🇨🇭 ESC 2025: Ecco degli spokeperson e l’ordine di uscita

Svelati i nomi degli spokeperson che annunceranno i voti delle giurie dei 37 paesi in gara all’Eurovision Song Contest 2025; ecco anche l’ordine di uscita.

Ecco di seguito gli spokeperson e l’ordine di uscita:

  1. Svezia – Keyyo: Comica, presentatrice e YouTuber. Ha condotto il Melodifestivalen 2025.
  2. Azerbaigian – Safura: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2010.
  3. Malta – Ingrid Sammut: Star della televisione reality.
  4. Paesi Bassi – Chantal Janzen: Conduttrice dell’Eurovision Song Contest 2021.
  5. Slovenia – Lorella Flego: Portavoce dell’Eurovision Song Contest nel 2012, 2021, 2022 e 2024.
  6. Armenia – Lusine Tovmasyan: Portavoce dell’Eurovision Song Contest nel 2012, 2021, 2022 e 2024.
  7. Lussemburgo – Fabienne Zwally: Presentatrice e giornalista TV.
  8. San Marino – Senhit: Rappresentante all’Eurovision Song Contest nel 2011, 2020 e 2021.
  9. Ucraina – Jerry Heil: Rappresentante all’EurovisionSong Contest 2024.
  10. Norvegia – Tom Hugo (KEiiNO): Partecipante all’Eurovision Song Contest 2019.
  11. Austria – Philipp Hansa: Conduttore TV e attore. Portavoce dell’Eurovision Song Contest dal 2019.
  12. Francia – Émilie Mazoyer: Conduttrice radiofonica e televisiva.
  13. Italia – Topo Gigio: Pupazzo iconico, ha duettato con Lucio Corsi a Sanremo 2025.
  14. Portogallo – Iolanda: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  15. Danimarca – Sara Bro: Conduttrice TV e presentatrice delle selezioni nazionali.
  16. Croazia – Doris Pinčić: Attrice, conduttrice radio e TV.
  17. Lettonia – Dons: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  18. Irlanda – Nicky Byrne: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2016 e portavoce nel 2013, 2014, 2015, 2017 e 2018.
  19. Polonia – Aleksandra Budka: Conduttrice radiofonica e televisiva.
  20. Montenegro – Marko Vukčević: Cantante dei NeoneoN, vincitori delle selezioni nazionali.
  21. Grecia – Jenny Theona: Attrice e conduttrice.
  22. Serbia – Dragana Kosjerina: Attrice e conduttrice.
  23. Cechia – Radka Rosická: Attrice, modella e presentatrice. Portavoce Eurovision Song Contest 2017, 2018, 2019, 2023 e 2024.
  24. Regno Unito – Sophie Ellis-Bextor: Cantante e autrice.
  25. Spagna – Chanel: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2022.
  26. Finlandia – Jasmin Beloued: Conduttrice televisiva.
  27. Australia – Silia Kapsis: Rappresentante per Cipro all’Eurovision Song Contest 2024.
  28. Germania – Michael Schulte: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2018.
  29. Belgio – Manu Van Acker: Conduttore e attore. Amico d’infanzia di Red Sebastian.
  30. Israele – Eden Golan: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  31. Albania – Andri Xhahu: Portavoce albanese sin dal 2012.
  32. Lituania – Silvester Belt: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  33. Islanda – Hera Björk: Rappresentante all’Eurovision Song Contestnel 2010 e nel 2024.
  34. Cipro – Loukas Hamatsos: Portavoce per Cipro 12 volte, a partire dal 2000.
  35. Estonia – Estoni Kohver: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  36. Georgia – Nutsa Buzaladze: Rappresentante all’Eurovision Song Contest 2024.
  37. Svizzera – Mélanie Freymond e Sven Epiney: Conduttori della viewing party Arena Plus Basel.

Con undici artisti mandati a casa dal pubblico dei 37 artisti in gara che si sono recati a Basilea tornano a casa dopo la prima e seconda semifinale di martedì e giovedì sera, lasciando 26 Paesi in gara per il titolo sabato prossimo. Tra questi l’Italia (con Lucio Corsi), che è tra i sei qualificati di diritto.

Venti sono stati scelti dai voti dei telespettatori nelle Semifinali, mentre la Svizzera, in quanto Paese ospitante, e i cosiddeti Big Five (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito), ossia i Paesi che contribuiscono maggiormente in termini finanziari al concorso, si sono qualificati automaticamente per la finale.

Sabato perciò si esibirà di nuovo anche Lucio Corsi con la sua ‘Volevo essere un duro’, piazzatasi seconda a Sanremo ma ripescata per l’Eurovision Song Contest dopo la rinuncia di Olly, il vincitore del Festival di Sanremo.

La lista completa della finale dell’Eurovision Song Contest

  1. Albania: Shkodra Elektronike – Zjerm
  2. Estonia: Tommy Cash – Espresso Macchiato
  3. Islanda: VÆB – Róa
  4. Paesi Bassi: Claude – C’est La Vie
  5. Norvegia: Kyle Alessandro – Lighter
  6. Polonia: Justyna Steczkowska – Gaja
  7. Portogallo: NAPA – Deslocado
  8. San Marino: Gabry Ponte – Tutta L’Italia
  9. Svezia: KAJ – Bara Bada Bastu
  10. Ucraina: Ziferblat – Bird of Pray
  11. Armenia: PARG – Survivor
  12. Austria: JJ – Wasted Love
  13. Danimarca: Sissal – Hallucination
  14. Finlandia: Erika Vikman – Ich Komme
  15. Grecia: Klavdia – Asteromáta
  16. Israele: Yuval Raphael – New Day Will Rise
  17. Lettonia: Tautumeitas – Bur Man Laimi
  18. Lituania: Katarsis – Tavo Akys
  19. Lussemburgo: Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son
  20. Malta: Miriana Conte – Serving
  21. Francia: Louane – Maman
  22. Germania: Abor & Tynna – Baller
  23. Italia: Lucio Corsi – Volevo essere un duro
  24. Spagna: Melody – Esa diva
  25. Regno Unito: Remember Monday – What the hell just happened?
  26. Svizzera: Zoë Më – Voyage

Aggiornamento: In occasione dell’Eurovision Song Contest 2025, la città di Tampere si è stretta attorno alla sua stella più brillante: Erika Vikman. Con il brano provocatorio e carismatico “Ich komme”, la cantante nata a Tampere rappresenta la Finlandia sul palco europeo, e lo fa portando con sé tutta l’anima audace e creativa della sua città natale.

Per celebrare Erika e sostenerla nella corsa al titolo, il Comune di Tampere e Visit Tampere hanno lanciato il video “Ich komme aus Tampere”, una vera e propria dichiarazione d’amore alla città e alla sua artista. Il video, prodotto dalla casa di produzione locale Karu Films, mostra volti noti della scena culturale e sociale di Tampere – da Kalervo Kummola a Carrie the Drag Queen, passando per musicisti, comici e attori – che ballano e cantano sulle note del brano di Erika tra alcuni dei luoghi più iconici della città: Pispalanharju, i rapidi Tammerkoski, la sauna galleggiante di Pyhäjärvi e la piazza centrale.

Un progetto che non solo celebra la musica, ma incarna i valori della canzone stessa: coraggio, libertà d’espressione e abbattimento dei pregiudizi.

“Ich komme è una celebrazione del coraggio e della rottura degli stereotipi. Lo stesso vale per Tampere. Con questo video vogliamo incoraggiare l’intera comunità cittadina e tutta la Finlandia a sostenere Erika Vikman nella sua corsa verso la vittoria”, ha dichiarato Tuomas Paloniemi, PR e media specialist di Visit Tampere.

Durante la settimana dell’Eurovision, l’intera città è coinvolta nella campagna Ich komme aus Tampere. Cittadini, imprese, associazioni e locali possono partecipare utilizzando i materiali grafici disponibili online, pubblicando contenuti con l’hashtag #IchKommeAusTampere e taggando il profilo ufficiale @VisitTampereofficial.

In parallelo, sono in programma numerosi eventi a tema Eurovision nel calendario cittadino, visibili anche sul sito ufficiale della campagna.

Inoltre, le celebri “luci a tenda” di Hämeenkatu saranno illuminate in linea con il tema di Erika durante le semifinali e la finale: un gesto simbolico che trasforma la città in un gigantesco messaggio di supporto.

Il sostegno a Erika non si limita ai confini finlandesi. Durante l’Eurovision a Basilea, Erika Vikman sarà accompagnata da una delegazione di tifosi e rappresentanti da Tampere e Vöyri. In centro città è stato allestito un vero e proprio Finland Lounge, dove svetta un’autentica sauna portata dalla capitale mondiale della sauna: Tampere.

“Tampere ha molte risorse che vogliamo mostrare al mondo: cultura urbana, eventi internazionali, natura e, ovviamente, la sauna. Come capitale mondiale della sauna, portiamo il nostro simbolo anche a Basilea, in collaborazione con Vöyri e l’Associazione Finlandese della Sauna”, spiega Saara Saarteinen, Event Manager della Città di Tampere.

Il lounge resterà aperto fino al 17 maggio, con saune funzionanti ogni giorno e una varietà di attività culturali e promozionali.

Tampere non è soltanto lo sfondo natale di Erika Vikman: è parte integrante del suo stile e del suo messaggio. Una città che incoraggia la libertà d’espressione, che valorizza l’arte e la musica in tutte le loro forme, dai grandi teatri alle saune più intime, dai club alternativi ai festival internazionali.

Erika incarna tutto questo: la forza di rompere le regole, l’ironia che sfida il conformismo e una visione artistica che parla al cuore dell’Europa.

Non è un caso che Tampere sia anche la sede scelta per ospitare, per la terza volta, l’UMK 2026 – il concorso nazionale che selezionerà il prossimo rappresentante finlandese all’Eurovision. La città investe sempre più nel settore musicale e negli eventi dal vivo, con una visione chiara: diventare la capitale culturale del Nord Europa.

Con luci, musica, saune e video virali, Tampere dimostra un sostegno senza precedenti per la sua artista più iconica. E mentre Erika Vikman canta Ich komme davanti a milioni di spettatori europei, da Tampere a Basilea il messaggio è chiaro: siamo tutti con te.

Aggiornamento: La finale dell’Eurovision song contest 2025, in programma sabato 17 maggio 2025 a Basilea, in Svizzera, si avvicina in un clima di crescente tensione. Al centro delle polemiche vi è la partecipazione di Israele, rappresentata quest’anno dalla cantante Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco di Hamas al festival musicale Nova nel sud del Paese, nell’ottobre 2023. La sua esibizione, un brano trilingue dal titolo “New Day Will Rise”, è diventata per alcuni simbolo di resistenza, per altri un elemento di controversia in un contesto già fortemente polarizzato.

L’ammissione di Israele all’Eurovision non è una novità, né una forzatura: il Paese è membro dell’EBU-UER, che consente la partecipazione anche di emittenti di Stati extraeuropei purché rientranti nell’area di trasmissione definita dall’Ebu stessa. Israele partecipa dal 1973 e ha vinto quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 2018. Tuttavia il contesto attuale è profondamente mutato. Negli ultimi mesi, la prosecuzione dell’operazione militare israeliana su Gaza ha alimentato forti proteste civiche in tutta Europa. Alcune delegazioni hanno segnalato malumori interni, mentre sui social media si moltiplicano campagne per il boicottaggio della finale. Durante l’esibizione di Raphael, che aveva già ricevuto minacce di morte in vista della sua partecipazione all’evento, sono emerse tensioni visibili, tra cui fischi e simboli pro-palestinesi tra il pubblico.

Per l’EBU-UER, la questione va oltre il merito politico. Fondata nel 1950 con una duplice missione, tecnica e valoriale, l’organizzazione promuove da sempre un’idea di broadcasting pubblico libero e indipendente. Israele è diventato un caso emblematico dopo la soppressione, nel 2017, dell’Israel broadcasting authority, ritenuta eccessivamente critica dal governo di Benjamin Netanyahu, e la sua sostituzione con l’attuale emittente Kan. Sebbene meno conflittuale, Kan continua a essere oggetto di pressioni politiche, e nel 2023 l’allora ministro delle comunicazioni israeliano aveva proposto la sua privatizzazione, una mossa che, se attuata, potrebbe porre il Paese in violazione dei criteri Ebu. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, l’Ebu escluse la Russia solo in seguito alle minacce di ritiro di alcuni Stati membri. Nel caso di Israele, non si è ancora registrata una pressione analoga, tuttavia l’insoddisfazione è palpabile. La politicizzazione del concorso, d’altronde, è un fenomeno ormai consolidato: negli anni, le vittorie di Dana International o Conchita Wurst avevano rafforzato l’immagine del contest come promotore di inclusione e diritti civili. Oggi, quella narrazione si confronta con una realtà più complessa e divisiva.

Escludere Israele dalla competizione musicale richiederebbe una revisione sostanziale dei criteri di ammissibilità e comporterebbe potenziali conseguenze legali e diplomatiche. Tuttavia, l’equilibrio è sempre più precario. Secondo un’importante fetta dei telespettatori e della critica televisiva, l’Ebu dovrebbe chiarire se l’obiettivo primario resti la tutela della libertà editoriale, anche a scapito della neutralità percepita del concorso, o se sarà necessario ridefinire la propria missione alla luce delle nuove sensibilità geopolitiche.

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