Sanremo 2025: Il toto co-conduttori – Mahmood, Follesa e Cucciari verso conferma

Carlo Conti dovrebbe definire presto anche il resto del cast, in lizza Serena Rossi, Annalisa e Giulia De Lellis. 

Il quadro dei co-conduttori di Sanremo 2025 guidato da Carlo Conti si fa più chiaro. Oltre ad Alessandro Cattelan, già confermato per la serata del sabato, secondo quanto apprende l’Adnkronos manca solo l’annuncio per Katia Follesa, Geppi Cucciari e Mahmood.

Con quest’ultimo, il cui brano sanremese ‘Tuta Gold’ è stato il più venduto del 2024, il direttore artistico Carlo Conti ha scelto di continuare il filone dei co-conduttori cantanti, già sperimentato dieci anni fa, nel suo primo Sanremo, quello del 2015, con Emma e Arisa, e ripreso negli ultimi anni anche da Amadeus, che aveva scelto di farsi affiancare l’anno scorso da Marco Mengoni (vincitore dell’edizione 2023) e Giorgia.

Entro la prossima settimana, il direttore artistico dovrebbe definire anche gli altri nomi del cast. Tra i nomi ancora in lizza per salire sul palco dell’Ariston al fianco di Conti ci sono Serena Rossi, Annalisa e Giulia De Lellis. Per un’edizione che sembra caratterizzata da scelte per i co-conduttori all’insegna della varietà dei profili professionali, tra cantanti, attori, conduttori, influencer e comici. 

Aggiornamento: Enzo Mazza, CEO di Fimi, ha parlato del Festival di Sanremo 2025, ponendo l’attenzione sul futuro della kermesse.

Con l’edizione 2025, prevista dall’11 al 15 febbraio, si chiude un ciclo cruciale per il Festival di Sanremo. Scadrà infatti la convenzione tra la Rai e il Comune di Sanremo, che garantisce cinque milioni di euro annui per l’organizzazione della kermesse. Tuttavia, la sentenza del Tar ligure dello scorso dicembre impone un cambio radicale: dal 2026, il Comune dovrà indire una gara pubblica per l’assegnazione dell’evento, aprendo potenzialmente la porta ad altri broadcaster, anche se l’interesse reale di possibili competitor sembra limitato.

Enzo Mazza, CEO di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), ha espresso soddisfazione per l’incremento del 12% nei rimborsi Rai alle etichette discografiche per il Festival di Sanremo 2025. Ogni artista in gara riceverà 62 mila euro, con un’aggiunta di 3 mila euro per eventuali partner nei duetti. Tuttavia, Mazza sottolinea che questi importi coprono solo una frazione degli investimenti richiesti per partecipare:

  • Costi in aumento: hotel, trasporti e ristoranti registrano un incremento del 25% rispetto al 2024.
  • Spese complessive: le etichette stimano una spesa media di 120 mila euro per ogni artista, includendo staff, uffici stampa, stylist e social media manager.

«Nonostante i rimborsi maggiorati, l’industria musicale sostiene un carico economico significativo, mentre i principali beneficiari restano la Rai, gli hotel e i ristoranti di Sanremo», ha dichiarato Mazza.

Tra i nodi critici, il Teatro Ariston si conferma inadeguato per un evento di tale portata. La capienza limitata a 1.100 posti e i problemi di sicurezza e logistica rendono evidente la necessità di una nuova struttura. «L’Ariston non è più adatto: è pericoloso, inadeguato, e nessun promoter organizzerebbe un evento simile in un teatro del genere», ha aggiunto Mazza, sottolineando come i 20 mila biglietti richiesti ogni anno contrastino con le capacità del teatro.

La Rai, che paga 2,5 milioni di euro annui per l’affitto dell’Ariston, è chiamata a riflettere sul futuro della manifestazione, considerando l’eventualità di trasferirla altrove o di realizzare una nuova location a Sanremo.

Mazza ha lodato la continuità nella selezione artistica: «Nel 2025 gareggerà Tony Effe, l’artista più venduto dell’anno, in linea con quanto avvenuto negli ultimi quattro anni con Geolier, Lazza e Rkomi». Tuttavia, ha evidenziato come l’impatto economico del Festival sul mercato musicale sia limitato, rappresentando solo l’1,5-2% degli incassi totali dello streaming.

«Sanremo resta un’importante vetrina promozionale, ma i benefici economici diretti per l’industria discografica sono modesti. Il rischio è che i costi crescenti e la mancanza di adeguamenti infrastrutturali possano compromettere il futuro del Festival», ha concluso Mazza.

Con la scadenza della convenzione e i dubbi su una nuova location, il tavolo delle trattative post-2025 sarà cruciale per garantire il futuro del Festival. Il rischio, come avverte Mazza, è che il “fenomeno Sanremo” diventi insostenibile, perdendo appeal sia per l’industria musicale sia per gli spettatori.

Con l’avvicinarsi del Festival della Canzone Italiana 2025, Sanremo inizia a vestirsi a festa; via Matteotti, il cuore pulsante della città, si è illuminata con nuove scenografiche luminarie, che aggiungono un tocco di magia all’attesa. Le decorazioni, che percorrono l’intera via da piazza Colombo fino all’incrocio con corso Mombello, celebrano il legame profondo tra la città e la musica.

Quest’anno, le luminarie raffigurano figure di musicisti intenti a suonare strumenti iconici, come batteria, tromba, arpa e pianoforte, in un omaggio visivo alla grande tradizione musicale del Festival. Non manca un tributo speciale a Carlo Conti, direttore artistico di questa edizione, la cui figura stilizzata accoglie i visitatori all’inizio della via.

Rispetto agli anni scorsi, quando le decorazioni includevano i testi di brani storici che hanno fatto la storia di Sanremo, il tema scelto per il 2025 punta sulla rappresentazione dell’arte musicale, trasformando via Matteotti in una galleria luminosa all’aperto. Al momento, le luci dedicate al Festival convivono con le luminarie natalizie, creando una suggestiva transizione che simboleggia il passaggio dal periodo festivo all’attesa per l’evento musicale più seguito d’Italia.

Nei prossimi giorni, le luminarie esclusivamente dedicate alla kermesse prenderanno il sopravvento, contribuendo a costruire un’atmosfera unica. Via Matteotti, già punto nevralgico per residenti e turisti, si trasformerà in un simbolo vivo del Festival, tra musica, luci e creatività.

Sanremo si prepara così ad accogliere l’edizione 2025 del Festival, trasformandosi in un palcoscenico a cielo aperto. Le decorazioni luminose, unite agli eventi collaterali e al fervore dell’attesa, rendono la città un luogo in cui ogni angolo racconta l’arte della canzone italiana, confermandone il fascino intramontabile a livello nazionale e internazionale.

A meno di un mese dall’inizio del Festival di Sanremo 2025, i preparativi nella città ligure entrano nel vivo; Piazza Colombo, epicentro delle attività legate alla kermesse, sta subendo un’importante trasformazione per accogliere le strutture necessarie all’evento. Nei giorni scorsi, sono stati rimossi i dehors di alcuni locali storici come il panificio De Mattei, la gelateria Lollipop, il McDonald’s e la pizzeria Blanco, mentre nelle prossime ore sarà il turno di Sanremo Fiorita.

L’intervento in Piazza Colombo è finalizzato a liberare lo spazio per l’installazione del palco, dei varchi di accesso e delle aree tecniche, utili a Sanremo 2025. Quest’anno, la regia audio e luci sarà posizionata a ridosso del marciapiede lato monte, lasciando il centro della piazza più libero e funzionale per gli spettacoli.

Nel frattempo, l’atmosfera della città inizia a tingersi di Festival. Sono state installate le luminarie a tema musicale, e i mezzi della Rai hanno già raggiunto via Roma per preparare le trasmissioni. Anche il Palafiori di corso Garibaldi si anima con i lavori per l’allestimento di “Casa Sanremo”, che anticiperà l’apertura con eventi e appuntamenti una settimana prima del Festival.

Sanremo si appresta così a diventare nuovamente il cuore pulsante della musica italiana, in un’edizione che promette di unire spettacolo, cultura e intrattenimento. 

Emergono le prime rimostranze rispetto al Festival per come è organizzato oggi. 

Puntualmente ogni febbraio è preceduto dalla stagione delle polemiche sanremesi, che come sempre abbracciano una vasta gamma di tematiche e istanze. Al momento, almeno dal punto di vista strettamente industriale, le materie in discussione sono soprattutto due: la location e la giuria delle radio.

Nel primo caso, il problema è evidenziato da FIMI e riguarda la mancanza di strutture adeguate ad accogliere quella corazzata che ormai è diventato il Festival: “Nulla è stato fatto con il comune di Sanremo per quanto riguarda trasporti, viabilità, logistica, hospitality e limiti del piccolo Teatro Ariston” dichiara Enzo Mazza, CEO della Federazione, nelle parole riportate da Italia Oggi. Un problema che si legherebbe a quello dei rimborsi da parte della Rai, troppo bassi per sostenere i costi sostenuti dalle discografiche sul territorio di Sanremo: “Quest’anno i costi per hotel, ristoranti, trasporti per Sanremo sono aumentati del 25% rispetto allo scorso anno” aggiunge Mazza.

“Interesse dell’industria sarebbe quello di fare un grande spettacolo in un impianto moderno e con un adeguato palcoscenico, mentre l’interesse del comune di Sanremo è che la gente giri per le strade della cittadina e spenda un po’ di soldi in loco”. Nel 2025, con la messa a gara dell’organizzazione del Festival, le cose potrebbero cambiare almeno dal punto di vista del palcoscenico, auspica Mazza: “Il tema della nuova location è serio sia per noi sia per la Rai. Il teatro Ariston non è più adatto, è pericoloso, inadeguato, e nessun promoter al mondo farebbe uno show come Sanremo in un teatro come l’Ariston. La Rai riceve mediamente 20 mila richieste di biglietti, e invece l’Ariston può accogliere solo 1.100 persone per serata, di cui 660 in galleria. Inoltre all’Ariston c’è anche un problema di sicurezza: troppa gente, spazi piccoli, si lavora malissimo, non ci sono sufficienti pass per il personale delle case discografiche. E, a tirare troppo la corda, c’è il rischio che il fenomeno Sanremo crolli. Potrebbe diventare troppo costoso per l’industria musicale”.

Il secondo ordine di problemi sollevati riguarda la giuria delle radio, innovazione introdotta da un paio di edizioni e confermata anche quest’anno. Con una piccola defaillance in termini di tecnologia moderna, però: le radio che possono essere incluse nella giuria, infatti, sono solo quelle in FM, escludendo le emittenti AM, DAB e le web radio. Il che taglierebbe fuori una piccola ma significativa fetta dell’industria radiofonica, soprattutto adesso che sempre più paesi europei si avviano verso lo switch-off, o hanno già proceduto a farlo (l’esempio più ovvio è quello della radiotelevisione svizzera, che da sempre segue da vicino il Festival: la Confederazione Elvetica è passata definitivamente e in via esclusiva al DAB dal 1 gennaio 2025), cosa che la Rai auspica da tempo avvenga anche in Italia. Al momento non si riscontrano obiezioni formali al regolamento, ma non è escluso che possa succedere.

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