella, 1979
  • Su di noi (Paolo Barabani, Donatella Milani e Enzo Ghinazzi) Pupo, 1980
  • Contessa (Fulvio Muzio e Enrico Ruggeri) Decibel, 1980
  • Maledetta primavera (Paolo Amerigo Cassella e Totò Savio) Loretta Goggi, 1981
  • Sarà perché ti amo (Enzo Ghinazzi, Daniele Pace e Dario Farina) Ricchi e Poveri, 1981
  • Ancora (Franco Migliacci e Claudio Mattone) Eduardo De Crescenzo, 1981
  • Felicità (Cristiano Minellono, Gino De Stefani, Dario Farina) Al Bano e Romina Power, 1982
  • Vado al massimo (Vasco Rossi) Vasco Rossi, 1982
  • E non finisce mica il cielo (Ivano Fossati) Mia Martini, 1982
  • Margherita non lo sa (Oscar Prudente e Oscar Avogadro) Dori Ghezzi, 1983
  • Vacanze romane (Carlo Marrale e Giancarlo Golzi) Matia Bazar, 1983
  • L’italiano (Cristiano Minellono e Toto Cutugno) Toto Cutugno, 1983
  • Vita spericolata (Vasco Rossi e Tullio Ferro) Vasco Rossi, 1983
  • Non voglio mica la luna (Enzo Malepasso, Luigi Albertelli, Zucchero Fornaciari) Fiordaliso, 1984
  • Regalami un sorriso (Adelio Cogliati, Drupi e Franco Fasano) Drupi, 1984
  • Noi ragazzi di oggi (Toto Cutugno e Cristiano Minellono) Luis Miguel, 1985
  • Donne (Zucchero Fornaciari e Alberto Salerno) Zucchero Fornaciari & Randy Jackson Band, 1985
  • Il clarinetto (Claudio Mattone e Renzo Arbore) Renzo Arbore, 1986
  • Lei verrà (Giuseppe Mango e Alberto Salerno) Mango, 1986
  • Nostalgia canaglia (Vito Pallavicini, Willy Molco, Albano Carrisi, Romina Power e Vito Mercurio) Al Bano e Romina Power, 1987
  • Io amo (Toto Cutugno, Franco Fasano, Italo Ianne, Fausto Leali) Fausto Leali, 1987
  • Quello che le donne non dicono (Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone) Fiorella Mannoia, 1987
  • Mi manchi (Fabrizio Berlincioni e Franco Fasano) Fausto Leali, 1988
  • Quando nasce un amore (Adelio Cogliati, Franco Ciani e Piero Cassano) Anna Oxa, 1988
  • Andamento lento (Tullio De Piscopo e Mario e Giosy Capuano) Tullio De Piscopo, 1988
  • Almeno tu nell’universo (Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio) Mia Martini, 1989
  • Cosa resterà degli anni ’80 (Giancarlo Bigazzi, Giuseppe Dati, Raffaele Riefoli e Giancarlo Bigazzi) Raf, 1989
  • Vattene amore (Amedeo Minghi, Pasquale Panella, Augusto Martelli) Amedeo Minghi e Mietta, 1990
  • Gli altri siamo noi (Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi) – Umberto Tozzi, 1991
  • Spunta la luna dal monte (Luigi Marielli e Pierangelo Bertoli) – Pierangelo Bertoli e Tazenda, 1991
  • Gli uomini non cambiano (Giuseppe Dati, Marco Falagiani e Giancarlo Bigazzi) Mia Martini, 1992
  • La forza della vita (Giuseppe Dati e Paolo Vallesi) Paolo Vallesi, 1992
  • Signor tenente (Giorgio Faletti) Giorgio Faletti, 1994
  • Con te partirò (Lucio Quarantotto e Francesco Sartori) Andrea Bocelli, 1995
  • La terra dei cachi (Davide Civaschi, Stefano Belisari, Sergio Conforti e Nicola Fasani) Elio e le Storie Tese, 1996
  • Laura non c’è (Antonello de Sanctis, Nek, Massimo Varini) Nek, 1997
  • …E dimmi che non vuoi morire (Vasco Rossi, Gaetano Curreri, Roberto Ferri) Patty Pravo, 1997
  • Confusa e felice (Carmen Consoli) Carmen Consoli, 1997
  • Tutti i miei sbagli (Samuel Umberto Romano, Max Casacci e Davide Dileo) Subsonica, 2000
  • Salirò (Daniele Silvestri) Daniele Silvestri, 2002
  • Dimmi come… (Alessia Aquilani e Massimo Marcolini) Alexia, 2002
  • Tracce di te (Francesco Renga) Francesco Renga, 2002
  • Com’è straordinaria la vita (Dolcenera, Lorenzo Imerico, Roberto Pacco) Dolcenera, 2006
  • Svegliarsi la mattina (Matteo Maffucci, Thomas De Gasperi, Danilo Pao, Enrico Sognato) Zero Assoluto, 2006
  • La paranza (Daniele Silvestri) Daniele Silvestri, 2007
  • Malamorenò (Giuseppe Anastasi) Arisa, 2010
  • Arriverà (Francesco Silvestre, Enrico Zapparoli, Enrico Palmosi) Modà con Emma, 2011
  • La notte (Giuseppe Anastasi) Arisa, 2012
  • Sotto casa (Massimiliano Gazzè, Francesco Gazzè, Francesco De Benedittis) Max Gazzé, 2013
  • Adesso e qui (nostalgico presente) (Malika Ayane, Gino De Crescenzo, Alessandra Flora, Giovanni Caccamo) Malika Ayane, 2015
  • Fatti avanti amore (Filippo Neviani, Luca Chiaravalli, Andrea Bonomo, Luigi Fazio) Nek, 2015
  • Nessun grado di separazione (Federica Abbate, Francesca Michielin, Cheope, Fabio Gargiulo) Francesca Michielin, 2016
  • Che sia benedetta (Erika Mineo e Salvatore Mineo) Fiorella Mannoia, 2017
  • Vietato morire (Ermal Meta) Ermal Meta, 2017
  • Il diario degli errori (Federica Abbate, Giuseppe Anastasi e Cheope) Michele Bravi, 2017
  • Fatti bella per te (Paolo Turci, Giulia Anania, Luca Chiaravalli, Davide Simonetta) Paola Turci, 2017
  • Una vita in vacanza (L. Guenzi, A. Gazzola, F. Draicchio, M. Romagnoli, A. Guidetti e E. Roberto) Lo Stato Sociale, 2018
  • Così sbagliato (F. Sarcina, A. Bonomo, L. Chiaravalli e D. Simonetta) Le Vibrazioni, 2018

Le canzoni che hanno vinto il Festival di Sanremo Giovani/Nuove Proposte. La trentaquattresima edizione del Festival di Sanremo che si tenne nella cittadina ligure dal 2 al 4 febbraio 1984 introdusse una novità che resiste ancora oggi. Ovvero, una seconda competizione canora dedicata ai più giovani che debuttò con il nome di Nuove Proposte.

Dal 1984 ad oggi, solo nel 2004 si tenne un unico concorso accorpando quelli che vengono definiti Big e i Giovani.

Nelle pagine a seguire troverete i vincitori delle prime dieci edizioni, dal 1984 al 1993. E incontrete alcune stelle di prima grandezza della attuale canzone italiana che presero lo slancio per una carriera di successo proprio dalla vittoria al Festival di Sanremo.

  • Festival di Sanremo 1984: Eros Ramazzotti – “Terra promessa” (Ramazzotti-Salerno-Brioschi)
  • Festival di Sanremo 1985: Cinzia Corrado – “Niente di più” (Cavaros-Mangini)
  • Festival di Sanremo 1986: Lena Biolcati – “Grande grande amore” (D’Orazio-Fabrizio)
  • Festival di Sanremo 1987: Michele Zarrillo – “La notte dei pensieri” (Zarrillo-Lopez-Albertelli)
  • Festival di Sanremo 1988: Future – “Canta con noi” (Battistini-Reitano M.-Reitano G.-Sacco-Bolognesi)
  • Festival di Sanremo 1989: Mietta – “Canzoni” (Minghi)
  • Festival di Sanremo 1990: Marco Masini – “Disperato” (Masini-Bigazzi-Dati)
  • Festival di Sanremo 1991: Paolo Vallesi – “Le persone inutili” (Vallesi-Dati)
  • Festival di Sanremo 1992: Aleandro Baldi e Francesca Alotta – “Non amarmi” (Baldi-Bigazzi-Falagiani)
  • Festival di Sanremo 1993: Laura Pausini – “La solitudine” (Valsiglio-Cremonesi-Cavalli)
  • Festival di Sanremo 1994: Andrea Bocelli – “Il mare calmo della sera” (Felisatti-Malise-Nuti)
  • Festival di Sanremo 1995: Neri per Caso – “Le ragazze” (Mattone)
  • Festival di Sanremo 1996: Syria – “Non ci sto” (Mattone)
  • Festival di Sanremo 1997: Paola e Chiara – “Amici come prima” (Iezzi P.-Iezzi C.)
  • Festival di Sanremo 1998: Annalisa Minetti – “Senza te o con te” (Luca-Palma)
  • Festival di Sanremo 1999: Alex Britti – “Oggi sono io” (Britti)
  • Festival di Sanremo 2000: Jenny B – “Semplice sai” (Minoia-Bersola)
  • Festival di Sanremo 2001: Gazosa – “Stai con me (forever)” (Caterini-Nasuti-Borzi)
  • Festival di Sanremo 2002: Anna Tatangelo – “Doppiamente fragili” (Del Freo-Marchetti)
  • Festival di Sanremo 2003: Dolcenera – “Siamo tutti là fuori” (Dolcenera)
  • Festival di Sanremo 2005: Laura Bono – “Non credo nei miracoli” (Natale-Bonometti)
  • Festival di Sanremo 2006: Riccardo Maffoni – “Sole negli occhi” (Maffoni)
  • Festival di Sanremo 2007: Fabrizio Moro – “Pensa” (Moro)
  • Festival di Sanremo 2008: Sonohra – “L’amore” (Fainello-Tini-Fainello)
  • Festival di Sanremo 2009: Arisa – “Sincerità” (Anastasi-Filardo-Mangiaracina)
  • Festival di Sanremo 2010: Tony Maiello – “Il linguaggio della resa” (Maiello-Ferraguzzo-Zanotti-Cardelli)
  • Festival di Sanremo 2011: Raphael Gualazzi – “Follia d’amore” (Gualazzi)
  • Festival di Sanremo 2012: Alessandro Casillo – “E’ vero (che ci sei)” (Bassi M.-Bassi E.)
  • Festival di Sanremo 2013: Antonio Maggio – “Mi servirebbe sapere” (Maggio-Sgalambro)
  • Festival di Sanremo 2014: Rocco Hunt – “Nu juorno buono” (Pagliarulo-Merli-Clemente)
  • Festival di Sanremo 2015: Giovanni Caccamo – “Ritornerò da te” (Caccamo)
  • Festival di Sanremo 2016: Francesco Gabbani – “Amen” (Fabio Ilacqua, Francesco Gabbani)
  • Festival di Sanremo 2017: Lele – “Ora mai” (Raffaele Esposito, Rory Di Benedetto, Rosario Canale)
  • Festival di Sanremo 2018: Ultimo – “Il ballo delle incertezze” (Niccolò Moriconi)